Stations of the Crass
(Crass Records, 1979)
Album
Primo full-length dei Crass, Stations
of the Crass segue il debutto ancora acerbo The Feeding
of the 5000 (contenente Do They Owe Us a Living?,
loro primo anthem) dell'anno precedente.
I Crass si presentano fin da subito come l'estremizzazione
politica dell'ondata "Punk77"; nei Crass
la musica è rude, barbara e anti-melodica (gli unici melodismi
se li concedono il basso di Wright e le due vocalist, per il resto
le abrasioni di chitarra e voce spingono ulteriormente verso il rumore
lo stile dei Sex Pistols, e il batterista
Rimbaud non fa che battere tempi quasi militari), di pari passo con
il messaggio anti-istituzionale che portano i testi.
I Crass non sono considerabili come una band, ma
come un collettivo anarchico che fa uso della musica per diffondere
i suoi messaggi. Voce di tutte le minoranze possibili, femministi,
pacifisti, contrari a qualsiasi logica di consumo, i Crass
fanno impallidire i messaggi di Sex Pistols
(che si avvalevano dell'iconografia anarchica solo come fonte di shock,
non pensando certo alla sua connotazione più ferocemente politica)
e The Clash (orientati a sinistra ma ben più
moderati), questi ultimi addirittura ferocemente attaccati nel testo di
White Punks on Hope ("They said that we were trash,
well the name is Crass not Clash;
they can stuff their punk credentials cause it's them that take the cash"), radicale presa di distanza dal tipico ambiente punk modaiolo-rissoso e privo di vera volontà politica.
Stations of the Crass può essere considerato
come il punto d'arrivo e capolavoro dei Crass, che,
guidati dalla voce sguaiata di Steve Ignorant, riescono qui a criticare
ed attaccare qualsiasi cosa: i "falsi punk", i falsi moralisti,
il perbenismo, la religione, l'autoritarismo, il razzismo, il consumismo,
il capitalismo; spesso il tono è anche divertente (vedi Hurry
up Garry o Fun Going On), ma nonostante
le prese in giro il messaggio finale è assolutamente serio
e convinto. I Crass tuttavia non si limitano ad urlare
slogan (come invece faranno molti dei loro imitatori), bensì
cercano di porre domande all'ascoltatore, in modo da farlo pensare
e interrogare sui problemi affrontati.
Con i Crass nasce di fatto l'Anarcho-punk (che poi
nel decennio successivo darà vita al Crust-punk e ad altri
sottogeneri), ma nasce anche l'idea, sbagliata, che il punk anarchico
a temperatura politica elevata sia l'unico "vero" punk.
Il punk-rock, difatti, non era certo nato legato ad un'idea così
brutalmente politica, bensì era esploso semplicemente come
strumento per dare una voce ai giovani che prima non riuscivano ad
averla, e per riportare la musica ad un livello più rappresentativo
del loro spirito.
LINE-UP
Steve Ignorant - Vocals
Eve Libertine - Vocals
Joy de Vivre - Vocals
Phil Free - Guitar
B.A.Nana - Guitar
Pete Wright - Bass
Penny Rimbaud - Drums
TRACKLIST
1. Mother-Earth
2. White Punks on Hope
3. You've Got Big Hands
4. Darling
5. System
6. Big Man, Big M.A.N.
7. Hurry up Garry (The Parsons Farted)
8. Fun Going On
9. Crutch of Society
10. Heard Too Much About
11. Chairman of the Bored
12. Tired
13. Walls
14. Upright Citizen
15. The Gasman Cometh
16. Demo(N)Crats
17. Contaminational Power
18. Time Out
19. I Ain't Thick, It's Just a Trick
20. Untitled
21. System/Big Man, Big M. A. N./Banned From the Roxy/Hurry Up Garry
[live]
22. Women/Shaved Women/You Pay/Heard Too Much About [live]
23. Angels/What a Shame/So What/G's Song [live]
24. Do They Owe Us a Living? [live]
25. Punk Is Dead [live]
Penis
Envy
(Crass Records, 1981)
Album
Secondo full-length dei Crass, Penis
Envy vede Steve Ignorant lasciare il timone vocale unicamente
alle due cantanti Eve Libertine e Joy de Vivre (quest'ultima voce
portante solo sulla traccia Health Surface). La band
cerca di seguirne la vena più melodica, concentrandosi su una
maggiore cura degli arrangiamenti, e sforzandosi di eliminare gli
eccessivi rumorismi chitarristici, anche se spesso ciò li porta
ad eseguire delle semplicistiche canzoni pop.
Il significato del lavoro dei Crass lo si trova comunque
ancora una volta nei testi, se possibile ancora più estremi
e provocatori (incentrati stavolta ovviamente contro sessismo e maschilismo).
Nel complesso, però, le idee molto presto cominciano a riciclarsi,
sia a livello sonoro che a livello di liriche, e sembra che i Crass
ripetano sempre gli stessi messaggi e le stesse canzoni.
Nel complesso, non si avvertono più l'impatto e la freschezza
del precedente Stations of the Crass.
LINE-UP
Eve Libertine - Vocals
Joy de Vivre - Vocals
Phil Free - Guitar
B.A.Nana - Guitar
Pete Wright - Bass
Penny Rimbaud - Drums
TRACKLIST
1. Bata Motel
2. Systematic Death
3. Poison In A Pretty Pill
4. What The Fuck?
5. Where Next Columbus?
6. Berkertex Bribe
7. Smother Love
8. Health Surface
9. Dry Weather
10. Our Wedding [hidden track]
Christ:
The Album
(Crass Records, 1982)
Album
Di nuovo con Steve Ignorant,
ma stavolta con Eve Libertine celata dietro il nome Peeve Libido,
i Crass pubblicano il loro album più serio
e politico.
Christ esce come un doppio LP, con un disco di inediti
e un altro (dal titolo Well Forked..) con la registrazione
del loro concerto al 100 Club di Londra il Giugno del 1981,
più un libro (dal titolo A Series of Shock Slogans and
Mindless Token Tantrums) e un poster disegnato da Gee Vaucher.
Ignorant si scaglia con ferocia contro il governo della Tatcher, ma
stavolta lascia da parte gran parte della sua ironia in favore di
un'attitudine ancora più drammatica, seguito da una band che
supporta ogni sua arringa non-melodica.
Il risultato è un disco non molto convincente, sia sul profilo
musicale (registrazioni scadenti e musicalità spesso assente,
bilanciata solo dal drumming di Rimbaud, diventato più creativo)
che sul profilo lirico (Ignorant sembra ormai intrappolato nella sua
stessa dottrina, e pare essere diventato un vocalist urlatore di slogan
come tanti altri suoi imitatori).
LINE-UP
Joy DeVivre - Vocals
Steve Ignorant - Vocals
Peeve Libido - Vocals
Phil Free - Synthesizer, Guitar
Sybil Right - Bass
Paul Ellis - Strings
Elvis Rimbaud - Drums, Radio
TRACKLIST
1. Have A Nice Day
2. Smother Love
3. Nineteen Eighty Bore
4. I Know There Is Love
5. Beg Your Pardon
6. Birth Control 'n' Rock 'n' Roll
7. Reality Whitewash
8. It's The Greatest Working Class Ripoff
9. Deadhead
10. You Can Be Who?
11. Buy Now Pay As You Go
12. Rival Tribal Revel Rebel (pt 2)
13. Bumhooler
14. Sentiment (White Feathers)
15. Major General Despair
Yes Sir, I Will
(Crass Records, 1983)
Album
Preceduto dai sarcastici e furibondi
singoli How Does It Feel to Be the Mother of a Thousand Dead
e Sheep Farming in the Falklands, veri e proprio
attacchi al governo Margaret Thatcher in seguito alla guerra nelle
Falklands, il disco Yes Sir, I Will esce nel 1983,
ed è composto da sette tracce senza titolo.
I Crass si allontanano sempre di più dalla
musicalità, e questo ne è l'esempio estremo: Yes
Sir, I Will è semplicemente una lettura di testi a
temperatura politica altissima sopra ad un sottofondo di rumori e
campionamenti, che solo raramente evolvono in qualcosa simile ad una
melodia.
Un proclama coraggioso sotto ogni punto di vista, sia musicale (sembra
voler rinnegare il rock stesso) che lirico, ma non può certo
essere considerato un album di una band, quanto semmai la sublimazione
concettuale dell'Anarcho-punk (se la musica è sempre stata
solamente un supporto delle liriche, qui la cosa viene portata all'estremo
possibile, strizzando l'occhio alla musica free-form).
LINE-UP
Steve Ignorant - Vocals
Joy DeVivre - Vocals
Phil Free - Guitar
Eve Libertine - Vocals
N.A. Palmer - Guitar, Vocals
Penny Rimbaud - Drums, Vocals
Pete Wright - Bass
Paul Ellis - Piano, Strings
La band tiene il suo ultimo concerto il 7 Luglio 1984, per poi decidere
di ritirarsi.
Seguiranno nel 1985 Acts of Love (un disco in cui
Ignorant e Libertine leggono su musica classica i poemi di Penny Rimbaud,
con allegato un libro) e nel 1986 l'EP Ten Notes on a Summer's
Day.
Sempre nel 1986, uscirà la compilation Best Before
1984.