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Bauhaus

In the Flat Field (1980)
7/10
Mask (1981)
7/10
The Sky's Gone Out (1982) 6.5/10
Burning from the Inside (1983) 6.5/10
Go Away White (2008)
5/10



Nati a Northampton negli anni del punk-rock, i Bauhaus si pongono subito alla testa della nuova contaminazione dark del punk, sulla scia soprattutto dei Joy Division, da cui assimileranno (e copieranno) molte idee. I loro primi singoli Bela Lugosi's Dead (1979) e Dark Entries (1980) sono psicodrammi teatrali ed espressionisti nel pieno stile new-wave inglese, ma con un occhio di riguardo anche alla neonata scena deathrock e psychobilly americana (The Cramps su tutti).

Il primo album In the Flat Field (4AD, 1980) ri-utilizza tutti gli stilemi già ampiamente utilizzati dalle prime band gothic-rock, ma distorcendoli in una dimensione più delirante e febbricitante. Basti sentire le urla nell'opener Double Dare, i tribalismi misti a lamenti da oltretomba nella title-track e in Small Talk Stinks, il punk-rock straziato di God in an Alcove, la pioggia di campionamenti e distorsioni sulla danza frenetica di Dive e St. Vitus Dance, il punk-rock minimale e funereo di Stigmata Martyr, il teatrino dell'orrore della conclusiva Nerves. Il tutto sostenuto dal basso di David J, pulsante e un po' dub come da tradizione new-wave inglese (PiL, Gang of Four).
In realtà l'innovazione e la creatività dei Bauhaus è davvero poca, suonando più che spesso un compromesso semplicistico tra i dolori spirituali dei Joy Division, le escursioni oscure e ricercate dei PiL, lo psychobilly lugubre dei The Cramps, la teatralità psicotica dei Suicide, e una dose di punk-rock che ancora scorre potente nelle vene; il loro debutto aggiunge semplicemente un altro tassello, anche se di qualità superiore alla media , alla scena gothic-rock europea.

Il secondo album Mask (Beggar's Banquet, 1981) compie un piccolo passo, già prevedibile in precedenza, verso le ritmiche molto synth e ballabili dei trend new-wave più commerciali in ascesa in Europa. L'apice in questo senso è The Passion of Lovers (cadenzata da drumming ossessivo, tastiere barocche, chitarre acustiche, cantato teatrale), ma anche Dancing è scritta (sin dal titolo) sulle medesime coordinate.
Contemporaneamente, i Bauhaus guardano anche alla scena dancefloor vera e propria, trasformando le loro angosce dark-punk in un funk inquieto e recitato; si muovono in questa direzione le innocue Of Lillies and Remains e In Fear of Fear, senza contare la più scatenata e "crossover" Muscle in Plastic e l'horror-funk di Kick in the Eye. Il punto di riferimento musicale sono senza dubbio i Gang of Four (dai quali riprendono il basso pulsante e le influenze funk) e gli ultimi Joy Division (dai quali riprendono il compromesso tra dark-punk e ritmiche ballabili).
Ultime reminiscenze dei disagi esistenziali degli esordi si possono trovare nel balletto folle di Hair of the Dog, nel dark atmosferico di Hollow Hills, nella tribale e confusa The Man With the X-Ray Eyes, e nella catarsi della title-track, piazzata alla fine.
Non è un disco rivoluzionario, né un disco realmente angosciante, ma almeno non si svende smaccatamente al mercato.

L'opera più ambiziosa di Murphy è il terzo disco The Sky's Gone Out (Beggar's Banquet, 1982), nel quale è lui a dominare tutte le tracce.
La divisione è netta, tra una prima parte frenetica (con il punk-rock di Third Uncle, la dissonante ballad da incubo di Silent Hedges, il frenetico psychobilly di In the Night) e una seconda parte magniloquente e ricercata (la suite in tre movimenti The Three Shadows, che viaggia tra ambient, folk e dark-punk), mentre il bridge è rappresentato dal dark-industrial di Swing the Heartache e dalle stratificazioni barocche di Spirit. La chiusura è invece affidata all'oscura acustica All We Ever Wanted Was Everything e alla golardica Exquisite Corpse, con influenze beat, psichedeliche e jamaicane immerse in dissonanze e campionamenti.
I limiti del dark-punk diventano evidenti alla band, ma nel cercare altre strade Murphy si spinge decisamente in territori troppo eterogenei, frammentati e barocchi, senza una vera maturità per riuscire a tenere salde le redini dell'insieme.

Nel 1983 esce il singolo Lagartija Nick, uno dei loro migliori di sempre, ed anche il quarto album Burning from the Inside (Beggar's Banquet, 1983), che vede la personalità di Murphy venire ridimensionata. Il tono dei pezzi non rinuncia a diverse discutibili soluzioni barocche (l'eccessiva lunghezza della dark-funk title-track, la chiusura forzatamente epica di Hope e Kingdom's Coming, le stratificazioni di Antonin Artaud), ma non è più ambizioso palesemente oltre il necessario; e sono proprio alcuni tocchi minimalisti (l'acustica Slice of Life, l'etnica King Volcano, la ballata oscura She's in Parties) a raggiungere i vertici del disco.

Lo stesso anno la band si scioglie, ma in futuro si riformerà nel 1998 e nel 2005, proseguendo la carriera concentrandosi sui tour.
Nel frattempo, Murphy continuerà da solista e gli altri nei Love and the Rockets.

Prima di sciogliersi per le terza e definitiva volta, i Bauhaus decidono di pubblicare il loro album d'addio Go Away White (Bauhaus Music, 2008), il primo disco di inediti in 25 anni.
I pezzi sono in generale caratterizzati da ritmiche molte lente, e giostranti tra hard-rock diluito (Too Much 21st Century, con chitarre noise relegate in secondo piano) e new-wave ripulita da ogni psicosi. A tratti sono presenti arrangiamenti eccentrici (pianoforti, tastiere atmosferiche), ma in realtà tutti i pezzi sono portati avanti quasi totalmente dalle pulsazioni ripetitive di batteria e basso.
Peter Murphy sembra a tratti voler imitare Brandon Boyd degli Incubus (la prima metà di Black Stone Heart) e Björk (il lamento vocale su background dark-ambient di Saved), mentre le melodie vocali di Undone sono quasi plagiate da Spirit in the Sky di Norman Greenbaum (1969).
Della serie di tracce, per la maggiore piatte e ridondanti, si salvano solamente l'energica Adrenalin (condotta egregiamente da un basso distorto), la coinvolgente Endless Summer of the Damned, e la bizzarra Black Stone Heart.
I pezzi che vorrebbero essere più oscuri in realtà conciliano il sonno (Saved, The Dog's a Vapour), o suonano riesumazioni senza alcun aggiornamento dei loro pezzi dark-wave del passato (il conclusivo dark-ambient con tocchi tribali di Zikir).





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