Cavalera Conspiracy è il moniker del nuovo progetto
di Max Cavalera (frontman dei Sepultura
fino al 1996, poi leader dei Soulfly) e
suo fratello Igor Cavalera (drummer dei Sepultura
fino al 2006), supportati da Marc Rizzo (chitarrista degli Ill
Niño fino al 2003, poi chitarrista dei Soulfly)
alla chitarra e Joe Duplantier (frontman dei Gojira, band
prog-death francese) al basso.
Ma il loro debutto Inflikted (Roadrunner,
2008) è decisamente deludente.
Il disco suona, dall'inizio (la title-track) alla
fine (Must Kill), eccessivamente scontato e monotono.
A partire proprio dal drumming di Igor (o Iggor, come preferisce firmarsi
da dopo lo split dai Sepultura), che dovrebbe
teoricamente portare una ventata d'aria fresca nella formula stilistica
di Max (il quale pur ha dimostrato di sapersi rinnovare con creatività
e decisione nel poco precedente Dark Ages, fatto uscire con
i Soulfly), ed invece ristagna nel suo classico
stile speed-death che oramai aveva già detto tutto il possibile
su Arise dei Sepultura; i riffing
di Max e Rizzo seguono la medesima strada, fissandosi su di una classica
formula thrash-death stanca e ripetitiva, debitrice a iosa dai soliti
primissimi Metallica, primi Slayer,
Pantera più thrash, e Sepultura
stessi (sovente il disco sembra una semplice rivisitazione moderna,
o più semplicemente una rivisitazione in Re minore e con mixing
impeccabile, di Beneath the Remains); la voce di Max, dal
timbro come sempre inconfondibile e coinvolgente, è ferocissima,
raggiungendo e forse superando i picchi di brutalità di Dark
Ages, e questo è forse l'aspetto più positivo del
lavoro; ed infine il basso: Duplantier e Rex Brown (quest'ultimo,
noto ex-bassista dei Pantera, guest su Ultra-Violent)
sono davvero sotto-sfruttati, e non propongono nulla di realmente
creativo, senza mai svettare sulle chitarre o sul drumming veloce
e rabbioso.
Pochissimi gli spunti groove, che spezzano le tracce solitamente nei
bridge per pochi secondi, e quasi assenti i tocchi tribali tipici
di Chaos A.D. e Roots (gli ultimi due eccezionali
album scritti dai Sepultura con Max ancora
in formazione), che qui sbucano al loro massimo su Dark Ark.
La scelta sarebbe stata giustificata se, abbandonando alcuni degli
stilemi classici del sound di Max, la formula fosse approdata su lidi
freschi e creativi, ma così non è successo. Inflikted
è anni luce inferiore a Roots (l'ultimo disco in cui
Max e Igor hanno suonato assieme), ma questo era prevedibile; la cosa
davvero deludente è che Inflikted sia inferiore di
molto anche all'ultimo parto dei Soulfly
(il già citato Dark Ages, molto più vario e
molto più potente).
Semplice operazione nostalgia, quindi, e il tutto va a discapito degli
ascoltatori (tralasciando gli irrazionali fan sfegatati del "genere",
probabilmente gli unici che apprezzeranno l'album). Igor/Iggor avrebbe
fatto meglio, al massimo, ad entrare nei Soulfly
e cercare di ritrovare il proprio lato più creativo e frizzante,
aiutando così a proseguire in maniera naturale quel discorso
intrapreso da Max con Dark Ages.
C'è davvero bisogno, nel 2008, di un'altra band speed-death
assolutamente canonica? Che probabilmente conta più che altro
di cavalcare la rimonta modaiola del death-thrash fomentata dal successo
delle band metalcore più heavy?