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Greg Mottola

The Daytrippers (1996)
6/10
Superbad (2007)
7/10
Adventureland (2009)
7/10



Greg Mottola, classe 1964, esordisce scrivendo e dirigendo il cortometraggio indipendente Swingin' in the Painter's Room, seguito dal lungometraggio indipendente The Daytrippers.

In seguito alla scoperta di una lettera d'amore che sembra dimostrare un tradimento da parte del marito, la protagonista Eliza, residente a Long Island, decide di andare a New York City per chiarire il mistero; ma assieme a lei vengono anche i suoi genitori e sua sorella con annesso fidanzato.
The Daytrippers inizia e si sviluppa seguendo i canoni e le forme televisivo-seriali tipiche della prima metà dei 1990s, ma è apprezzabile nel suo sapore low-budget (che valorizza l'umanità e gli slice-of-life dei personaggi) e nel suo saper mescolare abilmente i registri: ciò che sembra solo una commedia (mai debordante) riesce invece a creare un piccolo substrato di dramma a lieto fine, a partire dalle atmosfere claustrofobiche (tutta la famiglia viaggia a bordo di una station wagon) che sfociano in riflessioni sulla convivenza forzata (i componenti imparano davvero a conoscersi) e sull'arricchimento del viaggio (le esperienze con i personaggi che incontrerà la famiglia).
Tra i produttori del film spicca il nome del regista Steven Soderbergh.

I lavori successivi di Mottola saranno dedicati alle serie televisive: dirigerà 6 episodi di Undeclared, il pilota di The Big Wide World
of Carl Laemke
, e 3 episodi di Arrested Development.

Nel 2007 dirige Superbad, prodotto da Judd Apatow e scritto da da Evan Goldberg e Seth Rogen.
Evan e Seth, due ragazzi con qualche problema di emarginazione sociale, vedono la loro prima grande festa scolastica come l'ultima occasione per avere rapporti sentimental-sessuali con le ragazze che da tempo hanno adocchiato (oltre a forse l'ultima occasione di divertimento assieme, dato che a fine anno ognuno andrà a frequentare un'università differente); il problema da risolvere è riuscire a mantenere la promessa di arrivare alla festa portando un grosso quantitativo di alcolici, il cui acquisto negli USA è illegale sotto i 21 anni.

La trama di Superbad mescola una serie di soggetti oramai abusati (la notte della maturazione adolescenziale nello stile di American Graffiti -e la soundtrack di musica nera anni '70 ne è un omaggio esplicito-; i ragazzi emarginati ricalcanti Revenge of the Nerds; la festa scolastica di fine anno come prima esperienza sessuale nello stile di National Lampoon's Animal House e più esplicitamente di American Pie; e via avanti) in una commedia adolescenziale a forti tinte slapstick.
Ma laddove i modelli pre-esistenti appaiono datati, falsi e idealizzati, Superbad appare moderno e cinicamente sincero, perché guarda finalmente con realismo il mondo giovanile, portando a galla situazioni esistenti e ben poco tranquillizzanti (da quelle più prettamente americane, come la visione dei tutori della legge o delle armi da fuoco, a quelle universali come l'emarginazione, la fine delle amicizie, il linguaggio slang e volgare, le tempeste ormonali o il tragicomico ruolo dell'alcol). I patetismi, i romanticismi, gli idealismi, le confezioni buoniste, i prodotti dalla comicità triviale ma rientranti alla fine in un sistema di valori conservatore e a lietissimo fine: tutto da scordare, perché non è quella la realtà in cui viviamo (lo è invece la perfetta descrizione della festa; lo è l'introversione di Evan; lo è Becca ubriaca che al momento di fare sesso non capisce nulla e vomita sulla trapunta; lo è Seth che porta gli alcolici perché non riesce a immaginare altri modi in cui Jules potrebbe portarselo a letto; lo sono il gruppo di sballati rissosi e cocainomani che rappresentano il mondo delle "feste degli adulti"). E le situazioni vengono affrontate come vengono affrontate realmente, ovvero spesso ridendo per non piangere.
Superbad presenta da una parte una serie di situazioni comiche irresistibili, e dall'altra ciò che tutto questo nasconde sotto la superficie, ovvero non solo la malinconia (come già visto sin dai tempi di American Graffiti) ma anche l’effettiva pericolosità del futuro (la "festa degli adulti" popolata da rissosi cocainomani, i poliziotti fuori di testa, Fogell che spara con la pistola); e non solo il sesso come maturazione, ma anche la separazione e la perdita come faccia della stessa medaglia (concetto rappresentato perfettamente dallo sguardo finale che Seth, in compagnia di Jules, rivolge a Evan e Becca: è l'inizio della loro vita sentimentale e sessuale così come è la fine di tutto ciò che c'era prima -scuola, amicizia, estate-, non c'è maturazione senza dolore, ma nessuno ci piange sopra, è questa la realtà, si accetta e basta).
Bravi i giovani Jonah Hill e Michael Cera nei ruoli di Seth e Evan, mentre tra le figure di contorno spicca un Seth Rogen ritagliatosi anche un ruolo attoriale (nei panni di uno dei folli poliziotti).
Ennesimo orrore l'adattamento italiano del titolo, che vi ha aggiunto un sottotitolo orrendo e non valevole nemmeno di citazione.

Con il successivo Adventureland (2009), Greg Mottola si conferma uno dei più consapevoli e sensibili narratori dell'universo giovanile; la differenza è che se il precedente Superbad era un tripudio comico con a margine sfumature di love-story e maturazione malinconica, Adventureland si concentra su di una love-story con a margine sfumature comiche.
Personaggi ben caratterizzati, taglio realistico e mai del tutto accomodante, vicende sempre plausibili e mai estremizzate, eccellente colonna sonora e lontani echi di esistenzialismo caratterizzano un altro colpo messo a segno dal regista, qui anche sceneggiatore. Le atmosfere nostalgiche di un'estate del 1987 muovono le vite di James e Em, spiriti liberi dal background differente ma con forti punti in comune, l'uno un ragazzo medio sveglio ma tendenzialmente intellettuale, con qualche problema economico in famiglia che ne potrebbe pregiudicare la carriera universitaria, l'altra spezzata da un'emotività complessa a causa della rotta di collisione con il padre e la matrigna: i due si trovano a lavorare nello scalcagnato parco giochi di Adventureland per mettere da parte qualche soldo, e tra una vicenda e l'altra ricaveranno le proprie migliori memorie dall'esperienza.
Ricca, nel proprio sviluppo, di dettagli e sfumature che contribuiscono ad una costruzione realistica, non ultima la continua presenza di una sottile vena ironica, la vicenda si conclude con un coronamento emotivo che compensa le difficoltà e disillusioni sorte nel frattempo: Em se n'è andata di casa e probabilmente non vi tornerà più, James è stato tradito dall'amico e sarà costretto a lavorare in qualche altro postaccio, rinunciando almeno per ora ai suoi progetti.
Trainato ancora una volta da due eccellenti giovani rivelazioni (Jesse Eisenberg e Kristen Stewart, quest'ultima infinitamente più valorizzata qui rispetto alla pessima saga di Twilight che l'ha resa celebre), Mottola soffia nuovamente dell'aria fresca nel superficiale e ipocrita panorama del genere di riferimento: Superbad seppelliva tutto il filone delle commedie alla American Pie, Adventureland seppellisce tutte le love-story teenageriali degli ultimi anni.

 





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