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Puscifer
Puscifer è il moniker dietro cui si nasconde
il progetto musicale più personale e "privato" di
Maynard James Keenan, vocalist dei Tool e degli
A Perfect Circle.
Prendendo il nome da un aneddoto della sit-com Mr. Show (nel
cui primo episodio figurava appunto una fantomatica band di nome "Puscifer",
con Keenan e Adam Jones tra i membri), Puscifer è
diventato un progetto musicale vero e proprio nel 2003, quando Keenan
ha firmato in questo modo il pezzo REV 22:20 (scritto
per la colonna sonora del film Underworld).
Si è poi tornati a parlare di Puscifer nel 2005 (quando
un remix di REV 22:20 a cura di Charlie Clouser,
uno dei collaboratori più stretti di Trent Reznor, è
finito nella OST del film Saw II) e successivamente nel 2006
(quando un nuovo singolo, The Undertaker, remixato
dal celebre Danny Lohner, è finito nella OST del film Underworld:
Evolution).
Con la chiusura del progetto A Perfect Circle,
Keenan ha deciso infine di dare un meritato spazio a Puscifer,
dapprima con il singolo di lancio goliardico Cuntry Boner,
una parodia triviale del country (nonché cover di un pezzo
degli Electric Sheep, la vecchia band in cui suonavano Tom
Morello e Adam Jones), poi con l'EP Don't Shoot the Messenger
(Puscifer Entertainment, 2007), raccolta di tutti i pezzi apparsi
fin'ora a nome Puscifer più l'inedito Trekka
(Sean Beaven Mix).
Pochi giorni più tardi esce anche un vero e proprio album,
intitolato "V" Is for Vagina (Puscifer
Entertainment, 2007).
L'approccio da riservare a quest'ultimo è abbastanza chiaro
non solo osservando titolo e cover dello stesso, ma anche ascoltando
l'assurda Cuntry Boner o venendo a sapere che Puscifer
promuove anche un'omonima linea d'abbigliamento.
Passando al disco,
la definizione più esatta l'ha data lo stesso Keenan in un'intervista:
"Simply a playground for the various voices in my head [...]
a space with no clear or discernible goals [...] where my Id, Ego,
and Anima all come together to exchange cookie recipes".
"V" Is for Vagina è insomma una
raccolta di diverse idee (abbastanza strampalate o fuori dai canoni
da non poter venir discusse negli altri suoi progetti musicali) che
Keenan ha sviluppato come espressione di sé, in modo immediato
e tutto personale (come sempre in Keenan la vena goliardica non ha
un inizio ed una fine, ma è qualcosa di vitale e impulsivamente
inconscio).
L'ascoltatore si trova in una stanza buia di fronte ad un mosaico
di frammenti sparsi nel caos, spesso raccolti tramite ripetizioni
riflettenti l'istintività della composizione. Raccattandoli
e riorganizzandoli ci si accorge ad ogni modo che Keenan in questo
lavoro non ci ha messo il cuore ma appunto solo l'istinto, ed in particolare
ascoltando gli ultimi due pezzi (il delirio psichedelico-mistico allucinato
di Sour Grapes ed un remix intimista ed etereo di
REV 22:20) ci si rammarica che anche nel resto del
disco non vi siano stati impegni estetici orientati in tali direzioni:
Queen B. e DoZo sono due pezzi troppo
ripetitivi e derivativi (dal trip-hop ipnotico di scuola inglese),
mentre Vagina Mine e Momma Sed (quest'ultima
scritta assieme a Commerford e Wilk dei Rage Against
the Machine) due riproposte un po' più oscure, con i medesimi
timbri vocali, la prima più affascinante nelle atmosfere (e
nel languido basso) e la seconda forse la traccia più catchy
del disco, ma ugualmente troppo pallide per convincere realmente.
Con Drunk with Power, The Undertaker
(remixata in una versione differente e meno industriale) e Trekka
si rialza il livello generale, grazie ad un trittico molto compatto
(d'altronde in due delle tracce collabora Lustmord) e un po' autocompiaciuto,
ma dalle sfumature viscerali apprezzabili (specie in Trekka
(Sean Beaven Mix), già presente in Don't
Shoot the Messenger, a
cui presta alcune voci di sottofondo anche l'ex Swans
Jarboe).
Infine lo show si chiude con Indigo Children (la
traccia forse più percorsa da scariche elettroniche inquiete
di marchio Nine Inch Nails), e con
le già citate Sour Grapes e REV 22:20
(Dry Martini mix), ovvero i due episodi migliori di tutto
l'album.
"V" Is for Vagina è un disco con
evidenti e disorientanti lacune, ma sono tutte lacune volute già
in partenza, in una sorta di divertimento un po' intellettuale, un
po' mistico, un po' infantile, un po' sovversivo (è decisamente
un lavoro nato e progredito in senso contrario alle più comuni
"regole di mercato"); incuriosirà molti, suonerà
troppo "fuori dai canoni" o enigmatico ad altri, e divertirà
specialmente i fan di Keenan, oramai abituati alla sua personalità
eccentrica ma capace di stupire regolarmente ad ogni appuntamento.
"V" Is for Viagra. The Remixes (Puscifer
Entertainment, 2007) è un inutile disco di remix (10 nuovi mix
dei pezzi del disco di debutto "V" is for Vagina,
e due mix alternativi del singolo goliardico Cuntry Boner).
Lunga la parata di artisti che hanno collaborato alle tracce, tra i
quali gli immancabili John Eustis e Danny Lohner, ma si raggiunge un
livello qualitativo sufficiente solamente nell'inquietante remix di
Drunk With Power, fatto da Joey Jordison degli Slipknot,
e su quello in crescendo di Trekka, opera di Aaron
Turner degli Isis. Nei restanti casi, le tracce
originarie vengono semplicemente affogate negli overdub industriali,
o ricollocate su background ritmici electro-dance o trip-hop.
"D" Is for Dubby - The Lustmord Dub Mixes (Puscifer Entertainment, 2008) contiene trascurabili remix opera del maestro dark-ambient Lustmord, già guest per i Tool.
L'EP "C" Is for (Please Insert Sophomoric Genitalia Reference HERE) (Puscifer Entertainment, 2009) contiene le registrazioni live di Momma Sed (con arpeggi chitarristici "acquatici" e piglio psichedelico, tanto da somigliare ad alcuni live dei Tool) e Vagina Mine (con sezione ritmica più abrasiva dell'originale), già sull'album di debutto, più gli inediti Polar Bear (a cui il guest Joshua Eustis conferisce l'inconfondibile tocco sonoro elettronico alla Telefon Tel Aviv), The Mission "M Is for Milla Mix" (con tappeto industrial-trip-hop di un prevedibile Danny Lohner e contributi vocali dell'attrice Milla Jovovich), Potions "Deliverance Mix" (con base di Mat Mitchell e Trent Reznor, che da classico beat electro-industrial alla Year Zero evolve verso arrangiamenti acustici mediorientali), e The Humbling River (con introduzione in arpeggiato e melodia vocale vicina agli A Perfect Circle di pezzi come Gravity, e successivo ingresso di percussioni ipnotiche, lontana chitarra mediorientale, voce femminile di Carina Round, arrangiamenti d'archi).
Nonostante il palese manierismo stilistico della lista di guest, il lavoro segna un distacco dall'anima più goliardica e fine a se stessa del progetto, tornando sui passi iniziali e facendo presagire un futuro full-length più orientato al pubblico.
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