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The Police

Outlandos d'Amour (1978)
7/10
Reggatta de Blanc (1979) 7.5/10
Zenyattà Mondatta (1980)
7/10
Ghost in the Machine (1981) 6.5/10
Synchronicity (1983) 7.5/10



Della costola più pop della cosiddetta "new wave", i The Police sono stati probabilmente i rappresentanti più creativi e influenti.
Fondata a Londra nel 1977, in piena esplosione punk-rock, la band consisteva nel trio di Sting (basso e voce, vero nome Gordon Matthew Thomas Sumner), Andy Summers (chitarra, già nei Zoot Money's Big Roll Band e per un paio di mesi anche nei Soft Machine) e Stewart Copeland (batteria), ma inizialmente nella formazione era presente anche il chitarrista Henry Padovani (in breve tempo accostato e poi sostituito da Summers, principalmente per un mero motivo d'abilità tecniche).
In particolare, l'elemento a dare sin dall'inizio la spinta tecnica alla band è decisamente il fondatore Copeland, drummer eclettico nonché probabilmente uno dei più raffinati e preparati nel panorama pop-rock della propria epoca, già studente alla California Western University e alla UC Berkeley nonché ex membro (tra il 1975 e il 1977) dei Curved Air, una delle tante band prog-rock londinesi del periodo.

I The Police trovano le proprie radici nei melodismi pop (con Sting a trovare quasi sempre il pieno equilibrio tra originalità e immediatezza) e nelle musicalità jamaicane per cambiare i connotati al punk-rock, sin dal primo album Outlandos d'Amour (A&M, 1978).
L'opener Next to You è una cavalcata punk-rock con Sting a vocalizzare, ammorbidendole, melodie riprese dal rhythm'n'blues; So Lonely palesa le prime influenze reggae, prendendo le intuizioni dei The Clash per svilupparle verso territori più orecchiabili, realizzando uno degli episodi più felici del disco; Roxanne è la grossa hit dell'album, nonché la loro più innovativa rilettura del reggae jamaicano, a partire dalla chitarra sincopata sino ai vocalizzi di Sting; Hole in My Life centrifuga il Merseybeat dei The Beatles, mentre Can't Stand Losing You torna su lidi reggae e confeziona alcune delle melodie più catchy (ma anche banali) del disco. Una scarica di energia colpisce nuovamente l'ascoltatore con Truth Hits Everybody, eccellente escursione in territori più punk-rock, ma il lavoro si chiude con la più ambiziosa Masoko Tanga, infarcita di influenze dalla world-music (chitarre reggae accoppiate ad un baccanale di percussioni, anche se Sting ormai mostra la corda nel suo imitare le voci black dei singer jamaicani).
La band mostra tra l'altro una notevole maturità nei testi, dalle tematiche in contrasto con il pop-rock dell'epoca, e anzi gli episodi musicalmente più commerciali sono forse quelli con le liriche più controverse (Roxanne parla della prostituzione, Can't Stand Losing You accenna al suicidio).

Il secondo album Reggatta de Blanc (A&M, 1979) trasporta il loro sound d'esordio verso territori più articolati.
L'influenza principale della band è ancora il reggae (già dal titolo del disco stesso), che tuttavia viene ora rivisitato e ritrattato tramite un'operazione che ne toglie ogni populismo e anzi ne aumenta il dramma grazie ad un'ottica più legata alla "new wave" della prim'ora.
Non è un caso che difatti l'opener sia Message in a Bottle, un disperato dramma personale nonché in generale una delle hit più riuscite della band a livello compositivo. Altri vertici dell'album sono la strumentale-tribale title-track, il garage-rock di It's Alright for You (con parti tirate a mille alternate a chorus melodico e pause riflessive), il pop-rock sincopato di Deathwish (basso e batteria robotici, chitarre folk), il reggae solitario e atmosferico di Walking on the Moon, le cui linee di basso resteranno tra le più esemplari e rappresentative di Sting, il rock'n'roll tiratissimo della conclusiva No Time This Time.
Per il trio è l'album della maturità.

Il terzo album Zenyattà Mondatta (A&M, 1980) lascia da parte ogni distorsione punk-rock, e trasforma le ritmiche reggae (progressivamente sempre meno presenti nel sound della band) in tappeti per escursioni melodiche soffuse (Don't Stand So Close to Me, introdotta da un cupo synth e arrangiata da chitarre dissonanti, gli intermezzi della più smorzata Driven to Tears).
In tracce come When the World Is Running Down il trio si dimostra desideroso di seguire i trend pop del momento, così come nell'infantile motivetto di De Do Do Do, De Da Da Da, brutalizzato tuttavia da un tappeto di chitarre effettate, graffianti e quasi dissonanti; sempre nell'ottica di musica per le masse, la band va anche a scomodare il funky-disco con vocalizzi tribali (Voices Inside My Head), e si promulga in proclami pacifisti (Bombs Away).
L'album suona estremamente commerciabile e accessibile, ma non si tratta di una vera svendita: le liriche restano generalmente adulte, le melodie virano spesso verso una dimensione riflessiva, le chitarre cercano la ricercatezza anche nei momenti più pop, e le ultime tracce (l'horror-score cinematica Behind My Camel, il reggae-pop jazzato Man in a Suitcase, il reggae delirante Shadows in the Rain e la conclusiva strumentale jazz-rock The Other Way of Stopping) suonano originali quanto basta per far perdonare un certo abuso dei cliché più modaioli.

Il quarto album Ghost in the Machine (A&M, 1981), una sorta di concept ispirato dagli scritti di Arthur Koestler, vede la propria principale novità nel largo utilizzo di tastiere e synth, come dettato dai trend pop del periodo. Altro elemento, però, stavolta non di tendenza, è il largo utilizzo del sassofono.
L'opener Spirits in the Material World è la perfetta combinazione delle vecchie influenze reggae e delle nuove influenze synth-pop; Every Little Thing She Does Is Magic è una delle prime escursioni prettamente "romance" della band, con arrangiamento al pianoforte e ritmiche simil-caraibiche. Altre sfumature derivanti dalla world-music si possono trovare in Hungry for You, cantata principalmente in francese, e nel dark-synth-pop di Invisible Sun, uno dei vertici dell'album.
La vena politica pacifista e populista già comparsa in passato su pezzi come Bombs Away ritorna prepotente su One World (Not Three), Too Much Information e Rehumanize Yourself.
La chiusura dell'album è affidata ai piccoli drammi di Omegaman, Secret Journey e soprattutto Darkness, tracce relativamente "oscure" e cupe per i canoni della band.
Guest alle tastiere c'è Jean Roussel.

Il quinto album Synchronicity (A&M, 1983) prosegue l'immersione nelle atmosfere synth-pop, ma infarcisce il sound di ricercatezze provenienti da una gamma stilistica sempre più eterogenea.
Pezzi come Synchronicity I (tastiere quasi prog-rock, ritmica upbeat, arrangiamenti di archi, fiati e pianoforte), Walking in Your Footsteps (intinta nella world-music, con flauti e percussioni tribali), O My God (un elegante jazz-rock), Mother (voce drammatica come da tradizione new-wave più espressionista, elementi di world-music sulla scia dei Talking Heads), Miss Gradenko (con liriche dall'elevata temperatura socio-politica) e Synchronicity II (che getta nello stesso calderone hard-rock, arrangiamenti tastieristici, vocalizzi blues, ritmiche jazz, riverberi quasi cacofonici degli strumenti) sono un esplosivo catalogo di tutte le skills della band, ora più matura che mai.
A seguire Every Breath You Take, una delle ballad melodiche più raffinate della sua decade e non solo, che diventa in breve una hit (e un classico), anche grazie ad un testo dalla doppia chiave di lettura, sia romantico sia inquietante in parti uguali.
In chiusura il synth-pop-rock esotico di King of Pain, il reggae-pop di Wrapped Around Your Finger, e il pop onirico-mistico di Tea in the Sahara.
Su CD e audiocassetta compare anche un'undicesima traccia, Murder by Numbers.
L'album è il loro apice sia qualitativo sia commerciale, con ben 8 dischi di platino conquistati nei soli USA.

La band si scioglie tre anni più tardi, al vertice della propria carriera.
I tre membri porteranno avanti diversi altri progetti, tra i quali spiccherà in termini di successo commerciale la carriera pop di Sting solista, anche se a livello qualitativo i lavori migliori saranno quelli di Copeland, che dimostrerà ulteriorimente il proprio eclettismo tra composizioni per soundtrack cinemtagrafiche, composizioni per videogiochi, balletti, supergruppi jazz-rock (due album con gli Animal Logic, assieme a Stanley Clarke e Deborah Holland; un album con gli Oysterhead assieme a Les Claypool dei Primus e Trey Anastasio dei Phish).

Per il loro trentesimo anniversario, il trio si riforma poi temporaneamente per una serie di tour tra il 2007 e il 2008.


 





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