Home


FAQ


Music


Cinema


More Stuff




Adema

Adema (2001)
6/10
Unstable (2003)
4.5/10
Planets (2005)
4/10
Kill the Headlights (2007)
4.5/10



Gli Adema sbucano fuori proprio negli anni in cui il nu-metal diventa un trend da classifica, trascinati dagli "agganci" giusti: il cantante Marky Chavez è fratellastro di Jonathan Davis dei Korn, e il bassista Dave DeRoo suonava nei Sexart assieme al sopraccitato Davis.

La line-up viene completata con Tim Fluckey (chitarra), Mike Ransom (chitarra) e Kris Kohls (batteria).

Tutto, nel loro album di debutto Adema (Arista, 2001), è una diligente imitazione degli ultimi Korn (con il picco di spudoratezza rappresentato da Everyone), senza però quel mood psicotico e malato che caratterizza la band di Davis, ma anzi con un approccio più pop-punk (specialmente palese in Blow It Away).
Il gruppo diventa celebre con i singoli Giving In e The Way You Like It, entrambi talmente orecchiabili da sembrare essere stati scritti per una boy-band (e poco contano le chitarre distorte); il secondo è anche caratterizzato da delle strofe in simil-rap che suonano uscite, più che da una band rapcore, da una emo-pop.
Il resto dell'album è composto unicamente da fillers, tutti radio-friendly, che più o meno ripetono la stessa formula (suonare i Korn in versione pop).
L'unico punto a favore è la cura impiegata nel definire alcuni fondali sonori: alcune parti melodiche addirittura anticipano un po' il sound del futuro lavoro dei Korn, Untouchables (il quale comunque risulterà superiore di svariati livelli di profondità e variazione), ed evidentemente influenzeranno anche i Korn di See You on the Other Side. All'interno del panorama "pop-metal", gli Adema suonano quindi molto più "musicisti" rispetto a band come i Linkin Park (che debutteranno su album due mesi dopo).
Il singolone di lancio Giving In e i sopraccitati "agganci" fanno vendere all'album 600.000 copie in breve tempo.

Con la stessa line-up, gli Adema fanno uscire anche il secondo album Unstable (Arista Records, 2003).
La band è diventata un semplice clone dei Linkin Park, con Chavez intento in ogni maniera possibile ad imitare la voce di Chester Bennington, e le parti di chitarra sempre più diluite e banali.
Chavez lascia la band poco dopo.

Il terzo album Planets (Earache Records, 2005) vede l'entrata nella band del nuovo vocalist Luke Caraccioli.
Il disco è una serie di pezzi non ispirati e soprattutto estremamente piatti. Non c'è nulla di graffiante, appassionato o coraggioso.
La Earache li scarica poco dopo, e Caraccioli lascia la band.

Con Kill the Headlights (Immortal Records, 2007), oltre al cambio di label, entrano in formazione anche Bobby Reeves (alla voce) e Ed Faris (alla seconda chitarra), entrambi prima facenti parte di una band amatoriale di Los Angeles chiamata LEVEL.
Le prime tre tracce (Cold and Jaded, Brand New Thing e Open Til Midnight) sono proprio rifacimenti di tre pezzi dei LEVEL, e sono anche i migliori episodi del lotto, ma non suonano altro che una fedele imitazione dei primi Taproot (musicalmente e a volte vocalmente) e degli Incubus (vocalmente). Le restanti tracce invece sono caratterizzate dal medesimo sound delle precedenti release degli Adema, e si mantengono anche sullo stesso scarso piano qualitativo. Un ultimo sussulto si ha verso la fine del disco, con la trascinante Black Clouds (un incrocio tra Papa Roach, Incubus e Taproot), prima della chiusura con la power-ballad Los Angeles e il classico "Adema-sound" di The Loser. Complessivamente c'è un sensibile miglioramento rispetto alla precedente release, ma Bobby Reeves alla lunga suona irritante nel suo imitare pedissequamente gli stili vocali di Stephen Richards e Brandon Boyd, e il livello compositivo non decolla mai. La produzione impastata conferisce poi ancora maggiore risalto alle numerose brutture melodiche di classico stampo Adema.

 




Creative Commons License
Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.
Copyright © Matthias Stepancich