Polvere lunare
Indice |
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| Capitolo 1 | Capitolo 2 | Capitolo 3 | |
| Capitolo 5 | Capitolo 6 | Capitolo 7 | |
1.CAPITOLO.Un nuovo anno scolastico
Hogwarts
era la scuola di magia frequentata da giovani maghi inglesi. Sorgeva in un
luogo nascosto agli occhi di tutti e nessuno sapeva esattamente dove fosse
situata, come del resto non si conosceva la sede delle altre scuole di magia
in Europa.
Sirius
Black, James Potter, Remus Lupin e Peter Minus frequentavano il loro quinto
anno accademico.
Il giovane Lupin era stato
nominato prefetto e, sotto lo stemma di Grifondoro, brillava la sua spilla. La
nomina a prefetto era stata avvallata da Silente: il suo scopo era tenere
sottocontrollo gli scalmanati Sirius e James. Ciò pero, non aveva fatto altro
che galvanizzare il gruppo, che ora si sentiva più forte e quasi autorizzato a
dominare la torre di Grifondoro.
Il primo
Settembre era arrivato e tutta la scolaresca era nella Sala Grande per il
banchetto di benvenuto. Il solito gruppetto affiatato si metteva in mostra,
ovvero James e Sirius si presentarono facendo loro i complimenti (ad alta
voce, in modo da farsi sentire da tutti…specialmente dai Serpeverde!) per
essere giunti a Hogwarts ed essere entrati nella grande, fantastica e vincente
casa di Grifondoro!!!
Dal tavolo
di Serpeverde sguardi di odio, se avessero potuto, avrebbero perforato e
incendiato il tavolo della casa rivale.
Gli sguardi di James Potter,
però, si preoccupavano più che altro delle ragazze Grifondoro, e in
particolare di Lily Evans: la ragazza aveva capelli rossi fin sulle
spalle e due bellissimi occhi verdi. James, quando c’era lei, si metteva in
mostra più del solito, come se questo fosse possibile! Era incoraggiato dal
suo migliore amico Sirius, che però alle volte si rivelava più seggio
dell’amico.
Lily era seduta con ragazze e
ragazzi di anni differenti e di fronte a lei sedeva la sua migliore amica:
Selene Grissom.
Erano rivali per quanto
riguardava i risultati scolastici, ma era una rivalità positiva che non faceva
altro che spronare le ragazze a fare del loro meglio. La signorina Grissom era
diventata anche lei prefetto e portava anche lei, come Remus, la spilla.
«Quella spilla ti sta da Dio!»
si complimentò Lily.
«Grazi! Tieni presente, però,
che l’altra è sul petto di Lupin e non credo che sarà imparziale con i suoi
amici»
«Questo è vero! Ma per
fortuna ci sei tu!» concluse Lily, anche perché Silente stava per dare i
soliti annunci di inizio anno. Tra questi spiccava uno che parlava di lord Voldemort, il Signore Oscuro, che imperversava la vita di Maghi e Gabbani
negli ultimi anni. Hogwarts sembrava essere uno dei luoghi più sicuri del
mondo in momenti come questo.
A fine cena
i prefetti si occuparono dei ragazzi del primo anno, indicando loro la strada
per il dormitorio e insegnando loro la parola d’ordine per accedervi.
Remus e Selene si trovarono
per la prima volta faccia a faccia mentre accompagnavano i nuovi arrivati.
«Ho l’impressione» esordì la ragazza «che non mi sarai d’aiuto con i tuoi
amici.»
«Tu non credi che io possa essere imparziale?»
«No, decisamente no! IO non intendo avvallare tutte le loro malefatte…»
«Nemmeno io» la
interruppe Remus «ma alle volte puoi essere indulgente con loro, in fondo
procurano molti punti a Grifondoro!» con queste parole Selene fu zittita. Era
la verità quella pronunciata da Remus: James, come Cercatore, faceva vincere
la squadra di Quidditch e Sirius era un ottimo studente. Nonostante ciò Selene
non si fidava molto delle sue parole: qualunque cosa dicesse faceva parte
della loro banda…
2.CAPITOLO.Rivelazioni
L’anno
scolastico procedeva nel migliore dei modi. Remus e Selene passavano molto
tempo insieme per quanto riguardava i loro doveri da prefetti.
Impararono a rispettarsi. Per
la banda di Remus, nonostante Selene fosse insopportabile (infatti fino a
Dicembre aveva sottratto a Grifondoro 150 punti per varie infrazioni…) c’erano
dei vantaggi: Selene era amica di Lily Evans e questo bastava per rigare
dritti, a volte!
«Ciao!» disse Remus una
mattina a colazione.
«Ciao, Remus! Tutto a posto?» Selene aveva guardato il ragazzo in viso e aveva notato parecchi graffi che
segnavano la sua pelle.
«Sì, non è niente!» rispose
Remus che aveva capito cosa guardava. Erano esattamente quattro mesi che
Selene aveva notato le assenze periodiche di Remus, la sua aria stanca prima e
dopo le assenze e i graffi e le piccole ferite che aveva sul viso e sulle
braccia. Aveva iniziato ad avere dei sospetti il mese precedente: aveva
osservato il calendario lunare e scoperto che le sue assenze coincidevano con
la luna piena. Secondo i suoi calcoli Remus Lupin era un lupomannaro! Aveva
bisogno di conferme. Con la luna piena di Dicembre Remus saltò le lezioni e
Selene si recò da Sirius e James.
Mentre
saliva le scale del dormitorio dei ragazzi la sua mente lavorava
freneticamente. Come aveva potuto Silente permettere ad un lupomannaro di
frequentare la scuola?da quando Remus era un licantropo, se lo era davvero?
Prima di quest’anno non aveva mai notato nulla, ma forse questo era dovuto al
fatto che non aveva mai frequentato il ragazzo.
Era ancora avvolta nei suoi
pensieri quando bussò alla camera dei ragazzi del quinto anno. Ad aprire fu
Peter, perché gli altri due erano impegnati in una partita di Gobbiglie. Peter
chiuse la porta alle sue spalle e James Potter alzò lo sguardo verso di lei.
«Abbiamo fatto qualcosa per
meritarci una visita in camera dal nostro prefetto preferito?» chiese il
ragazzo.
«Remus Lupin è un lupomannaro?» la domanda di Selene arrivò a bruciapelo: Peter rimase a bocca aperta,
Sirius e James si guardarono l’un l’altro.
«Come lo hai scoperto?»
chiese Sirius con un volto talmente serio da competere con quello della
McGranitt quando stava per infliggere una punizione.
«Il calendario lunare e le sue assenze hanno strane coincidenze.»
«Capisco.» Sirius si alzò in piedi e si avvicinò a Selene «Lo hai detto a
qualcuno?»
«No, non sono una stupida!
Volevo prima parlare con voi e poi…io e Remus siamo amici, perché avrei dovuto
fare una cosa del genere?» Selene da un lato era spaventata: tutti (escluso
forse Peter) la guardavano con aria interrogativa e seria. Aveva quasi paura
che l’assalissero.
«Non dirlo a nessuno.» James ruppe il silenzio e come se leggesse nella sua
mente disse: «se hai delle domande da fare, falle direttamente a lui. È meglio
così!»
Il resto
della giornata passò lentamente e Selene non faceva altro che pensare al fatto
che un lupomannaro frequentasse la sua scuola e fosse anche un prefetto!
Lily cominciò a preoccuparsi
per lei quando a cena non mangiò nulla. Le chiese come stava, ma la signorina
Grissom le rispose che stava bene e la discussione si concluse lì.
Al ritorno
di Lupin alle lezioni, Selene non ebbe il coraggio di chiedergli nulla, ma
Remus evidentemente sapeva di essere stato scoperto e aspettava la prossima
azione della ragazza.
Una sera, quando la Sala
Comune si svuotò, Selene e Remus rimasero soli. Il ragazzo ormai faceva finta
di leggere, infatti il suo sguardo era fisso in attesa che la Grissom
chiedesse spiegazioni. Si era fatto molto tardi e Remus stava pensando di
andarsene a letto, quando Selene si fece coraggio. Remus narrò la sua vita da
licantropo dal principio: da quando fu morso a 6 anni, alla possibilità di
frequentare la scuola grazie al nuovo preside Silente; raccontò quindi del
Platano Picchiatore, della galleria, dei suoi tre amici diventati Animagi,
della Mappa del Malandrino e dei loro soprannomi: Lunastorta, Felpato, Ramoso
e Codaliscia. In un primo momento Selene rimase shockata da quelle
rivelazioni. Alla fine però Remus disse che le aveva raccontato tutto perché
si fidava di lei e la considerava una vera amica…
I giorni scorrevano veloci e il segreto di Remus
rimase tale: Selene non lo raccontò neanche a Lily, perché aveva dato la sua
parola al ragazzo. Ormai erano buoni amici: avevano raggiunto un accordo per
quanto riguardava il gruppo dei Malandrini: Selene avrebbe chiuso un occhio
per i disastri “innocenti” e Remus avrebbe avuto più polso con i suoi amici al
momento giusto.
Il patto e
la loro amicizia si ruppero alla fine dell’anno scolastico, quando dopo
l’esame G.U.F.O. di Difesa contro le Arti Oscure, Sirius e James litigarono
con la loro vittima preferita: Severus Piton. Mentre Sirius e James
“torturavano” il ragazzo davanti ad una piccola folla divertita, Remus non
mosse un dito e intervenì solo quando il limite era stato abbondantemente
superato. Selene era arrivata tardi nel prato vicino al lago e il suo
intervento no fu veloce, perché era allibita dal comportamento dell’altro
prefetto.
Per tutta
l’estate Selene confece altro che rimuginare sull’accaduto. Come aveva potuto
infrangere la loro promessa? Dimenticare la loro complicità? E poi perché se
la prendevano tanto con Piton? Forse era antipatico (!), scorbutico(!!),
troppo interessato alle Arti Oscure(!!!), ma i malandrini trattavano così solo
lui nonostante nella scuola ci fossero altri Serpeverde viscidi e crudeli.
Durante il
mese di Agosto, mentre era in vacanza a Roma (sua madre era Babbana) ricevette
una lettera da Lily.
“Ciao
Selly,
come va?
Io sono in Scozia! I castelli sono bellissimi, ma i laghi lo sono molto di
più…la povera Petunia è caduta dalla barca mentre eravamo in gita e si è presa
un bel raffreddore.
Com’è
l’Italia? Sarei voluta venire con te a visitare la capitale, anche perché so
che lì i maghi e le streghe occupano un intero quartiere: è scritto in “Guida
ai luoghi magici europei”.
James
Potter mi ha spedito un gufo: è davvero sfacciato! Non lo sopporto: a volte
passa il limite del lecito! Quanto ai suoi amici pare che lo abbiano
dichiarato capo-indiscusso-di-Hogwarts!
Ultimamente sei distante. Cosa è successo? Se sei in questo stato catatonico a
causa del comportamento di Lupin, io ti consiglierei di lasciar perdere: c’era
da aspettarsi che avrebbe coperto i suoi amici. Piton non si è comportato
meglio di loro: mi ha insultata chiamandomi “Mezzosangue”! Riconosco però che
Black e Potter si sono comportati da vigliacchi, essendo due contro uno.
Divertiti in Italia e non pensarci! Ci vediamo il primo Settembre a King’s
Cross per l’Espresso di Hogwarts!
Baci!
Lily”
Lily aveva fatto centro:
Selene non faceva altro che pensare alla fine del quinto anno e a quell’episodio
pietoso. Ma come spiegare a Lily che a offenderla di più era l’aver ignorato
da parte di Remus della promessa che li legava? Nonostante tutto aveva deciso
di non raccontare a nessuno della caratteristica inquietante di Remus Lupin…
4.CAPITOLO.Lupetto innamorato?
Il primo
Settembre era alle porte. Mancavano solo due giorni alla partenza e Selene
sistemava già il suo baule. Aveva un regalo per Lily: un braccialetto
d’argento con tanti pesciolini: l’aveva comprato da una zingara, che le aveva
assicurato che quello era un vero portafortuna. Sistemò il suo regalo nel
baule con gli ultimi libri e il calderone.
La mattina
del primo Settembre era piuttosto nuvolosa. Alle dieci e mezza piovigginava
alquanto. Il signor Grissom accompagnò sua figlia in stazione. Il treno
sbuffava già nuvole di denso fumo bianco e fischiava per richiamare gli
studenti chiacchieroni e farli salire nelle carrozze.
Lily la aspettava sul secondo
vagone, come ogni anno. Al loro incontro si abbracciarono e iniziarono una
fitta chiacchierata sulle loro vacanze. Mentre erano immerse nella loro
conversazione insieme ad altre due ragazze di Corvonero, il carrello del
pranzo passò e dalla gentile signora vestita color lavanda comprarono
Cioccorane, Api Frizzole e Gelatine Tuttigusti + Uno.
Davanti al
loro scompartimento passarono anche i quattro Malandrini, evidentemente in
ceca di Severus Piton. Selene li fissò e seguì i loro movimenti affacciata sul
corridoio.
«Quanto è bello Sirius
Black!!!» esclamò con enfasi una ragazza bionda di Corvonero.
Lily e Selene si guardarono in
faccia: era vero, ma se lo avessero conosciuto meglio, forse, avrebbero
cambiato idea, anche se lo dubitavano: per quanto riguardava i ragazzi quelle
due sembravano un po’ sciocchine: bastava il primo ragazzino carino a farle
sciogliere. A causa di Sirius si aprì un lungo dibattito sui ragazzi. Tutti
avevano notato come James Potter facesse la corte a Lily, ma lei rispose:
«Non ho alcuna intenzione di
uscire con un ragazzo così arrogante e presuntuoso! E se dovesse succedere
vorrà dire che il mondo gira alla rovescia e che gli asini volano!» (!!!)
La sera
giunse serena; la pioggia era stata lasciata indietro. Gli studenti, giunti ad
Hogwarts, si recarono nella Sala Grande per la cerimonia dello Smistamento e
per il banchetto, al termine del quale Selene e Remus si incontrarono di
nuovo, ma questa volta come caposcuola. Il ragazzo tentò di essere amichevole,
ma la signorina Grissom era ancora arrabbiata con lui. Era fredda e
distaccata, decisa a trattarlo come meritava, pensava.
Le lezioni
iniziarono, come sempre, il giorno dopo: Trasfigurazione, Incantesimi,
Pozioni, Antiche Rune e Artimanzia erano le discipline preferite dalle due
amiche che si notavano per lo studio.
Purtroppo, a quanto pareva, i
Malandrini frequentavano tutti i loro corsi, ad eccetto Peter Minus che,
poveretto, non era un genio nel campo accademico.
Celatamente
Selene fissava Remus Lupin durante la lezione di Antiche Rune: era ancora
incavolata con lui, ma era anche preoccupata: un lungo e profondo graffio gli
solcava la guancia sinistra. Remus, d’altra parte, si sentiva osservato e
sapeva anche da chi: da un lato gli faceva piacere, dall’altro era un po’
imbarazzato dalla situazione. Sirius e James si erano accorti che c’era
qualcosa di strano nel loro amico e una sera, dopo cena, in camera loro
accesero una piccola discussione.
«Chi è la fortunata?» chiese
James passandosi una mano tra i capelli, scompigliandoseli ancora più di
quanto già non fossero.
«Come?» fu la risposta di
Lupin, che aveva capito benissimo la domanda, ma voleva evitare il discorso.
«Guarda che abbiamo capito
che sei innamorato!» dichiarò Sirius maliziosamente «beh, tranne Codaliscia,
si intende!» tutti risero, tranne Peter, non perché si fosse offeso, ma
perché non aveva capito la battuta!!!
«Innamorato mi sembra una
parola grossa…» Lupin ormai non aveva scelta; cercò quindi di difendersi.
«Diciamo che mi piace, è carina, ma nient’ altro.»
«Ok, ma chi è?» incalzò
James.
«No, non ve lo dico. Non adesso almeno!»
Sirius e James si guardarono
con un ghigno perfido.
«Tanto lo sappiamo. Volevamo
solo conferme!» Sirius era bravo ad indovinare, anche con pochi indizi.
«Perché non fai un favore a te stesso e a James mettendo una buona parola per
lui con la tua amata per farla uscire con Evans?»
«Perché la sua amica mi
ucciderebbe, visto che già mi…» Remus si era tradito!!!
«Visto che è Selene Grissom?» esultò Sirius dando il cinque a James.
«Al diavolo!» fu l’ultima
parola di Lunastorta…
Remus Lupin
camminava lungo i corridoi di Hogwarts per raggiungere la biblioteca. Pensava.
Selene era carina: occhi grandi verde scuro e dolci riccioli neri che le
incorniciavano il viso. Le sue labbra e le sue guance erano rosate e la sua
pelle era candida. A Remus ricordava la principessa delle fiabe! Biancaneve,
forse… ma cosa pensava!!! Lei ora lo odiava e poi…e poi…era un lupomannaro, i
suoi figli sarebbero stati come lui e lui non voleva passare la sua
maledizione a nessuno! Essere ciò che era era un problema, ma doveva
convincersi, non c’era rimedio…Silente era stato molto buono a lasciarlo
frequentare la scuola di Magia e Stregoneria. Aveva i suoi amici, dopotutto, e
i momenti più tristi, le trasformazioni, erano diventate un appuntamento con
il divertimento!
Seduta in
biblioteca c’era Selene alle prese con una traduzione di Antiche Rune talmente
difficile che attorno a lei c’erano una decina di pesanti volumi aperti, tanto
grandi da occupare quasi un tavolo intero!
La ragazza vide entrare Remus:
un po’ trasandato, come al solito, il colletto della camicia sbottonato e la
cravatta lenta. A Sirius lo stesso abbigliamento lo rendeva distrattamente
elegante, ma a Remus distratto e basta! Forse anche trasandato, d'altronde
tutti sapevano che la sua famiglia non era delle più ricche del mondo dei
maghi. Remus aveva delle abitudini particolari secondo Selene: quando
rifletteva una ruga sottile si formava tra gli occhi e rigirava la piuma tra
le dita. Questo la faceva sorridere.
Mentre era
dalla bibliotecaria il ragazzo notò la Grissom e, una volta preso il suo libro
sulle pozioni (materia in cui non era tanto forte!) (io, invece sono un genio!Ndr
Severus) si sedette di fronte a lei. Selene alzò lo sguardo e lui ricambiò con
un leggero sorriso sulle labbra. La ragazza sorrise a sua volta e tornò ai suo
i libri. Restarono tutto il pomeriggio senza dire una parola. (in biblioteca,
è noto a tutti, non si può fare!Ndr Madama Pince).
Il tempo
passava veloce, le lune si susseguirono e le vacanze di Natale passarono. Le
lezioni di Trasfigurazione diventavano più complicate, ma per i Malandrini
erano semplicissime: erano Animagi! Anche Minus per una volta riuscì a
combinare qualcosa di buono, tanto che la McGranitt lo premiò con 10 punti per
Grifondoro!
Il freddo
passò. La primavera giunse con una partita di Quiddich: Grifondoro –
Tassorosso vinta dalla Casa di Nick-quasi-senza-testa per 200 a 30!
Le vacanze di Pasqua giunsero
in fretta. Alla Torre di Grifondoro tutti gli studenti tornarono dalle loro
famiglie, tranne i ragazzi del quinto e del settimo anno che dovevano
prepararsi per i G.U.F.O. e i M.A.G.O.. del sesto anno gli unici a rimanere
furono Remus e Selene. Lily, infatti era dovuta partire per le vacanze dai
suoi nonni.
Le giornate
erano molto belle, tanto che la Grissom passava molto tempo sul prato a
leggere o a guardare le nuvole (Dolce far niente!…Ndr Lady Snape). Remus era
un po’ indietro con i compiti e passava molto tempo in biblioteca.
Una calda
mattina, però, decise di mollare lo studio e di fare un giro all’aria aperta
nel parco. Fu abbagliato dai riflessi rossi dei riccioli di Selene, tanto che
decise di avvicinarsi, anche se non voleva neanche immaginare la reazione che
la ragazza avrebbe potuto avere.
«Buongiorno!» disse
gioviale.
«Buongiorno!» Selene era di
buon umore. Questo incoraggiò Remus, che le si sedette accanto.
«Come mai sei rimasta qui?»
«Beh…: i miei andavano dai miei zii, ma non mi andava di seguirli: mi sarei
solo annoiata e così ho pensato di restare. Tu invece?»
«Luna piena, l’ultimo giorno di vacanza. Non sarei riuscito a tornare in tempo
per l’inizio delle lezioni. Ne perdo già parecchie.»
«Capisco…mi dispiace che queste vacanze debbano
concludersi così…» Selene era davvero dispiaciuta.
«Non ha importanza. Ci sono abituato.»
Parlarono di tante altre
cose, ridendo e scherzando. Ritrovarono l’amicizia perduta
«Amici?» chiese infatti
Selene porgendogli la Mano. Remus la guardò sorridendo: “Meglio così!” pensò.
«Amici!» rispose prendendola
tra le sue…
La loro
amicizia crebbe. Lily, al suo ritorno, indovinò l’accaduto: sapeva che a
Selene piaceva la compagnia di Remus.
Il tempo
continuò come sempre a scorrere e come sappiamo non si arresta, scorre sempre
nel bene e nel male. Il male era visibile in Lord Voldemort, che diventava
sempre più potente, il bene nella vita dei ragazzi, nella loro amicizia e
nella loro crescita.
Al settimo
anno di scuola molte cose erano mutate. Ormai James e Lily erano usciti
insieme grazie alla complicità dei Malandrini e di Selly, come ormai la
chiamavano tutti i suoi amici. Lily conosceva tutta la verità sul gruppo: che
erano Animagi, sapeva della Mappa del Malandrino e della condizione di Lupin.
Erano diventati inseparabili, fermo restando che c’era un serio divieto per
Felpato e Ramoso che riguardava il dover evitare a qualsiasi costo di lanciare
incantesimi sugli altri ragazzi tanto per divertirsi.
Le vacanze
di Natale le passarono sui libri. A Febbraio, qualche giorno prima di San
Valentino, fo organizzato un fine settimana ad Hogsmeade. James invitò Lily,
come era facile prevedere!
«Mi dispiace Selly, ma sai
James…» aveva iniziato a dire, ma Selene l’aveva fermata; capiva benissimo il
motivo per cui per quel giorno l’avrebbe lasciata sola e non si sarebbe certo
offesa!
Le ragazze di Grifondoro
uscivano tutte con ragazzi di altre Case. Le sue amiche di Corvonero erano
occupate con Ted Smith e Carl Bennett, due ragazzi di Tassorosso. Sirius
Black, beh, era accerchiato da ragazze che lo invitavano e per quella giornata
aveva dato appuntamento a tre ragazze! A Selly non restava che uscire con
Remus e Peter. Nonostante al gruppo di amici fosse ormai palese che lui fosse
innamorato di Selly, non aveva trovato il coraggio di invitarla ad uscire:
James e Sirius si erano prodigati in tutti i modi con consigli, facendoli
restare soli, ma chissà perché Lunastorta era stato irremovibile!
Felici e
contenti tutti gli studenti si avviarono verso la cittadina magica più famosa
d’Inghilterra. Il trio scampato agli appuntamenti visitò i negozi in cerca di
qualcosa di bello da comprare. Si recarono da Mondomago, da Mielandia e alla
fine decisero di bere una burrobirra ai Tre Manici di Scopa. Il luogo era
affollato così decisero di prendere le bibite e di berle da un’altra parte,
visto che la giornata era calda e soleggiata. Durante il tragitto verso la
Stamberga Strillante, che negli ultimi anni era considerato il luogo più
infestato dai fantasmi di tutta l’Inghilterra (in realtà i rumori lugubri
erano prodotti da un lupomannaro e da tre Animagi, eh Malandrini!),
incontrarono Sirius che, quasi disperato, cercava aiuto per poter scaricare
una ragazza; cosa molto strana perché Sirius sapeva risolvere molto bene
questi problemi. Fatto sta che Lupin e Selene furono lasciati soli.
«Tu ci credi a quello che ha
detto?» chiese Selene un po’ divertita.
«No, decisamente no!»
rispose Remus ridendo.
«Credono che siamo deficienti, per caso? Non è la prime volta che fanno in
modo di lasciarci soli»
«Si, lo so. Però è bene apprezzare la fantasia di Sirius: ne sa inventare di
cavolate!»
«Sono assolutamente d’accordo con te! E poi tanto vale farci un giro, no?»
Così si
incamminarono lungo il viale chiacchierando come al solito. Purtroppo per loro
lungo la strada incontrarono Avery, un Serpeverde crudele e in un giro che ai
Malandrini non piaceva affatto. L’idiota cominciò a prendersela con la
ragazza, perché sua madre era una Babbana e ormai da tempo anche a scuola
giravano strane idee. Selene ignorava le sue ingiurie, ma Remus cominciò ad
innervosirsi, nonostante Selene lo spingesse via e gli continuasse a ripetere
di lasciar perdere. Remus perse la pazienza: estrasse la bacchetta e iniziò un
breve duello. Avery da vigliacco scappò via. Remus J. Lupin si asciugò la
guancia sinistra con la manica della giacca: una fattura lo aveva colpito,
graffiandolo.
«Non
avresti dovuto duellare!» Selene era seduta accanto a lui su una panchina.
Con il suo fazzoletto bianco gli puliva la piccola ferita. «Avery è solo uno
stupido!» cercare di minimizzare la situazione era inutile: Remus era molto
serio. I suoi occhi ambrati la fissavano con uno sguardo severo.
«Dovevo lasciar perdere?! Ti
avrebbe attaccato di sicuro!» Remus ora sembrava furioso!
«Guarda che so difendermi!»
ora era lei a scaldarsi.
«Lo so! Ma…insomma…mi ha
fatto incavolare! Prendersela con te solo perché non hai entrambi i genitori
Maghi è una cosa stupida! E poi quel tipo non mi piace! Lui e i suoi amici Serpeverde del cavolo sono troppo interessati alle Arti Oscure…. Inoltre non
potevo permettergli di farti del male…» Remus strinse la mano di Selly nella
sua. Lei sentì il suo calore e i loro sguardi si incontrarono…Remus le diede
un piccolo e leggero bacio sulle labbra, sfiorandole appena, poi abbassò
velocemente lo sguardo. Era arrossito molto. Selly sorrise e si avvicinò a
lui.
«Grazie!» mormorò sottovoce
per poi donargli un lungo e profondo bacio…
«L’hai baciato?!» Lily era allibita. Erano tornati da Hogsmeade ed erano
momentaneamente in camera. «Tu hai baciato lui?!»
«Mi dici quale è il problema?»
«Non pensavo che saresti
partita all’attacco!» rispose, ridendo, la rossa.
«All’attacco?! Ma sei fuori?»
«Quando siete tornati sembrava che non fosse successo niente!»
«Dovevamo scrivercelo in fronte, per caso?»
«No, ma di solito si entra più in contatto.»
«Cioè?»
«Non so…si cammina mano nella mano, eccetera eccetera!»
«Eccetera…beh, il rapporto tra me e Remus è sempre stato così, perché
cambiare? C’è qualcosa di più, ma per il resto è uguale. E poi, lo sai, è molto
timido: sarebbe una tortura!»
Scena
analoga si verificò nella camera dei ragazzi, che stapparono anche qualche
burrobirra per festeggiare.
«Un urrà per Lunastorta!» urlò James euforico.
A cena i
due poveretti non ebbero pace. A Selene tutti gli ammiccamenti e i commenti
facevano sorridere, alle volte imbarazzavano, ma Lupin la prendeva più
seriamente. Più di una volta fu sul punto di mandare tutti al diavolo, ma si
tratteneva per evitare scenate. A volte alzava lo sguardo su Selly, che
ricambiava. Remus arrossiva leggermente, e questo le piaceva molto.
La loro
vita di coppia si svolse in maniera molto personale. A nessuno dei due
piacevano molto le smancerie pubbliche, a differenza di Sirius che spesso si
esibiva nell’imitazione della piovra gigante con le ragazze che avevano il
piacere di uscire con lui.
Passarono molto più tempo
insieme, ma i loro baci restarono una questione privata. Solo a volte, quando
tutta l’allegra combriccola era sul prato del parco, Selly appoggiava la testa
sulla spalla di Lunastorta.
Tutto
procedeva per il meglio. Erano tutti diventati grandi amici. Selly e Remus
ormai avevano più polso nel risolvere le situazioni imbarazzanti prodotte dai
Malandrini e un paio di volte li fecero davvero vergognare, come affermò lo
stesso Sirius. Lily era molto felice con James, che aveva smesso di
prendersela con chiunque, con disapprovazione da parte di Sirius, che ormai,
spesso, restava solo con Peter.
«Non ho intenzione di
fidanzarmi con lui!» disse un giorno tra le risate generali.
Tutto andava bene, finchè…
Forse a
causa della felicità e della serenità di quel momento, durante il quale anche
Lord Voldemort aveva fermato i propri attacchi contro la popolazione dei Maghi
e dei non Maghi, forse perché l’amicizia, l’amore e la sincerità erano
diventati sovrani, accadde qualcosa di sconvolgente.
Tutti erano
immersi nello studio. Il M.A.G.O. era alle porte. Il gruppo dei Malandrini
studiava fino a tardi. Una di quelle sere decisero di mollare prima del solito
per l’allenamento di Quidditch: la partita Grifondoro-Serpeverde era alle
porte e se l’avessero vinta, avrebbero vinto il campionato!
Mentre Sirius e James
volteggiavano sulle loro scope a fine allenamento, Remus, Selly, Lily e Peter
erano sugli spalti. Peter non faceva altro che strillare come un matto:
adorava i suoi amici e ammirava la loro abilità nello sport preferito dai
Maghi.
Più in là gli altri tre
ragazzi erano seduti a chiacchierare, quando…
Una nuvola
corse col vento e la luna piena apparve nel suo gelido splendore.
Selene sobbalzò: la luna
piena….
«Via! Correte!» urlò a Lily
e a Peter. Il ragazzo corse più veloce della luce, ma Lily non voleva lasciare
la sua migliore amica in balia di un lupomannaro!
Era la
prima volta che Selene assisteva alla trasformazione di Remus: gli occhi
mutarono colore, la pelle si riempì di peli: il suo corpo cambiò, il viso si
allungò, i denti mutarono e una lunga coda a ciuffo salutò la luna.
Un lupo grigio-argento era
davanti a lei. Ansimava: evidentemente la trasformazione era dolorosa, non si
muoveva e la testa era bassa.
«R-Remus…» fu ciò che riuscì
a dire Selene. Una lacrima le rigò la guancia. Come poteva essere lui? Non
sapeva rispondere ad una domanda del genere. Lily era dietro di lei e cominciò
ad indietreggiare, cercando invano di chiamare l’amica che non accennava a
muoversi.
Il
lupomannaro si riprese da quel sonno momentaneo e si girò verso le ragazze.
Cominciò a ringhiare. Non c’era più nulla di umano in lui: i suoi occhi erano
freddi come il ghiaccio e tutto il calore di Remus era ormai perduto.
Il lupo scattò e si avventò
sulle fanciulle: Selly si riprese dalla sua incredulità e si frappose tra il
lupo e Lily. Una zampata la trafisse, squarciando la maglietta all’altezza
della spalla. Il sangue rosso inondò i suoi vestiti e lei cadde a terra
svenendo dal dolore. Lily lanciò un urlo e un grosso cane nero si avventò sul
lupo, prendendolo dalla collottola e trascinandolo via aiutato da un cervo. Un
topolino corse nella loro direzione e con Felpato raggiunse il Platano
Picchiatore.
Il grande
cervo riprese le sembianze di James.
«James…» disse Lily tra le
lacrime: era accanto alla sua amica e cercava di fermare l’emorragia. La sua
camicetta bianca era tutta macchiata di sangue.
«Dobbiamo portarla subito in
Infermeria!» James prese in braccio la ragazza e Lily corse ad aprire le
porte chiamando a gran voce Madama Chips. Lily e James dovettero dare una
spiegazione. Selene nel frattempo continuava a perdere sangue, ma l’infermiera
era molto abile e l’avrebbe rimessa in sesto.
I ragazzi
tornarono nella loro Torre, lasciando Selly ancora priva di sensi.
Lily e James trovarono
Sirius e Peter soli seduti vicino al camino spento.
«Come sta?» chiese Sirius.
«Non bene. Remus?» chiese
Ramoso preoccupato.
«È alla Stamberga. Non credo ricordi nulla»
«Non deve sapere quello che ha fatto, non se lo perdonerebbe mai. Sappiamo
come è fatto.»
«Certo!»
Lily si sedette u una poltrona
lì vicino e pianse con il viso tra le mani. James le fu subito accanto.
Un periodo felice era stato
distrutto…
Il sole di
Giugno colpì gli occhi di Selene. Li aprì molto lentamente. Si sentiva stanca
e spossata. Provò a muoversi ma non ci riuscì. Ad un tratto ricordò cosa fosse
successo la sera prima, sera di luna piena…
Come avevano fatto tutti loro
a dimenticare? E come mai anche Madama Chips aveva dimenticato? La seconda
domanda aveva una risposta più semplice: c’era stata un’esplosione nell’aula
di Pozioni che aveva ustionato parecchi studenti e l’infermiera non poteva
certo lasciarli senza cura, non rendendosi conto che la sera era giunta e che
un compito gravoso doveva essere compiuto. Remus. Anche Remus aveva
dimenticato. Forse perché era molto felice e non sentiva la stanchezza solita
precedente alle sue trasformazioni.
Prima di
colazione Lily Evans si recò in Infermeria.
«Ciao piccola!» disse
avvicinandosi al letto di Selly.
«Ciao! Tutto bene?» rispose
Selene.
«Sono io che voglio sapere
come stai!» sorrise tristemente.
«Mi riprenderò. Stasera esco dall’Infermeria. Il peggio è passato. Sai, Madama
Chips mi ha dato una pozione molto potente: in solo mezz’ora sono riuscita a
sedermi e pensare che stamattina non riuscivo a muovermi!»
«Quindi stai davvero bene?»
«Sì. E tu?»
«Tutto a posto. Mi hai salvato la vita!»
«Siamo amiche, no?»
Lily e Selly si abbracciarono
strette.
«Remus…come sta?» chiese
Selly molto titubante e triste.
«È alla Stamberga. I ragazzi dicono che non ricorda nulla e …»
«Preferiscono che non lo sappia. Lo so, o meglio, lo immaginavo. Se scopre
cosa è successo starà male…spero che tutto vada bene.»
A sera
Selene lasciò l’Infermeria, come previsto, e si recò alla sua Torre. Come fare
a nascondere a Remus qualcosa di così grave? Questo era ciò che si chiedeva
aspettando la cena. Remus sarebbe tornato presto.
Era seduta
da sola nella Sala Comune, quando il buco del ritratto si aprì. Lupin entrò:
il suo volto presentava molti graffi, opera di Felpato, che spiccavano sul
colorito pallido. Alzò i suoi occhi ambrati e notò Selene.
«Salve! Cosa ci fai qui?»
chiese incuriosito.
«Ho avuto un giramento di testa, così la McGranitt mi ha fatta uscire.»
Remus si avvicinò alla ragazza
e le diede un bacio sulle labbra.
«Stai bene ora?»
Selene si vergognava di se
stessa; mentirgli così era orribile, ma lo faceva per il suo bene perché
altrimenti si sarebbe tormentato e accusato. Il ragazzo si sedette accanto a
lei per un po’, poi andò nel suo dormitorio per cambiarsi.
Poco dopo
cominciò ad arrivare gente. Lily e i Malandrini entrarono.
«È arrivato?» chiese James.
«È nella vostra stanza.»
Selly fissava il vuoto. Non riusciva a credere al suo comportamento.
A cena
tutti si sforzarono di comportarsi normalmente, come se nulla fosse accaduto.
Sirius faceva battute, scherzavano e ridevano. Selene, però, era un po’
distante. Non ce la faceva a mentirgli. Remus, d’altra parte, aveva notato
qualcosa di strano e guardava i suoi amici con fare sospettoso, cercando
inutilmente di dissimulare. Era tutta una commedia. Il gioco sembrava reggere,
se non che…
«Cosa è successo ieri sera?»
chiese, facendo calare un silenzio di tomba.
«Perché chiedi questo?»
Sirius era il più abile a mentire
«Non ricordo nulla di ieri sera da un certo punto in poi. Ho un vuoto
completo.»
«Eravamo all’allenamento e
Madama Chips è venuta a chiamarti come al solito.» James fece del suo
meglio e Remus sembrò credergli.
La mattina
seguente, però, la situazione precipitò.
Lupin non era certamente uno
stupido! C’era qualcosa che non andava, lo sentiva. I suoi amici non facevano
altro che rassicurarlo, ma Remus aveva dei seri sospetti.
Mentre era
in giro per consegnare un messaggio al professor Vitius, vide Selene uscire
dall’Infermeria. La fermò.
«Stai bene?» chiese
apprensivo.
«Sì, è tutto a posto.» Selly
aveva notato il suo sguardo indagatore.
«Va bene. Come vuoi.» si
avvicinò per baciarla e le toccò la spalla. Un gemito le sfuggì. Lunastorta
guardò Selene come non aveva mai fatto: era serio, molto serio e preoccupato.
Sembrava che la sua mente stesse trovando la soluzione giusta ad un problema.
Prese per mano Selly e la portò in un’aula vuota. Le sbottonò la divisa e
vide: tre tagli molto profondi sotto una benda. I tagli percorrevano la spalla
e parte del petto. Selly gli prese la mano, ma Remus aveva lo sguardo fisso e
i suoi occhi cominciavano a riempirsi di lacrime.
«Sono stato…io…» disse con
un filo di voce. Non era una domanda, ma un’affermazione.
«Remus…»
«Sono stato io!» le lacrime
cominciarono a rigargli il viso. Il suo respiro era affannoso, le mani gli
tremavano. Si voltò e abbassò lo sguardo.
«Ascolta Remus…»
«No! Non c’è niente da dire.» Tra i singhiozzi riusciva a stento a parlare.
«Io…sono…un mostro!»
«No che non lo sei. Non dire stupidaggini…»
«Non dirle tu! Tu…sai…cosa sono! Ora ricordo. Ho rischiato di ucciderti, di
morderti e di condannarti alla mia maledizione!»
«Ma alla fine non è successo! Remus è tutto a posto. La ferita non è grave,
guarirà presto!»
«Io non ce la faccio, non ci
riesco! Selly, potrebbe capitare di nuovo!» era davvero disperato.
«Staremo attenti!»
«No, non posso. Ti condannerei ad una vita molto pericolosa e non solo
difficile.»
«Remus, non fare così…»
«Io ti amo tanto e lo sai»
la guardava negli occhi adesso. Tremava, era disperato, piangeva convulsamente
«ma non posso stare più con te. Non devo metterti in pericolo.» Selene era
sconvolta.
«Ma cosa dici? Remus per favore…»
«Mi dispiace, e tanto. Meriti qualcuno che
ti renda felice, meriti una famiglia e io queste cose non posso dartele.
Perdonami se puoi per essermi comportato da egoista, mettendoti in pericolo. E
perdonami per questo dolore…»
Remus uscì dalla stanza in
lacrime. Selene non riusciva a comprendere che cosa era successo. Sembrava
tutto un incubo. Voleva svegliarsi e scoprire che aveva sognato, ma ciò non
avvenne. Si riabbottonò la divisa. Voleva rincorrere il ragazzo, ma sapeva che
lui voleva restare solo. Molto lentamente uscì dall’aula e camminò verso la
sua Sala Comune. Entrò. C’era molta gente sulle poltrone, ma lei non vedeva
nessuno. Lentamente arrivò al suo dormitorio e si lasciò cadere sul letto. Non
cenò, non dormì. Più volte Lily cercò di parlarle per scoprire che cosa fosse
successo, ma non ci riuscì. Selly fissava il vuoto e non riusciva neanche a
pensare.
Da quel
tragico pomeriggio Remus Lupin non le rivolse più la parola.
Molto tempo
dopo Selene raccontò cosa fosse accaduto a Lily. Ormai la scuola era finita e
ognuno aveva preso la sua strada. Ciò che restava a Selene Grissom del suo
amore era una cicatrice: la causa della fine della sua felicità. In ogni caso
amava quel segno indelebile: era tutto quello che Remus le aveva lasciato. La
loro storia era durata troppo poco per esserci altri tipi di ricordi.
Alle volte
sognava la trasformazione di Remus e le sue ultime parole.
Ogni volta
che c’era la luna piena passeggiava sotto i suoi raggi, bagnandosi nella sua
polvere d’argento, nella speranza di un segno che le rendesse possibile
ritrovare ciò che aveva perduto.
FINE