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Dead Can Dance

Dead Can Dance (1984)
6.5/10
Spleen and Ideal (1985)
7.5/10
Within the Realm of a Dying Sun (1987)
7/10
The Serpent's Egg (1988)
7.5/10
Aion (1990)
7/10
Into the Labyrinth (1993)
6.5/10
Spiritchaser (1996)
6/10



Dead Can Dance
(4AD, 1984)
Album

I Dead Can Dance si formano nel 1981 in Australia attorno alla figura di Brendan Perry, anche se presto (1982) si muovono a Londra, restando però solo in due (Lisa Gerrard e lo stesso Perry).
Il primo omonimo album esce nel 1984 per la 4AD (la stessa label dei Cocteau Twins), ma non è un debutto memorabile. La band si pone semplicemente tra le fila degli artisti Gothic rock (con chitarre, synth, drum-machine e voce perfettamente nei canoni del genere), stemperando un po' la formula con qualche escursione nel Dream-pop, nel noise, e nelle atmosfere alla Brian Eno.
Spiccano sulle altre Ocean (la più Dream-pop), le oniriche A Passage in Time e Musica Eternal, e l'orientaleggiante Frontier.


LINE-UP
Brendan Perry - guitar, vocals, synth
Lisa Gerrard - vocals

TRACKLIST
1. The Fatal Impact - 03:21
2. The Trial - 03:43
3. Frontier - 03:13
4. Fortune - 03:47
5. Ocean - 03:22
6. East Of Eden - 03:23
7. Threshold - 03:34
8. A Passage In Time - 04:04
9. Wild In The Woods - 03:47
10. Musica Eternal - 03:51




Spleen and Ideal

(4AD, 1985)
Album


Con il secondo disco Spleen and Ideal, il progetto di Perry comincia a farsi molto più ambizioso. Innanzitutto viene notevolmente ampliata la gamma di strumenti utilizzati (diventando una piccola orchestra); poi, nelle composizioni, Perry comincia a ricercare il punto in comune tra il Dream-pop (lo stile coniato pochi anni prima dai Cocteau Twins a partire dal Gothic-rock) e una certa spiritualità universale-naturale ricercata attraverso influenze medievali.
Vertici dell'opera la solenne opener De Profundis, le eteree Ascension e Circumradiant Dawn, l'austera Enigma of the Absolute, le danze oniriche di Mesmerism e Avatar.
Il punto forte delle musiche sono gli arrangiamenti, curatissimi e misticheggianti, perché in altri punti (la sezione ritmica ad esempio) l'impronta è quella classica e scontata del Gothic rock.
La voce della Gerrard è finalmente utilizzata come merita, ma in futuro persino migliorerà.
I testi sono ispirati dagli scritti di Baudelaire e De Quincey.


LINE-UP
Brendan Perry - vocals, various intruments
Lisa Gerrard - vocals, various intruments

Guests:
James Pinker - timpani
Martin McGarrick - cello
Carolyn Costin - violin
Richard Avison, Simon Hogg - trombone
Andrew Hutton - soprano


TRACKLIST
1. De Profundis (Out of the Depths of Sorrow) – 4:00
2. Ascension – 3:05
3. Circumradiant Dawn – 3:17
4. Cardinal Sin – 5:29
5. Mesmerism – 3:53
6. Enigma of the Absolute – 4:13
7. Advent – 5:19
8. Avatar – 4:35
9. Indoctrination (A Design for Living) – 4:16




Within the Realm of a Dying Sun

(4AD, 1987)
Album


Nel terzo album Within the Realm of a Dying Sun, Perry amplia ulteriormente la gamma di strumenti utilizzati. Le sue composizioni sono vere e proprie partiture orchestrali, e gli arrangiamenti diventano la canzone.
Nella prima parte, dominata da Perry, si eleva sulle altre Xavier, un mix tra Gothic rock, musica orchestrale e Dream-pop.
Nella seconda parte, dominata dalla voce della Gerrard, colpiscono le teatrali, ancestrali e drammatiche Cantara e Persephone.
Un senso di angoscia claustrofobica e allo stesso tempo di immersione in una dimensione spazio-temporale perduta domina tutta l'opera, ma il grosso limite è lo spiccato dualismo tra Perry e la Gerrard: in questo lavoro le due figure sono nettamente separate e in contrasto, finendo per creare discontinuità e "spezzare" il flusso (che invece, data la tipologia del lavoro, dovrebbe puntare su omogeneità e fluidità).


LINE-UP
Brendan Perry - vocals, various intruments
Lisa Gerrard - vocals, various intruments

Guests:
Andrew Claxton - tuba, trombone
Tony Gamage - cello
Peter Ulrich - timpani, drums
Richard Avison - trombone
Ruth Watson - oboe
Alison Harling - violin


TRACKLIST
1. Anywhere Out of the World (5:08)
2. Windfall (3:30)
3. In the Wake of Adversity (4:14)
4. Xavier (6:16)
5. Dawn of the Iconoclast (2:06)
6. Cantara (5:58)
7. Summoning of the Muse (4:55)
8. Persephone (the Gathering of Flowers) (6:36)





The Serpent's Egg

(4AD, 1988)
Album


Il quarto disco The Serpent's Egg è ancora più mistico e ancestrale.
A partire dall'opener The Host of Seraphim, il paesaggio è quello di un mondo antico avvolto dalla leggenda, con pesanti influenze dal canto gregoriano (Orbis De Ignis), escursioni in un gothic-rock ambientale e liturgico (Severance), dipinti esotici (The Writing of My Father's Hand), tappeti sonori spirituali (In the Kingdom of the Blind the One-eyed Are Kings), ipnosi tribali (Mother Tongue, Chant of the Paladin). La Gerrard sostiene inoltre magnificamente Song of Sophia, episodio di sola voce.
Le atmosfere sono tanto solenni quanto angosciate, i modelli sono Cocteau Twins e gli ultimi Swans, ma il tutto è riletto attraverso una personale visione musicale di Perry (che cerca un delirante coniugamento tra la musica medievale, la musica etnica mediorientale, i droni Dream-pop e il Gothic rock).


LINE-UP
Brendan Perry - vocals, various intruments
Lisa Gerrard - vocals, various intruments

TRACKLIST
1. The Host Of Seraphim (6:17)
2. Orbis De Ignis (1:35)
3. Severance (3:22)
4. The Writing Of My Father's Hand (3:50)
5. In The Kingdom Of The Blind The One-eyed Are Kings (4:11)
6. Chant Of The Paladin (3:48)
7. Song Of Sophia (1:24)
8. Echolalia (1:17)
9. Mother Tongue (5:16)
10. Ullyses (5:09)




Aion

(4AD, 1990)
Album


Il quinto disco Aion esce dopo due avvenimenti molto influenti per il duo: in primo luogo la fine della relazione sentimentale tra Perry e la Gerrard, in secondo luogo l'ormai esplosa musica New Age, di cui i deliri Dream-pop più mistici cominciano a sembrare solo un'imitazione.
Il duo a questo punto cerca di virare il più possibile sulla propria anima più medievaleggiante, quindi cavalcando la corrente ma riuscendo ugualmente a distinguersi.
Il lavoro è completamente votato alle musiche antiche (rinascimentali e gregoriane), e suona come un vero e proprio tuffo nel passato.
Il grosso rischio è che la solennità dei pezzi più liturgici (The Song of the Sibyl, The End of Words, The Arrival and the Reunion) si tramuti facilmente in un appesantimento eccessivo delle atmosfere, ma la band ovvia a ciò spezzando il flusso con i ritmi tribali trascinanti di Radharc, Black Sun e Saltarello. Menzione a parte per il delicato lamento amoroso di The Promised Womb e per il monologo di sola voce di Wilderness. The Garden of Zephirus è invece una parentesi arcadica e ambientale.
Lisa Gerrard, sempre più brava e coinvolta, è diventata il faro attorno a cui ruota la musica di Perry.


LINE-UP
Brendan Perry - vocals, various intruments
Lisa Gerrard - vocals, various intruments

TRACKLIST
1. The Arrival and the Reunion (1:38)
2. Saltarello (2:33)
3. Mephisto (0:54)
4. The Song of the Sibyl (3:45)
5. Fortune Presents Gifts Not According to the Book (6:03)
6. As the Bell Rings the Maypole Spins (5:16)
7. The End of Words (2:05)
8. Black Sun (4:56)
9. Wilderness (1:24)
10. The Promised Womb (3:22)
11. The Garden of Zephirus (1:20)
12. Radharc (2:48)

 




Into the Labyrinth

(4AD, 1993)
Album


Il sesto disco Into the Labyrinth viene registrato nella Chiesa di Quivvy, in Irlanda.
Purtroppo è evidente un certo calo d'ispirazione: la formula della band non solo si ricicla in continuazione, ma decide di cavalcare il successo di artisti come Enya in una serie di escursioni nella musica celtica e irish-folk.
Eppure Perry riesce sempre a non scadere nel banale: liturgia e canto gregoriano se ne sono andati, così come le solenni partiture per orchestra, ma lo studio sulla musica etnica sorprende continuamente l'ascoltatore: pezzi come Yulunga, Saldek e The Spider's Stratagem sono i reali vertici dell'opera, molto più freschi e coinvolgenti rispetto alle solite escursioni medievaleggianti e atmosferiche della Gerrard (The Wind That Shakes the Barley e Emmeleia), e sicuramente più coinvolgenti rispetto alle ballad più banali del disco (The Carnival Is Over, ispirata ai Joy Division, e The Ubiquitous Mr. Lovegrove).
La conclusiva How Fortunate the Man With None prende le parole dalla poesia di Bertolt Brecht.


LINE-UP
Brendan Perry - vocals, various intruments
Lisa Gerrard - vocals, various intruments

TRACKLIST
1. Yulunga (Spirit Dance) (6:55)
2. The Ubiquitous Mr. Lovegrove (6:16)
3. The Wind That Shakes the Barley ((2:49)
4. The Carnival Is Over (5:28)
5. Ariadne (1:53)
6. Saldek (1:07)
7. Towards the Within (7:06)
8. Tell Me About the Forest (You Once Called Home) (5:42)
9. The Spider's Stratagem (6:42)
10. Emmeleia (2:04)
11. How Fortunate the Man With None (9:15)






Spiritchaser

(4AD, 1996)
Album


Il settimo album Spiritchaser non evolve sensibilmente il suono, e gli arrangiamenti di Perry mostrano ormai un inevitabile manierismo. La voce della Gerrard continua anch'essa a riciclare le scontate formule di sempre.
Tra i vari viaggi Dream-pop spiccano la conclusiva Devorzhum (degna dei migliori Cocteau Twins) e l'indiana Indus, ma l'eccesso di tribalismo etnico (che affoga praticamente tutte le restanti tracce, riuscendo a esaltare forse solo l'opener Nierika) è un chiaro segnale di crisi artistica.

Nel 1998 il duo si scioglie, proseguendo nelle rispettive carriere soliste.


LINE-UP
Brendan Perry - vocals, various intruments
Lisa Gerrard - vocals, various intruments

TRACKLIST
1. Nierika (5:47)
2. Song of the Stars (10:14)
3. Indus (9:25)
4. Song of the Dispossessed (4:57)
5. Dedicacé Outò (1:16)
6. The Snake and the Moon (6:13)
7. Song of the Nile (8:02)
8. Devorzhum (6:13)

 





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Copyright © Matthias Stepancich