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Crass

The Feeding of the 5000 (1978)
6.5/10
Stations of the Crass (1979)
7.5/10
Penis Envy (1981)
6.5/10
Christ: The Album (1982)
6/10
Yes Sir, I Will (1983)
6/10



Stations of the Crass
(Crass Records, 1979)
Album

Primo full-length dei Crass, Stations of the Crass segue il debutto ancora acerbo The Feeding of the 5000 (contenente Do They Owe Us a Living?, loro primo anthem) dell'anno precedente.
I Crass si presentano fin da subito come l'estremizzazione politica dell'ondata "Punk77"; nei Crass la musica è rude, barbara e anti-melodica (gli unici melodismi se li concedono il basso di Wright e le due vocalist, per il resto le abrasioni di chitarra e voce spingono ulteriormente verso il rumore lo stile dei Sex Pistols, e il batterista Rimbaud non fa che battere tempi quasi militari), di pari passo con il messaggio anti-istituzionale che portano i testi.
I Crass non sono considerabili come una band, ma come un collettivo anarchico che fa uso della musica per diffondere i suoi messaggi. Voce di tutte le minoranze possibili, femministi, pacifisti, contrari a qualsiasi logica di consumo, i Crass fanno impallidire i messaggi di Sex Pistols (che si avvalevano dell'iconografia anarchica solo come fonte di shock, non pensando certo alla sua connotazione più ferocemente politica) e The Clash (orientati a sinistra ma ben più moderati), questi ultimi addirittura ferocemente attaccati nel testo di White Punks on Hope ("They said that we were trash, well the name is Crass not Clash; they can stuff their punk credentials cause it's them that take the cash"), radicale presa di distanza dal tipico ambiente punk modaiolo-rissoso e privo di vera volontà politica.
Stations of the Crass può essere considerato come il punto d'arrivo e capolavoro dei Crass, che, guidati dalla voce sguaiata di Steve Ignorant, riescono qui a criticare ed attaccare qualsiasi cosa: i "falsi punk", i falsi moralisti, il perbenismo, la religione, l'autoritarismo, il razzismo, il consumismo, il capitalismo; spesso il tono è anche divertente (vedi Hurry up Garry o Fun Going On), ma nonostante le prese in giro il messaggio finale è assolutamente serio e convinto. I Crass tuttavia non si limitano ad urlare slogan (come invece faranno molti dei loro imitatori), bensì cercano di porre domande all'ascoltatore, in modo da farlo pensare e interrogare sui problemi affrontati.

Con i Crass nasce di fatto l'Anarcho-punk (che poi nel decennio successivo darà vita al Crust-punk e ad altri sottogeneri), ma nasce anche l'idea, sbagliata, che il punk anarchico a temperatura politica elevata sia l'unico "vero" punk. Il punk-rock, difatti, non era certo nato legato ad un'idea così brutalmente politica, bensì era esploso semplicemente come strumento per dare una voce ai giovani che prima non riuscivano ad averla, e per riportare la musica ad un livello più rappresentativo del loro spirito.



LINE-UP
Steve Ignorant - Vocals
Eve Libertine - Vocals
Joy de Vivre - Vocals
Phil Free - Guitar
B.A.Nana - Guitar
Pete Wright - Bass
Penny Rimbaud - Drums

TRACKLIST

1. Mother-Earth
2. White Punks on Hope
3. You've Got Big Hands
4. Darling
5. System
6. Big Man, Big M.A.N.
7. Hurry up Garry (The Parsons Farted)
8. Fun Going On
9. Crutch of Society
10. Heard Too Much About
11. Chairman of the Bored
12. Tired
13. Walls
14. Upright Citizen
15. The Gasman Cometh
16. Demo(N)Crats
17. Contaminational Power
18. Time Out
19. I Ain't Thick, It's Just a Trick

20. Untitled
21. System/Big Man, Big M. A. N./Banned From the Roxy/Hurry Up Garry [live]
22. Women/Shaved Women/You Pay/Heard Too Much About [live]
23. Angels/What a Shame/So What/G's Song [live]
24. Do They Owe Us a Living? [live]
25. Punk Is Dead [live]




Penis Envy
(Crass Records, 1981)
Album

Secondo full-length dei Crass, Penis Envy vede Steve Ignorant lasciare il timone vocale unicamente alle due cantanti Eve Libertine e Joy de Vivre (quest'ultima voce portante solo sulla traccia Health Surface). La band cerca di seguirne la vena più melodica, concentrandosi su una maggiore cura degli arrangiamenti, e sforzandosi di eliminare gli eccessivi rumorismi chitarristici, anche se spesso ciò li porta ad eseguire delle semplicistiche canzoni pop.
Il significato del lavoro dei Crass lo si trova comunque ancora una volta nei testi, se possibile ancora più estremi e provocatori (incentrati stavolta ovviamente contro sessismo e maschilismo).
Nel complesso, però, le idee molto presto cominciano a riciclarsi, sia a livello sonoro che a livello di liriche, e sembra che i Crass ripetano sempre gli stessi messaggi e le stesse canzoni.
Nel complesso, non si avvertono più l'impatto e la freschezza del precedente Stations of the Crass.



LINE-UP
Eve Libertine - Vocals
Joy de Vivre - Vocals
Phil Free - Guitar
B.A.Nana - Guitar
Pete Wright - Bass
Penny Rimbaud - Drums

TRACKLIST

1. Bata Motel
2. Systematic Death
3. Poison In A Pretty Pill
4. What The Fuck?
5. Where Next Columbus?
6. Berkertex Bribe
7. Smother Love
8. Health Surface
9. Dry Weather
10. Our Wedding [hidden track]




Christ: The Album
(Crass Records, 1982)
Album

Di nuovo con Steve Ignorant, ma stavolta con Eve Libertine celata dietro il nome Peeve Libido, i Crass pubblicano il loro album più serio e politico.
Christ esce come un doppio LP, con un disco di inediti e un altro (dal titolo Well Forked..) con la registrazione del loro concerto al 100 Club di Londra il Giugno del 1981, più un libro (dal titolo A Series of Shock Slogans and Mindless Token Tantrums) e un poster disegnato da Gee Vaucher.
Ignorant si scaglia con ferocia contro il governo della Tatcher, ma stavolta lascia da parte gran parte della sua ironia in favore di un'attitudine ancora più drammatica, seguito da una band che supporta ogni sua arringa non-melodica.
Il risultato è un disco non molto convincente, sia sul profilo musicale (registrazioni scadenti e musicalità spesso assente, bilanciata solo dal drumming di Rimbaud, diventato più creativo) che sul profilo lirico (Ignorant sembra ormai intrappolato nella sua stessa dottrina, e pare essere diventato un vocalist urlatore di slogan come tanti altri suoi imitatori).


LINE-UP
Joy DeVivre - Vocals
Steve Ignorant - Vocals
Peeve Libido - Vocals
Phil Free - Synthesizer, Guitar
Sybil Right - Bass
Paul Ellis - Strings
Elvis Rimbaud - Drums, Radio

TRACKLIST

1. Have A Nice Day
2. Smother Love
3. Nineteen Eighty Bore
4. I Know There Is Love
5. Beg Your Pardon
6. Birth Control 'n' Rock 'n' Roll
7. Reality Whitewash
8. It's The Greatest Working Class Ripoff
9. Deadhead
10. You Can Be Who?
11. Buy Now Pay As You Go
12. Rival Tribal Revel Rebel (pt 2)
13. Bumhooler
14. Sentiment (White Feathers)
15. Major General Despair




Yes Sir, I Will
(Crass Records, 1983)
Album

Preceduto dai sarcastici e furibondi singoli How Does It Feel to Be the Mother of a Thousand Dead e Sheep Farming in the Falklands, veri e proprio attacchi al governo Margaret Thatcher in seguito alla guerra nelle Falklands, il disco Yes Sir, I Will esce nel 1983, ed è composto da sette tracce senza titolo.
I Crass si allontanano sempre di più dalla musicalità, e questo ne è l'esempio estremo: Yes Sir, I Will è semplicemente una lettura di testi a temperatura politica altissima sopra ad un sottofondo di rumori e campionamenti, che solo raramente evolvono in qualcosa simile ad una melodia.
Un proclama coraggioso sotto ogni punto di vista, sia musicale (sembra voler rinnegare il rock stesso) che lirico, ma non può certo essere considerato un album di una band, quanto semmai la sublimazione concettuale dell'Anarcho-punk (se la musica è sempre stata solamente un supporto delle liriche, qui la cosa viene portata all'estremo possibile, strizzando l'occhio alla musica free-form).


LINE-UP
Steve Ignorant - Vocals
Joy DeVivre - Vocals
Phil Free - Guitar
Eve Libertine - Vocals
N.A. Palmer - Guitar, Vocals
Penny Rimbaud - Drums, Vocals
Pete Wright - Bass
Paul Ellis - Piano, Strings



La band tiene il suo ultimo concerto il 7 Luglio 1984, per poi decidere di ritirarsi.
Seguiranno nel 1985 Acts of Love (un disco in cui Ignorant e Libertine leggono su musica classica i poemi di Penny Rimbaud, con allegato un libro) e nel 1986 l'EP Ten Notes on a Summer's Day.
Sempre nel 1986, uscirà la compilation Best Before 1984.





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Copyright © Matthias Stepancich