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MX-80 Sound

Hard Attack (1977)
6.5/10
Out of the Tunnel (1980)
8/10
Crowd Control (1981)
7/10
Existential Lover (1987)
6/10
Das Love Boat (1990)
5.5/10
I've Seen Enough (1996)
5/10
We're an American Band (2005)
5/10



Gli MX-80 Sound, originari dell'Indiana, esordiscono con Hard Attack (Island, 1977), uno dei tanti album "new wave" usciti nel periodo, che si distingue da molti contemporanei per un più spiccato rumorismo chitarristico abbinato però ad una certa raffinatezza tecnica (che palesava una certa conoscenza del Krautrock), così come per un'attitudine musicale e lirica più demenziale (che verrà in futuro smorzata).
La band consiste in Rich Stim (chitarra e voce), Bruce Anderson (chitarra e voce, nonché vera anima della band), Dale Sophiea (basso) e Dave Mahoney (batteria).

Dopo la rottura con la Island, i quattro si trasferiscono a San Francisco. Qui trovano rifugio sotto l'ala protettiva dei The Residents, che produrranno i loro due successivi dischi, facendoli uscire per la loro Ralph Records; saranno anche i due capolavori della band.

In particolare, il loro vero classico è Out of Tunnel (Ralph, 1980).
La band è probabilmente rimasta folgorata dalla scena new-wave di San Francisco, e in particolare dai Chrome di Half Machine Lip Moves, ma prende le distanze dalla loro drammaticità e decadenza industriale. L'obiettivo della band sembra più che altro estremizzare contemporaneamente sia il tratto sonoro sperimentale (la chitarra di Anderson è molto più rumoristica; Rich Stim suona anche il sassofono, incastonandolo alle chitarre; il sound a tratti incorpora nel caos "punk" anche elementi psichedelici), sia quello energetico (la sezione ritmica è a tratti tiratissima, debitrice della scena di Detroit e quindi proto-hardcore, mentre Anderson spesso suona pezzi frenetici alla chitarra, a metà tra blues-rock, punk-rock e cacofonia). Il risultato è molto particolare, e conia difatti un punto d'equilibrio tra certe soluzioni sonore delle band new-wave più sperimentali (Pere Ubu, Chrome) e la furia proto-hardcore delle band punk-rock più caotiche in circolazione.
L'influenza più immediata sul disco è forse quella di Soldier Talk, l'album che i Red Crayola avevano pubblicato con l'apporto dei Pere Ubu proprio l'anno precedente, per l'accoppiata tra fiati e chitarre elettriche rumoristiche.
La tracklist presenta un brano grandioso dietro l'altro: il baccanale psychedelic-punk di It's Not My Fault e Someday You'll Be King, il punk-rock rumoristico e tirato di Follow That Car (con aperture melodiche e comparsate del sax), la travolgente Fender Bender (ritmiche punk-rock guidate da chitarra e drumming, ma avvolte da esplosioni di sassofono), il garage-rock di I Walk Among Them, l'epilettica Frankie I'm Sorry (comparsate rumoristiche di sassofono, ritmiche travolgenti e in variazione continua, cori drammatici, chitarre noise-acid-punk impazzite), le dissonanti Gary and Priscilla e Man in a Box (sezione ritmica caotica, ma anche un sax cacofonico, bizzarro e irriconoscibile), la chiusura noise-blues di Metro Teens (bizzarramente ritmata e contrappuntata sullo stile di Captain Beefheart, ma con Rich Stim che sembra più che altro imitare Lou Reed).
Out of the Tunnel sarà un disco importante per lo sviluppo di tutto il successivo hardcore "sporco", e fondamentale per il noise-rock che coniugherà quel garage-punk frenetico a tratti sonori dissonanti o bizzarri (i progetti di Steve Albini su tutti).

Segue un certo calo creativo con il successivo Crowd Control (Ralph, 1981).
La formula si semplifica di molto (arrangiamenti, dissonanze e overdub non sono sicuramente ai livelli del disco precedente) e si avvicina maggiormente all'hard-rock, tuttavia sono ugualmente presenti pezzi eccellenti; su tutti spiccano la catchy Face of the Earth, la violenta Obsession Devotion, la rockeggiante title-track (nella quale il sax la fa da padrone), l'alienante new-wave di Why Are We Here (con chitarre drammaticamente distorte).

Bruce Anderson, dopo essersi dedicato ad altri progetti musicali, ribattezza la band semplicemente MX-80, e pubblica il quarto disco Existential Lover (Quadruped, 1987). Il linguaggio, nel frattempo influenzato dalle altre band noise-rock statunitensi, si fa meno caotico e più ragionato, tuttavia le tracce che aggiungono qualcosa di nuovo alla formula della band sono solamente Rock Rock Rock e Pink Carnations.

Das Love Boat (A&R, 1990) raccoglie svariati pezzi del passato, più diversi inediti (tra i quali spiccano solamente Halloween Theme e Clown Sex, il resto suona eccessivamente tedioso).

I've Seen Enough (Atavistic, 1996) è, al suo meglio, un'operazione-nostalgia nei confronti del vecchio sound new-wave più catchy (Last Man on Earth, Have Another Drink).

Non aggiunge nulla di nuovo, pur mantenendosi ad un livello ascoltabile, nemmeno We're an American Band (Family Vineyard, 2005), uscito dopo una decina d'anni di pausa e rinvigorente l'aspetto più socio-politico ma allo stesso tempo umoristico e satirico della band, nelle liriche e nello stile (Don't Hate the French, You Turned My Head Around, Cry Uncle).

 

 




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