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Ramones

Ramones (1976)
8/10
Leave Home (1977)
7/10
Rocket to Russia (1977)
8/10
Road to Ruin (1978)
7/10
End of the Century (1980)
7/10
Pleasant Dreams (1981)
6/10
Subterranean Jungle (1983)
6/10
Too Tough to Die (1984)
6.5/10
Animal Boy (1986)
6/10
Halfway to Sanity (1987)
6/10
Brain Drain (1989)
6/10
Mondo Bizarro (1992)
6.5/10
¡Adios Amigos! (1995)
6/10

Joey Ramone - Don't Worry About Me (2002)
6/10



Ramones
(Sire Records, 1976)
Album

Formatisi a New York (più precisamente a Forest Hills, Queens) nel 1974, i Ramones sono una band fondamentale nella storia del rock, essendo i musicisti ad aver completato la trasformazione del garage rock nel punk-rock. Joey e soci sono in effetti non solo l'ultimo anello di congiunzione tra garage e punk, ma si può tranquillamente considerarli anche come primo gruppo effettivamente punk-rock.

I Ramones erano tutti grandi fan del garage rock e di alcuni gruppi poi considerati "protopunk" come The Dictators e New York Dolls, e nello specifico Johnny e Tommy provenivano da una band garage, e Joey da una band glam-rock.
Dopo un disastroso primo live al Performance's Studio, l'esordio vero e proprio della band è il 16 agosto 1974 al CBGB di Manhattan; soddisfatto dal loro sound, il gestore Hill Kristal continua a farli esibire fino al 1975, e rapidamente diventano la punta di diamante del locale, trasformandolo nella nuova realtà alternativa di New York, nonché attirando come pubblico personalità del calibro di Lou Reed e Andy Warhol.

Nel loro omonimo esordio, realizzato in due settimane a low budget e destinato (assieme ai due successivi album) ad avere un peso storico enorme, gli elementi di base sono tutti provenienti dalla cultura garage, surf e beat: basso e chitarra registrati su due canali opposti e batteria nel canale centrale, come nei The Beatles; melodie vocali legate al surf-rock dei The Beach Boys, spesso accompagnate anche da cori; tematiche provenienti dalla junk culture, come nei The Dictators. A ciò si aggiunga che i Ramones utilizzano lo pseudonimo "Ramone"
in relazione allo pseudonimo con cui Paul McCartney alloggiava negli hotel, Joey si ribattezza in tal modo come tributo al cantante bubblegum-pop Joey Levine, e il gruppo si costruisce un look (giubbotti di pelle, T-shirt, jeans strappati, sneakers e capelli lunghi) che è un'evoluzione "punk" di quello dei The Dictators.
Partendo da queste premesse, la band riesce a utilizzarle per costruire qualcosa di mai sentito prima: ritmi veloci, chitarre distorte a "wall of sound", composizioni primitive e brutali, elogio iconoclasta e anti-istituzionale del divertimento e della vita di tutti i giorni.

Blitzkrieg Bop (scritta da Tommy Ramone) è il loro primo singolo nonché la prima traccia dell'album, e diventa l'inno di una nuova era, restando negli anni la canzone-simbolo del gruppo: musica semplicistica (la strofa consiste in tre accordi sparati alla chitarra elettrica), testo minimale (strofa e ritornello ripetuti in successione), e il genuino motto "Hey-ho, let's go" a coronare il tutto.
La spregiudicata Beat on the Brat e la velocissima Judy Is a Punk mostrano tutto l'humor caustico e la voluta demenzialità della band, entrando nel cuore dei teenager che cercavano un antidoto alla noia quotidiana; I Wanna Be Your Boyfriend è una parodia delle love-song radiofoniche; Now I Wanna Sniff Some Glue parla dei giovani tossici di Forest Hills, ed esplode in uno dei riff più travolgenti di Johnny; 53rd & 3rd è riferita alla prostituzione maschile; Today Your Love, Tomorrow the World riesce a ironizzare perfino sul nazismo (e risultando quindi essere il primo esempio di tematiche naziste nella musica punk), provocando il rifiuto da parte di molte stazioni radiofoniche a mettere in airplay la band; Chain Saw e I Don't Wanna Go Down to the Basement incorporano invece per la prima volta tematiche da horror-movies al punk; d'obbligo menzionare anche I Don't Wanna Walk Around With You e Havana Affair, altri due classici.

Da segnalare una rimasterizzazione su CD del 2001, che presenta anche una serie di demo e rarità, tra le quali spicca l'originale versione di Blitzkrieg Bop (quella registrata come singolo), ancora più coinvolgente della versione album.



LINE-UP
Joey Ramone – vocals
Johnny Ramone – guitar
Dee Dee Ramone – bass guitar
Tommy Ramone – drums, producer

TRACKLIST
1. Blitzkrieg Bop – 2:14
2. Beat on the Brat – 2:31
3. Judy is a Punk – 1:32
4. I Wanna Be Your Boyfriend – 2:24
5. Chain Saw – 1:56
6. Now I Wanna Sniff Some Glue – 1:35
7. I Don't Wanna Go Down to the Basement – 2:38
8. Loudmouth – 2:14
9. Havana Affair – 1:56
10. Listen to My Heart – 1:58
11. 53rd & 3rd – 2:21
12. Let's Dance – 1:51
13. I Don't Wanna Walk Around With You – 1:42
14. Today Your Love, Tomorrow the World – 2:12




Leave Home
(Sire Records, 1977)
Album

Secondo album dei Ramones, Leave Home viene registrato dopo una serie di tour, e presenta negli intenti composizioni più heavy (vedi il riffing di Johnny), ma la produzione (di
Tony Bongiovi), pur essendo molto curata, non rende giustizia al sound della band, ammorbidendolo eccessivamente. Questo ostacola le scariche di potenza che i pezzi di Leave Home avrebbero invece comunicato in live.
L'album presenta comunque due pezzi che entreranno tra i classici della band: la furibonda Gimme Gimme Shock Treatment e la geniale Pinhead (contenente il motto "Gabba gabba hey"), horror-punk con un testo ispirato dal film cult Freaks.
Da ricordare anche una stupenda versione di California Sun (originariamente dei The Rivieras, ma l'idea della cover in versione rock viene ancora una volta dai The Dictators) e il surf-rock stravolto di Oh Oh I Love Her So.
Carbona Glue, "sequel" di Now I Wanna Sniff Some Glue, è presente solo nelle prime stampe, poi verrà tolta per via delle controversie (il testo riguardante il consumo di droghe, nonché la citazione del marchio industriale Carbona), venendo sostituita da Baby Sitter per gli album destinati al mercato europeo e dall'ottima Sheena Is a Punk Rocker (versione singolo) per gli album destinati al mercato statunitense e al resto del mondo.



LINE-UP
Joey Ramone – vocals
Johnny Ramone – guitar
Dee Dee Ramone – bass guitar
Tommy Ramone – drums, producer

TRACKLIST
1. Glad to See You Go – 2:10
2. Gimme Gimme Shock Treatment – 1:38
3. I Remember You – 2:15
4. Oh Oh I Love Her So – 2:03
5. Carbona Not Glue – 1:52
6. Suzy Is a Headbanger – 2:08
7. Pinhead – 2:42
8. Now I Wanna Be a Good Boy – 2:10
9. Swallow My Pride – 2:03
10. What's Your Game – 2:33
11. California Sun – 1:58
12. Commando – 1:51
13. You're Gonna Kill That Girl – 2:36
14. You Should Never Have Opened That Door – 1:54



Rocket to Russia
(Sire Records, 1977)
Album

Rocket to Russia è il terzo disco, nonché quello della maturità, per i Ramones
.
Per riparare alla principale pecca del precedente Leave Home, ovvero la produzione troppo morbida, stavolta Tommy se ne occupa maggiormente rispetto a Bongiovi, e il risultato è un sound grezzo e travolgente.
La quantità di pezzi destinati a restare fra i capolavori del gruppo e dell'intero genere musicale del punk-rock è impressionante: Cretin Hop, spettacolare e demenziale; Rockaway Beach, trascinante e potentissimo surf-rock; Here Today, Gone Tomorrow, ballata beat rivista sotto un'ottica punk; I Don't Care, inno al menefreghismo; Sheena Is a Punk Rocker, altro epico stravolgimento del surf-rock, che presenta per la prima volta un riferimento all'etichetta "punk-rock", di fatto "ufficializzandola"; We're a Happy Family, caustico pezzo dedicato a tutti i giovani che non si sentono parte della loro famiglia; Teenage Lobotomy, anthem generazionale nella loro classica vena demente; la conclusiva Why Is It Always This Way?, e la sarcastica power-ballad I Wanna Be Well.
Do You Wanna Dance? e Surfin' Bird sono due travolgenti cover, la prima dei The Beach Boys (che portarono al successo l'originale di Bobby Freeman) e la seconda dei The Trashmen (che in realtà plagiarono i The Rivingtons).


LINE-UP
Joey Ramone – vocals
Johnny Ramone – guitar
Dee Dee Ramone – bass guitar
Tommy Ramone – drums, producer

TRACKLIST
1. Cretin Hop – 1:56
2. Rockaway Beach – 2:06
3. Here Today, Gone Tomorrow – 2:49
4. Locket Love – 2:11
5. I Don't Care – 1:39
6. Sheena Is a Punk Rocker – 2:49
7. We're a Happy Family – 2:31
8. Teenage Lobotomy – 2:01
9. Do You Wanna Dance? – 1:55
10. I Wanna Be Well – 2:28
11. I Can't Give You Anything – 2:01
12. Ramona – 2:37
13. Surfin' Bird – 2:37
14. Why Is It Always This Way? – 2:15




Road to Ruin
(Sire Records, 1978)
Album

Road to Ruin,
quarto album dei Ramones, vede l'uscita di Tommy (che, stremato dai continui tour, resterà accanto al gruppo solo in veste di co-produttore) e la sua sostituzione alle pelli con Marc Bell (diventato per l'occasione Marky Ramone).
Il disco viene salutato con impressioni discordanti: da una parte esaltato come l'opera della maturità, dall'altro indicato come una delusione.
Il cambiamento principale di Road to Ruin è un apporto maggiore di melodismo pop (le ballate Don't Come Close e Questioningly, ma anche la scelta di includere una cover di Needles & Pins di Jackie DeShannon) e di riffing hard rock (a volte riuscito, come nelle prime due ottime tracce I Just Want to Have Something to Do e I Wanted Everything, e a volte no, come in I Don't Want You e It's a Long Way Back), mentre I'm Against It è uno sfogo che sembra cercare di imitare i Sex Pistols; in generale, il risultato è una notevole perdita di freschezza e di impatto sonoro rispetto ai capolavori.
Tuttavia, gli unici pezzi che spiccano realmente risultano talmente ben riusciti da andare a collocarsi da subito tra i classici della band: il genuino punk-rock di I Wanna Be Sedated e She's the One, la trascinante Bad Brain, e soprattutto la grandiosa opener I Just Want to Have Something to Do (il cui memorabile riff portante riprende e riplasma in versione killer il riff di The Next Big Thing dei The Dictators).



LINE-UP
Joey Ramone – vocals
Johnny Ramone – guitar
Dee Dee Ramone – bass guitar
Marky Ramone – drums

TRACKLIST
1. I Just Want to Have Something to Do – 2:42
2. I Wanted Everything – 3:18
3. Don't Come Close – 2:44
4. I Don't Want You – 2:26
5. Needles & Pins – 2:21
6. I'm Against It – 2:07
7. I Wanna Be Sedated – 2:29
8. Go Mental – 2:42
9. Questioningly – 3:22
10. She's the One – 2:13
11. Bad Brain – 2:25
12. It's a Long Way Back – 2:20




End of the Century
(Sire Records, 1980)
Album

D
esiderosi di una svolta, i Ramones entrano in contatto con il produttore Phil Spector, che si occupa delle registrazioni per il loro quinto album End of the Century.
La collaborazione fa nascere l'album meglio prodotto, più costoso, più ambizioso e più radiofonico della band; questo fa sì che i Ramones finalmente riescano a guadagnarsi gli airplay radiofonici, e ciò rende il disco il più venduto della loro carriera; ma allo stesso tempo è anche la svolta che fa più rabbia ai loro vecchi fan.
Suona decisamente bizzarra la produzione pulita, accurata e tecnica di Spector su un disco dei Ramones, e attraverso i pezzi si avvertono tutte le tensioni che hanno caratterizzato il processo creativo: l'esigente Spector, spendendo giornate su ogni singola canzone (per un gruppo che di solito in una settimana componeva un disco intero) e facendo registrare diversi pezzi decine di volte, aveva causato l'esaurimento nervoso di tutti i componenti (in particolare Dee Dee, che se n'era andato dalle session dopo molto poco).
End of the Century testimonia adeguatamente la fine del decennio, esplorando territori estranei al garage-punk del gruppo, si sentano ad esempio l'opener Do You Remember Rock 'n' Roll Radio? (con tanto di sezione di fiati) e la ballad Danny Says (con le loro influenze vocali surf riutilizzate in un contesto totalmente diverso).
Il disco contiene però anche memorabili tracce punk-rock, come Let's Go, l'old fashion di Rock 'n' Roll High School, e l'anthem Chinese Rock, scritto anni prima da Dee Dee con un contributo di Richard Hell (e già inciso dai The Heartbreakers di Hell e Thunders). The Return of Jackie and Judy è invece il "sequel" di Judy Is a Punk, uno dei loro primi pezzi.
Scadente piuttosto Baby, I Love You, cover dell'omonima zuccherosa hit delle The Ronettes scritta da Spector, il quale è arrivato perfino a minacciare la band purché fosse inclusa nella tracklist; il risultato è quello di un pesce fuor d'acqua all'interno dell'album.



LINE-UP
Joey Ramone – vocals
Johnny Ramone – guitar
Dee Dee Ramone – bass guitar
Marky Ramone – drums

TRACKLIST
1. Do You Remember Rock 'n' Roll Radio? – 3:50
2. I'm Affected – 2:51
3. Danny Says – 3:06
4. Chinese Rock – 2:28
5. The Return of Jackie and Judy – 3:12
6. Let's Go – 2:31
7. Baby, I Love You – 3:47
8. I Can't Make It on Time – 2:32
9. This Ain't Havana – 2:18
10. Rock 'n' Roll High School – 2:38
11. All the Way – 2:29
12. High Risk Insurance – 2:08




Con l'inizio di un nuovo decennio, che nei mass-media già si stava stagliando all'insegna dell'elettro-pop, i Ramones decidono di compiere un ulteriore passo nel melodismo orecchiabile (probabilmente cercando di seguire il successo ottenuto dai The Clash).
Purtroppo Pleasant Dreams (Sire Records, 1981), loro sesto lavoro, non ha il risultato sperato.
Rifiutato sia dal pubblico che dalla critica, il disco in effetti presenta una serie di pezzi che non riescono a sollevarsi dalla sufficienza o dalla (ormai) scontatezza, e risulta particolarmente esagerato specie nell'eccesso di ballad e power-ballad.
Unici picchi dell'album sono, a conti fatti, The KKK Took My Baby Away e We Want the Airwaves.

Messo da parte il melodismo pop del precedente Pleasant Dreams, i Ramones tornano ad una formula più "heavy" con Subterranean Jungle (Sire Records, 1983), loro settimo disco.
Il "mezzo sonoro" convince sicuramente di più (ad eccezione della produzione della batteria), ma il risultato non si discosta molto dal precedente lavoro: una serie di tracce che non riescono ad andare oltre alla sufficienza e al già sentito.
Unici pezzi che spiccano sugli altri: Psycho Therapy, Outsider, Time Bomb.
Time Has Come Today è una buona cover dell'omonimo pezzo del 1968 dei The Chambers Brothers.

Ottavo album dei Ramones, Too Tough to Die (Sire Records, 1984; titolo riferito ad un incidente alla testa capitato a Johnny) vede l'uscita di Marky a causa dei suoi abusi alcolici, e l'entrata di Richie Ramone alla batteria.
Un passo in avanti rispetto alle due precedenti release, il disco cerca di rinnovare la band nel periodo d'oro dell'hardcore americano, spingendo su ritmi più duri e veloci, ed è anche un piccolo trionfo per Dee Dee, che ne compone nove pezzi su tredici.
Apre l'album la potente e heavy Mama's Boy; segue I'm Not Afraid of Life, quasi una versione punk-rock dell'elettro-dark-pop dei Depeche Mode; non deludono nemmeno il punk-rock alla Misfits della title-track e i 55 secondi della strumentale Durango 95.
Altri picchi dell'album sono la potente Wart Hog (cantata da Dee Dee e condita da un testo immorale), le orecchiabili Chasing the Night e Howling at the Moon (contaminate con l'elettro-pop), l'emotiva Daytime Dilemma (Dangers of Love), la ruvida Endless Vacation, e una Planet Earth 1988 influenzata direttamente dall'heavy-metal.
Il risultato complessivo è quello di una band che riesce a cambiare a piacimento la propria formula, restando al passo con i tempi.
Chasing the Night è stata scritta con Busta Jones, Daytime Dilemma con Daniel Rey.

Nono album dei Ramones, Animal Boy (Sire Records, 1986) prosegue una strada che cerca di stare al passo con i tempi, a partire dallo stile canoro di Joey e dal riffing di Johnny (quasi sempre heavy e veloce).
Il disco presenta una serie di buoni episodi: l'opener elettro-pop-punk Somebody Put Something in My Drink, l'ode Love Kills (scritta da Dee Dee in riferimento alla morte dell'amico Sid Vicious), l'esplosiva title-track, il punk-pop della demenziale Something to Believe In, e soprattutto la polemica My Brain is Hanging Upside Down (Bonzo Goes to Bitburg), che denuncia la visita dell'allora Presidente degli USA Ronald Reagan al cimitero nazista di Bitburg (con un testo che rende di fatto esplicita la fine dei Ramones come band goliardica e apolitica).
Per il resto, semplicemente una rassegna di pezzi scadenti iniettati da un sound pop 1980s modaiolo (She Belongs to Me, Crummy Stuff, Mental Hell, Hair of the Dog) o semplicemente punk ma privi di mordente (Apeman Hop, Eat that Rat, Freak of Nature).

Decimo album per i Ramones, Halfway to Sanity (Sire Records, 1987) prosegue su un cammino di sufficienza qualitativa, senza rilevanti cali né rilevanti picchi.
Gli episodi migliori del disco sono senz'altro l'opener I Wanna Live, la ruvida e heavy Bop 'Til You Drop, l'hard-rock/heavy-metal dai tocchi gotici e decadenti di Garden of Serenity (cori e arpeggi da messa nera, percussioni tribali inserite a sprazzi), il punk-rock tinto di hardcore Weasel Face, la non-sense Go Lil' Camaro Go (con Debbie Harry dei Blondie ai cori), e la ruvida I Know Better Them. La seconda metà del disco, invece, non mantiene le aspettative.
La band viene comunque trascinata ora più che mai da Johnny, sempre un passo avanti agli altri.
Richie Ramone lascia la formazione poco prima dell'uscita dell'album.

Undicesimo album per i Ramones, Brain Drain (Sire Records, 1989) viene prodotto da Bill Laswell (già produttore per P.I.L. e Motörhead) e vede alla batteria nuovamente Marky Ramone.
Il sound continua ad essere ruvido, duro, strizzante l'occhio all'hardcore; tuttavia, stavolta i ritmi non sono quasi mai sparati (tranne che in Zero Zero UFO e Ignorance Is Bliss), bensì prediligono le inflessioni hard-rock.
I pezzi però si somigliano tutti, e nell'insieme riescono a spiccare solamente l'opener I Believe in Miracles, la natalizia Merry Christmas (I Don't Want to Fight Tonight), la malinconica e lugubre Pet Sematary, ballad scritta per la colonna sonora dell'omonimo film di Mary Lambert tratto dal romanzo di Stephen King e probabilmente il vertice del disco.
Per il resto, è probabilmente l'album più anonimo mai scritto dalla band.
Palisades Park è la cover di un pezzo di Chuck Barris reso famoso da Freddy Cannon.
Alla fine del successivo tour, inaspettatamente Dee Dee esce dal gruppo; turbato da vari problemi personali, si dà prima ad una carriera nel rap, destinata a non decollare, per poi collaborare ad altri progetti musicali (Chinese Dragons, ICLC, Ramains). Nel frattempo continua comunque a scrivere pezzi per la band.

I principali cambiamenti che investono l'uscita di Mondo Bizarro (Radioactive, 1992), dodicesimo album dei Ramones, sono l'ingresso nella line-up di C.J. Ramone (nuovo bassista e nuova seconda voce, a sostituire in entrambi i ruoli Dee Dee) e la separazione della band con la storica etichetta Sire, per passare alla Radioactive.
Il disco riesce a compiere un deciso passo in avanti rispetto al precedente, presentando una serie di pezzi convincenti: la potente opener Censorshit, contro le battaglie per le censure ai dischi rock; l'ottima power-ballad riflessiva e decadente Poison Heart; il punk-rock venato di hard-rock e blues di Strength to Endure; le trascinanti Main Man e Cabbies on Crack; il punk-rock emozionale di Tomorrow She Goes Away.
La conclusiva Touring è una auto-parodia di Rock 'n' Roll High School, mentre Take It as It Comes è una cover dei The Doors.

Esplicito sin dal titolo, ¡Adios Amigos! (Radioactive, 1995) è il tredicesimo nonché ultimo album in studio dei Ramones.
La cover di I Don't Want to Grow Up di Tom Waits apre decisamente bene il lavoro, e viene seguita dalle eccellenti Makin' Monsters for My Friends e It's Not for Me to Know; altre tracce da ricordare sono The Crusher (scritta da Dee Dee per la sua mai decollata carriera nel rap), la classicamente "joey-ramoniana" Life's a Gas, la ballata She Talks to Rainbows, e la cover di Johnny Thunders I Love You.
La band conclude la carriera su un livello di sufficienza, senza cali ma nemmeno picchi.
Nell'edizione giapponese si può trovare la bonus-track R.A.M.O.N.E.S. (cover dell'omonimo pezzo scritto dai Motörhead come tributo alla band), e nei vinili americani è presente la traccia nascosta Spider-Man.

Il 6 agosto 1996 i Ramones tengono il loro ultimo concerto dal vivo al Palace di Los Angeles, accompagnati per l'occasione da Lemmy Kilmister dei Motörhead, Lars Fredericksen e Tim Armstrong dei Rancid, Eddie Vedder dei Pearl Jam, Chris Cornell e Ben Shepard dei Soundgarden, e Dee Dee Ramone.
Dopo lo scioglimento ufficiale, Marky fonda i Marky Ramone and The Intruders, C.J. fonda i Los Gusanos, Johnny si ritira dalla musica.

Joey prosegue la carriera musicale lavorando come DJ, e nel frattempo scrivendo e registrando quello che sarà il suo unico album da solista, ovvero Don't Worry About Me (Sanctuary, 2002).
Il disco suona come un naturale proseguimento aggiornato del sound "ramonesiano" classico, e ondeggia abilmente tra una decina di pezzi punk-rock melodici di buona fattura; tra tutti spiccano l'opener, ovvero una rockeggiante quanto perfetta e commovente cover della classica What a Wonderful World (scritta originariamente da Bob Thiele e George David Weiss, e resa famosa dalla storica versione di Louis Armstrong), le chitarre frenetiche di Spirit in My House, la cupa Like a Drug I Never Did Before, e la chiusura della title-track (la sua ultima suprema dichiarazione di menefreghismo, stavolta orientato nei confronti di se stesso). L'accoppiata scanzonata di Mr. Punchy e Maria Bartiromo riporta invece alla perfezione ai tempi dei Ramones più surf-rock.
Searching for Something
è un country-rock, 1969 una cover dell'omonimo pezzo dei The Stooges.
Alle registrazioni partecipano Marky Ramone, Daniel Rey, Mickey Leigh, Al Maddy, Joe McGinty, Frank Funaro, Veronica Kofman, Helen Love, Andy Shernoff dei The Dictators, Jerry Only e Dr. Chud dei The Misfits, Captain Sensible dei The Damned.
Joey Ramone scomparirà nel 2001, e l'album uscirà postumo quasi un anno più tardi.
Sarà poi seguito, sempre nel 2002, anche dall'EP Christmas Spirit...In My House, tutto sommato trascurabile.





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