Sorta di incrocio spietato tra Slipknot,
Ministry, System of
a Down, Marilyn Manson e il metalcore,
gli American Head Charge vengono alla ribalta grazie
a The War of Art (American Recordings, 2001), debutto su major prodotto
nientemeno che da Rick Rubin, dopo una demo indipendente dal titolo Trepanation,
registrata nel 1999 e contenente 14 tracce, delle quali 6 saranno ri-registrate in versione migliorata per The War of Art.
Il full-length di debutto, composto da 16 tracce, proietta la band tra le migliori proposte industrial-metal del periodo.
Il paragone con gli Slipknot è facile, non solo per la violenza sonora intrisa di disumanizzazione post-industriale, ma anche
per via della formazione composta da ben sei membri; gli American
Head Charge suonano in realtà meno schizoidi e furiosi, ciononostante
propongono un metal che riesce a disumanizzare alla stessa maniera:
grazie agli innesti industriali e alle tastiere di Justin Fouler (in Effigy
c'è anche un pianoforte dal sapore reznoriano), le tracce disegnano
una dimensione in cui il cittadino americano medio è prigioniero senza
scampo di un incubo violento ed opprimente.
La voce di Cameron Heacock conferisce un ulteriore tocco personalizzante al progetto:
spesso impostata sul classico scream dell'hardcore (e supportata difatti
sovente da una sezione ritmica hardcore, come nella devastazione
della furibonda Americunt Evolving Into Useless Psychic Garbage,
una delle tracce più riuscite e folli), in altri punti ricorda
invece molto Ministry e Helmet,
dei quali questa band sembra un po' l'aggiornamento nu-metal (da confrontare
in questo senso con Static-X e Spineshank,
gli altri due gruppi validi del "filone" industriale del
nu-metal), e dulcis in fundo riesce anche a regalare melodie vocali
per nulla piatte.
Il secondo album The Feeding
esce nel 2005 per la DRT Entertainment/Nitrus.
La dipendenza dalle droghe pesanti ha ormai distrutto l'ispirazione e la freschezza
della band, e il disco presenta una serie di pezzi che puntano unicamente
su esplosioni di violenza spezzate ogni tanto da banali sprazzi melodici.
Poco più tardi il nuovo chitarrista Bryan Ottoson muore di overdose,
e il batterista Christopher Emery viene cacciato per problemi legati alla tossicodipendenza.
Can't Stop
the Machine (Nitrus Records, 2007) è un inutile CD+DVD con 5 tracce
registrate dal vivo, un remix di Just So You Know,
e quattro mediocri tracce inedite.
La band si scioglie nel 2009.