Home


FAQ


Music


Cinema


More Stuff




Beastie Boys

Licensed to Ill (1986)
7/10
Paul's Boutique (1989)
7.5/10
Check Your Head (1992)
7.5/10
Some Old Bullshit (1994)
6/10
Ill Communication (1994)
7/10
Aglio e Olio EP (1995)
6/10
Hello Nasty (1998)
7/10
To the 5 Boroughs (2004)
6/10
The Mix-Up (2007)
5/10



Licensed to Ill
(Def Jam/Columbia, 1986)
Album

Se i Red Hot Chili Peppers sono stati il primo gruppo a mescolare funk e rock, e i Faith No More il primo ad integrare elementi funk e rap all'interno di un collage sonoro rock dalle molteplici influenze (fondando il crossover-rock), i Beastie Boys sono invece stati i primi, assieme ai Run DMC, ad inserire elementi tipicamente rock all'interno dell'hip-hop.
Gli album King of Rock dei Run DMC (1985) e Licensed To Ill dei Beastie Boys (1986) sono i primi due album hip-hop a contenere interi brani costruiti su campionamenti di chitarre elettriche di matrice hard-rock. Ciò che rende unica la proposta dei Beastie Boys rispetto a quella dei Run DMC, però, è il fatto di essere tre giovanissimi ragazzi bianchi, di religione ebraica e di formazione hardcore-punk.

Inizialmente un quartetto (MCA al basso, Mike D alla voce, John Berry alla chitarra e Kate Schellenbach alla batteria), i Beastie Boys (dove la doppia lettera "B" del nome viene scelta in omaggio ai loro eroi Bad Brains, mentre B.E.A.S.T.I.E. diventerà l'acronimo per "Boys Entering Anarchistic States Towards Internal Excellence") erano difatti un gruppo della old school dell'hardcore newyorkese, e si distinguevano non solo per l'età (tutti teenager), ma anche per una spiccata attitudine goliardica e demenziale.
Dopo l'EP Pollywog Stew (1982) nel gruppo rimangono solo MCA e Mike D, e reclutano un altro giovanissimo: King Ad-Rock.
Il trio decide di virare sul rap, e registra Cookie Puss, una assurda traccia di volgarità gratuite (campionate da uno scherzo telefonico fatto dai tre) che diventerà una hit nei circuiti
underground newyorkesi.
Ed è a questo punto che i tre vengono a contatto con il giovane Rick Rubin, il quale aveva appena fondato la sua etichetta Def Jam; Rubin, grande fan sia del rap che dell'hard-rock, trova nei Beastie Boys le proprie leve ideali, e produce loro prima l'EP Rock Hard (1984), poi il singolo She's On It, ed infine il debut album.

Licensed to Ill contiene una serie di campionamenti svariati (da Kurtis Blow ai War, dai Led Zeppelin agli AC/DC) su cui i tre Beasties rappano con i loro singolari timbri vocali dei testi moralmente disimpegnati e dai temi superficiali e teenageriali; musicalmente, sono presenti forti dosi di rock sulla sincopata e trascinante No Sleep Till Brooklyn (in cui le chitarre sono suonate nientemeno che da Kerry King degli Slayer), sulla distruttiva opener Rhymin' & Stealin' (con samples di Led Zeppelin e Black Sabbath), e soprattutto sulla storica (You Gotta) Fight for Your Right (To Party), senza alcuna base campionata ma al contrario suonata come una canzone punk-rock.
Altri pezzi presentano invece un sound marcatamente hip-hop, come la minimale e demenziale Brass Monkey, il rap classico di Hold It Now, Hit It, l'anthemica The New Style. Si fanno notare positivamente anche She's Crafty e Posse in Effect. La demenzialità dei Beasties tocca poi dei vertici di follia pura nelle assurde Girls e Time to Get Ill. Un omaggio ai Run DMC è invece la loro cover Slow and Low.
In realtà le idee presenti su questo album devono poco ai tre ragazzi, e tanto a Rick Rubin il produttore fa sottostare alla sua volontà la band, imponendo loro perfino i comportamenti da tenere ai concerti (elementi che saranno fonte poi di diversi contrasti tra Rubin e i tre). L'attitudine tipicamente ribelle ma goliardica dei Beasties, modellata accuratamente da Rubin, riesce a far entrare l'hip-hop nelle case di tutti gli adolescenti bianchi di ceto medio, diventando un'ottima colonna sonora per i party (cosa istigata soprattutto dal brano Fight For Your Right, e dal suo videoclip).
Questo elemento, unito al colore della pelle dei tre ed al sound non proprio ortodosso del loro rap secondo i canoni del tempo, tenderà a far tagliare fuori i Beasties dalla scena hip-hop, ma l'album di debutto diventerà comunque il primo disco rap ad andare dritto al numero uno della Billboard Chart.


LINE-UP
MCA - Vocals
Mike D - Vocals
King Ad-Rock - Vocals

Guests:

Joe Blaney - Mixing
Steven Ett - Engineer
Kerry King - Guitar
Rick Rubin - Producer


TRACKLIST
1. Rhymin' & Stealin' – 4:08
2. The New Style – 4:36
3. She's Crafty – 3:35
4. Posse in Effect – 2:27
5. Slow Ride – 2:56
6. Girls – 3:14
7. (You Gotta) Fight for Your Right (To Party) – 3:28
8. No Sleep Till Brooklyn – 4:07
9. Paul Revere – 3:41
10. Hold It Now, Hit It – 3:26
11. Brass Monkey – 2:37
12. Slow and Low – 3:38
13. Time to Get Ill – 3:37





Paul's Boutique
(Capitol, 1989)
Album

Dopo il grandissimo successo commerciale del debut-album, i Beastie Boys decidono di troncare con la Def Jam e con Rick Rubin, stanchi delle sue maniere dittatoriali, e firmano con la Capitol.
Paul's Boutique esce appena tre anni più tardi, e mostra finalmente la vera vena creativa del gruppo.
Se il precedente disco ha un'importanza storica molto elevata ma un taglio musicale discutibile, questo album è invece, probabilmente, il prodotto dal valore musicale più alto nella discografia del gruppo.
I brani sono composti da innumerevoli samples (Hey Ladies e Shake Your Ramp ad esempio contengono ognuno campionamenti da 15 canzoni differenti), utilizzati in maniera innovativa grazie alla produzione dei Dust Brothers, mentre i Beasties si impegnano nel mostrare di essere maturati dal punto di vista stilistico, e a volte anche dei testi: si vedano le liriche di Looking Down the Barrel of a Gun (che denuncia la violenza e l'intolleranza dei gangsta-rappers) e di Shadrach (un saggio di cultura postmoderna, ispirato nientemeno che da una storia biblica).
Una cascata di samples a mo' di collage tiene uniti Car Thief, Eggman, e la lunga e sperimentale B-Boy Bouillabaisse (uno dei primissimi esempi di suite rap divisa in movimenti); altre tracce di sperimentalismo sonoro che sprizza creatività da tutti i pori sono la raffinata The Sounds of Science, l'assurda Johnny Ryall (in cui la band si campiona addirittura da sola), e la già citata Shake Your Rump (che spara una serie di idee a mitraglia, dal basso ultra-funk ai synth melmosi, rendendo impossibile la noia o la disattenzione nell'ascoltatore), mentre 5-Piece Chicken Dinner e Ask for Janice sono due brevissimi intermezzi (il primo addirittura country, il secondo un messaggio promozionale parlato per l'inesistente "Paul's Boutique").
Il lavoro vende molto poco rispetto al predecessore, ed è facile capirne il motivo: l'immagine che tutti avevano avuto dei Beasties era stata quella di una divertente meteora, da dimenticare in fretta, ed invece il gruppo è tornato in vesti che ne svelano lati creativi inediti, intellettuali e coraggiosi (tra le altre cose, in tutto l'album non c'è un solo chorus cantato).
Il disco riesce ad ogni modo a strapparsi un numero 14 nella Billboard, ma di Paul's Boutique resterà soprattutto l'enorme influenza sulla scena hip-hop, e specialmente sulle sue frange più "alternative". Si può considerare infatti come il capostipite dell'hip-hop sperimentale che esploderà nei 1990s.


LINE-UP
MCA - Vocals, Bass
Mike D - Vocals
King Ad-Rock - Vocals, Guitar

Guests:

Allen Abrahamson - Assistant Engineer
Mario Caldato, Jr. - Producer, Engineer
Mike Simpson - Ensemble
The Dust Brothers - Producer
Matt Dike - Ensemble


TRACKLIST
1. To All the Girls – 1:29
2. Shake Your Rump – 3:19
3. Johnny Ryall – 3:00
4. Egg Man – 2:57
5. High Plains Drifter – 4:13
6. The Sounds of Science – 3:11
7. 3-Minute Rule – 3:39
8. Hey Ladies – 3:47
9. 5-Piece Chicken Dinner – 0:23
10. Looking Down the Barrel of a Gun – 3:28
11. Car Thief – 3:39
12. What Comes Around – 3:07
13. Shadrach – 4:07
14. Ask for Janice – 0:11
15. B-Boy Bouillabaisse – 12:33




Check Your Head
(Capitol, 1992)
Album

Con la fine degli 1980s e il vespaio suscitato dal fenomeno grunge attorno al rock alternativo, i Beastie Boys decidono di dare una svolta più heavy al loro suono, ma ciò non significa che scelgano di abbracciare il successo commerciale (come invece qualcuno continua a sostenere).
Se i Beasties avevano abbandonato i facili samples chitarristici su ripetitiva base hip-hop di Licensed To Ill in favore della ricerca e affinatura delle tecniche di sample in Paul's Boutique era infatti perché i primi non costituivano ormai più un'innovazione, a differenza dei secondi; e di conseguenza, con Check Your Head, i tre non si lasciano influenzare più di tanto dal rock che affolla le classifiche, quanto più che altro dal proprio passato, implementando nel sound (ormai divenuto molto personale ed esplosivamente creativo) molti degli stilemi rock e hardcore che avevano determinato la loro formazione musicale quand'erano ancora teenager.
I Beastie Boys scrivono così un altro album "crossover", stavolta però molto più variegato, e permeato da un'irresistibile vena anarco-creativa che convince molto di più rispetto al debut-album (in cui la vena ribelle era più che altro quella di Rubin, e difatti in quel disco sembra spesso che ai tre ragazzi le canzoni stiano davvero "strette").
Ingiustamente molto sottovalutato, Check Your Head regala invece una lunga lista di tracce (una ventina in tutto) tra le quali spiccano delle piccole perle: l'opener Jimmy James contiene degli scratch fantastici; Pass the Mic è costruita su sample grandiosi e mostra i tre rapper alternarsi al microfono in maniera funambolica (specie nell'ultima strofa); la rockettara Gratitude è costruita su di un giro di basso catchy avvolto da distorsioni e tastiere; So What'cha Want è retta da strofe rap in voce distorta su di una batteria marziale e sincopata, e il suo sample chitarristico è uno dei momenti più memorabili del disco; Time for Livin' è un brevissimo pezzo hardcore-punk tirato a mille; Something's Got To Give ha un tappeto sonoro calmo e riflessivo condito da voci effettate che ogni tanto fanno capolino con brevi frasi (le liriche contengono un messaggio pacifista) o nenie orientaleggianti, alla Mike Patton; Professor Booty è un ottimo pezzo dal classico stampo hip-hop.
Anche in questo album sono praticamente assenti i chorus, rimpiazzati da parti musicali, spesso campionate o scratchate, atte a spezzare il flow delle strofe. Il lavoro è poi, per la prima volta, è incentrato non su voci e samples, ma sulla composizione musicale; tale elemento è tra l'altro fortemente ribadito in pezzi come Pow, Lighten Up, Groove Holmes e In 3's, dalle forti influenze soul e jazz.
L'unica pecca del disco è l'eccessiva presenza di fillers: Funky Boss ha delle buone idee e meritava di essere sviluppata decisamente meglio, mentre tracce come The Biz Vs. The Nuge, The Blue Nun e Mark on the Bus sono solamente disutili alla compattezza dell'insieme.


LINE-UP
MCA - Vocals, Bass
Mike D - Vocals, Drums
King Ad-Rock - Vocals, Guitar

Guests:

Mario Caldato, Jr. - Producer, Keyboards, Engineer


TRACKLIST
1. Jimmy James – 3:14
2. Funky Boss – 1:35
3. Pass the Mic– 4:17
4. Gratitude – 2:45
5. Lighten Up – 2:41
6. Finger Lickin' Good – 3:39
7. So What'cha Want – 3:37
8. The Biz Vs. The Nuge – 0:33
9. Time for Livin' – 1:48
10. Something's Got To Give – 3:28
11. The Blue Nun – 0:32
12. Stand Together – 2:47
13. Pow – 2:13
14. The Maestro – 2:52
15. Groove Holmes – 2:33
16. Live at P.J.'s – 3:18
17. Mark on the Bus – 1:05
18. Professor Booty – 4:13
19. In 3's – 2:23
20. Namasté – 4:01



Dopo Check Your Head, i Beasties pubblicano in una nuova veste i demo hardcore-punk dei loro esordi (quindi il Pollywog Stew EP, il Cookie Puss EP, e un paio di altre vecchie tracce) su una release dal nome Some Old Bullshit (1994), per poi, nello stesso anno, dare alla luce un nuovo album di inediti.




Ill Communication
(Capitol, 1994)
Album

Ill Communication è l'album di transizione della band, perché esattamente metà delle tracce riflettono il sound del passato, mentre la metà restante guarda ad un nuovo tipo di approccio musicale, un hip-hop senza più sbavature noise o produzione sporca e punk, ma molto più elettronico e definito.

Episodi degni di nota: l'hip-hop catchy e contagioso di Sure Shot; il punk-rock di Tough Guy; la delirante e anthemica B-Boys Makin' With the Freak Freak; l'hip-hop old-school di Root Down, dal flow estremamente trascinante e dal basso irresistibile (la base è costruita campionando Root Down (And Get It) di Jimmy Smith); gli esperimenti rock-core dell'urlata e ottima Sabotage; il rap suburbano di Get It Together, cantata assieme a Q-Tip (rapper degli A Tribe Called Quest); la strumentale Sabrosa; la bizzarra Futterman's Rule; la sperimentale e ottima Flute Loop; le influenze jamaicane in Do It e world-music in Shambala; il rap sperimentale Bodhisattva Vow, composto in onore del Dalai Lama ed avvolto da sonorità folkloristiche tibetane; la conclusiva Transitions, con un titolo più che mai azzeccato ed esplicito a definire l'intera opera.

Fosse stato un lavoro più compatto e omogeneo, e meno dispersivo (e sarebbe bastato eliminare quelle 6-7 tracce che scorrono via senza lasciare alcuna impronta nell'ascoltatore), avrebbe eguagliato e forse superato in bellezza e raffinatezza le precedenti release; tuttavia la parte finale del disco, molto spirituale e filosofica, compensa la frammentarietà dell'opera, regalando nuova linfa alla scena hip-hop con gli ennesimi innovativi sperimentalismi tipici della band.

Da segnalare il videoclip di Sabotage, diretto da Spike Jonze, tra i più divertenti e singolari dell'epoca.


LINE-UP
MCA - Vocals, Bass
Mike D - Vocals, Drums
King Ad-Rock - Vocals, Guitar

Guests:

Mario Caldato, Jr. - Producer
John Klemmer - Sample Source
Q-Tip - Vocals
DJ Hurricane - Turntables
Money Mark - Producer


TRACKLIST
1. Sure Shot – 3:19
2. Tough Guy – :57
3. B-Boys Makin' With the Freak Freak – 3:36
4. Bobo on the Corner – 1:13
5. Root Down – 3:32
6. Sabotage – 2:58
7. Get It Together – 4:05
8. Sabrosa – 3:29
9. The Update – 3:15
10. Futterman's Rule – 3:42
11. Alright Hear This – 3:06
12. Eugene's Lament – 2:12
13. Flute Loop – 1:54
14. Do It – 3:16
15. Ricky's Theme – 3:43
16. Heart Attack Man – 2:14
17. The Scoop – 3:36
18. Shambala – 3:40
19. Bodhisattva Vow – 3:08
20. Transitions – 2:31






Dopo Ill Communication, i Beasties pubblicano l'EP Aglio e Olio (1995), una raccolta di 8 tracce inedite per un totale di appena 11 minuti, in cui ritornano a suonare hardcore-punk di matrice old-school newyorkese, come agli esordi.

Poco dopo, nel 1996, danno alle stampe anche The In Sound From Way Out, che raccoglie 13 tracce interamente strumentali (provenienti dei due precedenti album e dalle B-side dei singoli Sure Shot e Jimmy James). Il disco, di matrice funk-jazz, è sostenuto principalmente dalle idee di DJ Hurricane e Money Mark (i forgiatori del sound della band).





Hello Nasty
(Capitol, 1998)
Album

Il nuovo atteso album della band si intitola Hello Nasty, ed esce nel 1998; il disco prosegue il discorso dei pezzi di matrice maggiormente hip-hop presenti nel precedente, ed inoltre sposta nuovamente il focus sullo studio e utilizzo dei campionamenti, piuttosto che sulla composizione musicale. In questo si riavvicina dunque ai primi due album del gruppo, prendendo invece le distanze dagli ultimi dischi. Il cambiamento è conseguente alla rottura collaborativa con DJ Hurricane in favore di DJ Mix Master Mike (ad ogni modo entrambi due dei migliori, se non i migliori, DJ newyorkesi del periodo).
La prima parte dell'album mostra da subito una band che torna prepotentemente a farsi sentire sulla scena hip-hop: l'opener Super Disco Breakin' è sostenuta da un battito orecchiabile e danzereccio; The Move è impreziosita da un ottimo clavicembalo; Song For The Man è bizzarra e inaspettata, nel suo groove blues e retrò; Sneakin' Out The Hospital è una strumentale dalle influenze swing; e se in Remote Control la voce appare come un contributo inutile (la traccia è infatti sostenuta solamente da dei samples elettronici, catchy anche se ripetitivi) e Three MC's And One DJ, sostanzialmente una loro versione della Jam-Master Jay dei Run-D.M.C., appare decisamente troppo minimale e scarna (ottimo solo il lavoro ai piatti di Mix Master Mike), a risollevare il tutto ci pensano le due perle Intergalactic (stupendo rap robotico e futurista) e Body Movin' (quest'ultima più sperimentale nella versione presente sull'album, mentre la versione uscita come singolo, remixata grandiosamente da Fatboy Slim, è decisamente azzeccata nel trascinantissimo flow e nel contagioso ottimismo del sound).
Nella seconda parte del disco il rap passa in secondo piano, in favore di una maggiore cura per la musica: Song For Junior è uno strumentale di samba, mentre I Don't Know (in cui compare Miho Hatori dei Cibo Matto) si rifà invece alla bossanova, e Picture This al soul-jazz; i samples di Mix Master Mike sovraccaricano i pezzi di tocchi di classe, e il vertice elettronico è rappresentato in questo senso dall'ottima The Negotiation Limerick File, dalla cacofonica e sperimentale Dedication, e dalla finale Instant Death.

In conclusione, sublime lavoro dietro ai samples e alla produzione, con un occhio di riguardo allo sperimentalismo sonoro e come sempre alla contaminazione dell'hip-hop, di cui i Beasties si dimostrano ancora una volta maestri indiscussi.
Ma resta l'impressione che, per quanto ottimo sia il sound dell'album, in realtà il valore artistico non raggiunga un livello soddisfacente: immaginando di togliere dall'album i contributi di Mix Master Mike, probabilmente resterebbero solamente una serie di pezzi banali e scarni alla Three MC's And One DJ.


LINE-UP
MCA - Vocals, Bass
Mike D - Vocals, Drums
King Ad-Rock - Vocals, Guitar

Guests:

Mario Caldato, Jr. - Producer
Miho Hatori - Vocals
Lee "Scratch" Perry - Scratches
DJ Mix Master Mike - Turntables


TRACKLIST
1. Super Disco Breakin' – 2:07
2. The Move – 3:35
3. Remote Control – 2:58
4. Song For The Man – 3:13
5. Just A Test – 2:12
6. Body Movin' – 3:03
7. Intergalactic – 3:51
8. Sneakin' Out The Hospital – 2:45
9. Putting Shame In Your Game – 3:37
10. Flowin' Prose – 2:39
11. And Me – 2:52
12. Three MC's And One DJ – 2:50
13. The Grasshopper Unit (Keep Movin') – 3:01
14. Song For Junior – 3:49
15. I Don't Know– 3:00
16. The Negotiation Limerick File – 2:46
17. Electrify – 2:22
18. Picture This – 2:25
19. Unite – 3:31
20. Dedication – 2:32
21. Dr. Lee, PhD – 4:50
22. Instant Death – 3:22






A coronare più di 15 anni di carriera ci pensa The Sounds of Science, maestosa antologia dei Beastie Boys.
Uscita nel 1999, a solo un anno di distanza dall'ultimo album Hello Nasty, è organizzata in un doppio album; lo splendido booklet offre le fotografie di quasi tutte le release della band, e pagina per pagina spiega la genesi di tutte e 42 le tracce presenti nella raccolta.
I singoli celebri sono quasi tutti presenti (e la versione di Body Movin' è quella remixata da Fatboy Slim), anche se i Beasties hanno voluto inserire meno materiale possibile dal loro primo disco (probabilmente a causa del fatto di non sentirlo un'espressione molto "propria", ma più un'espressione di Rick Rubin): dal debut-album sono presenti solamente Slow and Low (che è una cover dei Run DMC) e Fight For Your Right (che di certo non poteva mancare), ed è purtroppo assente la storica No Sleep Till Brooklyn.
Molto strano poi che non sia presente, da Paul's Boutique, la traccia The Sounds of Science, che meritava di stare anche all'interno dell'antologia, non solo nel suo titolo.
I Beasties però hanno evidentemente voluto mettere assieme qualcosa che sentissero davvero come personale, e dunque deliziano i fan con delle vere e proprie chicche. Sono difatti presenti ben 5 tracce hardcore-punk: Beastie Boys ed Egg Raid On Mojo direttamente dal Pollywoog Stew EP (ma è un peccato che non sia presente anche la pazzoide Holy Snappers), più Believe Me, Soba Violence e I Want Some dal più recente Aglio e Olio EP; inoltre i tre rapper inseriscono nel lotto anche alcune B-side molto valide (Skills to Pay the Bills e Dub the Mic su tutte), alcune tracce parecchio fuori dagli schemi (Netty's Girl, Boomin' Granny, Benny and The Jets), e una breve serie di inediti tra cui spicca la stupenda Alive, uno dei pezzi più raffinati e maturi mai scritti dal trio, fortunatamente fatta singolo.
Proprio in Alive, per la prima volta, King Ad-Rock lascia intendere cosa ne pensa del fenomeno rap-metal di cui i Beasties sono riconosciuti i principali ispiratori: "Created a monster with these rhymes I write... goatee metal rap please say goodnight". Traccia molto coraggiosa, Alive porta una fresca ventata di sincerità e maturità rivolta alle giovani generazioni: "Dip dip dive, so-socialize. Open up your ears and clean out your eyes. If you learn to love you’re in for a surprise. It could be nice to be alive". Solo i Beastie Boys potevano far uscire un singolo simile in un periodo in cui il trend giovanile è dominato dal pessimismo e dalla violenza sonora che suona falsa e patinata (quella dei peggiori gruppi nu-metal).



Dopo un ritiro dalle scene a tempo indeterminato, i Beastie Boys tornano a suonare dapprima nel 2001 in una serie di concerti a scopo benefico per la "loro" New York (devastata dagli attacchi terroristici dell'11 Settembre), poi nel 2003 per rilasciare una traccia nel web, intitolata In A World Gone Mad, in cui esprimono il loro disappunto per la guerra degli USA contro l'Iraq, ed infine ai consueti Tibetan Freedom Concerts.
L'attivismo in favore della pace e della tolleranza, tipico del trio, li continua a porre al centro di vari dibattiti, ed è ormai intuibile un loro ritorno in studio per un nuovo album.





To The 5 Boroughs (Capitol, 2004) è un netto sguardo rivolto all'old-school dell'hip-hop newyorkese di cui i Beasties sono stati fra gli esponenti principali nella seconda metà degli 1980s.
Ed è proprio questa l'idea alla base dell'album: non proseguire la strada dei campionamenti ricercati e dei tappeti sonori di album come Hello Nasty, ma cercare invece un filo conduttore con il passato, utilizzando trame sonore decisamente old-school per riaffermare il loro sound; una sorta di presa di posizione, insomma, per ribadire che i Beasties sono tra le poche crew che prima c'era e che oggi c'è ancora.
Tracce decisamente riuscite il primo singolo Ch-Check It Out (dalla base ripetitiva ma dal flow irresistibile), la divertente e scanzonata Triple Trouble, l'old-school di Right Right Now Now, ma soprattutto il capolavoro del disco, An Open Letter to NYC, un vero e proprio anthem per il presente, una dichiarazione d'amore per la Grande Mela e il suo melting pot scritta sotto forma di lettera aperta, con un senno post-11 Settembre 2001 ("Dear New York I hope you're doing well,
I know a lot's happen and you've been through hell. So, we give thanks for providing a home, through your gates at Ellis Island we passed in droves" ... "Dear New York I know a lot has changed, 2 towers down but you're still in the game. Home to many rejecting know one, accepting peoples of all places, wherever they're from: Brooklyn, Bronx, Queens and Staten, from the Battery to the top of Manhattan; Asian, Middle-Eastern and Latin; Black, White, New York you make it happen").
Si fanno notare più o meno positivamente anche 3 The Hard Way, It Takes Time to Build, Rhyme the Rhyme Well, Oh Word? e We Got the.
The Brouhaha è invece appena sufficiente, mentre altre tracce sono decisamente trascurabili: Hey Fuck You, All Lifestyles, Shazam! e Crawlspace sono degli aborti, con liriche senza ispirazione e musiche mediocri; That's It That's All potrebbe invece essere una buona traccia, ma il testo quasi infantile non delinea delle prese di posizione politiche convincenti ("George W's got nothing on we, we got to take the power from he"), e quindi annega in un buco nell'acqua.

Ma complessivamente l'album si mantiene sopra alla sufficienza, per una serie di motivi: nei testi i Beasties zittiscono chiunque li abbia accusati di essere disimpegnati o immaturi (oltre al loro noto attivismo pacifista, in questo disco le liriche sono pregne di rime sull'11 Settembre e sulla politica americana), e allo stesso tempo riescono ancora a mantenere il loro spirito sarcastico e autoironico (sin dall'opener Ch-Check It Out: "I'll grab you with the pinchers and no I didn't retire" ... "Make your granny shake her head and say those were the days"); le basi sono essenziali ma spesso riuscite: grazie ai contributi di Mix Master Mike sono presenti bassi elettronici che sfondano le casse, e i pochi campionamenti riescono a costruire ugualmente atmosfere molto azzeccate con tocchi semplici e naturali (si veda Sonic Reducer, canzone dei Dead Boys campionata per costruire An Open Letter To NYC); e le liriche, anche se non troppo ispirate o non efficaci in alcuni punti, tutto sommato offrono ancora rime raffinate dopo 20 anni di hip-hop, elemento che (unito al loro stile) basta a smontare i gangsta-rappers che nel periodo infestano le classifiche (ovvero Snoop Dogg e 50 Cent), troppo impegnati a prendersi sul serio ed elogiare club, denaro e prostituzione; dulcis in fundo, il ritorno dei tre newyorkesi decreta un notevole ridimensionamento della figura di Eminem, il quale grazie a MTV campava ormai sulla leggenda metropolitana di essere il primo rapper bianco di successo.


Nel 2007 esce il nuovo full-length The Mix-Up. Completamente strumentale, il disco tende un filo rosso con i pezzi strumentali jazz-funk di Check Your Head (1992) e Ill Communication (1994).
Ma, ad eccezione dei rari vertici compositivo-espressivi (rappresentati dalle tracce B for My Name, Freaky Hijiki, e soprattutto Off the Grid), l'album non va oltre ad un divertissement personale dei tre, e non rappresenta nulla di innovativo o fondamentale per il loro percorso musicale.

 

 




Creative Commons License
Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.
Copyright © Matthias Stepancich