Gli Ill Niño
nascno come un po' un supergruppo di musicisti di origini "latine"
che hanno tutti avuto esperienze differenti in altre formazioni della
zona del New Jersey (USA).
Il loro proposito è di suonare una variante del cosiddetto
"latin-metal" esportato nel mondo da Max Cavalera; in effetti
moltissimi loro pezzi potrebbero essere usciti da un album dei Soulfly
o dei Puya, eppure non ne raggiungono mai lo stesso impatto
o la stessa dirompenza.
La band tuttavia si distingue non tanto per la peculiarità di mescolare
inglese e spagnolo nelle liriche (altra idea fotocopiata dai Puya),
ma soprattutto per la maggiore ricercatezza nel costruire gli innesti
etnici (le percussioni)
e le melodie (spesso le chitarre virano sull'acustico e la voce di
Machado diventa estremamente melodica). Un altro fattore che li distingue
da molte altre formazioni è il loro saper fondere tutto questo
ad un'impostazione di fondo debitrice dell'hardcore-punk.
Ill Niño EP (C.I.A. Records, 2000), di 7 tracce,
li fa conoscere a livello locale.
Il primo album Revolution Revolución (Roadrunner
Records, 2001) è un lavoro in bilico perenne tra melodia (l'ottima
What Comes Around, destinata a rimanere il loro capolavoro,
ma anche Unreal, Predisposed, With
You) e brutalità (God Save Us, If
You Still Hate Me, Rumba, I Am Loco),
fondendo egregiamente questi due elementi nella title-track.
Il pregio più creativo e intelligente è l'aver saputo unire il groove-metal tribale alla Max Cavalera con ritmiche, riff e scream vocali discendenti in linea retta dall'hardcore: l'album riesce così, tramite la sua abrasiva rabbia tagliata con l'accetta bilanciata dai tocchi latini, a portare una ventata d'aria fresca sia al panorama nu-metal ormai in declino, sia a dare nuovi imput ai progetti dello stesso Cavalera, sia a tenere il passo con la veloce ascesa del trend metalcore, e anzi riuscendo anche a fungere da simbolica cinghia di trasmissione tra le vecchie (nu-metal) e nuove (metalcore) tendenze heavy.
Tuttavia, nel suo complesso, rischia di saturare l'ascoltatore con
il riciclaggio continuo delle medesime idee, e non raggiunge mai i livelli dei suoi maestri ispiratori (Soulfly e Puya).
Qua e là sono sparsi dei preziosismi elettronici da parte di
Omar Clavijo, mentre le percussioni sono di Roger Vasquez.
Il punto più dolente è comunque la produzione scadente
(rispetto agli standard della Roadrunner), opera di St. Germain e
Dave Chavarri.
La band, rimpiazzato Vasquez con Danny Couto, pubblicherà in
seguito il banale Confession (Roadrunner
Records, 2003), un misto di nu-metal non ispirato e melodie emo-core
ruffiane. Sembra di ascoltare i peggiori Linkin
Park che coverizzano gli Slipknot meno
originali, il tutto contaminato da influenze emo-core.
Ascoltabili, a conti fatti, solamente i tre pezzi utilizzati per la promozione (How
Can I Live, This Time's for Real, Cleansing).
A metà registrazioni, Marc Rizzo esce dalla band per andare
nei Soulfly. Viene sostituito con Ahrue
Luster, già chitarrista per un breve periodo nei Machine
Head.
One Nation Underground (Roadrunner Records, 2005)
vede l'ingresso
di Ahrue Luster, che porta un incremento di ritmiche thrash nel sound della
band, ma ad eccezione di questa piccola novità è ormai
palese che da parte dei membri sia già stato detto tutto ciò
che si potesse dire. Le tracce si assomigliano tutte, con le melodie
emo-core modaiole e ruffiane del precedente Confession ancora presenti
in larga parte.
I singoli estratti sono What You Deserve e This Is War.
The Best of Ill Niño (Roadrunner, 2006) è
un'inutile antologia, pubblicata per esaurire il contratto con la
Roadrunner.
Con il nuovo chitarrista Diego Verduzco (a rimpiazzare il dipartito
Jardel Paisante), esce poi The Under Cover Sessions EP
(Cement Shoes, 2006), un EP di 5 tracce, di cui due discreti inediti
(Arrastra e Reservation for Two)
e tre cover (delle quali la più riuscita, grazie anche al guest
di Chino Moreno dei Deftones, è
quella di Zombie Eaters, originariamente pezzo dei
Faith No More).
L'uscita del quarto album degli
Ill Niño,
prevista inizialmente per metà 2007, viene continuamente posticipata.
Alla fine il disco esce esattamente un anno più tardi, e si
intitola Enigma (Cement Shoes, 2008). Nel frattempo
la band ha però reso ascoltabili tramite web progressivamente
quasi tutte le tracce, iniziando con il primo singolo The
Alibi of Tyrants il 22 Aprile 2007. L'uscita del disco rappresenta
quindi la fine dell'attesa, ma non c'è stato in realtà
nessun hype, visto che il contenuto era oramai in massima parte già
noto.
L'opener nonché primo singolo The Alibi of Tyrants
è sicuramente uno dei pezzi più convincenti scritti
dalla band negli ultimi anni: strofe che esplodono su ritmiche hardcore,
percussioni azzeccate, chorus nel quale si alternano rabbia urlata
e melodia (ottimo lavoro di Machado alle vocals); Pieces of
the Sun purtroppo non ne raggiunge il livello, offrendo al
massimo un ottimo mix tra sezione ritmica e percussioni; al contrario,
Finger Painting (with the Enemy) non solo è
forte di un chorus melodico potentissimo e trascinante, ma gioca anche
con continue accelerazioni e decelerazioni ritmiche; purtroppo segue
un altro calo, con la scontata March Against Me,
bissata poi dalla leggermente migliore Compulsion of Virus
and Fever (la quale stupisce con un inaspettato assolo chitarristico
su base percussiva che poi si trasforma in arpeggio soffuso); anche
più meritevole la successiva Formal Obsession,
con riffing rabbioso e melodie vocali leggermente influenzate dallo
stile di Mike Patton.
Ciò che poi segue è un vero crollo qualitativo: da dimenticare
sia Hot Summer's Tragedy che 2012,
due stanchi pezzi latin-metal dalle tendenze melodiche ma senza alcun
guizzo creativo, così come Me Gusta La Soledad
(secondo singolo ufficiale), sdolcinata ballata melodica e prevalentemente
acustica in lingua spagnola; ben poco migliore Guerrilla Carnival,
apprezzabile solamente per le più accentuate esplosioni hardcore;
e, mentre Estoy Perdino suona identica alle altre
tracce di ruffiano emo-nu-metal di cui era costellato Confession,
Kellogg's, Bombs, & Cracker Jacks sembra invece
una pallida imitazione di alcuni pezzi presenti in One Nation
Underground, con il classico contrasto tra heavy-thrash (urla,
riffing) e melodie (voce e arpeggi).
Decente invece la conclusiva De Sangre Hermosa, pezzo
acustico che mescola melodie pop e chitarre flamenco.
In conclusione, Enigma si salva appena grazie a ben poche
tracce (The Alibi of Tyrants, Finger Painting
(with the Enemy), Formal Obsession, e volendo
anche De Sangre Hermosa e Compulsion of Virus
and Fever), perché il resto suona terribilmente piatto
e monotono, oltre che già sentito in estrema abbondanza nei
precedenti dischi della band.
Sembra che gli Ill
Niño
vogliano a tutti i costi mantenere la propria anima latin-melodic-metal
senza azzardarsi mai a percorrere vie almeno un po' differenti, ma
così facendo è matematico che il loro disco migliore
resterà sempre il debutto Revolution Revolución,
e non una delle successive stanche semi-fotocopie. E, forse, la nota maggiormente
positiva è il fatto che Enigma, eccezion fatta per
un paio di tracce (Me Gusta La Soledad e
Estoy Perdino), rappresenti un sensibile distacco dalle melodie
emo-core ruffiane e irritanti presenti su tutto Confession
e su buona parte di One Nation Underground.
Gli Ill Niño mostrano ancora una volta di non avere nulla di nuovo da proporre con l'uscita di Dead New World (Victory, 2010), che anzi peggiora in qualità rispetto al precedente Enigma, e torna alle soluzioni melodiche più derivative dall'emo-core già tentate in Confession e One Nation Underground, album che tuttavia almeno avevano dei singoli di promozione relativamente freschi per l'epoca nella loro catchiness. Anche le variazioni musicali sono state, di pari passo, minimizzate rispetto al più variegato Enigma. Questo zoppicare incerto tra il lagnoso emo-pop mainstream e il latin-metal-hardcore torna a guardare alle formule del passato, in maniera ancora più ripetitiva e già sentita, e vive probabilmente di sole ambizioni commerciali.
L'inserimento di una cover di Bullet with Butterfly Wings (The Smashing Pumpkins), per altro fuori posto rispetto al resto del disco, corona la loro assenza di idee.