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Cocteau Twins

Garlands (1982) 6.5/10
Head Over Heels (1983)
8/10
Treasure (1984)
8/10
Victorialand (1986) 7.5/10
Blue Bell Knoll (1988)
7/10
Heaven or Las Vegas (1990)
6/10
Four-Calendar Café (1993)
5.5/10
Milk and Kisses (1996)
6/10



Garlands
(4AD Records, 1982)
Album

Il primo nucleo dei Cocteau Twins comprende Elizabeth Fraser alla voce, Robin Guthrie alla chitarra, e Will Heggie al basso. Si formano in Scozia nel 1980, sulla scia del boom Gothic-rock. In particolare, l'insieme di chitarra e drum-machine rimanda ai Joy Division, mentre il canto della Fraser, teatrale e funereo, è pesantemente influenzato da Siouxsie Sioux.
Nel loro debutto Garlands ci sono pochi vertici (la languida Wax and Wane, la tetra The Hollow Men, la dilatata e ipnotica Grail Overfloweth), e la maggior parte delle tracce si basa su assiomi già più che utilizzati (e superati) dalle prime band Gothic-rock (Joy Division, PiL, etc.), ma c'è anche un elemento che porta il sound della band a distinguersi da molti altri loro contemporanei: Robin Guthrie e il suo approccio chitarristico. Le composizioni di Guthrie sono rumoristiche come da tradizione New Wave, ma non ruvide né abrasive, difatti si adagiano sui pezzi in modo stratificato, etereo, dilatato. Questo elemento, unito al basso spesso "liquido" di Heggie e alla voce delirante della Fraser, rende le canzoni delle piccole stanze buie in cui il tempo si ferma.


LINE-UP
Elizabeth Fraser - Vocals, Voices
Robin Guthrie - Guitar
Will Heggie - Bass

TRACKLIST
1. Blood Bitch – 4:34
2. Wax and Wane – 4:04
3. But I'm Not – 2:45
4. Blind Dumb Deaf – 3:46
5. Shallow Then Halo – 5:16
6. The Hollow Men – 5:02
7. Garlands – 4:32
8. Grail Overfloweth – 5:22




Head Over Heels
(4AD Records, 1983)
Album

Il secondo album Head Over Heels è il disco che fonda ufficialmente un nuovo genere, il Dream-pop. Lasciati da parte i riferimenti banali (la Sioux e Curtis su tutti), il duo (Heggie abbandona difatti poco dopo l'uscita del primo album) si sposta su lidi prettamente personali.
L'opener funebre a ritmo di battiti cardiaci When Mama Was Moth, con la Fraser più tetra che mai, introduce l'ipnotica Five Ten Fiftyfold (chitarre estremamente diluite e dilatate, tappeto sonoro con fiati e accenni di percussioni, voce onirica), a cui seguono la più ottimista e melodica Sugar Hiccup, i droni e i lamenti di In Our Angelhood, la catarsi stratificata di Glass Candle Grenades; pezzi come The Tinderbox (of a Heart), immersa nei delay, accentuano invece la vena tribale della band, con droni di strumenti primitivi e campionamenti di melodie orientaleggianti, e la conclusiva Musette and Drums è forse il vertice emotivo e catartico dell'intero lavoro.
Il panorama mette assieme una serie di influenze musicali, dalle chitarre di Guthrie (effettate e filtrate, ma mai davvero rumoristiche come quelle delle band industriali) ai vocalizzi atemporali della Fraser, dall'overdose di stratificazioni ed echi alle parti folk-tribali disseminate lungo le tracce, sovrapposte alla drum-machine, in uno schema che collega l'ascesa spirituale alle sfumature "magiche" della natura.
Head Over Heels è un disco-cardine, che segna la transazione dal Gothic-rock ad un "qualcos'altro" (il Dream-pop) che influenzerà pesantemente la musica ad esso contemporanea (si pensi ad esempio al noise-pop dei The Jesus and Mary Chain).


LINE-UP
Elizabeth Fraser - vocals
Robin Guthrie - guitar

Guests:
Ally - saxophone on "Five Ten Fiftyfold"


TRACKLIST
1. When Mama Was Moth – 3:06
2. Five Ten Fiftyfold – 4:59
3. Sugar Hiccup – 3:42
4. In Our Angelhood – 2:59
5. Glass Candle Grenades – 2:44
6. In The Gold Dust Rush – 3:41
7. The Tinderbox (Of A Heart) – 4:57
8. Multifoiled – 2:36
9. My Love Paramour – 3:39
10. Musette And Drums – 4:39



Treasure
(4AD Records, 1984)
Album

Il terzo album Treasure ne è un po' una variante più incentrata sulla voce della Fraser; è anche una sorta di concept, con la pioggia di riferimenti a figure femminili e a miti antichi.

L'apertura di Ivo e Lorelei mostra un nuovo panorama più ritmato e ottimista, oltre ad una crescente bravura della Fraser, poi arriva la tragedia medievale di Beatrix a riportare il tutto su binari soffocanti (e con una Fraser sempre più eterea). I battiti industriali di Persephone, affogati nelle escursioni noise di Guthrie e nel climax soffocante di droni ambient, sono un ottimo tappeto sonoro per le divagazioni espressioniste della Fraser, che si conferma come una delle migliori vocalist della New Wave.
Lungo il disco troviamo anche languide e tenui ballate (Pandora, con una Fraser eccezionale), parentesi di canti medievali e stratificazioni su tappeto di percussioni e synth (Amelia e Domino, ipnotiche e soprannaturali), divagazioni quasi fanciullesche in una dimensione arcadica (Aloysius), tempeste oscure (Cicely), e break dilatatissimi di soffuso ambient (Otterley).
Le chitarre di Guthrie sono più noise del solito, e la graditissima new-entry Simon Raymonde riporta il basso ad un buon ruolo di supporto.


LINE-UP
Elizabeth Fraser - Vocals, Voices
Robin Guthrie - Guitar
Simon Raymonde - Bass

TRACKLIST
1. Ivo - 3:54
2. Lorelei - 3:42
3. Beatrix - 3:10
4. Persephone - 4:24
5. Pandora (For Cindy) - 5:30
6. Amelia - 3:29
7. Aloysius - 3:25
8. Cicely - 3:27
9. Otterley - 3:59
10. Donimo - 6:11




Victorialand
(4AD Records, 1986)
Album

Il germe della "new age" (derivazione popolare degli esperimenti cosmici e ambient dei 1970s) sta ormai cominciando a contaminare Europa e USA quando esce Victorialand, quarto album del gruppo, ed è proprio questo il nuovo proseguimento (forse naturale) del complesso. Perdendo purtroppo temporaneamente il bassista Simon Raymonde, il duo (aiutato stavolta da Richard Thomas dei dream-pop Dif Juz) si concentra difatti sulla dimensione più spirituale, metafisica ed eterea del suo sound.
Il risultato è un dipinto dilatato di un paesaggio astratto e sfuggevole; ogni traccia è priva di praticamente ogni elemento ritmico, ed immersa in un oceano di echi, effetti e droni. L'esperimento passa dai registri riflessivi e impalpabili di pezzi come Lazy Calm a canti spirituali come Fluffy Tufts, dai rituali magici ancenstrali di Throughout the Dark Months of April and May all'oceano di stratificazioni di Whales Tails. Ma c'è spazio anche per melodrammi lirici immersi in synth e chitarre (Oomingmak), memorie fanciullesche riportate alla memoria (Little Spacey), e incubi onirico-biblici (The Thinner the Air).

Lo stesso anno uscirà The Moon and the Melodies, una collaborazione della band con il pianista Harold Budd, ma il disco sarà firmato con i nomi dei tre (più la re-entry Simon Raymonde), non con quello di Cocteau Twins.


LINE-UP
Elizabeth Fraser - vocals
Robin Guthrie - guitar

Guests:
Richard Thomas of Dif Juz - saxophone, tablas


TRACKLIST
1. Lazy Calm – 6:34
2. Fluffy Tufts – 3:06
3. Throughout the Dark Months of April and May – 3:05
4. Whales Tails – 3:20
5. Oomingmak – 2:42
6. Little Spacey – 3:26
7. Feet-Like Fins – 3:26
8. How to Bring a Blush to the Snow – 3:51
9. The Thinner the Air – 3:15




Blue Bell Knoll
(4AD Records, 1988)
Album

Nuovamente dentro Raymonde, il quinto album dei Cocteau Twins recupera la sua verve ritmica. Il paesaggio non è più astratto, ma ancora fluttuante tra la dimensione terrena e quella metafisica.
L'opening spirituale e soprannaturale della title-track, in un continuo crescendo, introduce l'evocativa Athol-Brose, spazzata da venti freddi, che diventerà uno di quei pezzi enormemente influenti per le band post-rock del decennio successivo (impossibile non fare paragoni con i Sigur Rós); mentre, costruita attorno ad un semplice arpeggio dilatato di Guthrie, Carolyn's Fingers è uno degli episodi migliori di sempre della band, con la Fraser più stratificata e lirica che mai (senza tuttavia toccare il barocco).
Peccato che le tracce successive non sappiano affatto mantenere queste premesse, affogando tutto nella poca ispirazione e nei cliché che lo stesso gruppo si auto-impone; fino alla conclusione (con le emotive A Kissed Out Red Floatboat e Ella Megalast Burls Forever, che si elevano nuovamente verso vertici ipnotici) si ascolta una semplice serie di pezzi adatti come sottofondo, come musica "ambient" (nel senso originale del termine) per locali new age.


LINE-UP
Elizabeth Fraser - vocals
Robin Guthrie - guitar
Simon Raymonde - bass guitar

TRACKLIST
1. Blue Bell Knoll – 3:24
2. Athol-Brose – 2:59
3. Carolyn's Fingers – 3:08
4. For Phoebe Still a Baby – 3:16
5. The Itchy Glowbo Blow – 3:21
6. Cico Buff – 3:49
7. Suckling the Mender – 3:35
8. Spooning Good Singing Gum – 3:52
9. A Kissed Out Red Floatboat – 4:20
10. Ella Megalast Burls Forever – 3:39




Heaven or Las Vegas
(4AD Records, 1990)
Album

Il sesto album dei Cocteau Twins, dopo un'opening convincente (il trio Cherry-Coloured Funk, Pitch the Baby e Iceblink Luck), non fa che riciclare queste stesse idee lungo tutti gli altri pezzi, persino in un calando qualitativo. Una sezione ritmica anacronistica (risponde esattamente ai cliché del rock soffuso e un po' ballabile alla eighties) e dei testi in inglese banalizzano ulteriormente l'operazione, e viene completamente a galla la mancanza d'ispirazione della band.
I vocalizzi della Fraser sembrano ormai un semplice esercizio di stile, mentre Guthrie ha perso ogni desiderio di graffiare o stupire.


LINE-UP
Elizabeth Fraser - vocals
Robin Guthrie - guitar
Simon Raymonde - bass guitar

TRACKLIST
1. Cherry-Coloured Funk - 3:12
2. Pitch The Baby - 3:17
3. Iceblink Luck - 3:18
4. Fifty-Fifty Clown - 3:15
5. Heaven Or Las Vegas - 4:56
6. I Wear Your Ring - 3:40
7. Fotzepolitic - 3:31
8. Wolf In The Breast - 3:32
9. Road, River, and Rail - 3:21
10. Frou-Frou Foxes In Mid-summer Fires - 5:36




Four-Calendar Café
(Fontana Records, 1993)
Album

Con il settimo album, ormai la musica dei Cocteau Twins si è trasformata in un pop-rock soffuso; la batteria da lento ballabile e le melodie da pianobar di pezzi come Evangeline, Know Who You Are at Every Age o Oil of Angels, poi, non aiutano di certo a ritrovare una creatività ormai persa.
Squeeze-Wax (stratificata), My Truth (un po' trip-hop), e i vari droni mescolati a voci melodiose (specie su Essence e Pur) sono solo pallidi bagliori dal passato.
La Fraser stavolta è un po' meno asettica e più calda, ma la qualità compositiva si è arenata e auto-intrappolata, ora nell'orecchiabile ora nell'auto-imitazione.


LINE-UP
Elizabeth Fraser - vocals, songwriting & production
Robin Guthrie - guitar, songwriting & production
Simon Raymonde - bass, songwriting & production

Guests:
Ben Blakeman - additional guitar
Mitsuo Tate - additional guitar
Benny DiMassa - drums, percussion
David Palfreeman - drums, percussion


TRACKLIST
1. Know Who You Are at Every Age – 3:42
2. Evangeline – 4:31
3. Bluebeard – 3:56
4. Theft, and Wandering Around Lost – 4:30
5. Oil of Angels – 4:38
6. Squeeze-Wax – 3:49
7. My Truth – 4:34
8. Essence – 3:02
9. Summerhead – 3:39
10. Pur – 5:02



Milk and Kisses
(Capitol, 1996)
Album

Milk and Kisses varia un po' la formula, con un ritmo sempre rallentato ma più vivace, e con composizioni molto più stratificate e molto meno immediate.
Il risultato riesce in pezzi come Violaine e Tishbite, così come nell'eterea Half-Gifts, ma la band ogni tanto cade lo stesso in basso (il manierismo di Rilkean Heart, la banalità di Serpentskirt); e anche stavolta si avverte la presenza di semplici fillers (Ups, Calfskin-Smack), che non fanno dire nulla al disco fino alla sua conclusione, con la ballata onirica Eperdu seguita dalla discreta chiusura di Treasure Hiding e Seekers Who Are Lovers (due ballad estremamente stratificate).

La band si scioglierà poi nel 1997, durante la lavorazione per il nono album, mai uscito.


LINE-UP
Elizabeth Fraser - vocals
Robin Guthrie - guitar
Simon Raymonde - bass guitar

TRACKLIST
1. Violaine - 3:45
2. Serpentskirt - 3:57
3. Tishbite - 3:50
4. Half-Gifts - 4:18
5. Calfskin-Smack - 4:58
6. Rilkean Heart - 4:02
7. Ups - 3:35
8. Eperdu - 4:37
9. Treasure Hiding - 4:55
10. Seekers Who Are Lovers - 4:43






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Copyright © Matthias Stepancich