I Red Snapper vengono formati a Londra nel 1993 da
David Ayers (chitarre), Ali Friend (basso) e Richard Thair (batteria).
Il trio si specializza in musica per lo più strumentale al
confine con tutto il panorama dell'elettronica, grazie anche ad una
serie di guest che li aiuta in sampling, arrangiamenti e occasionali
voci.
I loro primi tre EP vengono raccolti su Reeled and Skinned
(Warp, 1995). I pezzi mescolano abilmente battiti elettronici, drumming
reale, fiati e chitarre jazz, basso funk. Al sax c'è il guest
Ollie Moore.
La vera rivelazione
è però l'album Prince Blimey (Warp,
1996). La novità arriva da una più netta contaminazione
con il dub e il trip-hop dei Massive Attack
nei pezzi più lenti (specie a livello di tappeti ritmici, ovvero
battiti e basso), e con una più spiccata vena jazz-rock nelle
tracce più veloci.
I capolavori dell'album sono l'opener Crusoe Takes a Trip
(drumming a metà tra breakbeat e jazz, potenti rimbombi di
basso, campionamenti elettronici, fiati jazz che vanno e vengono nel
background, formando intessiture eccellenti con i synth), Get
Some Sleep Tiger (scatenato pezzo jazz-rock), The
Paranoid (drum'n'bass, voce femminile alla Björk,
solidi fondali di sampling con chitarre e pianoforti soul-jazz), Space
Sickness (fiati jazz epilettici su tappeto electro-breakbeat),
Digging Doctor What What (7 minuti, la traccia più
lunga ed anche più complessa a livello di interazione tra sampling
e strumenti reali, a cavallo tra dub, jazz-funk e breakbeat) e Gridlock
(soffice e profondo ambient).
Sul successivo Making Bones (Warp/Matador, 1999)
i pezzi sono meno sperimentali, ma soprattutto meno travolgenti.
Le tracce migliori sono The Sleepless (hip-hop lento
con background dissonante, basso funky, voce rap, fiati e drumming
jazzati), Image of You (trip-hop guidato da vocalizzi
femminili e archi drammatici, sulla scia dei Portishead),
Bogeyman (trip-hop guidato da tocchi jazz-funk),
Spitalfields (ritmiche epilettiche, fiati jazz, archi
e pianoforte malinconici), Seeing Red (la loro versione
drum'n'bass dei Portishead), Suckerpunch
(che fonde reggae e jazz) e 4 Dead Monks (drumming
trip-hop jazzato, bassi paludosi, climax di fiati dissonanti).
Crease, The Tunnel e Like
a Moving Truck sono invece esperimenti breakbeat/drum'n'bass
tutto sommato trascurabili.
Our Aim Is to Satisfy Red Snapper (Warp/Matador,
2000) in generale pone l'accento sulle ritmiche drum'n'bass/breakbeat,
costruendo pezzi "ballabili" dai suoni elettronici bizzarri
ma nel complesso abbastanza banalotti (Some Kind of Kink,
The Rake, The Rough and the Quick,
Alaska Street). Anche alcune delle parentesi più
downtempo non contengono idee brillanti (la tediosa Don't
Go Nowhere, il reggae scadente di Stole Your Car).
Salvano il disco dall'essere un buco nell'acqua l'opener Keeping
Pigs Together (battito breakbeat, ma ottime tessiture di
droni atmosferici e bassi distorti), Shellback (trip-hop
sbilenco e dissonante, dai leggeri tocchi reggae), Belladonna
(ambient minimalista) e They're Hanging Me Tonight
(travolgente chiusura fra trip-hop, jazz, acuti di chitarra elettrica
e droni dissonanti).
La band si scioglie nel 2002, per poi riformarsi nel 2007.