Nati a Northampton negli anni del punk-rock,
i Bauhaus si pongono subito alla testa della nuova
contaminazione dark del punk, sulla scia soprattutto dei Joy
Division, da cui assimileranno (e copieranno) molte idee. I loro
primi singoli Bela Lugosi's Dead (1979) e Dark
Entries (1980) sono psicodrammi teatrali ed espressionisti
nel pieno stile new-wave inglese, ma con un occhio di riguardo anche
alla neonata scena deathrock e psychobilly americana (The Cramps
su tutti).
Il primo album In the Flat Field (4AD, 1980) ri-utilizza tutti
gli stilemi già ampiamente utilizzati dalle prime band gothic-rock,
ma distorcendoli in una dimensione più delirante e febbricitante.
Basti sentire le urla nell'opener Double Dare, i
tribalismi misti a lamenti da oltretomba nella title-track
e in Small Talk Stinks, il punk-rock straziato di
God in an Alcove, la pioggia di campionamenti e distorsioni
sulla danza frenetica di Dive e St. Vitus
Dance, il punk-rock minimale e funereo di Stigmata
Martyr, il teatrino dell'orrore della conclusiva Nerves.
Il tutto sostenuto dal basso di David J, pulsante e un po' dub come
da tradizione new-wave inglese (PiL, Gang
of Four).
In realtà l'innovazione e la creatività dei Bauhaus
è davvero poca, suonando più che spesso un compromesso
semplicistico tra i dolori spirituali dei Joy Division,
le escursioni oscure e ricercate dei PiL, lo psychobilly
lugubre dei The Cramps, la teatralità psicotica
dei Suicide, e una dose di punk-rock che
ancora scorre potente nelle vene; il loro debutto aggiunge semplicemente
un altro tassello, anche se di qualità superiore alla media , alla
scena gothic-rock europea.
Il secondo album Mask
(Beggar's Banquet, 1981) compie un piccolo passo, già prevedibile in precedenza, verso
le ritmiche molto synth e ballabili dei trend new-wave più commerciali in ascesa in Europa. L'apice in
questo senso è The Passion of Lovers (cadenzata
da drumming ossessivo, tastiere barocche, chitarre acustiche, cantato
teatrale), ma anche Dancing è scritta (sin
dal titolo) sulle medesime coordinate.
Contemporaneamente, i Bauhaus guardano anche alla scena dancefloor
vera e propria, trasformando le loro angosce dark-punk in un funk
inquieto e recitato; si muovono in questa direzione le innocue Of
Lillies and Remains e In Fear of Fear, senza
contare la più scatenata e "crossover" Muscle
in Plastic e l'horror-funk di Kick in the Eye.
Il punto di riferimento musicale sono senza dubbio i Gang
of Four (dai quali riprendono il basso pulsante e le influenze funk) e gli ultimi Joy Division (dai quali riprendono il compromesso tra dark-punk e ritmiche ballabili).
Ultime reminiscenze dei disagi esistenziali degli esordi si possono
trovare nel balletto folle di Hair of the Dog, nel
dark atmosferico di Hollow Hills, nella tribale e
confusa The Man With the X-Ray Eyes, e nella catarsi
della title-track, piazzata alla fine.
Non è un disco rivoluzionario, né un disco realmente
angosciante, ma almeno non si svende smaccatamente al mercato.
L'opera più ambiziosa
di Murphy è il terzo disco The Sky's Gone Out
(Beggar's Banquet, 1982), nel quale è lui a dominare tutte le
tracce.
La divisione è netta, tra una prima parte frenetica (con il
punk-rock di Third Uncle, la dissonante ballad da
incubo di Silent Hedges, il frenetico psychobilly
di In the Night) e una seconda parte magniloquente
e ricercata (la suite in tre movimenti The Three Shadows,
che viaggia tra ambient, folk e dark-punk), mentre il bridge è
rappresentato dal dark-industrial di Swing the Heartache
e dalle stratificazioni barocche di Spirit. La chiusura
è invece affidata all'oscura acustica All We Ever Wanted
Was Everything e alla golardica Exquisite Corpse,
con influenze beat, psichedeliche e jamaicane immerse in dissonanze
e campionamenti.
I limiti del dark-punk diventano evidenti alla band, ma nel cercare
altre strade Murphy si spinge decisamente in territori troppo eterogenei,
frammentati e barocchi, senza una vera maturità per riuscire
a tenere salde le redini dell'insieme.
Nel 1983 esce il singolo Lagartija Nick, uno dei
loro migliori di sempre, ed anche il quarto album Burning
from the Inside (Beggar's Banquet, 1983), che vede la personalità
di Murphy venire ridimensionata. Il tono dei pezzi non rinuncia a
diverse discutibili soluzioni barocche (l'eccessiva lunghezza della
dark-funk title-track, la chiusura forzatamente epica
di Hope e Kingdom's Coming, le stratificazioni
di Antonin Artaud), ma non è più ambizioso
palesemente oltre il necessario; e sono proprio alcuni tocchi minimalisti
(l'acustica Slice of Life, l'etnica King
Volcano, la ballata oscura She's in Parties)
a raggiungere i vertici del disco.
Lo stesso anno la band si scioglie, ma in futuro si riformerà
nel 1998 e nel 2005, proseguendo la carriera concentrandosi sui tour.
Nel frattempo, Murphy continuerà da solista e gli altri nei
Love and the Rockets.
Prima di sciogliersi per le terza e definitiva volta, i Bauhaus
decidono di pubblicare il loro album d'addio Go Away White
(Bauhaus Music, 2008), il primo disco di inediti in 25 anni.
I pezzi sono in generale caratterizzati da ritmiche molte lente, e
giostranti tra hard-rock diluito (Too Much 21st Century,
con chitarre noise relegate in secondo piano) e new-wave ripulita
da ogni psicosi. A tratti sono presenti arrangiamenti eccentrici (pianoforti,
tastiere atmosferiche), ma in realtà tutti i pezzi sono portati
avanti quasi totalmente dalle pulsazioni ripetitive di batteria e
basso.
Peter Murphy sembra a tratti voler imitare Brandon Boyd degli Incubus
(la prima metà di Black Stone Heart) e Björk
(il lamento vocale su background dark-ambient di Saved),
mentre le melodie vocali di Undone sono quasi plagiate
da Spirit in the Sky di Norman Greenbaum (1969).
Della serie di tracce, per la maggiore piatte e ridondanti, si salvano
solamente l'energica Adrenalin (condotta egregiamente
da un basso distorto), la coinvolgente Endless Summer of the
Damned, e la bizzarra Black Stone Heart.
I pezzi che vorrebbero essere più oscuri in realtà conciliano
il sonno (Saved, The Dog's a Vapour),
o suonano riesumazioni senza alcun aggiornamento dei loro pezzi dark-wave
del passato (il conclusivo dark-ambient con tocchi tribali di Zikir).