Garlands
(4AD Records, 1982)
Album
Il primo nucleo dei Cocteau Twins
comprende Elizabeth Fraser alla voce, Robin Guthrie alla chitarra,
e Will Heggie al basso. Si formano in Scozia nel 1980, sulla scia
del boom Gothic-rock. In particolare, l'insieme di chitarra e drum-machine
rimanda ai Joy Division, mentre il canto
della Fraser, teatrale e funereo, è pesantemente influenzato
da Siouxsie Sioux.
Nel loro debutto Garlands ci sono pochi vertici (la
languida Wax and Wane, la tetra The Hollow
Men, la dilatata e ipnotica Grail Overfloweth),
e la maggior parte delle tracce si basa su assiomi già più
che utilizzati (e superati) dalle prime band Gothic-rock (Joy
Division, PiL, etc.), ma c'è anche
un elemento che porta il sound della band a distinguersi da molti
altri loro contemporanei: Robin Guthrie e il suo approccio chitarristico.
Le composizioni di Guthrie sono rumoristiche come da tradizione New
Wave, ma non ruvide né abrasive, difatti si adagiano sui pezzi
in modo stratificato, etereo, dilatato. Questo elemento, unito al
basso spesso "liquido" di Heggie e alla voce delirante della
Fraser, rende le canzoni delle piccole stanze buie in cui il tempo
si ferma.
LINE-UP
Elizabeth Fraser - Vocals, Voices
Robin Guthrie - Guitar
Will Heggie - Bass
TRACKLIST
1. Blood Bitch – 4:34
2. Wax and Wane – 4:04
3. But I'm Not – 2:45
4. Blind Dumb Deaf – 3:46
5. Shallow Then Halo – 5:16
6. The Hollow Men – 5:02
7. Garlands – 4:32
8. Grail Overfloweth – 5:22
Head Over Heels
(4AD
Records, 1983)
Album
Il secondo album Head Over Heels
è il disco che fonda ufficialmente un nuovo genere, il Dream-pop.
Lasciati da parte i riferimenti banali (la Sioux e Curtis su tutti),
il duo (Heggie abbandona difatti poco dopo l'uscita del primo album)
si sposta su lidi prettamente personali.
L'opener funebre a ritmo di battiti cardiaci When Mama Was
Moth, con la Fraser più tetra che mai, introduce l'ipnotica
Five Ten Fiftyfold (chitarre estremamente diluite
e dilatate, tappeto sonoro con fiati e accenni di percussioni, voce
onirica), a cui seguono la più ottimista e melodica Sugar
Hiccup, i droni e i lamenti di In Our Angelhood,
la catarsi stratificata di Glass Candle Grenades;
pezzi come The Tinderbox (of a Heart), immersa nei
delay, accentuano invece la vena tribale della band, con droni di
strumenti primitivi e campionamenti di melodie orientaleggianti, e
la conclusiva Musette and Drums è forse il
vertice emotivo e catartico dell'intero lavoro.
Il panorama mette assieme una serie di influenze musicali, dalle chitarre
di Guthrie (effettate e filtrate, ma mai davvero rumoristiche come
quelle delle band industriali) ai vocalizzi atemporali della Fraser,
dall'overdose di stratificazioni ed echi alle parti folk-tribali disseminate
lungo le tracce, sovrapposte alla drum-machine, in uno schema che
collega l'ascesa spirituale alle sfumature "magiche" della
natura.
Head Over Heels è un disco-cardine, che segna
la transazione dal Gothic-rock ad un "qualcos'altro" (il
Dream-pop) che influenzerà pesantemente la musica
ad esso contemporanea (si pensi ad esempio al noise-pop dei The
Jesus and Mary Chain).
LINE-UP
Elizabeth Fraser - vocals
Robin Guthrie - guitar
Guests:
Ally - saxophone on "Five Ten Fiftyfold"
TRACKLIST
1. When Mama Was Moth – 3:06
2. Five Ten Fiftyfold – 4:59
3. Sugar Hiccup – 3:42
4. In Our Angelhood – 2:59
5. Glass Candle Grenades – 2:44
6. In The Gold Dust Rush – 3:41
7. The Tinderbox (Of A Heart) – 4:57
8. Multifoiled – 2:36
9. My Love Paramour – 3:39
10. Musette And Drums – 4:39
Treasure
(4AD Records, 1984)
Album
Il terzo album Treasure ne è un po' una variante
più incentrata sulla voce della Fraser; è anche una
sorta di concept, con la pioggia di riferimenti a figure femminili
e a miti antichi.
L'apertura di Ivo e Lorelei mostra
un nuovo panorama più ritmato e ottimista, oltre ad una crescente
bravura della Fraser, poi arriva la tragedia medievale di Beatrix
a riportare il tutto su binari soffocanti (e con una Fraser sempre
più eterea). I battiti industriali di Persephone,
affogati nelle escursioni noise di Guthrie e nel climax soffocante
di droni ambient, sono un ottimo tappeto sonoro per le divagazioni
espressioniste della Fraser, che si conferma come una delle migliori
vocalist della New Wave.
Lungo il disco troviamo anche languide e tenui ballate (Pandora,
con una Fraser eccezionale), parentesi di canti medievali e stratificazioni
su tappeto di percussioni e synth (Amelia e Domino,
ipnotiche e soprannaturali), divagazioni quasi fanciullesche in una
dimensione arcadica (Aloysius), tempeste oscure (Cicely),
e break dilatatissimi di soffuso ambient (Otterley).
Le chitarre di Guthrie sono più noise del solito, e la graditissima
new-entry Simon Raymonde riporta il basso ad un buon ruolo di supporto.
LINE-UP
Elizabeth Fraser - Vocals, Voices
Robin Guthrie - Guitar
Simon Raymonde - Bass
TRACKLIST
1. Ivo - 3:54
2. Lorelei - 3:42
3. Beatrix - 3:10
4. Persephone - 4:24
5. Pandora (For Cindy) - 5:30
6. Amelia - 3:29
7. Aloysius - 3:25
8. Cicely - 3:27
9. Otterley - 3:59
10. Donimo - 6:11
Victorialand
(4AD
Records, 1986)
Album
Il germe della "new age" (derivazione
popolare degli esperimenti cosmici e ambient dei 1970s) sta ormai
cominciando a contaminare Europa e USA quando esce Victorialand,
quarto album del gruppo, ed è proprio questo il nuovo proseguimento
(forse naturale) del complesso. Perdendo purtroppo temporaneamente
il bassista Simon Raymonde, il duo (aiutato stavolta da Richard Thomas
dei dream-pop Dif Juz) si concentra difatti sulla
dimensione più spirituale, metafisica ed eterea del suo sound.
Il risultato è un dipinto dilatato di un paesaggio astratto
e sfuggevole; ogni traccia è priva di praticamente ogni elemento
ritmico, ed immersa in un oceano di echi, effetti e droni. L'esperimento
passa dai registri riflessivi e impalpabili di pezzi come Lazy
Calm a canti spirituali come Fluffy Tufts,
dai rituali magici ancenstrali di Throughout the Dark Months
of April and May all'oceano di stratificazioni di Whales
Tails. Ma c'è spazio anche per melodrammi lirici immersi
in synth e chitarre (Oomingmak), memorie fanciullesche
riportate alla memoria (Little Spacey), e incubi
onirico-biblici (The Thinner the Air).
Lo stesso anno uscirà The Moon and the Melodies, una
collaborazione della band con il pianista Harold Budd, ma il disco
sarà firmato con i nomi dei tre (più la re-entry Simon
Raymonde), non con quello di Cocteau Twins.
LINE-UP
Elizabeth Fraser - vocals
Robin Guthrie - guitar
Guests:
Richard Thomas of Dif Juz - saxophone, tablas
TRACKLIST
1. Lazy Calm – 6:34
2. Fluffy Tufts – 3:06
3. Throughout the Dark Months of April and May – 3:05
4. Whales Tails – 3:20
5. Oomingmak – 2:42
6. Little Spacey – 3:26
7. Feet-Like Fins – 3:26
8. How to Bring a Blush to the Snow – 3:51
9. The Thinner the Air – 3:15
Blue
Bell Knoll
(4AD
Records, 1988)
Album
Nuovamente dentro Raymonde, il quinto
album dei Cocteau Twins recupera la sua verve ritmica.
Il paesaggio non è più astratto, ma ancora fluttuante
tra la dimensione terrena e quella metafisica.
L'opening spirituale e soprannaturale della title-track,
in un continuo crescendo, introduce l'evocativa Athol-Brose,
spazzata da venti freddi, che diventerà uno di quei pezzi enormemente
influenti per le band post-rock del decennio successivo (impossibile
non fare paragoni con i Sigur Rós);
mentre, costruita attorno ad un semplice arpeggio dilatato di Guthrie,
Carolyn's Fingers è uno degli episodi migliori
di sempre della band, con la Fraser più stratificata e lirica
che mai (senza tuttavia toccare il barocco).
Peccato che le tracce successive non sappiano affatto mantenere queste
premesse, affogando tutto nella poca ispirazione e nei cliché
che lo stesso gruppo si auto-impone; fino alla conclusione (con le
emotive A Kissed Out Red Floatboat e Ella
Megalast Burls Forever, che si elevano nuovamente verso vertici
ipnotici) si ascolta una semplice serie di pezzi adatti come sottofondo,
come musica "ambient" (nel senso originale del termine)
per locali new age.
LINE-UP
Elizabeth Fraser - vocals
Robin Guthrie - guitar
Simon Raymonde - bass guitar
TRACKLIST
1. Blue Bell Knoll – 3:24
2. Athol-Brose – 2:59
3. Carolyn's Fingers – 3:08
4. For Phoebe Still a Baby – 3:16
5. The Itchy Glowbo Blow – 3:21
6. Cico Buff – 3:49
7. Suckling the Mender – 3:35
8. Spooning Good Singing Gum – 3:52
9. A Kissed Out Red Floatboat – 4:20
10. Ella Megalast Burls Forever – 3:39
Heaven
or Las Vegas
(4AD
Records, 1990)
Album
Il sesto album dei Cocteau Twins,
dopo un'opening convincente (il trio Cherry-Coloured Funk,
Pitch the Baby e Iceblink Luck),
non fa che riciclare queste stesse idee lungo tutti gli altri pezzi,
persino in un calando qualitativo. Una sezione ritmica anacronistica
(risponde esattamente ai cliché del rock soffuso e un po' ballabile
alla eighties) e dei testi in inglese banalizzano ulteriormente l'operazione,
e viene completamente a galla la mancanza d'ispirazione della band.
I vocalizzi della Fraser sembrano ormai un semplice esercizio di stile,
mentre Guthrie ha perso ogni desiderio di graffiare o stupire.
LINE-UP
Elizabeth Fraser - vocals
Robin Guthrie - guitar
Simon Raymonde - bass guitar
TRACKLIST
1. Cherry-Coloured Funk - 3:12
2. Pitch The Baby - 3:17
3. Iceblink Luck - 3:18
4. Fifty-Fifty Clown - 3:15
5. Heaven Or Las Vegas - 4:56
6. I Wear Your Ring - 3:40
7. Fotzepolitic - 3:31
8. Wolf In The Breast - 3:32
9. Road, River, and Rail - 3:21
10. Frou-Frou Foxes In Mid-summer Fires - 5:36
Four-Calendar
Café
(Fontana Records, 1993)
Album
Con il settimo album, ormai la musica
dei Cocteau Twins si è trasformata in un pop-rock
soffuso; la batteria da lento ballabile e le melodie da pianobar di
pezzi come Evangeline, Know Who You Are at
Every Age o Oil of Angels, poi, non aiutano
di certo a ritrovare una creatività ormai persa.
Squeeze-Wax (stratificata), My Truth
(un po' trip-hop), e i vari droni mescolati a voci melodiose (specie
su Essence e Pur) sono solo pallidi
bagliori dal passato.
La Fraser stavolta è un po' meno asettica e più calda,
ma la qualità compositiva si è arenata e auto-intrappolata,
ora nell'orecchiabile ora nell'auto-imitazione.
LINE-UP
Elizabeth Fraser - vocals, songwriting & production
Robin Guthrie - guitar, songwriting & production
Simon Raymonde - bass, songwriting & production
Guests:
Ben Blakeman - additional guitar
Mitsuo Tate - additional guitar
Benny DiMassa - drums, percussion
David Palfreeman - drums, percussion
TRACKLIST
1. Know Who You Are at Every Age – 3:42
2. Evangeline – 4:31
3. Bluebeard – 3:56
4. Theft, and Wandering Around Lost – 4:30
5. Oil of Angels – 4:38
6. Squeeze-Wax – 3:49
7. My Truth – 4:34
8. Essence – 3:02
9. Summerhead – 3:39
10. Pur – 5:02
Milk
and Kisses
(Capitol, 1996)
Album
Milk and Kisses varia un po' la formula, con un ritmo
sempre rallentato ma più vivace, e con composizioni molto più
stratificate e molto meno immediate.
Il risultato riesce in pezzi come Violaine e Tishbite,
così come nell'eterea Half-Gifts, ma la band
ogni tanto cade lo stesso in basso (il manierismo di Rilkean
Heart, la banalità di Serpentskirt);
e anche stavolta si avverte la presenza di semplici fillers (Ups,
Calfskin-Smack), che non fanno dire nulla al disco
fino alla sua conclusione, con la ballata onirica Eperdu
seguita dalla discreta chiusura di Treasure Hiding
e Seekers Who Are Lovers (due ballad estremamente
stratificate).
La band si scioglierà poi nel 1997, durante
la lavorazione per il nono album, mai uscito.
LINE-UP
Elizabeth Fraser - vocals
Robin Guthrie - guitar
Simon Raymonde - bass guitar
TRACKLIST
1. Violaine - 3:45
2. Serpentskirt - 3:57
3. Tishbite - 3:50
4. Half-Gifts - 4:18
5. Calfskin-Smack - 4:58
6. Rilkean Heart - 4:02
7. Ups - 3:35
8. Eperdu - 4:37
9. Treasure Hiding - 4:55
10. Seekers Who Are Lovers - 4:43