Dopo lo scioglimento della band
glam-rock New York Dolls, nel 1975
due dei suoi componenti (per la precisione Johnny Thunders e Jerry
Nolan) decidono di formare i The Heartbreakers unendosi
a Richard Hell (da poco cacciato dai suoi Television)
e Walter Lure.
Dopo un anno, Richard Hell abbandona il gruppo a causa di gravi tensioni,
andando a formare i The Voidoids. Viene
sostituito da Billy Rath.
La band accetta l'invito di Malcolm McLaren a partecipare all'Anarchy
Tour assieme a Sex Pistols e The
Clash, ma al loro arrivo scoprono che il tour è stato cancellato
(per via del celebre incidente televisivo dei Sex Pistols
alla trasmissione di Bill Grundy); decidono tuttavia di restare a
Londra, e tra le varie cose registrano il loro unico album in studio,
L.A.M.F. (acronimo che sta per "Like a Mother Fucker"), pubblicato nel 1977 per la Track Records.
Ma durante il mix qualcosa va storto, e la versione originale del
disco risulta avere un audio pessimo; questo fa infuriare molti dei
componenti della band, causandone il prematuro scioglimento.
La band si riforma nel 1979 con Ty Stix alla batteria, e registra
l'album dal vivo Live at Max's Kansas City '79.
Johnny Thunders prosegue poi come solista, ma la Jungle Records lo convince a remixare l'album L.A.M.F.
assieme a Tony James (ex bassista dei Generation X), facendolo uscire come L.A.M.F.
Revisited nel 1984, tuttavia con un sound ancora una volta insoddisfacente.
La miglior versione del disco uscirà
nel 1994 sempre sotto la Jungle Records, dopo un attento lavoro di ricostruzione
e remix; questa versione, la più consigliabile e fruibile,
viene pubblicata con il titolo L.A.M.F.: The Lost '77 Mixes, e rivela finalmente le reali qualità di un album che merita di guadagnarsi un posto stabile tra i maggiori classici di sempre del punk-rock.
L.A.M.F. non estasiò difatti fan e critica alla sua uscita, tuttavia, grazie
al remix del 1994, si può ora considerare come una delle migliori espressioni del "punk77".
Johnny Thunders dimostra di essere l'anello di congiunzione tra il
rock'n'roll delle origini, il "protopunk" glam e decadente (The
Stooges, e ovviamente New York
Dolls), e tutta la successiva onda punk-rock del 1976-1978.
I continui passaggi e scherzi chitarristici tra Thunders e Lure sono
superati, nel periodo, forse solamente da quelli tra Jones e Strummer dei The
Clash, e conferiscono al sound una "pienezza" in stile wall-of-sound e una continua variazione che portano l'aggressività decadente a livelli sublimi, quasi barocchi.
La potenza dei trascinanti anthem negativi Born to Lose,
One Track Mind e All by Myself (tutti
e tre degli autentici capolavori del genere, se non della "new wave" tutta), cosė come la loro
vena punk iper-realista e visceralmente sincera, è indiscutibile; ma in realtà Thunders, partendo
a tutti gli effetti dal blues, costruisce un suo personale universo sonoro, in cui convergono
infinite sfaccettature del rock. La tribale e twisteggiante I
Wanna Be Loved, impreziosita da un ottimo gioco tra batteria
e chitarre, ne è solo l'esempio più evidente; altre divagazioni
nei terreni del rock sono le cadenze sudiste di Get Off the
Phone, il sound alla The Rolling Stones di Pirate
Love, ripreso e rigonfiato psichedelicamente anche in It's Not Enough (con uno dei migliori assoli di chitarra), l'efferata distorsione delgli stereotipi "beat" nella sguaiata I Love
You.
Ed è impossibile non citare forse il punto in cui la band si avvicina di più ai Sex
Pistols, ovvero il loro pezzo forse più celebre, Chinese Rocks,
punk-rock anthem (originariamente scritto da Dee Dee Ramone e poi ritoccato da Richard Hell) nichilista sulla
dipendenza dall'eroina.
L'insieme complessivo comunica molta più sincerità e
passione di gran parte delle uscite del periodo, anche a causa dei
notevoli testi (un vero e proprio diario in cui Thunders confessa
i suoi difetti e i suoi limiti), e tutto ciò fa di L.A.M.F.
un monumento al rock'n'roll "di strada", un tributo a cosa
significhi davvero suonare e vivere il rock.
LINE-UP
Johnny Thunders - vocals, lead guitar
Walter Lure - vocals, guitar
Billy Rath - bass
Jerry Nolan - drums, vocals
TRACKLIST
Original Release (Track, 1997)
1. Born to Lose
2. Baby Talk
3. All by Myself
4. I Wanna Be Loved
5. It's Not Enough
6. Chinese Rocks
7. Get Off the Phone
8. Pirate Love
9. One Track Mind
10. I Love You
11. Goin' Steady
12. Let Go
L.A.M.F.: The Lost '77 Mixes (Jungle, 1994)
Disc 1
1. Born to Lose
2. Baby Talk
3. All by Myself
4. I Wanna Be Loved
5. It's Not Enough
6. Chinese Rocks
7. Get Off the Phone
8. Pirate Love
9. One Track Mind
10. I Love You
11. Goin' Steady
12. Let Go
13. Can't Keep My Eyes On You
14. Do You Love Me?
Disc 2 (demos, outtakes, alternate mixes)
1. Born to Lose (Essex Studios demo sessions)
2. Chinese Rocks (Essex Studios demo sessions)
3. Let Go (Essex Studios demo sessions)
4. Goin' Steady (backing track) (outtake from the Ramport Studio sessions)
5. Baby Talk (backing track) (outtake from the Ramport Studio sessions)
6. Pirate Love (backing track) (outtake from the Ramport Studio sessions)
7. Born to Lose (backing track) (outtake from the Ramport Studio sessions)
8. Chinese Rocks (backing track) (outtake from the Ramport Studio
sessions)
9. Do You Love Me? (outtake from the Ramport Studio sessions)
10. Can't Keep My Eyes On You (live at London's Speakeasy in early
1977)
11. Get Off the Phone (alternate mix)
12. All by Myself (alternate mix)
13. It's Not Enough (alternate mix)
14. One Track Mind (alternate mix)
15. Too Much Junkie Business (demo done for EMI Records)
16. London Boys (demo done for EMI Records)