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The Pop Group

Y (1979) 8.5/10
For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder? (1980)
7.5/10



Y
(Radar, 1979)
Album

Uno dei massimi vertici della new-wave britannica, Y, debutto dei The Pop Group di Bristol, è uno di quei dischi che influenzeranno il rock (e l'avanguardia) inglese per i vent'anni successivi.
Seguendo la scia del crossover stilistico di alcune delle più creative band post-punk, il gruppo di Mark Stewart (vocalizer eccezionale, espressionista come da tradizione new-wave ma anche rabbioso, paranoico e frustrato) getta nello stesso calderone le chitarre abrasive del punk-rock (decostruite come nei Talking Heads), un basso estremamente dub-funk (alla Gang of Four), e un baccanale di percussioni molto più vicino alle epopee concettuali dei The Residents piuttosto che alla world-music.
Y è un album-evento, e mostra come in realtà il nome del gruppo sia una divertente autoironia: i The Pop Group suonano come l'esatta antitesi del pop e della musica consumistica.
Su CD la prima traccia è She Is Beyond Good and Evil, loro singolo di debutto, che in realtà non è nulla di più che un'introduzione non troppo sconvolgente al loro mondo; su vinile lo spettacolo comincia invece con Thief of Fire (voce straziata, tappeto tribale, basso funk, chiusura noise e sospesa in un'aria avanguardista), seguita dalla ricercata Snowgirl (struttura jazz, basso dub, pianoforte impazzito nella migliore tradizione avant-garde, vocals folli alla The Residents) e dall'eccezionale Blood Money (climax di noise e percussioni primitive, campionamenti di drum-machine e di voci distorte, coda noise e tribale: i The Residents che viaggiano nel futuro e si incontrano con i cLOUDDEAD); We Are Time, più musicale, ha un eccellente lavoro di chitarre, una linea di basso penetrante, e una costruzione compositiva derivante direttamente dal free-jazz, con una sperimentale coda di delay; Savage Sea, uno dei vertici, è una curatissima ed emotiva sperimentazione in cui il pianoforte moderno incontra droni oscuri e voci filtrate; Words Disobey Me e Don't Call Me Pain tornano in una dimensione psichedelica e free-jazz, con la prima portata avanti dal potentissimo basso di Underwood, e la seconda avvolta dai fiati dissonanti (e guidata da uno Stewart lisergico e febbricitante, sulla scia di Jim Morrison); The Boys from Brazil è la traccia più tribale e ipnotica, immersa in droni e delay; la chiusura Don't Sell Your Dreams è uno studio sul contrasto silenzio-rumore.
I The Pop Group ripescano il free-jazz e la psichedelia, per aggiornare la formula all'era delle contaminazioni post-punk. La loro opera si eleva enormemente al di sopra dalle sperimentazioni di loro contemporanei come Talking Heads o Gang of Four, e va a congiungersi ai lavori dei migliori The Residents e Pere Ubu. La loro espressione musicale dipinge un mondo disperato, in cui l'uomo moderno è più che mai una creatura primitiva e vittima di se stessa.


LINE UP
Mark Stewart - Guitar, Vocals
John Waddington - Guitar
Gareth Sager - Guitar
Simon Underwood - Bass
Bruce Smith - Drums, Percussion

TRACKLIST
1. She Is Beyond Good and Evil – 3:23 (CD only)
2. Thief of Fire – 4:35
3. Snow Girl – 3:21
4. Blood Money – 2:57
5. We Are Time – 6:29
6. Savage Sea – 3:02
7. Words Disobey Me – 3:26
8. Don't Call Me Pain – 5:35
9. The Boys from Brazil – 4:16
10. Don't Sell Your Dreams – 6:40




For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder?

(Rough Trade, 1980)
Album

Secondo album per i The Pop Group di Mark Stewart, For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder? esce nel 1980 e si concentra su una rilettura sperimentale e assurda delle sonorità funk.
Forces of Oppression è una breve apertura con bassi pompatissimi, voce roca e filtrata, basso pienamente funk e drum-machine campionata; Feed the Hungry è un funk primitivo e stravolto nelle dissonanze; One Out of Many è un proto-rap su tappeto tribale arabeggiante e rumoristico, fra le cui trame spicca un pianoforte impazzito. Il disco prosegue poi su questi binari, combinando uno stravolgimento avanguardista e free-jazz del funk ad una ricerca tribale e istintiva del ritmo.
La crew proto-rap dei The Last Poets compare come ospite sul disco, aumentando il senso concettualmente politicizzato dell'opera.
Se spesso l'album porta avanti un discorso di quasi non-musicalità e rumorismo, c'è da dire che i The Pop Group compiono sul funk un'operazione simile a quella che un ventennio più tardi i cLOUDDEAD compiranno sull'hip-hop, e che For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder? rappresenta il passo più estremo e sperimentale mai compiuto dal funk.

La band si scioglierà un anno più tardi per problemi vari.
Gli acts musicali derivanti (tra cui Rip Rig & Panic e Pigbag, nonché Mark Stewart solista) proseguiranno a comporre lavori degni di nota, oltre che a gettare le basi per quella che diverrà la scena trip-hop di Bristol.


LINE UP
Mark Stewart - Guitar, Vocals
John Waddington - Guitar
Gareth Sager - Guitar
Simon Underwood - Bass
Bruce Smith - Drums, Percussion

Guests:
The Last Poets - vocals


TRACKLIST
1. Forces Of Oppression - 2:33
2. Feed the Hungry - 4:15
3. One Out of Many - 1:52
4. Blind Faith - 4:03
5. How Much Longer - 4:57
6. Justice - 3:06
7. There Are No Spectators - 4:13
8. Communicate - 4:40
9. Rob a Bank - 2:18





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