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Bowery Electric

Bowery Electric (1995)
6/10
Beat (1996)
7/10
Lushlife (2000)
6.5/10




I Bowery Electric sono un duo newyorkese formato da Martha Schwendener (basso e voce) e Lawrence Chandler (chitarra e seconda voce). Chandler è un appassionato di musica minimalista, già studente ed estimatore di La Monte Young nonché collaboratore occasionale di Philip Glass.

Proprio le strutture a ripetersi tipiche di Glass sono una delle due ispirazioni fondamentali di Chandler per il primo album Bowery Electric (Kranky, 1995), mentre la seconda è il cosiddetto "shoegaze".
Purtroppo i pezzi del disco non hanno alcun singulto emotivo né riescono ad innovare la scena musicale, specie dopo album shoegaze come Loveless dei My Bloody Valentine e band "post-shoegaze" come i Seefeel.
Il tutto si riduce ad un noise-pop immerso in interminabili (e alla lunga fastidiosi) droni chitarristici, votato principalmente all'atmosfera e alla ridondanza della stessa, guidato da drumming lenti e ripetitivi, e accompagnato da accenni vocali relegati a background.
Solo a tratti (e specie nei 10 minuti di Slow Thrills) le ritmiche escono dalla stasi, mentre raramente (la dimessa Out of Phase) si toccano terreni emotivi.
Over and Over e Drift Away sono brevi skit strumentali, il primo anche un esempio di puro dark-ambient chitarristico.
Le altre tracce riflettono unicamente un tedioso esperimento di drone-noise-pop minimalista fine a se stesso, giustificato in parte solamente dall'ancora fervente contesto storico-evolutivo degli stili drone e shoegaze.


Sul secondo album Beat (Kranky/Beggars Banquet, 1996) i droni chitarristici sono molto meno improntati al "noise" e molto più ad un soffice ed avvolgente ambient, accomunato allo shoegaze solo per il fatto di essere guidato dagli effetti chitarristici. Le ritmiche diventano trip-hop grazie alle drum-machine, e la voce viene scandita più nettamente, anche se resta sempre limitata al proprio ruolo di nenia melodica d'accompagnamento alle tessiture strumentali. Il basso diventa invece primo protagonista, influenzato soprattutto dagli artisti dub e trip-hop di Bristol come i Massive Attack.
Gli esperimenti più variegati e riusciti sono la title-track (nella quale predomina un languido giro di basso dub, con vocalizzi soffusi nel background), Empty Words (forse la traccia più shoegaze, in una sorta di versione semplice, diluita e rallentata dei My Bloody Valentine), Without Stopping (giri di basso tetri immersi in un ambient-trip-hop lento e graffiante), Black Light (nella quale vengono portate all'estremo le dilatazioni oniriche delle chitarre, su un drumming più psychedelic-rock che trip-hop), Inside Out (con un rilassante e avvolgente inseguimento tra arpeggi di basso ed effetti chitarristici) e Fear of Flying (scelto anche come singolo di lancio, è il pezzo con le chitarre più psychedelic-rock).
Decisamente ridondante e inutile invece l'ultima traccia Postscript, che nei suoi quasi 17 minuti non fa che ribadire un ambient spettrale e "drone" che in realtà viene trattato più efficacemente nelle brevi Under the Sun (in una variante più cupa e noise) e Looped.
Il disco è un ideale e godibile punto di congiunzione tra drone-ambient, chitarrismo e vocalità shoegaze, e ritmiche trip-hop.


Vertigo (Beggars Banquet, 1997) è un trascurabile disco di remix con enfasi maggiore sui droni ambient e minore sulle ritmiche.


Lushlife (Beggars Banquet, 2000) aumenta al contrario l'apporto di ritmiche trip-hop, e trasporta tutto il sound nell'universo dream-pop dei Cocteau Twins. Le "basi" restano fortemente influenzate dai Massive Attack (battito hip-hop rallentato, bassi dub profondi), ma vengono poi colorate da costanti stratificati arrangiamenti d'archi, da droni di chitarra ora liquidi e relegati nel background (Psalm of Survival) ora distorti e leggermente più prominenti (Freedom Fighter), e dai vocalizzi eterei di una Schwendener mai così influenzata da Elizabeth Fraser.
Se il disco non è più un esperimento sensibilmente innovativo come il precedente, è invece senza dubbio un ottimo lavoro d'atmosfera: languido, avvolgente, ambientale, mai troppo rilassato grazie alle ritmiche in primo piano.


Dopo l'uscita di Lushlife, il duo si separa.





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Copyright © Matthias Stepancich