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Einstürzende Neubauten

Kollaps (1981)
8/10
Zeichnungen Des Patienten O.T. (1983)
8.5/10
Halber Mensch (1985)
6.5/10
Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala (1987)
7/10
Haus Der Lüge (1989)
6.5/10
Tabula Rasa (1993)
6/10
Ende Neu (1996)
6/10
Silence Is Sexy (2000)
6.5/10
Perpetuum Mobile (2004)
6.5/10
Alles Wieder Offen (2007)
6/10



Nati nella Berlino Ovest del 1980, e con un nome programmatico ("nuovi edifici che crollano", riferito al crollo della Berlin Kongresshalle lo stesso anno), gli Einstürzende Neubauten sono originariamente il corrispondente live-act del collettivo artistico Die Genialen Dilettanten. Nel fervente clima avanguardista berlinese riescono in fretta a farsi conoscere e diventare a tutti gli effetti un gruppo musicale, sebbene in realtà siano un progetto dadaista a più ampio respiro, guidato per la maggiore dalle idee psicotiche di Blixa Bargeld; il percorso è insomma speculare a quello dei Throbbing Gristle, o ancor più dei Laibach, anch'essi nati come act "musicale" di un collettivo d'arte avant-garde.

Kollaps esce nel 1981 (simbolicamente lo stesso anno dello scioglimento dei Throbbing Gristle), e si rivela da subito come un debut di un certo peso per la musica europea.
Sul disco, oltre a Bargeld stesso (a voce, chitarra e percussioni), suonano anche N.U. Unruh, F.M. Einheit e il bassista Mark Chung.
Il progetto sonoro di Bargeld si fa notare per una serie di trovate terroristiche significative: un basso pulsante e brutalizzato nell'intro Tanz Debil, un devastante rumore di trapano elettrico ad aprire Steh auf Berlin (poi condotta da colpi di oggetti metallici), l'utilizzo dei rumori dell'acqua come elemento della sezione ritmica in Negativ Nein.
Senz'altro da citare anche il dark-ambient di Abstieg & Zerfall, probabilmente il capolavoro del disco, il synth straziato di Jet'm, gli 8 minuti di psicosi atonale della title-track, la meno assordante ma non meno inquieta e agonizzante Sehnsucht, il silenzio spezzato da rumori di U-Haft-Muzak e Schmerzen Hören (Hören mit Schmerzen).
La non-musica del gruppo di non-musicisti è una dichiarazione di guerra a tonalità e melodia, ma porta con sé anche un significato molto più ampio. Nei loro pezzi, Bargeld e soci "suonano" i reali prodotti della civiltà industriale (muri, lamiere, cemento, vetri), spesso con mezzi industriali che per l'occasione diventano strumenti (seghe circolari, trapani), e accompagnano il frastuono ad uno stile strumentale disumano (tastiere distorte, chitarre violentate, voce abrasiva ed effettata).
Il risultato è la colonna sonora di un'anima in pena che vaga in una Berlino freddamente industrializzata, nonché di tutte le ombre di un'umanità che oramai si confonde ai rifiuti delle fabbriche; è il manifesto della nevrosi post-industriale mitteleuropea.


Dotati di una "produzione" migliore e di un'attitudine ancor più radicale, gli Einstürzende Neubauten pubblicano poi Zeichnungen Des Patienten O.T. (Some Bizarre Records, 1983), una versione più complessa e approfondita del precedente Kollaps, stavolta con l'apporto del nuovo membro Alexander Hacke a chitarra, basso, post-produzione e manipolazione dei nastri.
Con questo lavoro, ispirato sin dal titolo dalle opere di Oswald Tschirtner, il progetto di Bargeld mostra il suo lato più intellettuale (il disco è una sorta di concept) e più legato alle avanguardie storiche: emergono con maggiore chiarezza le influenze sul sound bargeldiano dei vari movimenti artistici che lo hanno più segnato (dadaismo, espressionismo, sprechgesang), e si amplifica l'elemento new-wave (e quindi l'attitudine punk), ora presente tanto quanto quello colto (la noise-music vandalistica si sposa allo sperimentalismo atonale, il canto disumano proveniente dall'underground si eleva a forma espressiva più universale).
Sono inni allo strazio mentale le prime due tracce Vanadium-I-Ching e Hospitalistische Kinder/Engel Der Vernichtung, laceranti e malate all'estremo, mentre Abfackeln! prosegue l'opera a suon di martelli pneumatici e clangori devastanti; inaspettate invece Herde e Armenia, che si ispirano alle tradizioni musicali armene (la musica etnica armena, enfatica e drammatica, si sposa senza sbavature alla proposta di Bargeld e soci).
Il vertice psicotico è rappresentato forse dalla title-track (che all'orgia rumoristica di vetri, lamiere, martelli e betoniere aggiunge stavolta anche una melodia chitarristica), mentre la goticità sperimentale di Falschgeld e Neun Arme accresce il malessere esistenziale comunicato dall'opera; ancora più inquietanti i siparietti di Merle (Die Elektrik), che campiona una telefonata, e di Finger Und Zähne (una manciata di secondi durante i quali si sentono rumori provenienti da una bocca umana).
Chiude l'opera il baccanale cacofonico di Die Genaue Zeit.

Nello stesso anno, Bargeld entra a far parte dei The Birthday Party (e, dopo lo scioglimento di questi ultimi, rimane nei Nick Cave and the Bad Seeds).


Il terzo album Halber Mensch (What's So Funny About, 1985) suona assai più canonico e legato alla new-wave "popolare" rispetto al precedente Zeichnungen Des Patienten O.T., quindi complessivamente anche meno interessante.
L'incipit è ad ogni modo straordinario, con la sperimentale title-track (composizione a cappella, tutta di sole voci corali, maschili e femminili, e giocata su contrasti e dissonanze) e la sincopata Yü-Gung (Fütter Mein Ego), che, macchiandosi con le nuove tendenze ballabili, anticipa l'industrial perverso dei primi dischi di Ministry e Nine Inch Nails ma pecca nell'essere forse troppo ridondante (in sette minuti la drum-machine diventa eccessivamente ossessiva e monotona); di contro, suona scialbo l'intermezzo Trinklied, e addirittura scadente Sehnsucht (Zitternd), il punto più basso del disco.
Più interessanti la percussiva Z.N.S. e il teatrino di Seele Brennt, ma sono tracce davvero poco innovative nell'era del post-punk.
Abbastanza discreta invece la chiusura, con la cacofonia di Der Tod Ist Ein Dandy e la riflessiva Letztes Biest (Am Himmel).


Al quarto album Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala (What's So Funny About, 1987), gli Einstürzende Neubauten tornano alle atmosfere di Zeichnungen Des Patienten O.T., ma stavolta le sviluppano in maniera meno terroristicamente rumoristica e più inquietantemente intimista, ricorrendo molto più spesso del passato a musiche tonali.
Rappresentativi di tutta l'opera sono gli 8 minuti di dark-ambient e voci malate di 12 Städte; stesso stile e medesima durata per l'apertura Zerstörte Zelle, valorizzata da un basso penetrante e rumorismi minimali alla Swans, e con un climax lacerante verso la fine.
Morning Dew rappresenta la sintesi tra presente della band (basso e incipit simili a Zerstörte Zelle) e passato della band (melodie orientaleggianti simili a quelle di Armenia, traccia di Zeichnungen Des Patienten O.T.), con reminiscenze anche dalla pischedelia oscura di The Doors e The Velvet Underground.
Il resto del lavoro è più o meno su questi livelli: cacofonie di percussioni, strazi chitarristici e voci campionate in Ich Bin's; archi campionati in Modimidofrsaso (con ancora forti echi del rumorismo alla The Velvet Underground); sintetizzatori atonali e voci effettate nella minimale Keine Schönheit Ohne Gefahr; chiusura oscura e tesa nella cupa Kein Bestandteil Sein.
In particolare, si percepisce la volontà di coniugare l'aspetto meno scontato e più psicotico della loro musica (che aveva fatto da padrone in Zeichnungen Des Patienten O.T., seppur con tutt'altro stile) ad una forma-canzone impostata non sul synth ma su un rock minimale che trae le sue ispirazioni principali dalle melodie orientali e dal noise-rock.


Quinto album degli Einstürzende Neubauten, Haus Der Lüge (Some Bizarre, 1989) è il proseguimento naturale del precedente Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterscala. In un certo senso ne è la versione meno cupa, meno noise, e più orecchiabile.
Si va dal recitato misto ad esplosioni noise del Prolog, al synth-disco di Feurio!, al cabaret di Ein Stuhl in der Hölle, al quasi hip-hop della title-track, ai battiti synth-afro di Schwindel, alla ballata con echi ambient e atmosfere oniriche Der Kuss, alla chiusura strampalata di Partymucke (un climax di noise che poco a poco sovrasta una flebile melodia di chitarra).
Non sono tracce scadenti, ma nemmeno memorabili; in realtà l'unico capolavoro del disco è la suite di 12 minuti Fiat Lux, in tre movimenti (Fiat Lux, Maifestspiele, Hirnlego).
Due tracce sono occupate da inutili remix di Feurio!, che esaltano ulteriormente il lato catchy del disco.


Molto meno radicali rispetto agli esordi, nel 1993 gli Einstürzende Neubauten pubblicano il loro sesto album Tabula Rasa (Mute, 1993), episodio principale di una trilogia a cui appartengono anche gli EP Interim e Malediction, sempre dello stesso anno.
Ormai sempre più vicina alla forma-canzone, la band confeziona un disco di synth-pop arrangiato da rumorismi (Die Interimsliebenden), guidato da melodismo minimale (Zebulon), sfociante in ballad decadenti (Blume, con alla voce Anita Lane), avvolto da noise soffuso (12305), ricco di ormai abusati richiami al percussionismo orientale (Sie) e di piccole sinfonie sintetiche (Wüste).
Chiudono l'opera i 15 minuti di Headcleaner, adattamento da un brano di 45 minuti composto per una compagnia teatrale olandese, che rappresentano il vertice sperimentale (nonché l'unico momento estremo) del disco.


Dopo un notevole cambiamento di line-up (se ne vanno gli storici Chung e Einheit, e al loro posto subentrano Jochen Arbeit e Rudolf Moser), gli Einstürzende Neubauten pubblicano il loro settimo album Ende Neu (Mute, 1996).
Praticamente ricalcato strutturalmente sulla scia del precedente Tabula Rasa, il disco si apre con un pezzo synth-pop condito da rumorismi (Was Ist Ist) e prosegue con una ballad soffusa (Stella Maris, con alla voce anche Meret Becker).
Die Explosion Im Festspielhaus segue binari trip-hop/jazz nel suo costruire melodie a partire dal silenzio, e si fa notare specialmente per il basso pulsante alla Talk Talk, così come sono le parti di basso contrapposte alle sinfonie tastieristiche a rendere The Garden una delle loro migliori "ballate" sintetiche.
Una buona dose di synth-pop in ritardo di un decennio, robotico in Installation No. 1 e più tastieristico-noise nella title-track, è però l'elemento che più di tutti rende l'album poco fresco e fuori tempo massimo.
Discrete, ad ogni modo, la chiusura percussivo-intimista Der Schacht von Babel, così come i deliri sintetici della lunga e ossessiva NNNAAAMMM.


Con Silence Is Sexy (Mute, 2000), Bargeld e compari approdano al nuovo millennio dopo un sostanziale cambiamento stilistico-formale: al centro delle loro composizioni non c'è più la nevrosi post-industriale, né lo sperimentalismo synth-rock; stavolta la sfida è sperimentare con le atmosfere soffuse (basso pulsante in Sabrina, percussioni trip-hop su In Circles e Zampano), con il silenzio (le lunghe pause della title-track, il jazzato soffusissimo di Heaven is of Honey, l'ambient di Beauty), con il minimalismo (più si prosegue nel disco, più numerose sono le tracce sorrette quasi unicamente dal basso, come Sonnebarke, Musentango, Dingsaller, di volta in volta condite con un leggero climax di synth o archi).
Un'operazione molto anti-radiofonica e quindi anti-commerciale, che ha un suo fascino intrigante e mostra forse un nuovo futuro per la band.
La versione americana sostituisce Anrufe in Abwesenheit con Total Eclipse of the Sun; in una versione limitata, è presente anche un secondo disco, contentente la lunga (18 minuti) Pelikanol.


Bargeld, che nel frattempo ha lasciato i Bad Seeds, torna con il nono album Perpetuum Mobile (Mute, 2004) per il suo progetto principale Einstürzende Neubauten.
Il percorso e lo stile sono i medesimi del precedente disco, ovvero l'esplorazione non-canonica di forme musicali minimali e soffuse; la novità, puramente sperimentale, di questo disco, è l'arrangiamento condotto spesso anche con strumenti ad aria compressa. L'idea è la stessa degli esordi (utilizzo strumentale di oggetti non strumentali), ma lo scopo (e quindi l'effetto) è totalmente diverso, praticamente opposto.
Le tracce di Perpetuum Mobile sono riflessioni pacate e leggermente tetre, avvolte in arrangiamenti ambient non ortodossi (Ein leichtes leises Säuseln, Ein leichtes leises Säuseln, Youme & Meyou) o spezzate ogni tanto da effetti industriali (Selbspotraet mit Kater). Puro ambient invece in Ozean und Brandung e Boreas. Capolavoro del disco è però la title-track, che nei suoi 13 minuti ne riassume un po' tutte le sfaccettature.


Alles Wieder Offen (2007), ovvero il decimo album, è anche il primo ad uscire senza alcun supporto discografico (progetto rincorso da Bargeld già da diversi anni).
Complessivamente, lo spirito del lavoro sta nel ripercorrere il passato della band riassumendone un po' tutti gli stilemi. L'operazione riesce perfettamente in Von Wegen (che mescola arrangiamenti metallici ad arrangiamenti d'archi), Weil Weil Weil (aggiornamento sonoramente graffiante delle tracce synth degli 1980s), Susej (danza percussiva metafisica dalle annebbianti melodie) e Unvollstaendigkeit (9 minuti di oscuro delirio in crescendo); nelle altre un po' meno, ma raggiungendo ugualmente quasi sempre risultati incisivi (tranne forse in Die Wellen, minata dal troppo semplicismo, e nel gusto eccessivamente retrò della title-track).

 




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