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Frank Zappa

Freak Out! (1966)
8.5/10
Absolutely Free (1966, rel. 1967)
8.5/10
We're Only in It for the Money (1967, rel. 1968)
8.5/10
Lumpy Gravy (1967, rel. 1968)
7/10
Cruising with Ruben & the Jets (1968)
6/10
Uncle Meat (1968, rel. 1969)
9/10
Hot Rats (1969)
8/10
Burnt Weeny Sandwich (1969, rel. 1970)
8.5/10
Weasels Ripped My Flesh (1969, rel. 1970)
8/10
Jean-Luc Ponty - King Kong (1969, rel. 1970)
8/10
Chunga's Revenge (1970)
6.5/10
200 Motels (1971)
6/10
Just Another Band from L.A. (1971, rel. 1972)
6/10
Waka/Jawaka (1972)
8/10
The Grand Wazoo (1972)
8.5/10
Over-Nite Sensation (1973)
6.5/10
Apostrophe (') (1974)
6.5/10
Roxy & Elsewhere (1974)
7.5/10
One Size Fits All (1975)
6.5/10
Bongo Fury (1975)
6/10
Zoot Allures (1976)
6/10
Zappa in New York (1976, rel. 1978)
7.5/10
Studio Tan (1978)
7/10
Sleep Dirt (1979)
6.5/10
Sheik Yerbouti (1979)
6.5/10
Orchestral Favorites (1979)
7.5/10
Joe's Garage: Acts I, II & III (1979)
7/10
Tinseltown Rebellion (1981)
6/10
Shut Up 'n Play Yer Guitar (1981)
6/10
You Are What You Is (1981)
7/10
Ship Arriving Too Late to Save a Drowning Witch (1982)
6/10
The Man from Utopia (1983)
5.5/10
London Symphony Orchestra, Vol. 1 (1983)
7/10
Boulez Conducts Zappa: The Perfect Stranger (1984)
7/10
Them or Us (1984)
5.5/10
Thing-Fish (1984)
5/10
Francesco Zappa (1984)
6/10
Frank Zappa Meets the Mothers of Prevention (1985)
5/10
Jazz from Hell (1986)
7/10
London Symphony Orchestra, Vol. 2 (1987)
7/10
Guitar (1988)
5.5/10
Broadway the Hard Way (1988)
6/10
The Best Band You Never Heard in Your Life (1991)
6/10
Make a Jazz Noise Here (1991)
6.5/10
Beat the Boots (1991)
5/10
Beat the Boots II (1992)
5/10
Playground Psychotics (1992)
6/10
Ahead of Their Time (1993)
6.5/10
The Yellow Shark (1993)
6.5/10
Civilization, Phaze III (1994)
6.5/10





Frank Zappa
è stato uno dei compositori più innovativi e creativi del 1900.

Se una giustizia esiste, il suo nome sarà ricordato nei libri di storia accanto a quello dei maggiori genii musicali della sua epoca, data la mole di opere rivoluzionarie con cui ha demolito sistematicamente tutti i confini tra qualsiasi "genere", portandoli verso contaminazioni totali sempre interessanti e talvolta sublimi, sperimentando qualsiasi idea musicale che trovasse compatibile con la propria visione dell'arte, e utilizzando come collante un debordante spirito satirico e anarchico.

Frank Vincent Zappa
nasce nel 1940 a Baltimora (Maryland, USA), da genitori di origini italiane (il padre Francis Zappa, di famiglia greco-araba, era nato in Sicilia ed aveva trovato lavoro come matematico e chimico per la difesa americana; la madre Rose Marie Colimore era per tre quarti italiana).
La sua formazione musicale inizia con le band rhythm'n'blues all'età di 12 anni, per poi spaziare in breve verso la classica modernista (Edgard Varèse, Anton Webern), i lavori neoclassici di Igor Stravinsky, il doo-wop, il jazz. Mostra da subito un'insofferenza per le mode musicali mainstream passeggere, e una notevole apertura mentale nell'apprezzare allo stesso modo tutto il resto della musica.
Il suo primo strumento è la batteria (scelta perché influenzato dalle composizioni ritmiche neoclassiche), che suona nei The Ramblers (la sua prima band, alla High School).
Nel 1956 cambia scuola (in totale cambierà almeno 6 volte High School) e conosce Don Van Vliet (che successivamente verrà soprannominato Captain Beefheart dallo stesso Zappa, soprannome che Van Vliet utilizzerà a vita come nome d'arte) e Euclid James Sherwood (musicista dei The Blackouts, band a cui Zappa si unisce, ancora una volta alla batteria).
Nel 1957 Zappa riceve in regalo la prima chitarra elettrica, alla quale si applica influenzato da bluesmen come Johnny "Guitar" Watson, Howlin' Wolf e Clarence "Gatemouth" Brown.
Si diploma nel 1958; qualche mese più tardi lascia il college, disgustato dagli insegnamenti scolastici formali.
Negli anni successivi si guadagna da vivere nel campo pubblicitario (per un breve periodo), nonché come compositore per colonne sonore cinematografiche e per artisti locali. Con gli introiti, Zappa riesce a comprare al produttore Paul Buff il suo studio di registrazione a Rancho Cucamonga (California), al quale si interessa per la presenza di un registratore a 5 tracce costruito da Buff stesso (quando la stragrande maggioranza della musica veniva registrata ancora su un 2-tracce). Zappa rinomina lo studio "Studio Z", e vi trascorre anche 12 ore al giorno sperimentando tecniche di overdub.
Nel 1965 Zappa viene incarcerato per 10 giorni con l'assurda accusa di smerciare materiale pornografico, a seguito di una sua registrazione a sfondo ludico-erotico che fa l'errore di vendere al membro di una "vice unit". L'episodio farà accrescere notevolmente il suo odio verso l'autoritarismo.
Lo stesso anno, Zappa viene chiamato da Ray Collins a suonare la chitarra elettrica nella sua band rhythm'n'blues di Los Angeles, i The Soul Giants. Zappa presto diventa il principale compositore della band, la quale cambia nome in The Mothers (un'abbreviazione gergale che sta per "mother fuckers").
Il gruppo viene messo sotto contratto nel 1966 da Tom Wilson (già produttore di Bob Dylan) per la Verve Records (etichetta di tradizione modern-jazz e molto attenta al pop e al rock sperimentali, tanto che poco successivamente pubblicherà anche i primi due album dei The Velvet Underground). La label impone alla band di cambiare il proprio nome in un meno volgare The Mothers of Invention.

Il debutto della band, intitolato Freak Out! (Verve/MGM, 1966), è uno dei primi album doppi (uscito pochi mesi dopo il più celebre Blonde on Blonde di Bob Dylan, che gli ruba il primato per un soffio) del mercato discografico, nonché uno dei primi concept-album mai pubblicati (dove il concept è rappresentato dal filo rosso che lega tra loro tutti i brani, ovvero la satira programmatica che Zappa fa della cultura musicale commerciale), anche se non il primo in assoluto né in generale (The Genius Hits the Road di Ray Charles, ad esempio, era uscito nel 1960), né restringendo il campo alla sola musica "bianca" (già Blonde on Blonde di Dylan e Sings the Ballads of the True West di Johnny Cash potevano difatti essere considerati dei concept).
La prima metà di Freak Out! si prodiga in brani brevi e melodici che parodiano doo-wop, pop-rock e blues-rock: Zappa scrive melodie catchy, che potrebbero benissimo diventare hit di massa, ma le fa interpretare alla band tramite un'attitudine demenziale, dissacrante, liberatoria, distorcendole e contaminandole (arrangiamenti barocchi, improvvisi cambi di ritmo, polifonie grottesche, a tratti dissonanze, e una costante vena lirica corrosiva e satirica). I vertici di questa prima parte sono la travolgente opener Hungry Freaks, Daddy (con un grandioso riff di chitarra, che anticipa di un paio d'anni il boom dell'hard-rock), Who are the Brain Police? (spezzata da improvvise esplosioni cacofoniche, che si trascinano poi in dissonanze e ribollimenti febbricitanti), Wowie Zowie (arrangiamenti scoppiettanti, liriche demenziali), e Any Way the Wind Blows (satira del folk-rock e del rock'n'roll popolare), mentre la massima parodia di doo-wop e Merseybeat è rappresentata dalla melodica e caustica Go Cry on Somebody Else's Shoulder.
La seconda parte del disco evolve nella naturale conseguenza di tali premesse: dopo aver parodiato la canzone pop-rock ed averne sconvolto le caratteristiche classiche, Zappa mostra al pubblico cosa esiste oltre essa. Il blues sporco e strascicato di Trouble Every Day (degno dei futuri migliori blues selvaggi di Captain Beefheart), dedicato ai "riots" di Watts, introduce le successive Help, I'm a Rock (incredibile pezzo psichedelico in cui vanno a fondersi sovraincisioni continue, esplosioni rumoristiche, nenie mediorientali, deliri vocali dementi, ed infine un orgasmo femminile sopra ad un baccanale di percussioni e voci animalesche), It Can't Happen Here (un calderone di sovraincisioni vocali, interrotto a metà da un jazz a singhiozzo), e The Return of the Son of Monster Magnet (la summa totale delle influenze sonore del disco: 12 minuti in cui confluiscono pop, jazz, rock e cacofonie, rielaborati e distorti con un curatissimo lavoro in studio di overdub; verso la fine tornano anche gli orgasmi e le voci animalesche di Help, I'm a Rock, seguìti da contrasti dissonanti, nuovi campionamenti, nastri che scorrono al contrario e poi a velocità doppia, e altre amenità sonore). Queste ultime tre tracce sono anche influenzate, a livello musicale, dai collage satirici e caotici dei primissimi The Fugs, e a livello teorico dal cut-up letterario di William Burroughs, molto prima che da precedenti musicali più intellettuali (Pierre Henry, Karlheinz Stockhausen).
Freak Out! è un debutto grandioso: riprende le idee alla base della pop-art, convertendole alla composizione musicale, dissacra con umorismo iconoclasta il mercato commerciale pop e rock dei 1960s, segna la nascita concettuale dell'arte del collage musicale totale, comprendente tutti i "generi" e le fonti sonore immaginabili (traguardo estremo che Zappa si pone per primo, e che influenzerà generazioni infinite di musicisti rock e avanguardisti). L'unico suo grosso difetto è che compie l'operazione in maniera molto grezza, e a tratti anche poco incisiva (alcune tracce della prima metà del disco sono decisamente troppo canoniche rispetto agli episodi più sperimentali della seconda parte). Ma Zappa avrà modo di esplorare e raffinare lungo la sua carriera tutti i percorsi aperti da questo disco di debutto.
L'ingresso discografico di Frank Zappa nella storia della musica rende il rock'n'roll e il Merseybeat immediatamente obsoleti, e fa impallidire la prima ondata dello psychedelic-rock con annessa la cultura "flower power"
, evidenziandone la ruffiana natura modaiola, oltre che i limiti strutturali e mentali (operazione di satira e critica che sarà poi portata al massimo risultato nel terzo album We're Only in It for the Money).
Freak Out! resta un album dal valore storico enorme, ma esso è ancora più simbolico che compositivo: i due successivi album di Zappa presenteranno esperimenti psichedelici di gran lunga più azzardati, ciononostante il disco di debutto resta il primissimo manifesto programmatico dell'abbattimento delle barriere tra musica popolare, decostruita e massacrata, e musica d'avanguardia; si tratta del primo passo lungo un percorso che Zappa proseguirà abbattendo anche tutte le restanti barriere tra musica "alta" e "bassa".


Il secondo album Absolutely Free viene registrato lo stesso anno, ma esce per la Verve/Rykodisc nel 1967. Il disco rappresenta la liberazione totale dagli schemi strutturali presenti nella prima parte di Freak Out!, e si cala alla perfezione nel calderone creativo totale programmato da Zappa.
Tutte le tracce mostrano le eccezionali qualità compositive di Zappa (in melodie, polifonie, assoli), allo stesso modo delle sue qualità satiriche (il disco è completamente dedicato al consumismo americano, sin dalla programmatica opener Plastic People) e dei suoi collage stilistici imprevedibili e universali (nella formula finiscono blues-rock, pop, free-jazz, avant-garde, yodeling, vaudeville, classica, doo-wop).
Tutte le tracce fluiscono l'una nell'altra senza sosta, toccando vertici compositivi in Call Any Vegetable (demenziale sequenza inesorabile di cambi stilistici e ritmici), Big Leg Emma (parodia del rock'n'roll melodico), Why Don'tcha Do Me Right? (un blues-rock graffiante), America Drinks (un jazz sconnesso e ubriaco), Status Back Baby (un'orgia di chitarra e fiati), Brown Shoes Don't Make It (7 minuti e mezzo, l'episodio più sperimentale sul piano stilistico, e forse più provocatorio sul piano lirico).
Diverse sono le citazioni da Stravinsky disseminate lungo le composizioni, ad esempio la breve Amnesia Vivace cita L'Oiseau de feu e Le Sacre du Printemps; la frenetica cavalcata blues di Invocation & Ritual Dance of the Young Pumpkin, oltre a citare Jupiter, the Bringer of Jollity dalla The Planets di Gustav Holst, è oltretutto uno dei brani che più di ogni altro influenzeranno lo sviluppo di psychedelic-rock e progressive-rock (ma un po' tutto il disco rappresenta uno dei primissimi pilastri di quello che verrà molto in seguito chiamato prog-rock).
L'album si chiude con il languido lounge di America Drinks & Goes Home, contenente campionamenti di folle vociferanti e registratori di cassa, a rappresentare l'ennesima triste vittoria del consumismo di massa.


Il terzo album è We're Only in It for the Money (registrato nel 1967, pubblicato nel 1968). Il disco viene ideato come una risposta al fatto che l'album pop-rock Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei The Beatles, uscito l'anno precedente, sia stato marketizzato come il primo concept-album della storia (quando Zappa ne aveva già composti due), nonché come ricco di sperimentalismi psichedelici (quando Zappa aveva già sperimentato con le composizioni ed il rumore in maniere infinitamente più azzardate e creative). La stessa copertina di We're Only in It for the Money è una geniale parodia freak di quella di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band.
Tutto l'album è una continua satira della controcultura dei 1960s e dei suoi tratti musicali caratteristici: Zappa confeziona una serie di 18 mini-affreschi della durata oscillante tra il mezzo minuto e i tre minuti, che mettono assieme rivisitazioni allucinate degli stilemi della musica di massa (Merseybeat, surf-rock, psychedelic-pop), interrotte da campionamenti inquietanti e rumoristici. La 19esima traccia, The Chrome Plated Megaphone of Destiny, è anche l'unica composizione di durata non breve, e chiude il disco con i suoi 7 minuti di inquietanti sperimentalismi sonori.
We're Only in It for the Money
, a livello musicale, abbatte anche le ultime barriere strutturali presenti nei due dischi precedenti, inglobando del tutto la forma "libera" e rumoristica delle avanguardie e del free-jazz (che viene alla luce soprattutto nella seconda metà dell'opera), ed utilizzandola per distorcere l'abituale colonna sonora di una controcultura divenuta la parodia di se stessa a causa della propria commercializzazione; è per tale motivo che Zappa, tra l'altro, ricorre continuamente al citazionismo ed al campionamento (l'esempio più lampante è Flower Punk, una parodia esilarante della Hey Joe di Jimi Hendrix: "Hey punk, where you goin with that flower in your hand? Well, Im goin up to Frisco to join a psychedelic band. Hey punk, where you goin with that button on your shirt? I'm goin' to the love-in to sit and play my bongos in the dirt [...] It's wonderful to feel that I'm doing something for the kids [...] The youth of america today is so wonderful and I'm proud to be a part of this gigantic mass deception [...] Boy, this is really exciting, making a rock & roll record, I can't even wait until our record comes out and teen-agers start to buy it: we'll all be rich and famous! And when my royalty check comes, I think I'm going to buy a Mustang... no, I think I'll... I think I'll get a corvette").
Tutto l'album è percorso da una pesante carica di pessimismo, molto maggiore rispetto ai precedenti lavori di Zappa, che viene sublimata nelle liriche di Mom & Dad ("Mama! Mama! Someone said they made some noise, the cops have shot some girls and boys. You'll sit home and drink all night, they looked too weird: it served them right. Ever take a minute just to show a real emotion in between the moisture cream and velvet facial lotion? Ever tell your kids you're glad that they can think? Ever say you loved 'em? Ever let 'em watch you drink? Ever wonder why your daughter looked so sad? It's such a drag to have to love a plastic mom and dad"), What's the Ugliest Part of Your Body? ("What's the ugliest part of your body? Some say your nose, some say your toes... but I think it's your mind"), Absolutely Free ("Unbind your mind, there is no time to lick your stamps and past them in, discorporate and we'll begin. Freedom! Freedom! Kindly loving! You'll be absolutely free, only if you want to be"), così come nelle atmosfere nichiliste di The Chrome Plated Megaphone of Destiny e Are You Hung Up? (rispettivamente in chiusura e apertura).
Mother People è un altro anthem "freak" sulla scia di Hungry Freaks, Daddy, ed è uno dei vertici di comicità melodica (con voce alzata di pitch per assomigliare a quella di John Lennon, e strofe imitanti i The Beatles).
Il disco è anche il primo in cui alla line-up dei The Mothers of Invention si aggiunge il polistrumentista avant-garde Ian Underwood (qui a pianoforte e tastiere).


Appena 4 mesi dopo, esce il quarto album Lumpy Gravy (registrato nel 1967, pubblicato nel 1968), il suo esperimento più azzardato, raffinato e bizzarro sino a quel momento. Il disco è composto solo da due lunghissime suite, Lumpy Gravy Part One e Lumpy Gravy Part Two, di 16 minuti circa a testa; tali suite sono un continuo flusso di coscienza organizzato nella forma del collage sonoro, in cui convergono soprattutto le influenze free-jazz (la struttura rimanda chiaramente a Free Jazz di Ornette Coleman e Ascension di John Coltrane), avant-garde (Edgard Varèse) e neoclassiche (Charles Ives come modello, Igor Stravinsky nelle parti orchestrali) di Zappa.
La serie impressionante di mini-composizioni utilizza come collante molti intermezzi di musique concrète o di dialogo (rendendo esplicita anche l'influenza di Pierre Henry), e a tratti riutilizza per brevi momenti alcuni temi musicali che già comparivano nel precedente We're Only in It for the Money.
Per il disco, Zappa raduna quasi 70 diversi musicisti e sessionmen (tra cui naturalmente i The Mothers of Invention stessi), radunandoli sotto quella che poi definirà la Abnuceals Emuukha Electric Symphony Orchestra, capitanata da Sid Sharp nella parte di direttore d'orchestra (ma sempre sotto la supervisione di Zappa stesso, sostanzialmente co-direttore), estraendoli però appositamente dagli ambienti del jazz, del rock e delle colonne sonore cinematografiche, non dagli ambienti classici, seguendo quindi il proprio ideale compositivo anti-accademico.
La suite Lumpy Gravy Part One è decisamente la più riuscita tra le due (soprattutto nei suoi primi 5 minuti e nei suoi ultimi 5 minuti), mentre la seconda Lumpy Gravy Part Two è minata da eccessivi intermezzi parlati, anche se riesce comunque a raggiungere a tratti brevi picchi compositivi (verso metà e poi verso gli ultimi 2 minuti, che riutilizzano un motivetto surf-rock già presente in We're Only in It for the Money); in generale, lungo la seconda metà dell'album appare chiara la natura auto-indulgente dell'opera, che la trattiene dal diventare un capolavoro, e la fa restare un esperimento innovativo e originale apprezzabile più nel suo valore teorico che in quello pratico.


Il quinto disco Cruising with Ruben & the Jets (Verve/Bizarre, 1968) è il lavoro con cui Zappa al tempo stesso omaggia e parodia il genere del doo-wop, che ha avuto una forte influenza sulla sua vena melodica. L'album presenta una serie di classici motivetti doo-wop, a tratti contaminati da alcuni marchi neoclassici (improvvisi "salti" armonici e ritmici), con cui Zappa riesce a guadagnarsi alcuni airplay radiofonici. Questo revival "zappiano" del pop-rock dei 1950s influenzerà il ritorno sulle scene di Elvis Presley, Chuck Berry e Bo Diddley.


Il sesto disco Uncle Meat (registrato nel 1967-1968, pubblicato nel 1969), un doppio album, raccoglie la musica composta per l'omonimo ed allora ancora incompleto lungometraggio dei The Mothers of Invention, che verrà poi terminato appena nel 1987. Il lavoro segna anche la fine del sodalizio con la Verve Records, fatto che si nota nella produzione molto più pulita e dettagliata delle tracce.
La doppia opera, quasi interamente strumentale, abbandona il concetto di "collage" alla base dei primi dischi di Zappa, per evolvere verso un approccio alla composizione estremizzante alcuni degli stilemi del jazz: i temi musicali principali sono pochi, ma sono ripresi e variati in continuazione, in una sorta di rivisitazione continua e pressoché infinita; ma tali variazioni spesso sono talmente creative da rendere le similarità compositive irriconoscibili, soprattutto nella gigantesca e spettacolare suite King Kong (composta da 6 tracce per un totale di 18 minuti, a tratti registrata in studio, a tratti registrata live, a tratti improvvisata, e poi editata completamente in post-produzione), che occupa interamente l'ultima parte del disco.
E se King Kong è il capolavoro della seconda parte, nella prima parte sono presenti le eccellenti Dog Breath, in the Year of the Plague (una variazione esplosiva e senza soste di un unico tema), Prelude to King Kong (un'immersione poliritmica nel free-jazz), Mr. Green Genes (uno dei picchi per quanto riguarda la raffinatezza degli arrangiamenti), The Air (doo-wop con parti vocali manipolate in post-produzione), Nine Types of Industrial Pollution (un mix di musique concrète alla Pierre Schaeffer e rhythm'n'blues), Project X (un esperimento sulle dissonanze, condotto nella prima metà principalmente dalle percussioni di Art Tripp e nella seconda metà da fiati e tastiere), il doo-wop comico Electric Aunt Jemima, il catchy jazz-pop-rock Cruising for Burgers, l'apertura neoclassica Uncle Meat: Main Title Theme e le continue variazioni jazz-rock di The Uncle Meat Variations.
Uncle Meat rappresenta anche il massimo vertice raggiunto dall'eclettismo di Ian Underwood (qui a clarinetto, flauto, pianoforte, clavicembalo, sax alto, sax baritono, organo elettrico) e Art Tripp (qui a percussioni, marimba, xilofono, campane, timpani, vibrafono).
Uncle Meat dimostra che Frank Zappa non ha esaurito ciò che aveva da dire con i primi quattro dischi, conianti la forma psichedelica freak ed il collage musicale totale; Uncle Meat rivela invece l'ambizione più alta di Zappa, ovvero quella di strutturare una forma d'avanguardia jazz-rock estremamente contaminata, e riassumente in sé tutti i "segni" della civiltà americana del 1900, dai più classici e aulici ai più popolari e triviali. Una sorta di ripresa ed aggiornamento "pop art" delle idee musicali di Charles Edward Ives.
Nello stesso periodo in cui registra Uncle Meat, Frank Zappa produce anche Trout Mask Replica, il capolavoro di Captain Beefheart (con il quale in quell'occasione torna in contatto dopo qualche anno di separazione); entrambi gli album usciranno nel Giugno 1969.
La versione su CD di Uncle Meat uscirà nel 1987, e conterrà anche due estratti sonori (per un totale di 40 minuti) dall'omonimo film appena completato, nonché l'inedita traccia Tengo Na Minchia Tanta, un prog-hard-rock demenziale fatto cantare in italiano da Massimo Bassoli.


Il settimo disco Hot Rats (Bizarre/Reprise/Rykodisc, 1969) esce lo stesso anno, dopo che Zappa scioglie la formazione dei The Mothers of Invention a causa di una precaria situazione finanziaria (ma la riformerà, con line-up continuamente differenti, per alcuni album futuri). Zappa prosegue da solista, assieme a pochi fidati collaboratori (tra cui il grandissimo Ian Underwood).
Hot Rats è la risposta "zappiana" alle innovative forme progressive-rock nate con la poco precedente uscita Tommy dei The Who, e soprattutto con la fusion jazz-rock dell'omonimo debutto dei The Soft Machine (uscito nel 1968). Si può dire che Hot Rats rappresenti la visione personale di Zappa nei confronti della fusion jazz-rock "progressiva", che qui viene contaminata senza però mai rinunciare ad una bellezza compositiva pulita, geometrica e brillante. Zappa abbandona il pastiche, il nichilismo avant-garde, il caos compositivo dell'eccezionale calderone di Uncle Meat, e in un certo senso "regredisce" ad una forma musicale sicuramente raffinata ma che non suona più completamente "unica" come invece erano le sue opere precedenti.
Il vertice di originalità, in Hot Rats, è raggiunto lungo i 17 minuti della suite The Gumbo Variations, durante i quali Zappa contamina la fusion jazz-rock con la musica da camera (facendo suonare a Don "Sugarcane" Harris intricati pattern al violino); l'altro apice compositivo è Son of Mr. Green Genes, con un sublime dialogo tra chitarre blues-rock (di Zappa), pianoforte (di Underwood) e fiati (sempre di Underwood). Sono anche le due tracce in cui batteria e percussioni vengono suonate da Paul Humphrey.
Negli altri episodi, Zappa si dedica al virtuosismo chitarristico fine a se stesso (Willie the Pimp, nella quale c'è anche una breve apparizione vocale di Captain Beefheart, rendendola così l'unica traccia non strumentale dell'album, viene aperta da un travolgente giro di chitarra e violino, ma presto evolve in un infinito e indisturbato assolo chitarristico, che forse rimarrà anche il più celebre della carriera di Zappa), o alla variazione tematica (nell'opener dal sapore neoclassico Peaches En Regalia, la quale è però lontanissima dalle continue variazioni anarchiche di Uncle Meat: qui Zappa punta più che altro su orecchiabilità melodica e sound avvolgente).
Nella conclusiva It Must Be a Camel compare al violino il jazzista Jean-Luc Ponty.
Hot Rats esce esattamente due giorni prima di In the Court of the Crimson King, il debutto dei King Crimson che definirà completamente le coordinate del prog-rock.


Le restanti tracce registrate con i The Mothers of Invention nel 1969 vengono pubblicate nei due album strumentali Burnt Weeny Sandwich (Bizarre/Reprise/Rykodisc, 1970) e Weasels Ripped My Flesh (Bizarre/Reprise/Rykodisc, 1970).

L'eccezionale Burnt Weeny Sandwich è registrato per la maggiore in studio, e ha i suoi vertici in Igor's Boogie, Phase One e Igor's Boogie, Phase Two (brevi composizioni di sapore neoclassico, ispirate da Igor Stravinsky), Overture to a Holiday in Berlin e Holiday in Berlin, Full Blown (con un grandioso lavoro di arrangiamenti), Theme from Burnt Weeny Sandwich, ma soprattutto nei 19 minuti della grandiosa suite The Little House I Used to Live In, un capolavoro con magistrali pattern di tastiere, chitarre e violino.
Si tratta di uno dei dischi più brillanti, ricchi, cromatici e vivaci di Zappa, teso a unire con sapienza il jazz-rock, la canzone melodica e il proprio spirito classicista, senza mai cedere ad eccessi melodici così come ad eccessi dissonanti, in un equilibrio di perfezione formale sempre fluido, allo stesso tempo sia sperimentale che dal sapore classico.
La conclusiva Valarie, cover dei Jackie & the Starlites, completa il vasto calderone stilistico con una vera e propria "pop song".

Weasels Ripped My Flesh è invece per metà registrato dal vivo, ed evidenzia a tratti le sperimentazioni più rumoristiche della band: Didja Get Any Onya (registrata live, con una serie di follie freak tra versi umani, ritmiche caotiche e la fantastica performance free-jazz di Buzz Gardner agli ottoni), Prelude to the Afternoon of a Sexually Aroused Gas Mask (dal vivo anch'essa, composta per due terzi da esperimenti vocali con gemiti e risate), Toads of the Short Forest (che degenera in uno strato poliritmico free-jazz), The Eric Dolphy Memorial Barbecue (in studio, sette minuti di polifonie ai fiati, ritmiche epilettiche e spezzate, comparsate di cori tramite versi e risate, esplosioni dissonanti, il tutto omaggiante sin dal titolo il jazzista Eric Dolphy), Dwarf Nebula Processional March & Dwarf Nebula (che da psychedelic-rock con tocchi jazz evolve presto in un delirio elettronico ricordante le suite di Subotnick e Stockhausen) e la conclusiva title-track (dal vivo, due minuti di puro rumore dissonante).
Se questi esperimenti esplorano il lato "libero", atonale e rumoristico di Zappa, nel desiderio di coniare un'avanguardia che rissuma allo stesso tempo sia le dissonanze apocalittiche della classica e del free-jazz più sperimentali sia il proprio spirito "freak" circense, altre percorrono sentieri più melodici e orecchiabili: la seconda traccia Directly from My Heart to You, nella quale Don "Sugarcane" Harris canta e suona il violino, è una riuscitissima cover blues dell'omonimo pezzo di Little Richard, Get a Little (registrata dal vivo) ruota attorno ad un assolo chitarristico, My Guitar Wants to Kill Your Mama è un hard-rock vitalizzato sia dalle acrobazie di fiati e chitarra in primo piano sia dai tappeti tastieristici di Don Preston in sottofondo, Oh No una sorta di breve pop jazzato (con voce che da simil-crooning viene poi manipolata alzandosi di pitch) che sfocia in The Orange County Lumber Truck (veloce jazz-rock percorso da trascinanti tastiere e massicci assoli chitarristici).

Burnt Weeny Sandwich e Weasels Ripped My Flesh evidenziano alla perfezione la capacità compositiva di Zappa nell'accostare in modo naturale e fluente approcci musicali sensibilmente e culturalmente distanti (prog-rock, jazz-rock, classica moderna, big-band circense, melodismi pop, sperimentazioni avant-garde).


Nel frattempo, Frank Zappa compone ed arrangia quasi interamente l'album King Kong: Jean-Luc Ponty Plays the Music of Frank Zappa (registrato nel 1969, pubblicato nel 1970), per il violinista jazz francese Jean-Luc Ponty (che già era comparso su Hot Rats).
L'opera è una rivisitazione appositamente pensata per Ponty di alcuni brani del repertorio di Zappa (King Kong, Idiot Bastard Son, Twenty Small Cigars, America Drinks and Goes Home), con in più una traccia scritta dallo stesso Jean-Luc Ponty (How Would You Like to Have a Head Like That?, che contiene un eccellente assolo chitarristico suonato da Zappa) e, soprattutto, con anche una delle composizioni più raffinate, intellettuali e mature che abbia mai scritto Zappa (ovvero i 20 minuti della suite Music for Electric Violin and Low Budget Orchestra, originariamente pensata proprio per orchestra, nei quali si mescolano jazz, prog-rock, avant-garde e classica moderna, con una cura ed una consapevolezza degne dei migliori compositori del secolo, il tutto sotto il segno dell'anarchia armonica tipicamente "zappiana"). Il disco è suonato, oltre che da Ponty e Zappa, anche da Ian Underwood, George Duke, Ernie Watts, Art Tripp, Jon Guerine.


In Chunga's Revenge (Bizarre/Reprise/Rykodisc, 1970), Zappa assimila in line-up Howard Kaylan e Mark Volman (dei The Turtles) alla voce, e li farà tornare anche sugli album immediatamente successivi.
Chunga's Revenge
non possiede nessuna delle velleità avanguardiste e anarchiche delle sue release precedenti, se si escludono i 9 minuti della centrale The Nancy and Mary Music (improvvisazione live tratta da una performance di King Kong), ma contiene ugualmente due discrete cavalcate blues (Transylvania Boogie e la title-track) ed un jazz soffuso (Twenty Small Cigars, qui nella sua versione originale, ma già presente in un'altra versione su King Kong, l'album scritto per Jean-Luc Ponty).


L'anno dopo esce il live-album Fillmore East - June 1971 (Bizarre/Reprise/Rykodisc, 1971), che è anche una sorta di concept satirico sulla vita delle rockstar.


Nel 1971 Zappa realizza il film 200 Motels, con 7 giorni di riprese e 11 giorni di post-produzione.
La colonna sonora, composta da Zappa in una settimana, esce in un doppio album dal titolo 200 Motels (United Artists/Rykodisc, 1971). Le tracce sono equamente divise tra composizioni rumoristiche avant-garde sulla scia di Varèse e Webern, composizioni orchestrali barocche e pompose, e canzonette melodiche satiriche. Ma non vengono mai raggiunte in sensibilità e coinvolgimento le passate opere di Zappa. 200 Motels pecca eccessivamente di dispersività e autoindulgenza per poter venire considerato qualcosa in più di una colonna sonora.


Il live-album Just Another Band from L.A. (Bizarre/Reprise/Rykodisc, 1972), registrato nel 1971, è degno di nota unicamente per l'opener Billy the Mountain, una parodia della rock-opera alla The Who, della durata di 25 minuti (ma con 5 minuti tagliati dai 30 originali, per poterla riuscire ad inserire in una facciata del vinile).


Zappa torna ai fasti del passato con i due album Waka/Jawaka (Bizarre/Reprise/Rykodisc, 1972) e The Grand Wazoo (Bizarre/Reprise/Rykodisc, 1971), composti e registrati contemporaneamente, ed entrambi influenzati pesantemente da Bitches Brew, album di Miles Davis uscito nel 1970 nonché uno dei massimi capolavori di sempre del jazz-rock.

Waka/Jawaka si apre con il capolavoro Big Swifty (17 minuti), dai molteplici cambiamenti ritmici (prima 7/8, poi 7/8 alternato a 6/8, infine 4/4), in un vortice jazz-rock ricchissimamente arrangiato (con la costante presenza dei corni a dare una timbrica avvolgente e vibrante) che incorpora anche elementi funk (a tratti la strumentazione elettrica) e swing (la chiusura); sublime il continuo dialogo delle chitarre con gli altri strumenti.
Seguono due tracce brevi, ovvero Your Mouth e It Just Might Be a One-Shot Deal, la prima un blues e la seconda un blues-country, ma arrangiate e suonate con strumentazione e piglio jazz.
Il quarto ed ultimo episodio è la title-track (11 minuti), altra grandiosa composizione jazz-rock, in cui la fanno da padrone le sonorità elettriche ed il drumming.
Il disco è un trionfo specialmente dei molti fiati (suonati da Sal Marquez, Joel Peskin, Mike Atschul, Bill Byers e Ken Shroyer), ma il resto della variegata strumentazione è utilizzato perfettamente per cambiare di continuo il sound.

The Grand Wazoo è una sorta di versione più matura, più melodica e meno istintiva di Waka/Jawaka. L'album tocca il proprio vertice espressivo nella title-track (13 minuti, piazzata in apertura), una fusione spettacolare di jazz e blues-rock, con un magistrale lavoro di arrangiamenti.
Il secondo capolavoro del disco è Eat that Question, una parodia sul tema di Erotico (pezzo scritto da Ennio Morricone per la colonna sonora del film La resa dei conti, di Sergio Sollima), che estremizza la decostruzione di ritmiche e armonie in una sorta di satira musicale del jazz stesso; eccezionale Aynsley Dunbar al drumming.
Gli altri episodi dell'album sono Cletus Awreetus-Awrightus (mood ottimista, melodie avvolgenti, orchestrazione vorticosa), la singhiozzante e variegata For Calvin (And His Next Two Hitch-Hikers), e la soffusa chiusura di Blessed Relief.
The Grand Wazoo contiene con tutta probabilità i capolavori compositivi di Frank Zappa nel genere jazz-rock per big-band.


Over-Nite Sensation (DiscReet Records/Rykodisc, 1973) e Apostrophe (’) (DiscReet Records/Rykodisc, 1974) sono al contrario composti da canzoni brevi, canoniche e melodiche, per lo più di tipo blues-rock (ma a tratti percorse da contaminazioni country, gospel, boogie).
La musica di Zappa torna ad essere funzionale soprattutto alle liriche satiriche e demenziali, musicalmente è un deciso passo indietro verso il semplicismo e la norma.
La virtuosistica Fifty-Fifty (con un eccellente assolo al violino elettrico suonato da Jean-Luc Ponty, un altrettanto ottimo assolo di tastiera di George Duke e una performance vocale beefheartiana di Ricky Lancelotti) e la comica Dinah-Moe Humm dal primo, così come le orecchiabili Don't Eat the Yellow Snow, Uncle Remus e Cosmik Debris dal secondo, sono pezzi ascoltabili e suonati con maestrìa, ma semplificano immensamente, costringendola entro limiti scomodi, la formula delle ben più complesse e vivaci composizioni presenti sui precedenti classici.
I due album diventeranno comunque tra i più popolari e venduti nella carriera di Zappa.


Decisamente migliore il poco successivo Roxy & Elsewhere (DiscReet Records/Rykodisc, 1974), registrato dal vivo tra il 1973 e il 1974 con una delle line-up più brillanti di sempre dei The Mothers of Invention, e ritornante ad un ottimo sound prog-rock e jazz-rock.
Su tutte le tracce, spiccano l'imprevedibile e irresistibilmente comica Cheepnis (originariamente scritta in previsione del mai prodotto musical Hunchentoot), il prog-rock jazzato Echidna's Arf (Of You) e i 17 minuti di chiusura di Be-Bop Tango (Of the Old Jazzmen's Church), degni dei migliori episodi di The Grand Wazoo.


One Size Fits All (DiscReet Records/Rykodisc, 1975), ancora prog-rock jazzato, torna verso strutture più semplici e melodie più immediate, tuttavia viene valorizzato da alcune composizioni eccellenti (come i 9 minuti d'apertura di Inca Roads) e da un sound raffinato e cristallino.
Captain Beefheart, riappacificatosi con Zappa, è guest all'armonica.


Bongo Fury (DiscReet Records/Rykodisc, 1975), registrato quasi interamente dal vivo tra il 1974 e il 1975, ha come ospite Captain Beefheart (ad arpa, armonica e voce) e come batterista, per la prima volta, Terry Bozzio (che Zappa farà tornare su diversi suoi dischi successivi); ma i pezzi, ad eccezione della buona opener Debra Kadabra e della chiusura Muffin Man (testo demenziale-comico, assolo di chitarra lacerante, cori di Beefheart), non brillano.


Zoot Allures (Warner Bros., 1976) esce direttamente per la major Warner Bros., e la musica si concentra su di un hard-rock raffinato ma modesto (con lievissimi spunti lounge e jazz che però affiorano solamente). Le liriche sono ancora una volta un insieme di satira e commedia.
Captain Beefheart è ancora una volta guest all'armonica.


Il successore avrebbe dovuto essere Läther, un quadruplo disco contenente tutte le composizioni meno commerciali di Zappa del periodo 1972-1977, confezionato per terminare il suo contratto discografico, ma l'operazione venne ostacolata dalla Warner Bros. (label di cui la Rykodisc era una branca), che preferì sparpagliare quei brani tra i dischi successivi Zappa in New York (1978), Studio Tan (1978), Sleep Dirt (1979), e Orchestral Favorites (1979).
Läther uscirà, nella sua forma originale, postumo nel 1996.


L'album live Zappa in New York (registrato nel 1976, pubblicato nel 1978) torna finalmente a mostrare un Zappa eclettico, fuori dagli schemi, e circondato da una delle line-up più esplosive di sempre (Terry Bozzio, Ray White, Eddie Jobson, Patrick O'Hearn, Ruth Underwood, Lou Marini, Tom Malone, Mike Brecker, Randy Brecker, Dave Samuels, Ronnie Cuber).
L'opera rende sicuramente meglio nella sua re-release uscita in doppio CD per un totale di 15 tracce, dal momento che la versione vinile del 1978, con 10 pezzi, fu accorciata e ritoccata dalla Warner.
Tra i vertici del lavoro l'opener Titties & Beer (con un dialogo esilarante tra Zappa ed il drummer Terry Bozzio), la leggendaria The Black Page (divisa in due tracce differenti, e considerata una delle composizioni per batteria più complesse e creative di sempre), e la grandiosa cavalcata prog-jazz-rock finale The Purple Lagoon (17 minuti).


Studio Tan (DiscReet/Rykodisc, 1978) contiene la lunghissima (20 minuti) e umoristica suite The Adventures of Greggery Peccary, non eccessivamente brillante e continuamente percorsa dalla voce narrante di Zappa. Ma i vertici sono la conclusiva RDNZL (8 minuti), una grandiosa e continuamente varia composizione jazz-rock, e Revised Music for Guitar and Low-Budget Orchestra (7 minuti), in cui Zappa rivisita il pezzo che aveva scritto per Jean-Luc Ponty quasi un decennio prima.


Sleep Dirt (DiscReet/Rykodisc, 1978) contiene registrazioni del periodo 1974-1976, ed è inficiato dalla mancanza di soluzioni di continuità (d'altronde i pezzi sono stati scelti e messi assieme dalla Warner). Il vertice è la conclusiva The Ocean Is the Ultimate Solution (13 minuti), ma sono godibili anche Filthy Habits (dagli eccellenti assoli chitarristici) e Regyptian Strut.


Sheik Yerbouti (Zappa/Rykodisc, 1979), primo album prodotto dalla sua nuova label personale Zappa Records, punta tutto sulla parodia musicale (ogni traccia è una satira dei vari generi di moda, dal blues-rock al prog-rock all'hard-rock al musichall) e lirica (i testi sono in primo piano, e sono tutti demenziali; già il titolo stesso è una parodia finto-araba della frase "shake your booty"). Il disco riesce ad elevarsi con qualche composizione a tratti brillante (su tutte Wild Love e Broken Hearts are for Assholes) e svariate liriche divertenti; di contro, i difetti sono la mancanza di pathos e incisività della gran parte dei pezzi, e l'autoindulgenza di Zappa soprattutto nelle parti chitarristiche (che, spesso tirate per le lunghe, annoiano), seppur vengano rinfrescate dall'apporto del nuovo membro temporaneo Adrian Belew, futuro membro fisso dei King Crimson.


Orchestral Favorites (DiscReet/Rykodisc, 1978) contiene i pezzi registrati nella Royce Hall della UCLA (University of California, Los Angeles) il 19 Settembre 1975, con la Abnuceals Emuukha Electric Symphony Orchestra (già messa assieme per Lumpy Gravy).
Si tratta di cinque episodi orchestrali bizzarri e stravaganti, che masticano le influenze sinfoniche auliche di Zappa contaminandole con le composizioni per "score" cinematografiche (Strictly Genteel è la rivisitazione di uno dei temi di 200 Motels, Pedro's Dowry sarebbe adatta ad un thriller-movie della Hollywood classica) e la musica folk per banda di paese. Il vertice è rappresentato dalla conclusiva Bogus Pomp (13 minuti), che cavalca con irruenza stili continuamente differenti, in una sorta di sintesi delle idee alla base della musica orchestrale zappiana, degna di entrare tra i suoi migliori lavori.


Il più accessibile doppio album Joe's Garage: Acts I, II & III (Zappa Records, 1979), originariamente rilasciato in due LP distinti (prima l'Act I, poi gli Acts II & III), è una rock-opera sulla storia di una garage-band, specie del suo leader e chitarrista Joe, e delle disavventure che compie all'interno di un opprimente e censorio sistema dittatoriale orwelliano che impone ai cittadini un'unica religione e un'unica musica.
Il disco ingloba nella formula zappiana tutti i generi nel frattempo diventati di moda (reggae, funk-disco, punk-rock), mantenendo intatte anche le sue influenze passate più "popolari" (surf-rock, blues-rock, pop). Nel complesso l'opera non riesce però a suonare originale (per via della troppa presenza di spunti sonori modaioli) ed incisiva (per via dell'eccessiva lunghezza) quanto avrebbe voluto.
Colpiscono più che altro i testi, a tratti geniali nella loro demenzialità e irriverenza, ma in ogni caso tra le molte tracce si elevano anche alcune vere perle: la catchy Joe's Garage, la lunga e raffinata Watermelon In Easter Hay, la comica ballad Sy Borg (che fa il paio con la demenza epica di Why Does It Hurt When I Pee?), gli 11 minuti di balzi stilistici di Packard Goose, il gran finale A Little Green Rosetta.
Doveroso citare la prima presenza del giovane e talentuoso Vinnie Colaiuta al drumming, che poi tornerà in Tinseltown Rebellion, Shut Up 'N' Play Yer Guitar, The Man From Utopia, e nei vari You Can't Do That on Stage Anymore.


A tratti molto più spigliato, ma complessivamente meno originale, il successivo Tinseltown Rebellion (Barking Pumpkin/Rykodisc, 1981); composto principalmente da canzoncine satiriche (a volte riuscite e trascinanti, come Fine Girl e la title-track), raramente evolve anche in territori più sperimentali (i 9 minuti di Easy Meat). Tutti i pezzi sono versioni ottimizzate in studio di registrazioni fatte durante i concerti del 1979 e del 1980.
Tinseltown Rebellion è anche il primo album di Zappa in cui compare come chitarrista anche il virtuoso Steve Vai, il quale sarà poi ospite su una dozzina di altri dischi zappiani.


Shut Up 'n Play Yer Guitar (Barking Pumpkin/Rykodisc, 1981) è un colossale album strumentale che esce in triplo disco di vinile per un totale di 107 minuti. Contiene improvvisazioni e variazioni chitarristiche di Zappa, registrate dal vivo tra il 1977 ed il 1980, ed in chiusura Canard Du Jour, una traccia del 1973 registrata assieme a Jean-Luc Ponty.
Eccessivamente prolisso e auto-indulgente, ha almeno il pregio di catturare la creatività ed il tecnicismo chitarristico dello Zappa "on stage", ma raramente riesce anche a coinvolgere. I vertici si trovano nel primo disco (le cavalcate five-five-FIVE, in 5/8-5/8-5/4, e Hog Heaven) e nell'ultimo (Return of the Son of Shut Up 'n Play Yer Guitar, Stucco Homes, Canard Du Jour).


Il successivo doppio album You Are What You Is (Barking Pumpkin/Rykodisc, 1981) è un calderone stilistico di musica popolare, anche più riuscito a livello compositivo del precedente Joe's Garage, che si muoveva su coordinate molto simili. La formula è quella di un pop-rock dalla produzione modaiola (il sound è tipico del pop-rock di quegli anni), ma anche inglobante in sé sfumature blues, soul, disco, funk, reggae, doo-wop, boogie. Le liriche, stavolta più riuscite del solito, sono ancora una volta preminentemente satiriche.
Tra i risultati più brillanti Teen-Age Wind (con una satira sulla voglia di "libertà" degli adolescenti), Theme from the 3rd Movement of Sinister Footwear, Beauty Knows No Pain, Dumb All Over (con una satira sui fanatismi religiosi), la title-track, Jumbo Go Away, Drafted Again.


Ship Arriving Too Late to Save a Drowning Witch (Barking Pumpkin/Rykodisc, 1982) è principalmente un album di pop-rock satirico. I vertici sono Valley Girl (ilare satira sulle adolescenti di Los Angeles), Teen-Age Prostitute, e Drowning Witch (12 minuti, un impasto riuscito di svariate forme stilistiche rock e pop).

Baby Snakes (Barking Pumpkin/Rykodisc, 1983) viene pubblicato nel 1983, ma è la colonna sonora del film Baby Snakes, registrato al New York City's Palladium Theater la notte di Halloween del 1977 e poi rilasciato nel 1979. I pezzi sono rivisitazioni live di tracce che compaiono anche in altri album di Zappa.


The Man from Utopia (Barking Pumpkin/Rykodisc, 1983) prosegue sulla stessa scia di You Are What You Is. Ma oltre alla satira riuscita di Cocaine Decisions ed al travolgente strumentale Tink Walks Amok, non offre affatto episodi brillanti.


London Symphony Orchestra, Vol. 1 (Barking Pumpkin/Rykodisc, 1983) contiene le ambiziose rivisitazioni, suonate dalla London Symphony Orchestra, di quattro pezzi di Zappa (Sad Jane, Pedro's Dowry, Envelopes, e Mo 'n Herb's Vacation, quest'ultimo spezzato in tre diversi movimenti).
La seconda parte, registrata nella medesima occasione, uscirà nel 1987.


Boulez Conducts Zappa: The Perfect Stranger (Angel/EMI, 1984) unisce le influenze neoclassiche di Zappa all'avant-garde elettronica. Tre tracce (The Perfect Stranger, Naval Aviation in Art?, e Dupree's Paradise) sono dirette dal compositore francese Pierre Boulez e dal suo Ensemble InterContemporain. Le restanti 4 tracce (The Girl in the Magnesium Dress, Love Story, Outside Now Again, e Jonestown) sono composte e registrate da Zappa al suo Synclavier.
Si tratta di un gradito ritorno delle influenze di Igor Stravinsky ed Edgard Varèse nelle composizioni di Zappa.


Them or Us (Barking Pumpkin/Capitol/Rykodisc, 1984) contiene 14 tracce che spaziano da un pop-rock retrò (sottolineato dall'opener The Closer You Are, cover di una vecchia hit dei The Channels, e dalla chiusura Whippin' Post, cover di un pezzo dei The Allman Brothers), ad un hard-rock condotto dagli assoli chitarristici di Zappa e Steve Vai (tutti prolissi e noiosi, ad eccezione forse della parte finale di Stevie's Spanking), a brevi episodi bizzarri e demenziali.
Complessivamente il disco è poco incisivo ed eccessivamente farsesco; nemmeno le due lunghe suite (Sinister Footwear II e Marqueson's Chicken) riescono a coinvolgere, a causa anche della produzione piatta e modaiola.


Thing-Fish (Barking Pumpkin/Capitol, 1984), rilasciato in triplo vinile, è un concept-album basato sul Tuskegee Experiment (il celebre studio clinico sulla sifilide effettuato tra il 1932 e il 1972), in origine pensato per un musical di Broadway poi mai prodotto.
La maggior parte dell'opera è costituita da tracce già registrate in passato, pesantemente editate in studio tramite overdub ed effetti. L'album suona terribilmente piatto ed eccessivamente prolisso.


Francesco Zappa (Barking Pumpkin/Rykodisc, 1984) è un album in cui Frank Zappa rivisita alcune composizioni da camera di Francesco Zappa, violoncellista e compositore italiano della seconda metà del 1700 (non è noto se i due siano anche parenti). L'idea stravagante e originale non viene compensata da un'altrettanta brillantezza nelle rivisitazioni, le quali suonano troppo simili tra loro nonché piuttosto piatte (d'altronde sono tutte suonate solamente al Synclavier).


The Old Masters Box One (Barking Pumpkin, 1985) raccoglie i primi 5 album di Frank Zappa, più un sesto album (intitolato "Mistery Disc") con materiale precedentemente rilasciato solo su bootleg.


Frank Zappa Meets the Mothers of Prevention (Barking Pumpkin/Capitol/Rykodisc, 1984) è un concept-album nato come satira alla PMRC, ovvero la ridicola lobby fondata lo stesso anno da Tipper Gore (moglie del senatore Al Gore) per proteggere dei presunti "valori etici" che la musica rock era accusata di "attaccare". Il concept è condivisibile, ma le composizioni sono di livello qualitativo molto basso; Zappa continua ad utilizzare pesantemente il Synclavier (come già su Boulez Conducts Zappa: The Perfect Stranger e su Francesco Zappa), appiattendo il sound complessivo, e in generale le composizioni non sono mai minimamente brillanti.


Does Humor Belong in Music? (EMI/Rykodisc, 1986) è un trascurabile album live, registrato dai concerti di fine 1984.


The Old Masters Box Two (Barking Pumpkin, 1986) raccoglie i dischi Uncle Meat, Hot Rats, Burnt Weeny Sandwich, Weasels Ripped My Flesh, Chunga's Revenge, Fillmore East, June 1971 e Just Another Band From L.A., più un ulteriore "Mistery Disc" di materiale precedentemente non rilasciato.


Jazz from Hell (Barking Pumpkin/Capitol/Rykodisc, 1986) è un esperimento bizzarro ma riuscito: 7 tracce su 8 sono composte, suonate ed arrangiate dal solo Zappa al suo Synclavier, tuttavia per la prima volta l'esperimento sintetico convince, grazie all'estrema cura con la quale Zappa scrive il materiale. La title-track, G-Spot Tornado, Night School e Damp Ankles sono gli episodi migliori, delle mini-opere di bizzarra ed esplosiva musica elettronica; peccato solo per i suoni, non certo eccellenti.
St. Etienne
è l'unica traccia registrata (dal vivo, tra l'altro) con strumenti tradizionali (assieme a Steve Vai, Ray White, Tommy Mars, Bobby Martin, Ed Mann, Scott Thunes e Chad Wackerman).


London Symphony Orchestra, Vol. 2 (Barking Pumpkin/Rykodisc, 1987) è la seconda parte del disco uscito nel 1983, contenente alcune rivisitazioni della London Symphony Orchestra di brani scritti da Zappa.
Il secondo volume include Bogus Pomp (24 minuti), Bob in Dacron (12 minuti), e Strictly Genteel (7 minuti).


The Old Masters Box Three (Barking Pumpkin, 1987) raccoglie gli album Waka/Jawaka, The Grand Wazoo, Over-Nite Sensation, Apostrophe ('), Roxy & Elsewhere, One Size Fits All, Bongo Fury, e Zoot Allures.


Guitar (Barking Pumpkin/Capitol/Rykodisc, 1988) raccoglie in un doppio vinile 19 estratti strumentali da concerti del periodo 1979-1984, per un totale di 81 minuti; è il successore concettuale di Shut Up 'n Play Yer Guitar, con il quale condivide anche l'anima prolissa e tediosa (tutte le tracce sono estratti live basati solamente su assoli chitarristici).
Nel 1995 è stato ristampato in un doppio CD, espandendolo a 32 tracce per un totale 132 minuti.


You Can't Do That on Stage Anymore è una titanica raccolta che testimonia una serie di concerti registrati tra il 1965 ed il 1988.
Uscirà per la Rykodisc tra il 1988 ed il 1992 in sei differenti volumi, ognuno comprendente un doppio disco.
Nel 1988 vengono rilasciati You Can't Do That on Stage Anymore, Vol. 1 e You Can't Do That on Stage Anymore, Vol. 2.


Il leggendario tour del 1988, con una delle sue migliori line-up di sempre, viene registrato e raccolto su Broadway the Hard Way (Barking Pumpkin/Rykodisc, 1988), The Best Band You Never Heard in Your Life (Barking Pumpkin/Capitol/Rykodisc, 1991), e Make a Jazz Noise Here (Barking Pumpkin/Capitol/Rykodisc, 1991).
Broadway the Hard Way raccoglie per lo più gli inediti (incentrati sulla satira politica), The Best Band You Never Heard in Your Life raccoglie pezzi classici e molte cover (tra le quali spicca una rivisitazione bizzarra di Stairway to Heaven dei Led Zeppelin), e Make a Jazz Noise Here raccoglie per la maggiore pezzi classici.
Il migliore dei tre dischi è probabilmente il terzo, con citazioni da Igor Stravinsky e Béla Bartók, drumming più jazzato e comparsate live al Synclavier; gli altri due raramente escono da un divertissement tutto sommato prevedibile e manierista.


Nel 1989 esce You Can't Do That on Stage Anymore, Vol. 3, seguìto nel 1991 da You Can't Do That on Stage Anymore, Vol. 4.


Beat the Boots (Rhino, 1991) e Beat the Boots II (Rhino, 1992) sono due colossali raccolte, che uniscono in due uscite ben 15 bootleg. Ma il materiale è di qualità appena sufficiente o scarsa, buono solamente per fan e collezionisti.


Nel 1992 escono You Can't Do That on Stage Anymore, Vol. 5 e You Can't Do That on Stage Anymore, Vol. 6, che concludono l'omonima saga di doppi dischi live testimonianti il periodo 1965-1988.


Playground Psychotics (Barking Pumpkin/Capitol/Rykodisc, 1992) è un doppio album che raccoglie alcune registrazioni live del periodo 1970-1971, a tratti anche divertenti (le prime 11 tracce del primo disco).


Ahead of Their Time (Barking Pumpkin/Rhino/Warner Bros./Rykodisc, 1992) testimonia un ottimo concerto alla Royal Festival Hall di Londra, tenutosi il 28 Ottobre 1968.


The Yellow Shark (Rykodisc, 1993) raccoglie le performance di 19 pezzi di Zappa da parte dell'Ensemble Modern di Francoforte, eseguite e registrate live nel Settembre 1992.


Frank Zappa scompare il 4 Dicembre 1993.


Civilization, Phaze III (Barking Pumpkin, 1994) fu l'ultimo album che Zappa riuscì a completare, ma uscì postumo.
Il doppio disco completa un progetto abbozzato e parzialmente registrato nel 1967, e contiene una serie di brani strumentali sperimentali (suonati da Zappa ancora una volta al Synclavier, come in Jazz from Hell) intermezzati da alcuni dialoghi bizzarri recitati, all'interno di un pianoforte, da varie persone. Il risultato è uno degli esperimenti più avanguardisti e drammatici di Zappa, una serie di affreschi minimali che studiano la forma del collage di suoni, atmosfere, simboli, dialoghi, con vertice nelle lunghe composizioni N-Lite (18 minuti), Dio Fa (8 minuti), e Beat the Reaper (15 minuti). La chiusura Waffenspiel è un affresco di suoni stradali e ambientali.
L'opera suona quasi come un vero e proprio testamento spirituale.


Tra le altre release postume sono da citare almeno: The Lost Episodes (Rykodisc, 1996), che raccoglie una trentina di rarità registrate dal 1958 al 1992; Have I Offended Someone? (Rykodisc, 1997), compilation pensata da Zappa stesso, che raccoglie i suoi pezzi più satirici; Mystery Disc (Rykodisc, 1998), che raccoglie i due "Mistery Disc" di inediti usciti nei primi due volumi degli "Old Masters Box"; Everything Is Healing Nicely (UMRK, 1999), che raccoglie le registrazioni del 1991 assieme all'Ensemble Modern, come preparazione a The Yellow Shark; Imaginary Diseases (Zappa Records, 2006), con registrazioni live del 1972; The Dub Room Special (Zappa Records, 2007), colonna sonora dell'omonimo film rilasciato nel 1982 e testimoniante un concerto del 1974 ed uno del 1981.




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