Y
(Radar, 1979)
Album
Uno dei massimi vertici della new-wave
britannica, Y, debutto dei The Pop Group
di Bristol, è uno di quei dischi che influenzeranno il rock
(e l'avanguardia) inglese per i vent'anni successivi.
Seguendo la scia del crossover stilistico di alcune delle più
creative band post-punk, il gruppo di Mark Stewart (vocalizer eccezionale,
espressionista come da tradizione new-wave ma anche rabbioso, paranoico
e frustrato) getta nello stesso calderone le chitarre abrasive del
punk-rock (decostruite come nei Talking
Heads), un basso estremamente dub-funk (alla Gang
of Four), e un baccanale di percussioni molto più vicino
alle epopee concettuali dei The Residents
piuttosto che alla world-music.
Y è un album-evento, e mostra come in realtà
il nome del gruppo sia una divertente autoironia: i The Pop Group
suonano come l'esatta antitesi del pop e della musica consumistica.
Su CD la prima traccia è She Is Beyond Good and Evil,
loro singolo di debutto, che in realtà non è nulla di
più che un'introduzione non troppo sconvolgente al loro mondo;
su vinile lo spettacolo comincia invece con Thief of Fire
(voce straziata, tappeto tribale, basso funk, chiusura noise e sospesa
in un'aria avanguardista), seguita dalla ricercata Snowgirl
(struttura jazz, basso dub, pianoforte impazzito nella migliore tradizione
avant-garde, vocals folli alla The Residents) e dall'eccezionale
Blood Money (climax di noise e percussioni primitive,
campionamenti di drum-machine e di voci distorte, coda noise e tribale:
i The Residents che viaggiano nel futuro e si incontrano
con i cLOUDDEAD); We Are Time,
più musicale, ha un eccellente lavoro di chitarre, una linea
di basso penetrante, e una costruzione compositiva derivante direttamente
dal free-jazz, con una sperimentale coda di delay; Savage
Sea, uno dei vertici, è una curatissima ed emotiva
sperimentazione in cui il pianoforte moderno incontra droni oscuri
e voci filtrate; Words Disobey Me e Don't
Call Me Pain tornano in una dimensione psichedelica e free-jazz,
con la prima portata avanti dal potentissimo basso di Underwood, e
la seconda avvolta dai fiati dissonanti (e guidata da uno Stewart
lisergico e febbricitante, sulla scia di Jim Morrison); The
Boys from Brazil è la traccia più tribale e
ipnotica, immersa in droni e delay; la chiusura Don't Sell
Your Dreams è uno studio sul contrasto silenzio-rumore.
I The Pop Group ripescano il free-jazz e la psichedelia,
per aggiornare la formula all'era delle contaminazioni post-punk.
La loro opera si eleva enormemente al di sopra dalle sperimentazioni
di loro contemporanei come Talking Heads o Gang of Four,
e va a congiungersi ai lavori dei migliori The Residents
e Pere Ubu. La loro espressione musicale
dipinge un mondo disperato, in cui l'uomo moderno è più
che mai una creatura primitiva e vittima di se stessa.
LINE UP
Mark Stewart - Guitar, Vocals
John Waddington - Guitar
Gareth Sager - Guitar
Simon Underwood - Bass
Bruce Smith - Drums, Percussion
TRACKLIST
1. She Is Beyond Good and Evil – 3:23 (CD only)
2. Thief of Fire – 4:35
3. Snow Girl – 3:21
4. Blood Money – 2:57
5. We Are Time – 6:29
6. Savage Sea – 3:02
7. Words Disobey Me – 3:26
8. Don't Call Me Pain – 5:35
9. The Boys from Brazil – 4:16
10. Don't Sell Your Dreams – 6:40
For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder?
(Rough Trade, 1980)
Album
Secondo album per i The Pop Group
di Mark Stewart, For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder?
esce nel 1980 e si concentra su una rilettura sperimentale e assurda
delle sonorità funk.
Forces of Oppression è una breve apertura
con bassi pompatissimi, voce roca e filtrata, basso pienamente funk
e drum-machine campionata; Feed the Hungry è
un funk primitivo e stravolto nelle dissonanze; One Out of
Many è un proto-rap su tappeto tribale arabeggiante
e rumoristico, fra le cui trame spicca un pianoforte impazzito. Il
disco prosegue poi su questi binari, combinando uno stravolgimento
avanguardista e free-jazz del funk ad una ricerca tribale e istintiva
del ritmo.
La crew proto-rap dei The Last Poets compare come ospite
sul disco, aumentando il senso concettualmente politicizzato dell'opera.
Se spesso l'album porta avanti un discorso di quasi non-musicalità
e rumorismo, c'è da dire che i The Pop Group compiono
sul funk un'operazione simile a quella che un ventennio più
tardi i cLOUDDEAD compiranno sull'hip-hop,
e che For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder? rappresenta
il passo più estremo e sperimentale mai compiuto dal funk.
La band si scioglierà un anno più tardi per problemi
vari.
Gli acts musicali derivanti (tra cui Rip Rig & Panic
e Pigbag, nonché Mark Stewart solista) proseguiranno
a comporre lavori degni di nota, oltre che a gettare le basi per quella
che diverrà la scena trip-hop di Bristol.
LINE UP
Mark Stewart - Guitar, Vocals
John Waddington - Guitar
Gareth Sager - Guitar
Simon Underwood - Bass
Bruce Smith - Drums, Percussion
Guests:
The Last Poets - vocals
TRACKLIST
1. Forces Of Oppression - 2:33
2. Feed the Hungry - 4:15
3. One Out of Many - 1:52
4. Blind Faith - 4:03
5. How Much Longer - 4:57
6. Justice - 3:06
7. There Are No Spectators - 4:13
8. Communicate - 4:40
9. Rob a Bank - 2:18