I 13th Floor Elevators si formano in Texas nel 1965,
capitanati dal cantante e chitarrista Roky Erickson.
Il loro disco di debutto The Psychedelic Sounds of the 13th
Floor Elevators (International Artists, 1966) è uno
dei diversi album usciti nel 1966 definibili "psychedelic rock":
lo stesso anno escono anche, tra gli altri, Volume One dei The West Coast Pop Art Experimental Band, (Turn On) The Music
Machine dei The Music Machine, Psychedelic Lollipop
dei Blues Magoos, l'omonimo debutto dei Love.
Ma il disco dei 13th Floor Elevators rappresenta anche il primo vero spartiacque definente tale stile,
per due motivi: innanzitutto si allontana dal garage-rock e dal folk-rock
(ovvero le culle in cui era virtualmente nato il concetto di rock
psichedelico) in una maniera radicale rintracciabile in ben pochi altri contemporanei (le altre band fondamentali
di questo cambiamento saranno i The Byrds di Los Angeles
e i The Charlatans, ovvero gli inventori del "San Francisco
sound", che suonavano rock psichedelico quando i Jefferson
Airplane erano ancora una band folk-rock), ed in secondo luogo
è il primo album a farlo (le altre band psichedeliche avevano
rilasciato solo singoli, o in pochi casi album molto meno "di rottura"), diventando immediatamente uno dei principali fari del genere.
Bastano tre tracce del disco, ovvero le eccezionali You're Gonna Miss Me,
Roller Coaster e Splash 1 (Now I'm Home),
a definire solidamente l'archetipo dello psychedelic-rock: deliri
da acido lisergico come vocalizzi, schitarrate dilatate come in un trip mentale,
ritmiche febbricitanti; sono composizioni che avranno un'influenza
enorme su band come The Doors, Jefferson
Airplane, Grateful Dead.
L'album contamina con il proprio approccio anche il blues-rock alla
The Rolling Stones, su Reverberation
(Doubt), e il surf-rock alla Dick Dale, su Fire Engine.
Tommy Hall è nella band l'addetto al jug elettrico, il cui
suono caratterizza particolarmente questo ma anche molti altri dischi del
periodo (l'epoca è non a caso proprio quella del revival delle jug-band, un vecchio trend dei 1920s e 1930s).
Poco tempo più tardi seguirà la sostituzione in line-up di batterista e bassista.
Il secondo album Easter
Everywhere (International Artists, 1967) non possiede più
la carica rivoluzionaria del suo predecessore, e nella maggior parte
delle tracce abbandona lo sperimentalismo spiccato degli esordi in
favore di molto più canoniche strutture blues-pop.
Riesce a non suonare banale e ripetitivo solamente grazie
alle ottime Slip Inside This House (lunga 8 minuti, nonché uno dei massimi
capolavori della band), Postures (Leave Your Body Behind)
e Dust.
It's All Over Now, Baby Blue è una cover dell'omonimo
pezzo di Bob Dylan.
Per problemi personali, Erickson
compare solo su 4 delle 11 tracce del successivo album Bull
of the Woods (International Artists, 1968). Il disco è
essenzialmente guidato dal chitarrista Stacy Sutherland e dal suo
stile ricco di riverberi e fuzz.
Sutherland dà sfogo al proprio sperimentalismo specie sulla
dissonante Rose and the Thorn, sui droni onirici
della finale May the Circle Remain Unbroken, e sul
baccanale rumoristico di Street Song. Per il resto
riesce anche a scrivere un paio di pezzi di rock melodico d'alto livello
(Livin' On e Never Another).
Nel 1969 Erickson viene arrestato per possesso
di marijuana, e preferisce farsi internare in un ospedale psichiatrico
per schizofrenia piuttosto che finire in prigione. La band si scioglie, ed Erickson verrà rilasciato nel 1972.