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Panasonic / Pan Sonic

Vakio (1995)
6.5/10
Kulma (1997)
6.5/10
A (1999)
7/10
Aaltopiiri (2001)
6/10
Kesto (234.48:4) (2003, rel. 2004)
8/10
Katodivaihe (2007)
6/10




I Panasonic sono Mika Vainio e Ilpo Väisänen, due artisti elettronici finlandesi.

Il loro primo album Vakio (1995) raccoglie 15 vignette sonore che esplorano la loro idea principale: trasformare la new-wave "industriale" di Throbbing Gristle, Einstürzende Neubauten e Suicide in un'alienata e poco accomodante forma di musica glitch ambient-techno.
Droni futuristici, battiti meccanici e distorsioni vengono riprodotti tramite elementi sonori ridotti ai minimi termini, per poi esser combinati e fatti danzare in una serie di quadri ipnotici e minimali.
Dopo i dischi di Autechre e Oval, però, queste soluzioni non appaiono altrettanto memorabili.

Kulma (1997) prosegue sulla stessa scia, ma è ancor meno accomodante: le influenze glitch lasciano spazio ad un più inquietante, freddo e pervasivo utilizzo delle distorsioni elettroniche, che trova il suo culmine nei 10 minuti finali di Moottori, un connubio tra percussioni sintetiche in ritmo tribale e droni abrasivi.
Il disco inaugura un nuovo stile, più astratto e avanguardista, che risulterà essere fondamentale sulla contemporanea generazione di "sound sculptors" minimalisti, uno su tutti Alva Noto.

Costretti per vie legali a cambiare nome in Pan Sonic, i due proseguono con il terzo album A (1999), intitolato così proprio per simboleggiare la "a" persa dal proprio nome.
Il sound prosegue sulla medesima scia, differenziandosi unicamente grazie al maggior flirt con il dark-ambient, oltre che ad una netta evoluzione tecnologica dei macchinari sfruttati.
Il livello di astrazione e rarefazione è tale che ormai i Pan Sonic possono essere accostati agli esperimenti sul silenzio di John Cage: Ahdin rappresenta il rumore di fondo di un mondo popolato di macchine; A-Kemia si costruisce da sé a partire da glitches, per poi inglobare una pallida ritmica dub; Johto 1 si tramuta da ritmica appena accennata a dissonante drone costituito da fischi; Joskus, Havainto, Aleneva, Rajatila e altre tracce scarnificano e riducono il dark-ambient a droni elettronici di fondo; Sarmays è un minuto di distorsione rumoristica; Etaisyys è sostanzialmente un silenzio di due minuti e mezzo.
Raramente la ritmica diventa il soggetto principale rispetto alla texture ambientale, e quando accade riesce a partorire indifferentemente sia balletti alla Kraftwerk (Lomittain) che attacchi epilettici letali (Telakoe).
I conclusivi 9 minuti di Voima rappresentano al meglio l'anima dark-ambient del progetto.
La musica elettronica del duo si è lentamente tramutata in una vera e propria interrogazione su cosa sia la musica elettronica. Partita dalla rappresentazione di una fredda e scarna alienazione, ha ora spaziato esplorando tutte le vie più impervie e meno musicali che essa stessa aveva aperto, fungendo da sintesi tra le esplorazioni di Autechre e Oval e la tradizione avanguardista di John Cage e Pierre Henry.

Endless (1998) è una collaborazione con Alan Vega dei Suicide, mentre Mort aux vaches (2000) è una collaborazione con Charlemagne Palestine, il maestro del minimalismo dei 1970s.

Aaltopiiri (2001) è sostanzialmente una versione di A più piatta e monotona: lo spettro sonoro è decisamente più limitato, e dai momenti più ambientali è sparita buona parte della tensione psicologica; ribadisce in modo più autoindulgente quanto già detto.

V (2003) è una collaborazione con l'artista japanoise Merzbow.

Kesto (234.48:4) (registrato a Berlino nel 2003, pubblicato per Blast First e Mute Records nel 2004), destinato a restare il loro manifesto definitivo, è un colossale quadruplo album, dichiaratamente ispirato dalla pittura di Francis Bacon, che sviscera completamente tutte le loro intuizioni, portandole ad un livello d'esplorazione radicale (sia in termini sonori che di durata).
Il primo disco risente chiaramente dell'influenza di Merzbow: alla sua estetica rumoristica e dissonante, i Pan Sonic sposano la propria visione della new-wave industriale così come l'avevano intesa agli esordi; le tracce si susseguono con una serie di droni apocalittici, stratificati o alternati a momenti di quieta tensione, spesso detonati da pulsazioni ritmiche tipicamente industrial; ma, a differenza di Merzbow, il duo fa sempre attenzione a non scadere nel rumorismo gratuito, e si prodiga in una serie di palesi influenze sonore che sembrano voler riassumere e re-inquadrare buona parte della corrente industrial dagli esordi ad oggi (Throbbing Gristle, Einstürzende Neubauten, Suicide, Foetus, Front Line Assembly, Front 242, Nine Inch Nails), con culmine nella conclusiva Painovoima / Gravity, un vero e proprio omaggio e aggiornamento dei classici pezzi electro-industrial dell'era cyberpunk.
Le tracce più brevi (Onkalo / Cavity, Louhi, Riimu / Halter), oltre a fungere da intermezzi, mostrano l'evidente ispirazione data all'intero progetto dai quattro album della serie The Disintegration Loops di William Basinski, pubblicati tra il 2002 e il 2003, che a loro volta evolvevano alcune idee già abbozzate dagli stessi Pan Sonic con Kulma e A.
Il secondo disco si concentra su composizioni più electro e atmosferiche, a tratti con le influenze esotiche che già erano timidamente emerse in Aaltopiiri; queste tracce sono sostanzialmente le stesse del primo disco, ma depurate dalla violenza e dalle iper-stratificazioni distorte. Si passa dall'electro pura di Sykkivä / Throbbing al drone-riff distorto di Johto 5. / Cable 5. (reso elettronicamente simile ad un mantra suonato al didjeridoo, mentre i battiti tengono un ritmo percussivo quasi etnico), ai rintocchi onirici e vagamente romantici di Etäisyys / Distance, alla sospesa rarefazione di Routa-Olio / Groundfrost-Being, alla tensione thriller nel climax di Arktinen / Arctic (a metà tra vecchia EBM e industrial-ambient alla Reznor), e alla definitiva inclusione anche del "microsound" tipico di Ryoji Ikeda e del primo Alva Noto tra le esplorazioni presenti, con Valomuuntaja / Light-Transformer (per la verità tensione già anticipata nella più breve e più musicale Riimu / Halter, del primo disco).
Il terzo disco si focalizza sull'ambizione più elevata del duo, ovvero la composizione d'avanguardia, e rappresenta un aggiornamento della Musique concrète di Pierre Henry all'era del laptop. Le tracce sono per la maggior parte lunghe (i 10-11 minuti di Viemärimaailma / Sewageworld e Käytävä / Corridor, i 9-10 minuti di Ilma / Air e Selittämätön / Inexplicable, i ben 18 minuti della finale Linjat / Lines), ma giocano principalmente con il silenzio, che viene esaltato o improvvisamente interrotto da continue tensioni delle agitate texture ambientali.
In conclusione d'opera, i Pan Sonic lasciano un intero quarto disco alla traccia unica Säteily / Radiation, lunga 61 minuti e dedicata al minimalista Charlemagne Palestine, anche se ispirata principalmente dalle composizioni elettroniche di Eduard Artemyev (celebre per le colonne sonore dei film di Andrej Tarkovskij): si tratta di un colossale e ipnotico tappeto drone, cristallino e ampolloso, che muta forma e timbro lentamente ma senza sosta, aumentando e diminuendo d'intensità, diventando per brevi momenti anche rumoristico, per poi spegnersi improvvisamente.
Pur con tutti i suoi impliciti difetti, non ultima un'autoindulgenza tanto sfrenata quanto necessaria al raggiungimento dell'ambizioso scopo, Kesto può essere elevato a degno rappresentante di tutti i progressi tecnologici e sperimentali compiuti dalla generazione dei 2000s nel campo dell'elettronica d'avanguardia.

Resurrection River (2005) è un'altra collaborazione con Alan Vega, mentre Nine Suggestions (2005) è una collaborazione con John Duncan.

Katodivaihe (2007) è una pallida propaggine degli esperimenti già sviscerati su Kesto.





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Copyright © Matthias Stepancich