I The Byrds hanno partorito alcune idee fondamentali
per lo sviluppo del rock, tuttavia il loro essere sempre eccessivamente
legati al filone dei "vocal group" (rimodernizzato ed esploso nelle
classifiche di vendita con i The Beach Boys, californiani come
loro) e alla composizione melodica da classifica non ha mai fatto sì che
quelle idee li potessero consacrare come vera band "di rottura" rispetto al panorama imperante.
Le ottime idee dei The Byrds verranno così sempre, nel giro di poco tempo,
riprese e amplificate di netto da artisti più rivoluzionari.
I The Byrds resteranno quindi, più che altro, un fondamentale
anello di congiunzione tra due mondi (quello della musica pre-1967
e quello della musica post-1967).
Nascono a Los Angeles nel 1964 dall'unione di Jim McGuinn (chitarra
e voce), Gene Clark (voce, armonica) e David Crosby (chitarra, voce).
Ai tre si aggiungono dopo breve tempo anche Chris Hillman e Michael
Clarke (il primo a basso e voce, il secondo alla batteria).
Il gruppo, guidato da un'idea di McGuinn, si propone di fondere il
pop-rock orecchiabile, commerciale e vocalmente polifonico di The Beatles e The Beach
Boys con il raffinato folk di Bob Dylan.
Dopo vari demo, firmano con la Columbia e realizzano una cover di
Mr. Tambourine Man, pezzo scritto da Dylan nel 1964, che però viene pubblicato su album nel 1965, pressoché contemporaneamente alla cover di McGuinn e soci. La versione dei The Byrds, totalmente
differente rispetto all'originale, presenta una cura raffinata per
le armonie e un esplosivo innesto di sonorità elettriche. Il
singolo ha un grande successo, e contribuisce in larga parte alla nascita del "folk-rock", ma grazie al mix di polifonie vocali dilatate e chitarre elettriche dai tocchi orientaleggianti può anche essere considerato il primo vero anthem psichedelico della storia, aprendo la strada a tutto lo psych-rock e psych-folk successivo (filoni che avranno il loro boom più di un anno dopo).
I The Byrds esordiscono su full-length poco successivamente, con
il disco Mr. Tambourine Man (finito di registrare
nell'aprile 1965, pubblicato a giugno), l'album che, assieme ai contemporanei lavori di Dylan, standardizza definitivamente lo stile folk-rock.
Il disco dei The Byrds è composto da 12 tracce, delle
quali tuttavia 7 sono cover di cantautori (principalmente Dylan).
Brillano in particolar modo le invenzioni di McGuinn (il cui jingle-jangle
chitarristico, prodotto con una Rickenbacker a 12 corde, diventa il
marchio di fabbrica della band) e la capacità della band di
valorizzare nella maniera più coinvolgente possibile le melodie
dei pezzi (spesso accelerando il ritmo e iper-arrangiandole vocalmente).
Tra le tracce inedite, tutte scritte quasi completamente da Gene Clark,
spicca la travolgente I'll Feel a Whole Lot Better,
uno dei capolavori del disco.
La produzione di Terry Melcher stabilisce anch'essa un nuovo standard
sonoro, riuscendo a mantenere una pulizia radio-friendly valorizzante le melodie
così come un'energia rock valorizzante gli strumenti elettrici.
Lo stesso Dylan verrà oltretutto folgorato dall'utilizzo della strumentazione elettrica fatto da McGuinn e Crosby, che diventerà una delle fondamentali ispirazioni per i suoi poco successivi capolavori Highway 61 Revisited e Blonde on Blonde.
Il secondo disco Turn! Turn! Turn! (dicembre 1965)
non è all'altezza del precedente.
Le tracce sono
11, delle quali 5 sono cover. Tra gli inediti spiccano solamente
Set You Free This Time e If You're Gone,
entrambe scritte da Clark, e tra le cover solamente la title-track
(scritta dal folksinger Pete Seeger ispirandosi al Qoelet biblico,
e riarrangiata da McGuinn con il suo stile folk-rock ormai già
classico).
Nel marzo 1966 pubblicano il singolo onirico e orientaleggiante Eight
Miles High. Non solo si tratta di uno dei loro massimi capolavori
di sempre, ma è anche il primo singolo di una band americana
ad incorporare nel rock i raga indiani (mentre in Europa l'avevano
fatto i The Kinks un anno prima, copiati 5
mesi più tardi dai The Beatles, ma entrambi senza
riferimenti alla psichedelia), e addirittura è forse anche il primo pezzo di jazz-rock fusion della storia, ispirato dalla
composizione India dell'album Impressions di John
Coltrane (1963).
Segue a ruota il nuovo album, Fifth Dimension (luglio 1966),
che conferma lo spostamento del sound della band verso territori molto
più legati alla psichedelia. Il disco prende le sue principali
ispirazioni dall'acid-folk nato a New York, e ancora dal jazzista
John Coltrane (seguendo il suo percorso, come lui anche la band diventa sia fortemente appassionata di spiritualità orientale,
sia vicina al mondo delle droghe).
Il disco inaugura
ufficialmente la stagione psychedelic-rock di Los Angeles (della quale
i principali esponenti diverranno entro breve i The
Doors), e contiene forse in assoluto i primi pezzi definibili
"space-rock" (Mr. Spaceman e 5D),
ovvero di uno psychedelic-rock evocante il cosmo e l'esplorazione
spaziale, formula che negli anni seguenti seguirà sviluppi
imprevedibili con i Pink Floyd da una
parte e la kosmische musik tedesca dall'altra.
Le cover sono 4 su un totale di 11 tracce; tra di esse spicca Hey
Joe di Billy Roberts, ormai diventata uno standard garage-rock
(la versione di Jimi Hendrix era già
stata pubblicata in marzo).
Gli ottimi arrangiamenti alle tastiere sono di Van Dyke Parks.
Ma la nuova direzione è troppo legata alla cultura delle droghe
per poter piacere a Clark, che abbandona la band.
Un netto passo in avanti si ha con il quarto disco Younger
Than Yesterday (1966, pubblicato nel febbraio 1967), nel quale vanno a fondersi
con precisione e raffinatezza tutte le influenze sonore e stilistiche
care alla band: bluegrass, folk, blues, psychedelic-rock, jazz, sfumature
esotiche, e addirittura elettronica.
So You Want to Be a Rock 'n' Roll Star è una
disillusa critica alle band preconfezionate (The Monkees
su tutte), con fiati jazz; C.T.A.-102 è un
bluegrass dal testo "space-rock", che implode in una coda
elettronica ispirata dagli esperimenti di Stockhausen; Mind
Gardens è un altro riuscito raga-rock, arrangiato
da registrazioni che scorrono al contrario; Everybody's Been
Burned, tenue e desolata ballad cantautoriale dalle sfumature
acid-folk, è il capolavoro di Crosby.
Tra le cover spicca un'ottima rivisitazione di My Back Pages
(ancora una volta l'originale è di Bob
Dylan).
Chris Hillman
diventa improvvisamente l'autore principale della band, seguito da
Crosby (quest'ultimo il più legato alla psichedelia); McGuinn
(che nel frattempo ha cambiato nome in Roger, per motivi legati alle
sue nuove credenze spirituali) si limita a contribuire con un'ottima
capacità esecutiva e poche ma brillanti idee (l'utilizzo dell'elettronica,
ad esempio, si deve a lui).
Nell'agosto 1967 esce un The Byrds Greatest Hits.
Il quinto album Notorious Byrd Brothers (1967, pubblicato nel gennaio
1968) è ancora una volta guidato principalmente da McGuinn
e Hillman, ma stavolta presenta un dualismo molto più forte
tra sonorità "vecchie" (folk, country, surf-pop,
Merseybeat) e "nuove" (psichedelia, elettronica, jazz-rock
fusion), e uno scontro più serrato tra i due "leader"
e le idee di Crosby e Clarke.
Goin' Back (un nostalgico pop) e Wasn't Born
to Follow (un country-rock ispirato dal Bob
Dylan di John Wesley Harding) sono in realtà composizioni di Carol
King e Gerry Goffin, pensate la prima originariamente nel 1966 per la pop-idol
Dusty Springfield e la seconda per i The Byrds stessi; la
loro inclusione a discapito di Triad (pezzo scritto
da Crosby sulle tematiche del ménage à trois, che poi
Crosby passerà ai Jefferson Airplane)
sarà uno dei motivi per cui Crosby si scontrerà con
McGuinn e Hillman, finendo per venire licenziato dalla band durante
le registrazioni. McGuinn contatterà poi Gene Clark, che tornerà
nel gruppo per tre settimane; assieme a lui scriverà Get
to You, un folk-pop che sarà presente sul disco.
La band perde anche il batterista Michael Clarke durante le registrazioni,
che lascia il gruppo perché insoddisfatto delle scelte di McGuinn;
verrà sostituito dal drummer Jim Gordon.
In realtà i migliori pezzi del disco sono al contrario quelli
che meno c'entrano con pop, folk e country: Artificial Energy
(travolgente rock arrangiato dai fiati, nonché pezzo per cui
verrà coniata l'etichetta "heavy metal"), Natural
Harmony (scritta da Hillman, spettacolare incrocio tra vocalità
alla The Beach Boys di Pet Sounds, jazz-rock, e arrangiamenti
elettronici), Draft Morning (folk-country arrangiato
con forti tocchi psichedelici alla Eight Miles High, e soprattutto
con un forte rumorismo elettronico), Change Is Now
(un capolavoro stilistico, con strofe tra psychedelic-rock, jazz,
tribale, e chorus che improvvisamente vira sul country, il tutto impreziosito
da un assolo dissonante di McGuinn), Tribal Gathering
(scritta da Crosby e Hillman, un jazz-pop che viene scosso da un chorus
affidato alle distorsioni psychedelic-blues della chitarra di McGuinn)
e Space Odissey (affogata in un background di rumori
elettronici, ispirata dal racconto The Sentinel di Arthur
C. Clarke, e scritta anche nella speranza di venire inclusa nel film
2001: A Space Odissey, che Kubrick stava girando).
Completano la tracklist Old John Robertson (un breve
e singolare country spezzato a metà da un bridge di ispirazione
classica e a tratti filtrato elettronicamente) e Dolphin's
Smile (psychedelic-pop guidato da un drumming effervescente,
ed arrangiato con rumorismi elettronici in apertura e suoni ambientali
in chiusura).
Concepito e registrato tra litigi e scontri, il disco avrebbe potuto
essere rivoluzionario se Crosby avesse avuto lo stesso peso di Hillman
e McGuinn in fase compositiva: Goin' Back e Wasn't
Born to Follow, i due episodi più banali e deboli,
sarebbero stati soppressi in favore del psychedelic-rock provocatorio
Triad, e le influenze country sarebbero state smorzate.
Così non è stato; tuttavia, anche con questi difetti,
l'album resta il vero capolavoro della band.
Il sesto album Sweetheart of the Rodeo (luglio 1968)
viene registrato da Hillman e McGuinn affiancati da una decina di
sessionmen, dei quali il più determinante al sound sarà
il chitarrista e cantante Gram Parsons (che aveva appena lasciato
i The International Submarine Band). Proprio scritte da Parsons
sono le uniche due tracce inedite dell'album, nonché le più
interessanti, ovvero Hickory Wind e One Hundred
Years from Now.
Scritto sulla
scia di John Wesley Harding di Bob
Dylan, così come i pezzi più country del precedente
Notorious Byrd Brothers, Sweetheart of the
Rodeo è il lavoro che più di tutti standardizza
il genere del country-rock, assieme ad una manciata di altre uscite
del periodo (Safe at Home dei The International Submarine
Band di Parsons, Bradley's Barn dei The Beau Brummels,
Music from Big Pink dei The Band, e Roots
dei The Everly Brothers), ma è notevole soprattutto
per le sue sfumature elettroniche (il
sintetizzatore Moog già utilizzato su Notorious Byrd Brothers)
e jazz.
Nel settembre 1968 Hillman se ne va dalla band, formando i country-rock
The Flying Burrito Brothers assieme a Gram Parsons.
Il settimo disco Dr. Byrds & Mr. Hyde (febbraio
1969) è retto dal solo McGuinn, con il sostegno di alcuni sessionmen
(Clarence White, John York e Gene Parsons) che "ingloba"
nella band, e di alcuni songwriters che lo aiutano a scrivere qualche
pezzo.
Ancora una volta all'insegna del country-rock, l'album è stavolta
un buco nell'acqua, e dimostra quanto fondamentale fosse stato l'apporto
di Hillman e Gram Parsons nel precedente Sweetheart of the Rodeo.
La stessa cosa vale per Ballad of Easy Rider (ottobre
1969), leggermente migliore del precedente per il semplice motivo
che 5 pezzi su 11 sono cover, un altro è un folk tradizionale
(Jack Tarr the Sailor, riarrangiato da McGuinn),
e un altro ancora è scritto in collaborazione con Bob
Dylan (Ballad of Easy Rider, peraltro il miglior
pezzo del disco).
Poco prima dell'uscita dell'album, McGuinn sostituisce John York con
Skip Battin a basso e voce.
Nel frattempo David Crosby proseguirà con collaborazioni di vario tipo, prevalentemente nel celebre supergroup fondato assieme a Stephen Stills, Neil Young (entrambi ex Buffalo Springfield) e Graham Nash (ex The Hollies), ma anche solista e in coppia con il solo Graham Nash.
Tra i molti album pubblicati, spiccano soprattutto Déjà Vu (1970, con Stills, Nash e Young) e If I Could Only Remember My Name (1971, da solo ma con ospite mezza scena psichedelica americana), questo ultimo suo capolavoro nonché uno dei massimi capolavori dello psych-folk, nel quale convoglia attraverso una personale malinconia esistenzialista post-hippie tutte le intuizioni psichedeliche avute in passato, firmando forse il massimo manifesto, dolceamaro e strutturalmente complesso, della conclusione del "movement".
(Untitled) (settembre 1970) è un doppio album dei The Byrds.
Il primo disco contiene sette pezzi registrati dal vivo, di cui 2
cover di Bob Dylan, 4 classici della band
(tra i quali spicca una Eight Miles Heigh trasformata
in una jam di 16 minuti alla Cream), e l'inedito Lover of the Bayou.
Il secondo disco è formato da pezzi piuttosto mediocri, dei
quali si fanno notare solamente Chestnut Mare, All
the Things e Just a Season (tutti e tre
scritti da McGuinn assieme a Jacques Levy, così come Lover
of the Bayou).
Il decimo Byrdmaniax (giugno 1971) è il peggior
album di sempre della band, guidato essenzialmente dal produttore
Terry Melcher e dall'arranger Paul Polina, che lo affogano in overdub
di fiati e cori gospel di dubbio gusto.
Aiutano la band nel songwriting Kim Fowley e Jacques Levy. Tre pezzi
su 11 sono cover.
Farther Along (novembre 1971) è un altro buco
nell'acqua. Nessuna ispirazione a livello di songwriting, ma stavolta
la band almeno si produce da sola (memore del pessimo lavoro ottenuto
affidandosi a Terry Melcher).
Nel novembre 1972 esce The Best of The Byrds: Greatest Hits,
Volume II, anche ultima pubblicazione per la Columbia.
Prima di sciogliere la band, McGuinn riesce a riunire la line-up originale
(Gene Clark, David Crosby, Chris Hillman e Michael Clarke) per l'album
d'addio Byrds (Asylum, marzo 1973).
Ogni componente scrive due tracce, con contributi di Jacques
Levy, Dallas Taylor e Joe Lala.
La tracklist viene completata da una cover di Joni Mitchell e due
pezzi di Neil Young.
Di fatto il disco è una copia non riuscita dello stile di Crosby,
Stills, Nash & Young, e non a caso lo produce Crosby stesso.
McGuinn proseguirà con una carriera solista, inizialmente affiancato
nella line-up da Clark e Hillman.
Lungo i 1980s Clarke and Clark andranno in tour con il nome The
Byrds, separatamente.
Dal 1989 al 1993 Clarke e Skip Battin andranno in tour come The
Byrds Featuring Michael Clarke.
Per reazione, McGuinn, Hillman e Crosby si riuniranno in una serie
di concerti come The Byrds, dal 1989 al 1990, e dopo una
disputa legale otterranno i diritti definitivi sul nome della band.
The Byrds (Columbia, ottobre 1990) è un boxed
set di quattro dischi, per un totale di 90 tracce. Oltre ai classici
della band, sono presenti anche alcuni pezzi rari e non rilasciati,
più quattro inediti scritti da McGuinn,
Hillman e Crosby.
Verrà poi sostituito da There Is a Season (Legacy/Columbia, settembre 2006), un altro boxed set di quattro dischi,
stavolta anche più completo e con un totale di 99 tracce.