Greg Mottola, classe 1964, esordisce
scrivendo e dirigendo il cortometraggio indipendente Swingin'
in the Painter's Room, seguito dal lungometraggio indipendente
The Daytrippers.
In seguito alla scoperta di una lettera d'amore che sembra dimostrare
un tradimento da parte del marito, la protagonista Eliza, residente
a Long Island, decide di andare a New York City per chiarire il mistero;
ma assieme a lei vengono anche i suoi genitori e sua sorella con annesso
fidanzato.
The Daytrippers inizia e si sviluppa seguendo i canoni
e le forme televisivo-seriali tipiche della prima metà dei
1990s, ma è apprezzabile nel suo sapore low-budget (che valorizza
l'umanità e gli slice-of-life dei personaggi) e nel suo saper
mescolare abilmente i registri: ciò che sembra solo una commedia
(mai debordante) riesce invece a creare un piccolo substrato di dramma
a lieto fine, a partire dalle atmosfere claustrofobiche (tutta la
famiglia viaggia a bordo di una station wagon) che sfociano in riflessioni
sulla convivenza forzata (i componenti imparano davvero a conoscersi)
e sull'arricchimento del viaggio (le esperienze con i personaggi che
incontrerà la famiglia).
Tra i produttori del film spicca il nome del regista Steven Soderbergh.
I lavori successivi di Mottola saranno dedicati alle serie televisive:
dirigerà 6 episodi di Undeclared, il pilota
di The Big Wide World
of Carl Laemke, e 3 episodi di Arrested Development.
Nel 2007 dirige Superbad,
prodotto da Judd Apatow e scritto da da Evan
Goldberg e Seth Rogen.
Evan e Seth, due ragazzi con qualche problema di emarginazione sociale,
vedono la loro prima grande festa scolastica come l'ultima occasione
per avere rapporti sentimental-sessuali con le ragazze che da tempo
hanno adocchiato (oltre a forse l'ultima occasione di divertimento
assieme, dato che a fine anno ognuno andrà a frequentare un'università
differente); il problema da risolvere è riuscire a mantenere
la promessa di arrivare alla festa portando un grosso quantitativo
di alcolici, il cui acquisto negli USA è illegale sotto i 21
anni.
La trama di Superbad mescola una serie di soggetti oramai
abusati (la notte della maturazione adolescenziale nello stile di
American Graffiti -e la soundtrack di musica nera anni '70
ne è un omaggio esplicito-; i ragazzi emarginati ricalcanti Revenge of the Nerds; la festa scolastica di fine anno come
prima esperienza sessuale nello stile di National Lampoon's Animal
House e più esplicitamente di American Pie; e
via avanti) in una commedia adolescenziale a forti tinte slapstick.
Ma laddove i modelli pre-esistenti appaiono datati, falsi e idealizzati,
Superbad appare moderno e cinicamente sincero, perché
guarda finalmente con realismo il mondo giovanile, portando a galla
situazioni esistenti e ben poco tranquillizzanti (da quelle più
prettamente americane, come la visione dei tutori della legge o delle
armi da fuoco, a quelle universali come l'emarginazione, la fine delle
amicizie, il linguaggio slang e volgare, le tempeste ormonali o il
tragicomico ruolo dell'alcol). I patetismi, i romanticismi, gli idealismi,
le confezioni buoniste, i prodotti dalla comicità triviale
ma rientranti alla fine in un sistema di valori conservatore e a lietissimo
fine: tutto da scordare, perché non è quella la realtà
in cui viviamo (lo è invece la perfetta descrizione della festa;
lo è l'introversione di Evan; lo è Becca ubriaca che
al momento di fare sesso non capisce nulla e vomita sulla trapunta;
lo è Seth che porta gli alcolici perché non riesce a
immaginare altri modi in cui Jules potrebbe portarselo a letto; lo
sono il gruppo di sballati rissosi e cocainomani che rappresentano
il mondo delle "feste degli adulti"). E le situazioni vengono
affrontate come vengono affrontate realmente, ovvero spesso ridendo
per non piangere.
Superbad presenta da una parte una serie di situazioni comiche
irresistibili, e dall'altra ciò che tutto questo nasconde sotto
la superficie, ovvero non solo la malinconia (come già visto
sin dai tempi di American Graffiti) ma anche l’effettiva
pericolosità del futuro (la "festa degli adulti"
popolata da rissosi cocainomani, i poliziotti fuori di testa, Fogell
che spara con la pistola); e non solo il sesso come maturazione, ma
anche la separazione e la perdita come faccia della stessa medaglia
(concetto rappresentato perfettamente dallo sguardo finale che Seth,
in compagnia di Jules, rivolge a Evan e Becca: è l'inizio della
loro vita sentimentale e sessuale così come è la fine
di tutto ciò che c'era prima -scuola, amicizia, estate-, non
c'è maturazione senza dolore, ma nessuno ci piange sopra, è
questa la realtà, si accetta e basta).
Bravi i giovani Jonah Hill e Michael
Cera nei ruoli di Seth e Evan, mentre tra le figure di contorno spicca
un Seth Rogen ritagliatosi anche un ruolo attoriale (nei panni di
uno dei folli poliziotti).
Ennesimo orrore l'adattamento italiano del titolo, che vi ha aggiunto
un sottotitolo orrendo e non valevole nemmeno di citazione.
Con il successivo Adventureland (2009), Greg Mottola si conferma uno dei più consapevoli e sensibili narratori dell'universo giovanile; la differenza è che se il precedente Superbad era un tripudio comico con a margine sfumature di love-story e maturazione malinconica, Adventureland si concentra su di una love-story con a margine sfumature comiche.
Personaggi ben caratterizzati, taglio realistico e mai del tutto accomodante, vicende sempre plausibili e mai estremizzate, eccellente colonna sonora e lontani echi di esistenzialismo caratterizzano un altro colpo messo a segno dal regista, qui anche sceneggiatore. Le atmosfere nostalgiche di un'estate del 1987 muovono le vite di James e Em, spiriti liberi dal background differente ma con forti punti in comune, l'uno un ragazzo medio sveglio ma tendenzialmente intellettuale, con qualche problema economico in famiglia che ne potrebbe pregiudicare la carriera universitaria, l'altra spezzata da un'emotività complessa a causa della rotta di collisione con il padre e la matrigna: i due si trovano a lavorare nello scalcagnato parco giochi di Adventureland per mettere da parte qualche soldo, e tra una vicenda e l'altra ricaveranno le proprie migliori memorie dall'esperienza.
Ricca, nel proprio sviluppo, di dettagli e sfumature che contribuiscono ad una costruzione realistica, non ultima la continua presenza di una sottile vena ironica, la vicenda si conclude con un coronamento emotivo che compensa le difficoltà e disillusioni sorte nel frattempo: Em se n'è andata di casa e probabilmente non vi tornerà più, James è stato tradito dall'amico e sarà costretto a lavorare in qualche altro postaccio, rinunciando almeno per ora ai suoi progetti.
Trainato ancora una volta da due eccellenti giovani rivelazioni (Jesse Eisenberg e Kristen Stewart, quest'ultima infinitamente più valorizzata qui rispetto alla pessima saga di Twilight che l'ha resa celebre), Mottola soffia nuovamente dell'aria fresca nel superficiale e ipocrita panorama del genere di riferimento: Superbad seppelliva tutto il filone delle commedie alla American Pie, Adventureland seppellisce tutte le love-story teenageriali degli ultimi anni.