Frank Zappa è stato uno dei compositori più innovativi e creativi del 1900.
Se una giustizia esiste, il suo nome sarà ricordato nei libri di storia accanto a quello dei maggiori genii musicali della sua epoca, data la mole di opere rivoluzionarie con cui ha demolito sistematicamente tutti i confini tra qualsiasi "genere", portandoli verso contaminazioni totali sempre interessanti e talvolta sublimi, sperimentando qualsiasi idea musicale che trovasse compatibile con la propria visione dell'arte, e utilizzando come collante un debordante spirito satirico e anarchico.
Frank Vincent Zappa nasce
nel 1940 a Baltimora (Maryland, USA), da genitori di origini italiane
(il padre Francis Zappa, di famiglia greco-araba, era nato in Sicilia
ed aveva trovato lavoro come matematico e chimico per la difesa americana;
la madre Rose Marie Colimore era per tre quarti italiana).
La sua formazione musicale inizia con le band rhythm'n'blues all'età
di 12 anni, per poi spaziare in breve verso la classica modernista (Edgard
Varèse, Anton Webern), i lavori neoclassici di Igor Stravinsky,
il doo-wop, il jazz. Mostra da subito un'insofferenza per le mode
musicali mainstream passeggere, e una notevole apertura mentale
nell'apprezzare allo stesso modo tutto il resto della musica.
Il suo primo strumento è la batteria (scelta perché influenzato dalle composizioni
ritmiche neoclassiche), che suona nei The Ramblers (la sua
prima band, alla High School).
Nel 1956 cambia scuola (in totale cambierà almeno 6 volte
High School) e conosce Don Van Vliet (che successivamente verrà
soprannominato Captain Beefheart
dallo stesso Zappa, soprannome che Van Vliet utilizzerà a vita
come nome d'arte) e Euclid James Sherwood (musicista dei The Blackouts,
band a cui Zappa si unisce, ancora una volta alla batteria).
Nel 1957 Zappa riceve in regalo la prima chitarra elettrica, alla quale si applica
influenzato da bluesmen come Johnny "Guitar" Watson, Howlin' Wolf e Clarence "Gatemouth" Brown.
Si diploma nel 1958; qualche mese più tardi lascia il college,
disgustato dagli insegnamenti scolastici formali.
Negli anni successivi si guadagna da vivere nel campo pubblicitario
(per un breve periodo), nonché come compositore per colonne
sonore cinematografiche e per artisti locali. Con gli introiti, Zappa
riesce a comprare al produttore Paul Buff il suo studio di registrazione
a Rancho Cucamonga (California), al quale si interessa per la presenza
di un registratore a 5 tracce costruito da Buff stesso (quando la
stragrande maggioranza della musica veniva registrata ancora su un
2-tracce). Zappa rinomina lo studio "Studio Z", e vi trascorre
anche 12 ore al giorno sperimentando tecniche di overdub.
Nel 1965 Zappa viene incarcerato per 10 giorni con l'assurda accusa di smerciare
materiale pornografico, a seguito di una sua registrazione a sfondo
ludico-erotico che fa l'errore di vendere al membro di una "vice
unit". L'episodio farà accrescere notevolmente il suo
odio verso l'autoritarismo.
Lo stesso anno, Zappa viene chiamato da Ray Collins a suonare la chitarra
elettrica nella sua band rhythm'n'blues di Los Angeles, i The
Soul Giants. Zappa presto diventa il principale compositore della
band, la quale cambia nome in The Mothers (un'abbreviazione
gergale che sta per "mother fuckers").
Il gruppo viene messo sotto contratto nel 1966 da Tom Wilson (già
produttore di Bob Dylan) per la Verve Records
(etichetta di tradizione modern-jazz e molto attenta al pop e al rock
sperimentali, tanto che poco successivamente pubblicherà anche i primi due album dei The Velvet Underground). La label impone alla band di cambiare il proprio nome
in un meno volgare The Mothers of Invention.
Il debutto della band, intitolato Freak Out! (Verve/MGM,
1966), è uno dei primi album doppi (uscito pochi mesi dopo
il più celebre Blonde on Blonde di Bob
Dylan, che gli ruba il primato per un soffio) del mercato discografico, nonché uno dei primi concept-album mai pubblicati (dove il concept è
rappresentato dal filo rosso che lega tra loro tutti i brani, ovvero la
satira programmatica che Zappa fa della cultura musicale commerciale),
anche se non il primo in assoluto né in generale (The Genius Hits the Road di Ray Charles, ad esempio, era uscito nel 1960), né restringendo il campo alla sola musica "bianca" (già Blonde on Blonde
di Dylan e Sings the Ballads of the True West di Johnny Cash potevano difatti essere considerati dei concept).
La prima metà di Freak Out! si prodiga in brani brevi
e melodici che parodiano doo-wop, pop-rock e blues-rock: Zappa scrive
melodie catchy, che potrebbero benissimo diventare hit di massa, ma
le fa interpretare alla band tramite un'attitudine demenziale, dissacrante,
liberatoria, distorcendole e contaminandole (arrangiamenti
barocchi, improvvisi cambi di ritmo, polifonie grottesche, a tratti
dissonanze, e una costante vena lirica corrosiva e satirica). I vertici
di questa prima parte sono la travolgente opener Hungry Freaks, Daddy (con un grandioso riff di chitarra, che anticipa di un paio d'anni il boom dell'hard-rock),
Who are the Brain Police? (spezzata da improvvise
esplosioni cacofoniche, che si trascinano poi in dissonanze e ribollimenti
febbricitanti), Wowie Zowie (arrangiamenti scoppiettanti,
liriche demenziali), e Any Way the Wind Blows (satira
del folk-rock e del rock'n'roll popolare), mentre la massima parodia
di doo-wop e Merseybeat è rappresentata dalla melodica
e caustica Go Cry on Somebody Else's Shoulder.
La seconda parte del disco evolve nella naturale conseguenza di tali
premesse: dopo aver parodiato la canzone pop-rock ed averne sconvolto
le caratteristiche classiche, Zappa mostra al pubblico cosa esiste oltre essa.
Il blues sporco e strascicato di Trouble Every Day
(degno dei futuri migliori blues selvaggi di Captain
Beefheart), dedicato ai "riots" di Watts, introduce
le successive Help, I'm a Rock (incredibile pezzo
psichedelico in cui vanno a fondersi sovraincisioni continue, esplosioni
rumoristiche, nenie mediorientali, deliri vocali dementi, ed infine
un orgasmo femminile sopra ad un baccanale di percussioni e voci animalesche),
It Can't Happen Here (un calderone di sovraincisioni
vocali, interrotto a metà da un jazz a singhiozzo), e The
Return of the Son of Monster Magnet (la summa totale delle
influenze sonore del disco: 12 minuti in cui confluiscono pop, jazz, rock e cacofonie, rielaborati e distorti con un curatissimo lavoro in studio di overdub; verso la fine tornano anche gli orgasmi e
le voci animalesche di Help, I'm a Rock, seguìti
da contrasti dissonanti, nuovi campionamenti, nastri che scorrono al contrario
e poi a velocità doppia, e altre amenità sonore). Queste
ultime tre tracce sono anche influenzate, a livello musicale, dai
collage satirici e caotici dei primissimi The Fugs, e a livello teorico dal cut-up letterario di William Burroughs, molto prima che da precedenti musicali più intellettuali (Pierre Henry, Karlheinz Stockhausen).
Freak Out! è un debutto grandioso: riprende le idee alla base della pop-art, convertendole alla composizione musicale, dissacra con umorismo iconoclasta
il mercato commerciale pop e rock dei 1960s, segna la nascita concettuale
dell'arte del collage musicale totale, comprendente tutti i "generi" e le fonti sonore immaginabili (traguardo estremo che Zappa si pone per primo, e che influenzerà
generazioni infinite di musicisti rock e avanguardisti). L'unico suo grosso difetto è che compie l'operazione in maniera molto grezza,
e a tratti anche poco incisiva (alcune tracce della prima metà
del disco sono decisamente troppo canoniche rispetto agli episodi più sperimentali della seconda parte). Ma Zappa avrà modo di esplorare
e raffinare lungo la sua carriera tutti i percorsi aperti da questo
disco di debutto.
L'ingresso discografico di Frank Zappa nella storia della musica rende il rock'n'roll e il Merseybeat immediatamente obsoleti, e fa impallidire la prima ondata dello psychedelic-rock con annessa la cultura "flower power", evidenziandone la ruffiana
natura modaiola, oltre che i limiti strutturali e mentali (operazione di satira e critica che sarà poi portata al massimo risultato nel terzo album We're Only in It for the Money).
Freak Out! resta un album dal valore storico enorme, ma esso è
ancora più simbolico che compositivo: i due successivi album di Zappa
presenteranno esperimenti psichedelici di gran lunga più azzardati,
ciononostante il disco di debutto resta il primissimo manifesto programmatico
dell'abbattimento delle barriere tra musica popolare, decostruita
e massacrata, e musica d'avanguardia; si tratta del primo passo lungo un percorso che
Zappa proseguirà abbattendo anche tutte le restanti barriere
tra musica "alta" e "bassa".
Il secondo album Absolutely Free viene registrato lo stesso anno, ma esce per la Verve/Rykodisc nel 1967. Il disco rappresenta la liberazione
totale dagli schemi strutturali presenti nella prima parte di Freak
Out!, e si cala alla perfezione nel calderone creativo totale
programmato da Zappa.
Tutte le tracce mostrano le eccezionali qualità compositive
di Zappa (in melodie, polifonie, assoli), allo stesso modo delle
sue qualità satiriche (il disco è completamente dedicato
al consumismo americano, sin dalla programmatica opener Plastic
People) e dei suoi collage stilistici imprevedibili e universali
(nella formula finiscono blues-rock, pop, free-jazz, avant-garde,
yodeling, vaudeville, classica, doo-wop).
Tutte le tracce fluiscono l'una nell'altra senza sosta, toccando vertici
compositivi in Call Any Vegetable (demenziale sequenza
inesorabile di cambi stilistici e ritmici), Big Leg Emma (parodia del rock'n'roll melodico), Why Don'tcha Do Me Right? (un blues-rock graffiante), America Drinks (un jazz
sconnesso e ubriaco), Status Back Baby (un'orgia
di chitarra e fiati), Brown Shoes Don't Make It (7 minuti e mezzo, l'episodio
più sperimentale sul piano stilistico, e forse più provocatorio
sul piano lirico).
Diverse sono le citazioni da Stravinsky disseminate lungo le composizioni, ad esempio la breve Amnesia Vivace cita L'Oiseau de feu e Le Sacre du Printemps; la frenetica cavalcata blues di Invocation & Ritual Dance
of the Young Pumpkin, oltre a citare Jupiter, the Bringer of Jollity dalla The Planets di Gustav Holst, è oltretutto uno dei brani che più
di ogni altro influenzeranno lo sviluppo di psychedelic-rock e progressive-rock
(ma un po' tutto il disco rappresenta uno dei primissimi pilastri
di quello che verrà molto in seguito chiamato prog-rock).
L'album si chiude con il languido lounge di America Drinks & Goes Home, contenente campionamenti di folle vociferanti
e registratori di cassa, a rappresentare l'ennesima triste vittoria
del consumismo di massa.
Il terzo album è We're Only in It for the Money (registrato nel 1967, pubblicato nel 1968). Il disco viene ideato come una
risposta al fatto che l'album pop-rock Sgt. Pepper's Lonely Hearts
Club Band dei The Beatles, uscito l'anno precedente,
sia stato marketizzato come il primo concept-album della storia (quando
Zappa ne aveva già composti due), nonché come ricco
di sperimentalismi psichedelici (quando Zappa aveva già sperimentato
con le composizioni ed il rumore in maniere infinitamente più azzardate e creative). La stessa copertina di We're Only in It
for the Money è una geniale parodia freak di quella di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band.
Tutto l'album è una continua satira della controcultura dei
1960s e dei suoi tratti musicali caratteristici: Zappa confeziona
una serie di 18 mini-affreschi della durata oscillante tra il mezzo
minuto e i tre minuti, che mettono assieme rivisitazioni allucinate
degli stilemi della musica di massa (Merseybeat, surf-rock, psychedelic-pop),
interrotte da campionamenti inquietanti e rumoristici. La 19esima
traccia, The Chrome Plated Megaphone of Destiny, è anche l'unica composizione di durata non breve, e chiude
il disco con i suoi 7 minuti di inquietanti sperimentalismi sonori.
We're Only in It for the Money, a livello musicale, abbatte anche
le ultime barriere strutturali presenti nei due dischi precedenti,
inglobando del tutto la forma "libera" e rumoristica
delle avanguardie e del free-jazz (che viene alla luce soprattutto
nella seconda metà dell'opera), ed utilizzandola per distorcere
l'abituale colonna sonora di una controcultura divenuta la parodia
di se stessa a causa della propria commercializzazione; è per
tale motivo che Zappa, tra l'altro, ricorre continuamente al citazionismo
ed al campionamento (l'esempio più lampante è Flower
Punk, una parodia esilarante della Hey Joe di Jimi
Hendrix: "Hey punk, where you goin with that flower in your hand? Well, Im goin up to Frisco to join a psychedelic band. Hey punk, where you goin with that button on your shirt? I'm goin' to the love-in to sit and play my bongos in the dirt [...] It's wonderful to feel that I'm doing something for the kids [...] The youth of america today is so wonderful and I'm proud to be a part of this gigantic mass deception [...] Boy, this is really exciting, making a rock & roll record, I can't even wait until our record comes out and teen-agers start to buy it: we'll all be rich and famous! And when my royalty check comes, I think I'm going to buy a Mustang... no, I think I'll... I think I'll get a corvette").
Tutto l'album è percorso da una pesante carica di pessimismo,
molto maggiore rispetto ai precedenti lavori di Zappa, che viene
sublimata nelle liriche di Mom & Dad ("Mama!
Mama! Someone said they made some noise, the cops have shot some girls
and boys. You'll sit home and drink all night, they looked too weird:
it served them right. Ever take a minute just to show a real emotion
in between the moisture cream and velvet facial lotion? Ever tell
your kids you're glad that they can think? Ever say you loved 'em?
Ever let 'em watch you drink? Ever wonder why your daughter looked
so sad? It's such a drag to have to love a plastic mom and dad"), What's the Ugliest Part of Your Body? ("What's
the ugliest part of your body? Some say your nose, some say your toes...
but I think it's your mind"), Absolutely Free ("Unbind your mind, there is no time to lick your stamps
and past them in, discorporate and we'll begin. Freedom! Freedom!
Kindly loving! You'll be absolutely free, only if you want to be"),
così come nelle atmosfere nichiliste di The Chrome
Plated Megaphone of Destiny e Are You Hung Up? (rispettivamente in chiusura e apertura).
Mother People è un altro anthem "freak" sulla scia di Hungry Freaks, Daddy, ed è uno dei vertici di comicità melodica (con voce alzata di pitch per assomigliare a quella di John Lennon, e strofe imitanti i The Beatles).
Il disco è anche il primo in cui alla line-up dei The Mothers
of Invention si aggiunge il polistrumentista avant-garde Ian
Underwood (qui a pianoforte e tastiere).
Appena 4 mesi dopo, esce il quarto album Lumpy Gravy (registrato nel 1967, pubblicato nel 1968), il suo esperimento più azzardato,
raffinato e bizzarro sino a quel momento. Il disco è composto
solo da due lunghissime suite, Lumpy Gravy Part One e Lumpy Gravy Part Two, di 16 minuti circa a testa;
tali suite sono un continuo flusso di coscienza organizzato nella forma del collage sonoro, in cui convergono
soprattutto le influenze free-jazz (la struttura rimanda chiaramente
a Free Jazz di Ornette Coleman e Ascension di John
Coltrane), avant-garde (Edgard Varèse) e neoclassiche (Charles Ives come modello, Igor Stravinsky nelle parti orchestrali) di Zappa.
La serie impressionante di mini-composizioni utilizza come collante
molti intermezzi di musique concrète o di dialogo (rendendo esplicita anche l'influenza di Pierre Henry), e a tratti
riutilizza per brevi momenti alcuni temi musicali che già comparivano nel precedente We're Only in It for the Money.
Per il disco, Zappa raduna quasi 70 diversi musicisti e sessionmen
(tra cui naturalmente i The Mothers of Invention stessi), radunandoli sotto quella che poi definirà la Abnuceals Emuukha Electric Symphony Orchestra, capitanata da Sid Sharp
nella parte di direttore d'orchestra (ma sempre sotto la supervisione di Zappa stesso, sostanzialmente co-direttore), estraendoli però appositamente dagli
ambienti del jazz, del rock e delle colonne sonore cinematografiche, non dagli ambienti classici, seguendo quindi il proprio
ideale compositivo anti-accademico.
La suite Lumpy Gravy Part One è decisamente
la più riuscita tra le due (soprattutto nei suoi primi 5 minuti
e nei suoi ultimi 5 minuti), mentre la seconda Lumpy Gravy
Part Two è minata da eccessivi intermezzi parlati,
anche se riesce comunque a raggiungere a tratti brevi picchi compositivi
(verso metà e poi verso gli ultimi 2 minuti, che riutilizzano
un motivetto surf-rock già presente in We're Only in It
for the Money); in generale, lungo la seconda metà dell'album appare chiara la natura auto-indulgente dell'opera, che la trattiene dal diventare un capolavoro, e la fa restare un esperimento innovativo e originale apprezzabile più nel suo valore teorico che in quello pratico.
Il quinto disco Cruising with Ruben & the Jets (Verve/Bizarre, 1968) è il lavoro con cui Zappa al tempo stesso
omaggia e parodia il genere del doo-wop, che ha avuto una forte influenza
sulla sua vena melodica. L'album presenta una serie di classici motivetti
doo-wop, a tratti contaminati da alcuni marchi neoclassici (improvvisi
"salti" armonici e ritmici), con cui Zappa riesce a guadagnarsi alcuni
airplay radiofonici. Questo revival "zappiano" del pop-rock
dei 1950s influenzerà il ritorno sulle scene di Elvis Presley,
Chuck Berry e Bo Diddley.
Il sesto disco Uncle Meat (registrato nel 1967-1968, pubblicato nel
1969), un doppio album, raccoglie la musica composta per l'omonimo
ed allora ancora incompleto lungometraggio dei The Mothers of
Invention, che verrà poi terminato appena nel 1987. Il
lavoro segna anche la fine del sodalizio con la Verve Records, fatto
che si nota nella produzione molto più pulita e dettagliata
delle tracce.
La doppia opera, quasi interamente strumentale, abbandona il concetto
di "collage" alla base dei primi dischi di Zappa, per evolvere
verso un approccio alla composizione estremizzante alcuni degli stilemi
del jazz: i temi musicali principali sono pochi, ma sono ripresi e
variati in continuazione, in una sorta di rivisitazione continua e
pressoché infinita; ma tali variazioni spesso sono talmente creative
da rendere le similarità compositive irriconoscibili, soprattutto
nella gigantesca e spettacolare suite King Kong (composta
da 6 tracce per un totale di 18 minuti, a tratti registrata in studio,
a tratti registrata live, a tratti improvvisata, e poi editata completamente
in post-produzione), che occupa interamente l'ultima parte del disco.
E se King Kong è il capolavoro della seconda
parte, nella prima parte sono presenti le eccellenti Dog Breath,
in the Year of the Plague (una variazione esplosiva e senza
soste di un unico tema), Prelude to King Kong (un'immersione
poliritmica nel free-jazz), Mr. Green Genes (uno dei picchi per
quanto riguarda la raffinatezza degli arrangiamenti), The
Air (doo-wop con parti vocali manipolate in post-produzione), Nine Types of Industrial Pollution (un mix di musique
concrète alla Pierre Schaeffer e rhythm'n'blues), Project
X (un esperimento sulle dissonanze, condotto nella prima metà principalmente dalle percussioni di Art Tripp e nella seconda metà da fiati e tastiere), il doo-wop comico Electric Aunt Jemima, il catchy jazz-pop-rock Cruising for Burgers, l'apertura neoclassica Uncle Meat: Main Title Theme e le continue variazioni jazz-rock di The Uncle Meat Variations.
Uncle Meat rappresenta anche il massimo vertice raggiunto
dall'eclettismo di Ian Underwood (qui a clarinetto, flauto, pianoforte,
clavicembalo, sax alto, sax baritono, organo elettrico) e Art Tripp
(qui a percussioni, marimba, xilofono, campane, timpani, vibrafono).
Uncle Meat dimostra che Frank Zappa non ha esaurito ciò che aveva da dire con i primi quattro dischi, conianti la forma psichedelica
freak ed il collage musicale totale; Uncle Meat rivela invece
l'ambizione più alta di Zappa, ovvero quella di strutturare
una forma d'avanguardia jazz-rock estremamente contaminata, e riassumente
in sé tutti i "segni" della civiltà americana
del 1900, dai più classici e aulici ai più popolari
e triviali. Una sorta di ripresa ed aggiornamento "pop art" delle idee musicali di Charles Edward Ives.
Nello stesso periodo in cui registra Uncle Meat, Frank Zappa
produce anche Trout Mask Replica, il capolavoro di Captain
Beefheart (con il quale in quell'occasione torna in contatto dopo
qualche anno di separazione); entrambi gli album usciranno nel Giugno
1969.
La versione su CD di Uncle Meat uscirà nel 1987, e
conterrà anche due estratti sonori (per un totale di 40 minuti)
dall'omonimo film appena completato, nonché l'inedita traccia Tengo Na Minchia Tanta, un prog-hard-rock demenziale
fatto cantare in italiano da Massimo Bassoli.
Il settimo disco Hot Rats (Bizarre/Reprise/Rykodisc,
1969) esce lo stesso anno, dopo che Zappa scioglie la formazione dei The Mothers of Invention a causa di una precaria situazione
finanziaria (ma la riformerà, con line-up continuamente differenti,
per alcuni album futuri). Zappa prosegue da solista, assieme a pochi
fidati collaboratori (tra cui il grandissimo Ian Underwood).
Hot Rats è la risposta "zappiana" alle innovative
forme progressive-rock nate con la poco precedente uscita Tommy dei The Who, e soprattutto con la fusion jazz-rock
dell'omonimo debutto dei The Soft Machine (uscito nel 1968). Si può dire che Hot Rats rappresenti
la visione personale di Zappa nei confronti della fusion jazz-rock "progressiva", che qui viene contaminata senza però mai rinunciare ad una bellezza compositiva pulita, geometrica e brillante.
Zappa abbandona il pastiche, il nichilismo avant-garde, il caos compositivo
dell'eccezionale calderone di Uncle Meat, e in un certo senso "regredisce" ad una forma musicale sicuramente raffinata
ma che non suona più completamente "unica" come invece
erano le sue opere precedenti.
Il vertice di originalità, in Hot Rats, è raggiunto
lungo i 17 minuti della suite The Gumbo Variations,
durante i quali Zappa contamina la fusion jazz-rock con la musica
da camera (facendo suonare a Don "Sugarcane" Harris intricati
pattern al violino); l'altro apice compositivo è Son
of Mr. Green Genes, con un sublime dialogo tra chitarre blues-rock
(di Zappa), pianoforte (di Underwood) e fiati (sempre di Underwood).
Sono anche le due tracce in cui batteria e percussioni vengono suonate
da Paul Humphrey.
Negli altri episodi, Zappa si dedica al virtuosismo chitarristico
fine a se stesso (Willie the Pimp, nella quale
c'è anche una breve apparizione vocale di Captain
Beefheart, rendendola così l'unica traccia non strumentale
dell'album, viene aperta da un travolgente giro di chitarra e violino, ma presto evolve in un infinito e indisturbato assolo chitarristico, che forse rimarrà anche il più celebre della carriera di Zappa), o alla variazione tematica (nell'opener dal sapore neoclassico Peaches En Regalia,
la quale è però lontanissima dalle continue variazioni
anarchiche di Uncle Meat: qui Zappa punta più che
altro su orecchiabilità melodica e sound avvolgente).
Nella conclusiva It Must Be a Camel compare al violino
il jazzista Jean-Luc Ponty.
Hot Rats esce esattamente due giorni prima di In
the Court of the Crimson King, il debutto dei King
Crimson che definirà completamente le coordinate del prog-rock.
Le restanti tracce registrate con i The Mothers of Invention nel 1969 vengono pubblicate nei due album strumentali Burnt Weeny Sandwich (Bizarre/Reprise/Rykodisc, 1970) e Weasels Ripped My Flesh (Bizarre/Reprise/Rykodisc, 1970).
L'eccezionale Burnt Weeny Sandwich è registrato per
la maggiore in studio, e ha i suoi vertici in Igor's Boogie,
Phase One e Igor's Boogie, Phase Two (brevi composizioni
di sapore neoclassico, ispirate da Igor Stravinsky), Overture
to a Holiday in Berlin e Holiday in Berlin, Full Blown (con un grandioso lavoro di arrangiamenti), Theme from Burnt Weeny Sandwich, ma soprattutto nei
19 minuti della grandiosa suite The Little House I Used to
Live In, un capolavoro con magistrali pattern di tastiere, chitarre e violino.
Si tratta di uno dei dischi più brillanti, ricchi, cromatici e vivaci di Zappa, teso a unire con sapienza il jazz-rock, la canzone melodica e il proprio spirito classicista, senza mai cedere ad eccessi melodici così come ad eccessi dissonanti, in un equilibrio di perfezione formale sempre fluido, allo stesso tempo sia sperimentale che dal sapore classico.
La conclusiva Valarie, cover dei Jackie & the Starlites, completa il vasto calderone stilistico con una vera e propria "pop song".
Weasels Ripped My Flesh è invece per metà registrato
dal vivo, ed evidenzia a tratti le sperimentazioni più rumoristiche
della band: Didja Get Any Onya (registrata live,
con una serie di follie freak tra versi umani, ritmiche caotiche e la fantastica performance free-jazz di Buzz Gardner agli ottoni), Prelude
to the Afternoon of a Sexually Aroused Gas Mask (dal vivo
anch'essa, composta per due terzi da esperimenti vocali con gemiti
e risate), Toads of the Short Forest (che degenera in uno strato poliritmico free-jazz), The Eric Dolphy Memorial Barbecue (in
studio, sette minuti di polifonie ai fiati, ritmiche epilettiche e spezzate, comparsate di cori tramite versi e risate, esplosioni dissonanti, il tutto omaggiante sin dal titolo il jazzista Eric Dolphy), Dwarf Nebula Processional March & Dwarf Nebula (che da psychedelic-rock con tocchi jazz evolve presto in un delirio elettronico ricordante le suite di Subotnick e Stockhausen) e la conclusiva title-track (dal vivo, due minuti di puro rumore dissonante).
Se questi esperimenti esplorano il lato "libero", atonale e rumoristico di Zappa, nel desiderio di coniare un'avanguardia che rissuma allo stesso tempo sia le dissonanze apocalittiche della classica e del free-jazz più sperimentali sia il proprio spirito "freak" circense, altre percorrono sentieri più melodici e orecchiabili: la seconda traccia Directly from My Heart to You,
nella quale Don "Sugarcane" Harris canta e suona il violino,
è una riuscitissima cover blues dell'omonimo pezzo di Little Richard, Get a Little (registrata dal vivo) ruota attorno ad un assolo chitarristico, My Guitar Wants to Kill Your Mama è un hard-rock vitalizzato sia dalle acrobazie di fiati e chitarra in primo piano sia dai tappeti tastieristici di Don Preston in sottofondo, Oh No una sorta di breve pop jazzato (con voce che da simil-crooning viene poi manipolata alzandosi di pitch) che sfocia in The Orange County Lumber Truck (veloce jazz-rock percorso da trascinanti tastiere e massicci assoli chitarristici).
Burnt Weeny Sandwich e Weasels Ripped My Flesh evidenziano
alla perfezione la capacità compositiva di Zappa nell'accostare
in modo naturale e fluente approcci musicali sensibilmente e culturalmente
distanti (prog-rock, jazz-rock, classica moderna, big-band circense,
melodismi pop, sperimentazioni avant-garde).
Nel frattempo, Frank Zappa compone ed arrangia quasi interamente l'album King Kong: Jean-Luc Ponty Plays the Music of Frank Zappa (registrato nel 1969, pubblicato nel 1970), per il violinista jazz francese Jean-Luc
Ponty (che già era comparso su Hot Rats).
L'opera è una rivisitazione appositamente pensata per Ponty
di alcuni brani del repertorio di Zappa (King Kong, Idiot Bastard Son, Twenty Small Cigars, America Drinks and Goes Home), con in più una traccia scritta dallo stesso Jean-Luc Ponty (How Would
You Like to Have a Head Like That?, che contiene un eccellente
assolo chitarristico suonato da Zappa) e, soprattutto, con anche una
delle composizioni più raffinate, intellettuali e mature che
abbia mai scritto Zappa (ovvero i 20 minuti della suite Music
for Electric Violin and Low Budget Orchestra, originariamente
pensata proprio per orchestra, nei quali si mescolano jazz, prog-rock,
avant-garde e classica moderna, con una cura ed una consapevolezza
degne dei migliori compositori del secolo, il tutto sotto il segno dell'anarchia
armonica tipicamente "zappiana"). Il disco è suonato,
oltre che da Ponty e Zappa, anche da Ian Underwood, George Duke, Ernie
Watts, Art Tripp, Jon Guerine.
In Chunga's Revenge (Bizarre/Reprise/Rykodisc, 1970),
Zappa assimila in line-up Howard Kaylan e Mark Volman (dei The
Turtles) alla voce, e li farà tornare anche sugli album
immediatamente successivi.
Chunga's Revenge non possiede nessuna delle velleità avanguardiste
e anarchiche delle sue release precedenti, se si escludono i 9 minuti
della centrale The Nancy and Mary Music (improvvisazione
live tratta da una performance di King Kong), ma contiene
ugualmente due discrete cavalcate blues (Transylvania Boogie e la title-track) ed un jazz soffuso (Twenty
Small Cigars, qui nella sua versione originale, ma già presente in un'altra versione su King Kong, l'album scritto
per Jean-Luc Ponty).
L'anno dopo esce il live-album Fillmore East - June 1971 (Bizarre/Reprise/Rykodisc, 1971), che è anche una sorta di
concept satirico sulla vita delle rockstar.
Nel 1971 Zappa realizza il film 200 Motels, con 7 giorni
di riprese e 11 giorni di post-produzione.
La colonna sonora, composta da Zappa in una settimana, esce in un
doppio album dal titolo 200 Motels (United Artists/Rykodisc,
1971). Le tracce sono equamente divise tra composizioni rumoristiche
avant-garde sulla scia di Varèse e Webern, composizioni orchestrali
barocche e pompose, e canzonette melodiche satiriche. Ma non vengono
mai raggiunte in sensibilità e coinvolgimento le passate opere
di Zappa. 200 Motels pecca eccessivamente di dispersività
e autoindulgenza per poter venire considerato qualcosa in più di una colonna sonora.
Il live-album Just Another Band from L.A. (Bizarre/Reprise/Rykodisc,
1972), registrato nel 1971, è degno di nota unicamente per
l'opener Billy the Mountain, una parodia della rock-opera
alla The Who, della durata di 25 minuti (ma
con 5 minuti tagliati dai 30 originali, per poterla riuscire ad inserire
in una facciata del vinile).
Zappa torna ai fasti del passato con i due album Waka/Jawaka (Bizarre/Reprise/Rykodisc, 1972) e The Grand Wazoo (Bizarre/Reprise/Rykodisc, 1971), composti e registrati contemporaneamente,
ed entrambi influenzati pesantemente da Bitches Brew, album
di Miles Davis uscito nel 1970 nonché uno dei massimi capolavori
di sempre del jazz-rock.
Waka/Jawaka si apre con il capolavoro Big Swifty (17 minuti), dai molteplici cambiamenti ritmici (prima 7/8, poi 7/8
alternato a 6/8, infine 4/4), in un vortice jazz-rock ricchissimamente
arrangiato (con la costante presenza dei corni a dare una timbrica
avvolgente e vibrante) che incorpora anche elementi funk (a tratti
la strumentazione elettrica) e swing (la chiusura); sublime il continuo
dialogo delle chitarre con gli altri strumenti.
Seguono due tracce brevi, ovvero Your Mouth e It
Just Might Be a One-Shot Deal, la prima un blues e la seconda
un blues-country, ma arrangiate e suonate con strumentazione e piglio
jazz.
Il quarto ed ultimo episodio è la title-track (11 minuti), altra grandiosa composizione jazz-rock, in cui la fanno
da padrone le sonorità elettriche ed il drumming.
Il disco è un trionfo specialmente dei molti fiati (suonati
da Sal Marquez, Joel Peskin, Mike Atschul, Bill Byers e Ken Shroyer),
ma il resto della variegata strumentazione è utilizzato perfettamente
per cambiare di continuo il sound.
The Grand Wazoo è una sorta di versione più
matura, più melodica e meno istintiva di Waka/Jawaka.
L'album tocca il proprio vertice espressivo nella title-track (13 minuti, piazzata in apertura), una fusione spettacolare di jazz
e blues-rock, con un magistrale lavoro di arrangiamenti.
Il secondo capolavoro del disco è Eat that Question,
una parodia sul tema di Erotico (pezzo scritto da Ennio Morricone
per la colonna sonora del film La resa dei conti, di Sergio
Sollima), che estremizza la decostruzione di ritmiche e armonie in
una sorta di satira musicale del jazz stesso; eccezionale Aynsley
Dunbar al drumming.
Gli altri episodi dell'album sono Cletus Awreetus-Awrightus (mood ottimista, melodie avvolgenti, orchestrazione vorticosa), la
singhiozzante e variegata For Calvin (And His Next Two Hitch-Hikers),
e la soffusa chiusura di Blessed Relief.
The Grand Wazoo contiene con tutta probabilità i capolavori
compositivi di Frank Zappa nel genere jazz-rock per big-band.
Over-Nite Sensation (DiscReet Records/Rykodisc, 1973)
e Apostrophe (’) (DiscReet Records/Rykodisc,
1974) sono al contrario composti da canzoni brevi, canoniche e melodiche,
per lo più di tipo blues-rock (ma a tratti percorse da contaminazioni
country, gospel, boogie).
La musica di Zappa torna ad essere funzionale soprattutto alle liriche
satiriche e demenziali, musicalmente è un deciso passo indietro
verso il semplicismo e la norma.
La virtuosistica Fifty-Fifty (con un eccellente assolo al violino elettrico suonato da Jean-Luc Ponty, un altrettanto ottimo assolo di tastiera di George Duke e una performance vocale beefheartiana di
Ricky Lancelotti) e la comica
Dinah-Moe Humm dal primo, così come le orecchiabili
Don't Eat the Yellow Snow,
Uncle Remus e
Cosmik Debris dal secondo, sono pezzi ascoltabili e suonati con maestrìa, ma semplificano immensamente, costringendola entro limiti scomodi, la formula delle ben più complesse e vivaci composizioni presenti sui precedenti classici.
I due album diventeranno comunque tra i più popolari e venduti nella carriera di Zappa.
Decisamente migliore il poco successivo Roxy & Elsewhere (DiscReet Records/Rykodisc, 1974), registrato dal vivo tra il 1973
e il 1974 con una delle line-up più brillanti di sempre dei The Mothers of Invention, e ritornante ad un ottimo sound
prog-rock e jazz-rock.
Su tutte le tracce, spiccano l'imprevedibile e irresistibilmente comica Cheepnis (originariamente scritta in previsione del mai prodotto musical Hunchentoot), il prog-rock jazzato Echidna's Arf (Of You) e i 17 minuti di chiusura di Be-Bop Tango (Of the Old Jazzmen's Church), degni dei migliori episodi di The Grand Wazoo.
One Size Fits All (DiscReet Records/Rykodisc, 1975),
ancora prog-rock jazzato, torna verso strutture più semplici
e melodie più immediate, tuttavia viene valorizzato da alcune
composizioni eccellenti (come i 9 minuti d'apertura di Inca
Roads) e da un sound raffinato e cristallino.
Captain Beefheart, riappacificatosi
con Zappa, è guest all'armonica.
Bongo Fury (DiscReet Records/Rykodisc, 1975), registrato
quasi interamente dal vivo tra il 1974 e il 1975, ha come ospite Captain
Beefheart (ad arpa, armonica e voce) e come batterista, per la
prima volta, Terry Bozzio (che Zappa farà tornare su diversi
suoi dischi successivi); ma i pezzi, ad eccezione della buona opener Debra Kadabra e della chiusura Muffin Man (testo demenziale-comico, assolo di chitarra lacerante, cori di Beefheart),
non brillano.
Zoot Allures (Warner Bros., 1976) esce direttamente
per la major Warner Bros., e la musica si concentra su di un hard-rock
raffinato ma modesto (con lievissimi spunti lounge e jazz che però affiorano solamente). Le liriche sono ancora una volta un insieme
di satira e commedia.
Captain Beefheart è ancora
una volta guest all'armonica.
Il successore avrebbe dovuto essere Läther,
un quadruplo disco contenente tutte le composizioni meno commerciali
di Zappa del periodo 1972-1977, confezionato per terminare il suo
contratto discografico, ma l'operazione venne ostacolata dalla Warner
Bros. (label di cui la Rykodisc era una branca), che preferì sparpagliare quei brani tra i dischi successivi Zappa in New
York (1978), Studio Tan (1978), Sleep
Dirt (1979), e Orchestral Favorites (1979).
Läther uscirà, nella sua forma originale,
postumo nel 1996.
L'album live Zappa in New York (registrato nel 1976,
pubblicato nel 1978) torna finalmente a mostrare un Zappa eclettico, fuori dagli
schemi, e circondato da una delle line-up più esplosive di
sempre (Terry Bozzio, Ray White, Eddie Jobson, Patrick O'Hearn, Ruth
Underwood, Lou Marini, Tom Malone, Mike Brecker, Randy Brecker, Dave
Samuels, Ronnie Cuber).
L'opera rende sicuramente meglio nella sua re-release uscita in doppio
CD per un totale di 15 tracce, dal momento che la versione vinile del
1978, con 10 pezzi, fu accorciata e ritoccata dalla Warner.
Tra i vertici del lavoro l'opener Titties & Beer (con un dialogo esilarante tra Zappa ed il drummer Terry Bozzio),
la leggendaria The Black Page (divisa in due tracce
differenti, e considerata una delle composizioni per batteria più complesse e creative di sempre), e la grandiosa cavalcata prog-jazz-rock
finale The Purple Lagoon (17 minuti).
Studio Tan (DiscReet/Rykodisc, 1978) contiene la
lunghissima (20 minuti) e umoristica suite The Adventures
of Greggery Peccary, non eccessivamente brillante e continuamente
percorsa dalla voce narrante di Zappa. Ma i vertici sono la conclusiva RDNZL (8 minuti), una grandiosa e continuamente varia
composizione jazz-rock, e Revised Music for Guitar and Low-Budget
Orchestra (7 minuti), in cui Zappa rivisita il pezzo che
aveva scritto per Jean-Luc Ponty quasi un decennio prima.
Sleep Dirt (DiscReet/Rykodisc, 1978) contiene registrazioni
del periodo 1974-1976, ed è inficiato dalla mancanza di soluzioni
di continuità (d'altronde i pezzi sono stati scelti e messi
assieme dalla Warner). Il vertice è la conclusiva The
Ocean Is the Ultimate Solution (13 minuti), ma sono godibili
anche Filthy Habits (dagli eccellenti assoli chitarristici)
e Regyptian Strut.
Sheik Yerbouti (Zappa/Rykodisc, 1979), primo album
prodotto dalla sua nuova label personale Zappa Records, punta tutto
sulla parodia musicale (ogni traccia è una satira dei vari
generi di moda, dal blues-rock al prog-rock all'hard-rock al musichall)
e lirica (i testi sono in primo piano, e sono tutti demenziali; già
il titolo stesso è una parodia finto-araba della frase "shake
your booty"). Il disco riesce ad elevarsi con qualche composizione
a tratti brillante (su tutte Wild Love e Broken
Hearts are for Assholes) e svariate liriche divertenti; di
contro, i difetti sono la mancanza di pathos e incisività della
gran parte dei pezzi, e l'autoindulgenza di Zappa soprattutto nelle
parti chitarristiche (che, spesso tirate per le lunghe, annoiano), seppur vengano rinfrescate dall'apporto del nuovo membro temporaneo Adrian Belew, futuro membro fisso dei King Crimson.
Orchestral Favorites (DiscReet/Rykodisc, 1978) contiene
i pezzi registrati nella Royce Hall della UCLA (University of California,
Los Angeles) il 19 Settembre 1975, con la Abnuceals Emuukha Electric Symphony Orchestra (già messa assieme per Lumpy Gravy).
Si tratta
di cinque episodi orchestrali bizzarri e stravaganti, che masticano
le influenze sinfoniche auliche di Zappa contaminandole con le composizioni
per "score" cinematografiche (Strictly Genteel è la rivisitazione di uno dei temi di 200 Motels, Pedro's Dowry sarebbe adatta ad un thriller-movie
della Hollywood classica) e la musica folk per banda di paese. Il
vertice è rappresentato dalla conclusiva Bogus Pomp (13 minuti), che cavalca con irruenza stili continuamente differenti, in una sorta
di sintesi delle idee alla base della musica orchestrale zappiana, degna di entrare tra i suoi migliori lavori.
Il più accessibile doppio album Joe's Garage: Acts
I, II & III (Zappa Records, 1979), originariamente rilasciato
in due LP distinti (prima l'Act I, poi gli Acts II & III), è una rock-opera sulla storia di una garage-band,
specie del suo leader e chitarrista Joe, e delle disavventure che
compie all'interno di un opprimente e censorio sistema dittatoriale
orwelliano che impone ai cittadini un'unica religione e un'unica musica.
Il disco ingloba nella formula zappiana tutti i generi nel frattempo
diventati di moda (reggae, funk-disco, punk-rock), mantenendo intatte anche le sue
influenze passate più "popolari" (surf-rock, blues-rock, pop).
Nel complesso l'opera non riesce però a suonare originale (per
via della troppa presenza di spunti sonori modaioli) ed incisiva (per
via dell'eccessiva lunghezza) quanto avrebbe voluto.
Colpiscono più che altro i testi, a tratti geniali nella loro
demenzialità e irriverenza, ma in ogni caso tra le molte tracce
si elevano anche alcune vere perle: la catchy Joe's Garage,
la lunga e raffinata Watermelon In Easter Hay, la
comica ballad Sy Borg (che fa il paio con la demenza
epica di Why Does It Hurt When I Pee?), gli 11 minuti
di balzi stilistici di Packard Goose, il gran finale A Little Green Rosetta.
Doveroso citare la prima presenza del giovane e talentuoso Vinnie
Colaiuta al drumming, che poi tornerà in Tinseltown Rebellion, Shut Up 'N' Play Yer Guitar, The Man From Utopia,
e nei vari You Can't Do That on Stage Anymore.
A tratti molto più spigliato, ma complessivamente meno originale,
il successivo Tinseltown Rebellion (Barking Pumpkin/Rykodisc,
1981); composto principalmente da canzoncine satiriche (a volte riuscite
e trascinanti, come Fine Girl e la title-track),
raramente evolve anche in territori più sperimentali (i 9 minuti
di Easy Meat). Tutti i pezzi sono versioni ottimizzate
in studio di registrazioni fatte durante i concerti del 1979 e del
1980.
Tinseltown Rebellion è anche il primo album di Zappa
in cui compare come chitarrista anche il virtuoso Steve Vai, il quale
sarà poi ospite su una dozzina di altri dischi zappiani.
Shut Up 'n Play Yer Guitar (Barking Pumpkin/Rykodisc,
1981) è un colossale album strumentale che esce in triplo disco
di vinile per un totale di 107 minuti. Contiene improvvisazioni e
variazioni chitarristiche di Zappa, registrate dal vivo tra il 1977
ed il 1980, ed in chiusura Canard Du Jour, una traccia
del 1973 registrata assieme a Jean-Luc Ponty.
Eccessivamente prolisso e auto-indulgente, ha almeno il pregio di
catturare la creatività ed il tecnicismo chitarristico dello
Zappa "on stage", ma raramente riesce anche a coinvolgere.
I vertici si trovano nel primo disco (le cavalcate five-five-FIVE,
in 5/8-5/8-5/4, e Hog Heaven) e nell'ultimo (Return
of the Son of Shut Up 'n Play Yer Guitar, Stucco
Homes, Canard Du Jour).
Il successivo doppio album You Are What You Is (Barking
Pumpkin/Rykodisc, 1981) è un calderone stilistico di musica
popolare, anche più riuscito a livello compositivo del precedente Joe's Garage, che si muoveva su coordinate molto simili.
La formula è quella di un pop-rock dalla produzione modaiola
(il sound è tipico del pop-rock di quegli anni), ma anche inglobante
in sé sfumature blues, soul, disco, funk, reggae, doo-wop,
boogie. Le liriche, stavolta più riuscite del solito, sono
ancora una volta preminentemente satiriche.
Tra i risultati più brillanti Teen-Age Wind (con una satira sulla voglia di "libertà" degli adolescenti), Theme from the 3rd Movement of Sinister Footwear, Beauty Knows No Pain, Dumb All Over (con una satira sui fanatismi religiosi), la title-track, Jumbo Go Away, Drafted Again.
Ship Arriving Too Late to Save a Drowning Witch (Barking
Pumpkin/Rykodisc, 1982) è principalmente un album di pop-rock
satirico. I vertici sono Valley Girl (ilare satira sulle
adolescenti di Los Angeles), Teen-Age Prostitute,
e Drowning Witch (12 minuti, un impasto riuscito
di svariate forme stilistiche rock e pop).
Baby Snakes (Barking Pumpkin/Rykodisc, 1983) viene
pubblicato nel 1983, ma è la colonna sonora del film Baby
Snakes, registrato al New York City's Palladium Theater la notte
di Halloween del 1977 e poi rilasciato nel 1979. I pezzi sono rivisitazioni
live di tracce che compaiono anche in altri album di Zappa.
The Man from Utopia (Barking Pumpkin/Rykodisc, 1983)
prosegue sulla stessa scia di You Are What You Is. Ma oltre
alla satira riuscita di Cocaine Decisions ed al travolgente
strumentale Tink Walks Amok, non offre affatto episodi
brillanti.
London Symphony Orchestra, Vol. 1 (Barking Pumpkin/Rykodisc,
1983) contiene le ambiziose rivisitazioni, suonate dalla London Symphony Orchestra, di
quattro pezzi di Zappa (Sad Jane, Pedro's
Dowry, Envelopes, e Mo 'n Herb's
Vacation, quest'ultimo spezzato in tre diversi movimenti).
La seconda parte, registrata nella medesima occasione, uscirà nel 1987.
Boulez Conducts Zappa: The Perfect Stranger (Angel/EMI,
1984) unisce le influenze neoclassiche di Zappa all'avant-garde elettronica.
Tre tracce (The Perfect Stranger, Naval Aviation
in Art?, e Dupree's Paradise) sono dirette
dal compositore francese Pierre Boulez e dal suo Ensemble InterContemporain.
Le restanti 4 tracce (The Girl in the Magnesium Dress, Love Story, Outside Now Again, e Jonestown) sono composte e registrate da Zappa al
suo Synclavier.
Si tratta di un gradito ritorno delle influenze di Igor Stravinsky
ed Edgard Varèse nelle composizioni di Zappa.
Them or Us (Barking Pumpkin/Capitol/Rykodisc, 1984)
contiene 14 tracce che spaziano da un pop-rock retrò (sottolineato
dall'opener The Closer You Are, cover di una vecchia
hit dei The Channels, e dalla chiusura Whippin' Post,
cover di un pezzo dei The Allman Brothers), ad un hard-rock
condotto dagli assoli chitarristici di Zappa e Steve Vai (tutti prolissi
e noiosi, ad eccezione forse della parte finale di Stevie's
Spanking), a brevi episodi bizzarri e demenziali.
Complessivamente il disco è poco incisivo ed eccessivamente
farsesco; nemmeno le due lunghe suite (Sinister Footwear II e Marqueson's Chicken) riescono a coinvolgere, a
causa anche della produzione piatta e modaiola.
Thing-Fish (Barking Pumpkin/Capitol, 1984), rilasciato
in triplo vinile, è un concept-album basato sul Tuskegee Experiment
(il celebre studio clinico sulla sifilide effettuato tra il 1932 e
il 1972), in origine pensato per un musical di Broadway poi mai prodotto.
La maggior parte dell'opera è costituita da tracce già registrate in passato, pesantemente editate in studio tramite overdub
ed effetti. L'album suona terribilmente piatto ed eccessivamente prolisso.
Francesco Zappa (Barking Pumpkin/Rykodisc, 1984) è un album in cui Frank Zappa rivisita alcune composizioni
da camera di Francesco Zappa, violoncellista e compositore italiano
della seconda metà del 1700 (non è noto se i due siano
anche parenti). L'idea stravagante e originale non viene compensata
da un'altrettanta brillantezza nelle rivisitazioni, le quali suonano
troppo simili tra loro nonché piuttosto piatte (d'altronde
sono tutte suonate solamente al Synclavier).
The Old Masters Box One (Barking Pumpkin, 1985) raccoglie
i primi 5 album di Frank Zappa, più un sesto album (intitolato
"Mistery Disc") con materiale precedentemente rilasciato
solo su bootleg.
Frank Zappa Meets the Mothers of Prevention (Barking
Pumpkin/Capitol/Rykodisc, 1984) è un concept-album nato come
satira alla PMRC, ovvero la ridicola lobby fondata lo stesso anno
da Tipper Gore (moglie del senatore Al Gore) per proteggere dei presunti
"valori etici" che la musica rock era accusata di "attaccare".
Il concept è condivisibile, ma le composizioni sono di livello
qualitativo molto basso; Zappa continua ad utilizzare pesantemente
il Synclavier (come già su Boulez Conducts Zappa: The Perfect
Stranger e su Francesco Zappa), appiattendo il sound
complessivo, e in generale le composizioni non sono mai minimamente
brillanti.
Does Humor Belong in Music? (EMI/Rykodisc, 1986) è un trascurabile album live, registrato dai concerti di fine
1984.
The Old Masters Box Two (Barking Pumpkin, 1986)
raccoglie i dischi Uncle Meat, Hot Rats, Burnt
Weeny Sandwich, Weasels Ripped My Flesh, Chunga's
Revenge, Fillmore East, June 1971 e Just Another
Band From L.A., più un ulteriore "Mistery Disc" di materiale precedentemente non rilasciato.
Jazz from Hell (Barking Pumpkin/Capitol/Rykodisc,
1986) è un esperimento bizzarro ma riuscito: 7 tracce su 8
sono composte, suonate ed arrangiate dal solo Zappa al suo Synclavier,
tuttavia per la prima volta l'esperimento sintetico convince, grazie
all'estrema cura con la quale Zappa scrive il materiale. La title-track, G-Spot Tornado, Night School e Damp
Ankles sono gli episodi migliori, delle mini-opere
di bizzarra ed esplosiva musica elettronica; peccato solo per i suoni,
non certo eccellenti.
St. Etienne è l'unica traccia registrata (dal vivo,
tra l'altro) con strumenti tradizionali (assieme a Steve Vai, Ray White,
Tommy Mars, Bobby Martin, Ed Mann, Scott Thunes e Chad Wackerman).
London Symphony Orchestra, Vol. 2 (Barking Pumpkin/Rykodisc,
1987) è la seconda parte del disco uscito nel 1983, contenente
alcune rivisitazioni della London Symphony Orchestra di brani scritti
da Zappa.
Il secondo volume include Bogus Pomp (24 minuti), Bob in Dacron (12 minuti), e Strictly Genteel (7 minuti).
The Old Masters Box Three (Barking Pumpkin, 1987)
raccoglie gli album Waka/Jawaka, The Grand Wazoo, Over-Nite Sensation, Apostrophe ('), Roxy & Elsewhere, One Size Fits All, Bongo Fury, e Zoot Allures.
Guitar (Barking Pumpkin/Capitol/Rykodisc, 1988) raccoglie
in un doppio vinile 19 estratti strumentali da concerti del periodo
1979-1984, per un totale di 81 minuti; è il successore concettuale
di Shut Up 'n Play Yer Guitar, con il quale condivide anche
l'anima prolissa e tediosa (tutte le tracce sono estratti live basati
solamente su assoli chitarristici).
Nel 1995 è stato ristampato in un doppio CD, espandendolo a
32 tracce per un totale 132 minuti.
You Can't Do That on Stage Anymore è una titanica
raccolta che testimonia una serie di concerti registrati tra il 1965
ed il 1988.
Uscirà per la Rykodisc tra il 1988 ed il 1992 in sei differenti
volumi, ognuno comprendente un doppio disco.
Nel 1988 vengono rilasciati You Can't Do That on Stage Anymore,
Vol. 1 e You Can't Do That on Stage Anymore, Vol.
2.
Il leggendario tour del 1988, con una delle sue migliori line-up di
sempre, viene registrato e raccolto su Broadway the Hard Way
(Barking Pumpkin/Rykodisc, 1988),
The Best Band You Never Heard in Your Life (Barking
Pumpkin/Capitol/Rykodisc, 1991), e Make a Jazz Noise Here
(Barking Pumpkin/Capitol/Rykodisc, 1991).
Broadway the Hard Way raccoglie per lo più gli inediti
(incentrati sulla satira politica), The Best Band You Never Heard
in Your Life raccoglie pezzi classici e molte cover (tra le quali
spicca una rivisitazione bizzarra di Stairway to Heaven dei
Led Zeppelin), e Make a Jazz Noise
Here raccoglie per la maggiore pezzi classici.
Il migliore dei tre dischi è probabilmente il terzo, con citazioni da Igor Stravinsky e Béla Bartók, drumming più jazzato e comparsate live al Synclavier; gli altri due raramente escono da un divertissement tutto sommato prevedibile e manierista.
Nel 1989 esce You Can't Do That on Stage Anymore, Vol. 3,
seguìto nel 1991 da You Can't Do That on Stage Anymore,
Vol. 4.
Beat the Boots (Rhino, 1991) e Beat the Boots
II (Rhino, 1992) sono due colossali raccolte, che uniscono
in due uscite ben 15 bootleg. Ma il materiale è di qualità appena sufficiente o scarsa, buono solamente per fan e collezionisti.
Nel 1992 escono You Can't Do That on Stage Anymore, Vol. 5
e You Can't Do That on Stage Anymore, Vol. 6, che
concludono l'omonima saga di doppi dischi live testimonianti il periodo
1965-1988.
Playground Psychotics (Barking Pumpkin/Capitol/Rykodisc,
1992) è un doppio album che raccoglie alcune registrazioni
live del periodo 1970-1971, a tratti anche divertenti (le prime 11
tracce del primo disco).
Ahead of Their Time (Barking Pumpkin/Rhino/Warner
Bros./Rykodisc, 1992) testimonia un ottimo concerto alla Royal Festival
Hall di Londra, tenutosi il 28 Ottobre 1968.
The Yellow Shark (Rykodisc, 1993) raccoglie le performance
di 19 pezzi di Zappa da parte dell'Ensemble Modern di Francoforte,
eseguite e registrate live nel Settembre 1992.
Frank Zappa scompare il 4 Dicembre 1993.
Civilization, Phaze III (Barking Pumpkin, 1994) fu
l'ultimo album che Zappa riuscì a completare, ma uscì postumo.
Il doppio disco completa un progetto abbozzato e parzialmente registrato
nel 1967, e contiene una serie di brani strumentali sperimentali (suonati
da Zappa ancora una volta al Synclavier, come in Jazz from Hell)
intermezzati da alcuni dialoghi bizzarri recitati, all'interno di
un pianoforte, da varie persone. Il risultato è uno degli esperimenti
più avanguardisti e drammatici di Zappa, una serie di affreschi
minimali che studiano la forma del collage di suoni, atmosfere, simboli,
dialoghi, con vertice nelle lunghe composizioni N-Lite
(18 minuti), Dio Fa (8 minuti), e Beat the
Reaper (15 minuti). La chiusura Waffenspiel è un affresco di suoni stradali e ambientali.
L'opera suona quasi come un vero e proprio testamento spirituale.
Tra le altre release postume sono da citare almeno: The Lost
Episodes (Rykodisc, 1996), che raccoglie una trentina di
rarità registrate dal 1958 al 1992; Have I Offended
Someone? (Rykodisc, 1997), compilation pensata da Zappa stesso,
che raccoglie i suoi pezzi più satirici; Mystery Disc (Rykodisc, 1998), che raccoglie i due "Mistery Disc" di
inediti usciti nei primi due volumi degli "Old Masters Box"; Everything Is Healing Nicely (UMRK, 1999), che raccoglie
le registrazioni del 1991 assieme all'Ensemble Modern, come preparazione
a The Yellow Shark; Imaginary Diseases (Zappa
Records, 2006), con registrazioni live del 1972; The Dub Room
Special (Zappa Records, 2007), colonna sonora dell'omonimo
film rilasciato nel 1982 e testimoniante un concerto del 1974 ed uno
del 1981.