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The Fugs

The Village Fugs (1965)
7/10
The Fugs (1966)
7.5/10
Virgin Fugs (1967)
6/10
Tenderness Junction (1968)
7/10
It Crawled Into My Hand, Honest (1968)
6.5/10
Belle of Avenue A (1969)
6/10
No More Slavery (1985)
5/10
Star Peace (1986)
5/10
The Fugs Final CD (Part 1) (2003)
6/10



I The Fugs
furono la voce musicale più anarco-sperimentale e sarcastico-irriverente tra le band della controcultura formatesi presso il Greenwich Village di New York City.
La mente della band è l'intellettuale di sinistra Ed Sanders (classe 1939), che nel 1964 propone l'idea di una rock band al poeta beat-anarchico Tuli Kupferberg (classe 1923). I due avevano già avuto modo di collaborare ad altri progetti, tra cui la rivista Fuck You: A Magazine of the Arts (la quale, fondata nel 1962 da Sanders, aveva pubblicato alcune poesie di Kupferberg). La formazione viene poi completata con l'ingresso nella line-up del batterista Ken Weaver, ma negli anni entreranno e usciranno dal progetto una decina di altri collaboratori.
Il nome The Fugs viene scelto essendo "fug" un eufemismo della parola "fuck" che Norman Mailer aveva utilizzato nel suo romanzo del 1948 The Naked and the Dead.

Il primo album, The Village Fugs Sing Ballads of Contemporary Protest, Point of Views[sic], and General Dissatisfaction (Broadside/Folkways, 1965), poco dopo ristampato come The Fugs First Album (ESP, 1966), presenta una lunga serie di tracce il cui intento è distorcere in maniera sarcastica e graffiante alcuni rockabilly e il folk dei primi dischi di Bob Dylan (I Couldn't Get High, I Saw the Best Minds of My Generation Rock, Slum Goddess, Supergirl, Boobs a Lot), andando a parare spesso anche su territori di demenziale avant-garde ispirato dalla musica primitivo-esotica (Swinburne Stomp, My Baby Done Left Me, Nothing, We're the Fugs, Defeated, The Ten Commandments, e l'irriverente CIA Man), a volte anche cacofonici o insensati (Carpe Diem, Spontaneous Salute to Andy Warhol).
La band stravolge il folk-rock e il rock in generale attraverso le proprie influenze artistiche (tra cui il Dadaismo, John Cage, Allan Kaprow, Charlie Parker, William Blake), sia a livello di musica su disco, sia (e soprattutto, visto il messaggio agit-prop) a livello di live show, creandosi un seguito di intellettuali anarchici che preparerà il terreno alle avanguardie di San Francisco (The Residents in primis), alla new-wave, al punk-rock.
Questo primo disco, con i suoi piccoli abbozzi di collage musicali, cacofonie e critiche sociali dissacranti, avrà anche una sensibile influenza su artisti come Frank Zappa e Captain Beefheart.

Il secondo disco, The Fugs o The Fugs Second Album (ESP, 1966), è un proseguimento sulle medesime coordinate, ma stavolta più convincente sia dal punto di vista musicale (per via della presenza di validi sessionmen: Vinny Leary, Pete Kearney, Jon Anderson, Lee Crabtree) che sperimentale (con l'assurdo collage di 11 minuti Virgin Forest, che influenzerà gli esperimenti più avant-garde di Frank Zappa, l'ala più freak del movimento Fluxus, nonché il primo Industrial dei Throbbing Gristle). Per la maggiore è composto da ironiche distorsioni di blues, jazz, rockabilly e folk, con il proprio cuore nei testi propagandistici e sarcastici, scagliati per la maggiore contro le politiche americane interne ed estere.

Virgin Fugs (ESP, 1967) è una trascurabile raccolta che la loro ex-label ESP mette su disco dopo l'abbandono polemico di Kupferberg e Sanders.

I due se ne vanno alla Atlantic, registrano praticamente un intero album, ma al momento della pubblicazione viene loro detto che sono fuori dalla label. Senza perdere tempo, riescono a stipulare un accordo con la Reprise, ri-registrando quasi tutto il materiale e qualcosa di nuovo. Esce così Tenderness Junction (Reprise, 1968), terzo album di inediti dei The Fugs nonché musicalmente il loro lavoro più godibile anche da parte di orecchie "non addette ai lavori". Il disco spazia dalla satira della folk-song impegnata "dylaniana" (War Song) ai fremiti psichedelici da cui sono stati contagiati dopo la "Summer of Love" (Garden Is Open, Turn On, Tune In, Drop Out), senza perdere d'occhio però nemmeno il proprio lato più sperimentale (Hare Krishna, con all'harmonium l'amico poeta Allen Ginsberg) e dissacrante (Aphrodite Mass).

Il poco successivo It Crawled Into My Hand, Honest (Reprise, 1968) è il loro disco più costoso dal punto di vista del budget. Tra una serie di sessionmen di alto livello e una cura maggiore per il collage musicale, i The Fugs tentano il più possibile di assomigliare a Frank Zappa.
Il disco è un godibile affresco di varietà sonore e conserva ancora il tipico spirito sarcastico nelle liriche, ma non aggiunge nulla, se non una più matura consapevolezza compositiva, al discorso già intrapreso nelle opere precedenti. Si fa apprezzare per piccoli gioielli compositivi come Wide Wide River, Burial Waltz e Claude Pelieu, e anche per le parentesi ironiche disseminate qua e là, ma esperimenti simili oramai non suonano più così freschi come avrebbero potuto esserlo nel 1966.

Belle of Avenue A (Reprise, 1969) è il loro ultimo disco degno di nota, e prosegue sul cammino già intrapreso: sempre meno polemica sociale e sempre più satira divertita; sempre meno esperimenti rumoristici e sempre più composizioni melodiche canoniche; sempre meno rivoluzione (ormai non possono più stare al passo con i cambiamenti del mondo del rock) e sempre più "morbidezza". Tra le tracce da ricordare spiccano la title-track, la folle Yodeling Yippie, la politica Chicago.

Poco dopo la band si scioglie.
Segue il live "postumo" Golden Filth (Reprise, 1970).

Dopo quasi 15 anni i The Fugs si riformano, e celebrano la reunion con Refuse to Be Burnt Out (disco live del 1984), No More Slavery (nuovo album in studio, 1985), Star Peace (doppio album in studio, 1986), Songs from a Portable Forest ("best of" dei due dischi in studio degli 1980s, uscito nel 1992), Fugs Live in Woodstock (altro disco live, registrato nel 1989 ma pubblicato solo nel 1993), Live From the 60s (ennesimo disco live, contenente registrazioni dai primi tour, edito nel 1994), The Real Woodstock Festival (doppio disco contro lo sfruttamento commerciale dell'anniversario di Woodstock, 1995), Electromagnetic Steamboat (triplo disco che colleziona gli album usciti per la Reprise più 5 inediti dalle session per il mai pubblicato disco per la Atlantic, uscito nel 2001).
Sono tutti lavori nostalgici, un po' atti a capitalizzare, e più autocelebrativi che altro. Sostanzialmente trascurabili.

Più onesto il successivo Final CD (Part One) (Artemis, 2003), una successione di memorie, ritagli, vignette e riflessioni, incentrata sui contrasti della politica americana di ieri e di oggi (e ovviamente non mancano le frecciate a George W. Bush), con dediche al purtroppo scomparso amico Allen Ginsberg e citazioni di Henry Charles Bukowski.







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