Alla fine di tutto

... Una donna sorridente, giovane... ha lunghi capelli, dei bellissimi occhi. Bellissimi occhi verdi.
Di fianco a lei, un giovane uomo dai capelli scuri. Indossa un paio di occhiali neri, tondi.
Hanno un volto familiare.
Soprattutto lui. Sì, lui è uguale a...
Eppure anche lei! Lei credo di averla già vista. Gli stessi occhi...
E quel bimbo addormentato che tiene in braccio.
Sono io... Sono io quel bimbo che dorme tra le braccia di sua madre.
Non è un mio ricordo. Non può essere un ricordo vero! Non è possibile, io ero... Non avevo nemmeno un anno. Non me lo potrei ricordare così bene.
Ma sono loro!
I miei genitori. Sono loro, non c'è dubbio!
Ma come può essere un ricordo, così chiaro...
In un lampo di luce verde, rivedo tutta la mia vita, i loro corpi morti, i Dursley, Hagrid, Ron, Hermione, Silente, Hogwarts...
Tutto si sussegue, sempre più veloce, frenetico, un turbine impazzito, un vortice di immagini, voci, pensieri... volti.
Uno ad uno, tutti i volti delle persone a me più care. Compaiono nitidi davanti ai miei occhi.
E poi, le persone odiate. Un nome pare saltare fuori dal vortice. Lui. Un volto serpentino, guarda con malignità. L'essere che mi ha tolto i genitori... che mi ha tolto la felicità?
Mi fermo a riflettere. Ripenso agli anni che ho vissuto, alle parole di tutti i miei amici, le sagge parole di Silente...
Non è stata infelicità. Piuttosto, un'amara delusione di non aver potuto vivere una vita normale. Ma non è infelicità.
Lui sì che l'ha vissuta l'infelicità! Sempre. Voldemort. Credere di poter avere tutto e tra le mani stringere solo sabbia...
Ancora una volta, Silente aveva ragione, l'amore è un tipo di magia molto più potente di qualunque altro!
Vedo di nuovo i miei genitori, laggiù, netti sullo sfondo nero che pare essere tutto intorno.
Ma non ci sono più io. Io da piccolo. Chissà perché.
C'è però qualcun altro, riesco a malapena ad intravvedere due figure indistinte, che si delineano pian piano sempre di più.
Ecco, ora... Ora le vedo! Sirius... e Ginny...
Perché mai...
Intanto mi guardo attorno ancora una volta. Finalmente mi accorgo di qualcosa, ai miei piedi.
Dei corpi, stesi a terra. Cadaveri.
Sono sfocati, rispetto alle altre figure che ho visto finora. Sembrano come far parte di un sogno. Come se fossero quelle altre figure là, lontano, ad essere reali. Come fossero ricordi.
Quei corpi...
La memoria si accende un'altra volta, nella mia mente.
Sembrava secoli prima... Voldemort di fronte a me, mi torturava. Urlavo, in preda al dolore, non desiderando che la fine di tutto. Ma non poteva finire subito, quel dolore! Dovevo ucciderlo.
Poi, Ginny era comparsa. La mia mente annebbiata, intorpidita per un attimo non l'aveva riconosciuta, non capiva cosa fosse successo. Era comparsa come dal nulla. E aveva messo il suo corpo tra me ed il mio nemico...
In un caleidoscopio di colori, rividi le ultime immagini. Le ultime della mia vita.
Ginny era stata uccisa, mentre mi proteggeva...
In quell'istante, grazie a lei, avevo potuto scagliare una maledizione contro il mio avversario. Però... però, contemporaneamente, un altro fiore di luce verde era sbocciato nell'oscurità, abbagliante. I miei occhi non avevano visto più nulla. Punto. Fine della storia.
Fine?
Ma allora cosa ci faccio qui? E dov'è "qui"?
Ma i corpi sono qui, davanti ai miei occhi, non mi sto sbagliando.
Il mio corpo... Ginny...
Come preso da una strana frenesia, inizio a cercare intorno... Ecco! Un corpo ammantato di nero giace a breve distanza. Morto.
Come aveva fatto mia madre, Ginny è morta per aiutarmi. Per difendermi.
Le lacrime scendono dai miei occhi, amare per la tristezza, la rabbia. Ma anche dolci. Perché lei è morta per me.
Ci avevo provato, a metterla al sicuro!
No, lei è troppo... troppo...
Non so che cosa. Non conosco una parola adatta! Lei è semplicemente "troppo".
Sono lieto che sia stata vicino a me negli ultimi momenti.
L'amore è una magia più forte.
Un sorriso sfiora le mie labbra.
Inizio ad avanzare, verso le figure in lontananza, ansioso di allontanarmi da quei corpi morti. Ricordi di una vita che non vivo più.
E ancora mi chiedo: ma allora dove sono?
Mi avvicino a quelle persone distanti. Mi sorridono.
Ed è più forte di me, inizio a correre e le figure diventano vicine, più vicine, sempre più vicine. All'improvviso, sono fermo di fronte a loro.
Silenzio.
Neanch'io dico niente, non oso interrompere quella pace, che pare sacra, inviolabile.
Ma vorrei chiedere, sapere cosa faccio qui, dove sono, perché... Vorrei domandare. Mi serve una risposta!
Una mano si posa sulla mia spalla. Mi giro ed un viso gentile mi appare davanti, una lunga barba bianca e gli occhi ardenti, come il fuoco acceso alla sera nel camino, un fuoco caldo ed accogliente, che riscalda il cuore.
"La morte non è che una nuova, grande avventura".
Spontaneo, come il riso di un bambino, sul mio volto nasce un sorriso, di comprensione. Di gratitudine. Di felicità.
Credo di avere intuito un barlume di risposta.
Mi volto e, sempre sorridendo, mi getto nell'abbraccio delle persone che amo, mentre ogni preoccupazione se ne va, come le nuvole nere cacciate via dal vento.

 

    by netspider86