Filth
(Labour Records, 1983)
Album
Nati nel contesto della "new wave", gli Swans
sono un progetto di Michael Gira e Jonathan Kane
(entrambi ex Circus Mort).
Filth, del 1983, è il loro primo full-length,
nonché uno dei debutti più violenti della sua decade.
Basato su di una melodicità quasi assente, il disco è piuttosto un'esplorazione
nei meandri del male di vivere, del disagio mentale.
Il percorso degli Swans era partito dai
binari della new-wave (come testimonia il primo omonimo EP, del 1982,
4 tracce che tra l'altro in una riedizione di Filth compaiono
come bonus-track), per poi avvicinarsi al movimento No Wave quando
ormai la definizione "new wave" indicava tutto tranne la
loro musica (diventata nel frattempo cupa ed espressionista).
Filth è quindi anche uno dei dischi
più estremi partoriti dalla No Wave: gli Swans utilizzano
sì gli stilemi disumanizzanti ed espressionisti, nonché
i minimalismi, tipici del movimento (minimalismi importati in particolare
da Kane, anche collaboratore di LaMonte Young), ma per costruire uno
squarcio malato, violento e gotico della demenza post-industriale.
Continui rimbombi ed esplosioni della sezione ritmica (i colpi di
Kane uniti alle scosse di ben due bassi) costruiscono una struttura
su cui Gira urla parole in ripetizione, come un malato di mente. Con
la furia chitarristica degli hardcoristi più noise, Westberg
dà invece il tocco più di "rottura" con la
new wave, interessato ad aprire una nuova strada, ben più efferata.
Il tutto è condito dagli effetti di Gira, atti a ribadire l'impronta
altamente industriale dell'operazione.
Si può dire che con Filth nasca l'industrial-metal,
pur non essendo gli Swans assolutamente una band metal, quanto
piuttosto un progetto su binari propri e davvero differenti da quelli
di tutto ciò che si sentiva in giro all'epoca.
LINE-UP
Michael Gira - vocals, bass, tapes
Roli Mosimann - drums, percussion
Norman Westberg - guitar
Harry Crosby - bass
Jonathan Kane - drums, percussion
TRACKLIST
1. Stay Here – 5:44
2. Big Strong Boss – 3:07
3. Blackout – 3:49
4. Power for Power – 6:03
5. Freak – 1:15
6. Right Wrong – 4:48
7. Thank You – 3:56
8. Weakling – 5:30
9. Gang – 3:20
Cop
(K.422, 1984)
Album
Estremizzando ancor di più
lo stile del precedente disco, Gira e soci scrivono, per il loro secondo
full-length Cop, l'equivalente musicale di una lenta
e straziante tortura.
Le ritmiche sono rallentate all'inverosimile, le chitarre producono
solamente noise (tranne l'opener Half Life, che con
i suoi cupi riff lascia credere all'ascoltatore di stare per ascoltare
un album metal), la batteria è più che mai minimale
(anche se Kane non c'è più) e stavolta dai suoni perfetti
e indimenticabili, il basso è più rimbombante e complementare
alla batteria, la voce è lacerata e ridondante come mai prima
d'ora. Gira sembra un prigioniero torturato (in Why Hide),
un demone infernale (in Clay Man), una creatura mostruosa
che si ribella al suo creatore (in
Your Property), e nelle
sue volutamente ripetitive liriche indaga gli istinti più nascosti
dell'animo umano (la paura, l'alienazione, il sadismo, il masochismo).
Il lamento di questo fantasma straziato rappresenta il grido soffocato
di un'umanità ormai succube dell'era post-industriale; Cop
è un disco che come pochi altri dipinge l'inferno che ognuno
ha dentro di sé, l'inferno scatenato dalla privazione dei sentimenti
operata dalla metropolizzazione. Cadenze mostruosamente lente immerse
nelle distorsioni rappresentano la morte fra mille sofferenze (Job),
gli sfoghi di un malato mentale (la title-track),
il recitato inquietante di un profeta folle (Thug).
Un alone industriale estremamente gotico tinge di nero il tutto.
Se il precedente Filth è stato probabilmente un disco
di forte ispirazione per artisti del noise come Steve Albini, Cop
sarà fondamentale per band estreme come i Godflesh
di Broadrick.
Con Filth e Cop, di fatto, nasce concettualmente
l'industrial-metal, perché prima di essi nessuno aveva interpretato
le psicosi industriali attraverso una violenza ed un'efferatezza simili.
LINE-UP
Harry Crosby - bass
Michael Gira - vocals, tapes
Roli Mosimann - drums, tapes
Norman Westberg - guitar
TRACKLIST
1. Half Life – 4:18
2. Job – 4:46
3. Why Hide – 5:50
4. Clay Man – 5:05
5. Your Property – 4:48
6. Cop – 6:47
7. Butcher – 4:02
8. Thug – 5:12
Greed
(K.422, 1986)
Album
Nel 1985, dopo l'EP Young God e il singolo
Time Is
Money (Bastard), gli Swans
fanno uscire il loro terzo full-length.
Greed si differenzia dai suoi predecessori per una
serie di novità: la chitarra non ha più un ruolo prominente
nel costruire le atmosfere e la voce di Gira non è più
lacerata e straziante (caratteristiche
che troviamo solo nella spoglia e cupa Heaven),
mentre la sezione ritmica non è più rallentata all'eccesso.
Viene invece mantenuta la forma-canzone tipica della band, ovvero
la ripetizione continua degli "elementi sonori" per ogni
traccia.
Su Greed, per la prima volta, compare anche il nuovo elemento
della band: Jarboe, giovanissima e talentuosa cantante.
I vocalizzi femminili, uniti ai minacciosissimi bassi, sono gli elementi
che esaltano la sinistra Nobody e la gotica title-track,
sicuramente i due pezzi più riusciti del lavoro assieme a Heaven.
Gli altri episodi, però, sono un deciso passo indietro per
la band: saturi di stilemi new wave (viene da chiedersi a cosa serva
l'apporto di tre batteristi se poi in tracce come Money
Is Flesh e Stupid
Child si limitano a ripetere
i semplici stilemi che ogni batterista di new wave un minimo "industriale"
proponeva), e a questo punto anche eccessivamente
ridondanti (l'idea funziona su Nobody, ma su Anything
for You stanca), gli Swans
non riescono più a spiccare nel crescente marasma dei musicisti
industriali.
In una riedizione, sono presenti al termine anche le tre tracce del
singolo Time
Is Money (Bastard).
LINE-UP
Michael Gira - vocals, samples, sounds, piano, bass
Norman Westberg - guitar
Harry Crosby - bass
Algis Kizys - bass
Jarboe - vocals, backing vocals, mirage
Ronaldo Gonzalez - drums
Ted Parsons - drums
Ivan Nahem - drums
TRACKLIST
1. Fool
2. Anything For You
3. Nobody
4. Stupid Child
5. Greed
6. Heaven
7. Money Is Flesh
8. Time Is Money (Bastard) - bonus track
9. Sealed In Skin
- bonus track
10. Time Is Money (Bastard) [Mix]
- bonus track
Holy
Money
(K.422, 1986)
Album
Uscito poco dopo Greed, il quarto disco degli
Swans ne è l'ideale (e complemetare) proseguimento,
e ne risulta anche di gran lunga superiore qualitativamente.
Gli elementi che rendevano cupe e disperate le atmosfere di Greed
vengono qui portati all'eccesso: feedback e vocalizzi femminili avvolgono
tutta A Hanging, gotica all'estremo; un pianoforte
effettato e minimalista accompagna i sospiri di Jarboe sulla breve
e sofferta You
Need Me; una buona dose di sentimenti
negativi sostiene invece la violenza di Fool
(#2) (con contorno di chitarre distorte e pianoforte)
e di A
Screw (Holy Money) (completamente sostenuta
da una ritmica industriale furibonda), mentre Coward
sperimenta con il silenzio e il flusso mentale.
Già sentita invece Another
You (ritmica esasperatamente lenta e chitarre in feedback,
entrambi elementi debitori di Cop).
In una riedizione, sono presenti al termine anche le tre tracce del
singolo A
Screw, tra cui la splendida
Blackmail.
LINE-UP
Michael Gira - vocals, samples, sounds, piano, bass
Norman Westberg - guitar
Harry Crosby - bass
Algis Kizys - bass
Jarboe - vocals, backing vocals, mirage
Ronaldo Gonzalez - drums
Ted Parsons - drums
Ivan Nahem - drums
TRACKLIST
1. A Hanging
2. You Need Me
3. Fool (#2)
4. A Screw (Holy Money)
5. Another You
6. Money Is Flesh (#2)
7. Coward
8. A Screw (Holy Money) (Mix) - bonus track
9. Blackmail
- bonus track
10. A Screw
- bonus track
Children
of God
(Caroline, 1987)
Album
Uscito nel 1987, Children of God è
il sesto full-length degli Swans, nonché il loro capolavoro.
Molto differente rispetto ai lavori precedenti della band, Children
of God apre un nuovo capitolo nella storia del gruppo; viene
per questo motivo rifiutato da molti di coloro che hanno amato, ad
esempio, il grande Cop; il motivo è, prevalentemente,
che Gira e soci non narrano più la disumanizzazione industriale
attraverso una messa in scena dello strazio e del dolore, ma preferiscono
virare su un approccio più melodico, più tenue, meno
rumoristico, meno distorto. Gli Swans abbandonano addirittura
uno dei loro marchi di fabbrica, ovvero il drumming ossessivamente
ridondante, pur mantenendo il minimalismo della sezione ritmica.
Per quanto riguarda invece la componente "gotica", essa
ha la medesima forza, ma viene espressa tramite mezzi differenti:
non più drumming ossessivo ma chitarre acustiche ossessive
(In My Garden), non più feedback di distorsioni
chitarristiche bensì di pianoforte e voci (You're
Not Real, Girl), non più
urla straziate ma melodismi di Jarboe in tonalità alte alternati
a recitati mistici di Gira in tonalità bassissime (come nelle
oniriche e quasi new-age Sex,
God, Sex e Like
a Drug), e tra l'altro sarà proprio questo dualismo
a scrivere le coordinate per gran parte della musica "gotica"
da qui a venire.
L'apertura di New Mind è programmatica, nonché
estremamente melodiosa (pianoforte e tastiere che fanno da tappeto
ai viaggi vocali di Jarboe); dissonanze e controcanti su battiti minimali
sono invece la base di Blood
and Honey, bella nella
sua semplicità; altri capolavori del disco sono le
già citate You're Not Real, Girl
(e la sua pioggia di echi e dissonanze) e Like
a Drug (Sha La La La),
così come la solitaria e depressa Beautiful
Child, il paesaggio desolato
che dipinge Real
Love, e l'estremamente
minimalista ed espressionista title-track.
Gira ha fatto nascere gli Swans nel contesto della No Wave,
ed è stato un pioniere del noise-rock e dell'Industrial; ma
quando ha visto che il noise-rock e l'Industrial stavano diventando
normalità ha deciso di cambiare corso, ed è diventato
pioniere della musica gotica e dark, pur continuando sostanzialmente
a trasmettere gli stessi messaggi e continuando a rifiutare ogni logica
di mercato.
Children of God non solo rappresenta uno sviluppo inaspettato
della No Wave (di cui mantiene moltissime caratteristiche, dall'espressionismo
al minimalismo, dalle dissonanze alle malinconie esistenziali), ma
sente anche il bisogno di costruire qualcosa di nuovo, di differente,
utilizzando le caratteristiche del post-punk più "dark"
(Public Image Ltd., Joy
Division) e del suo onirico derivato dream-pop (Cocteau
Twins, Dead Can Dance) per stravolgerle
completamente, e metterle in musica tramite una carica emotiva e introspettiva
tanto potente quanto potente era la disumanizzazione sonora di Cop.
LINE-UP
Michael Gira - vocals, sounds, keyboards, acoustic guitar
Norman Westberg - electric / acoustic guitar
Jarboe - vocals, all female background vocals, sounds, piano
Algis Kizys - bass
Theodore Parsons - drums, percussion
Guests:
William Barnhardt - piano on "Blackmail"
Simon Fraser - flute on "In My Garden"
Lindsay Cooper - oboe on "Blackmail" and "Trust Me"
Audrey Riley - cello on "Like A Drug"
TRACKLIST
1. New Mind — 5:13
2. In My Garden — 5:34
3. Our Love Lies — 5:50
4. Sex, God, Sex — 6:49
5. Blood And Honey — 4:46
6. Like A Drug (Sha La La La) — 5:36
7. You're Not Real, Girl — 4:21
8. Beautiful Child — 5:16
9. Blackmail — 3:34
10. Trust Me — 5:23
11. Real Love — 6:23
12. Blind Love — 7:46
13. Children Of God — 4:34
The Burning World
(MCA, 1989)
Album
Assolutamente spiazzante, The Burning World
è (che ci si creda o meno) il successore (dopo
una canonica breve serie di EP) di Children
of God.
Seguendo lo stesso istinto che lo ha fatto evadere prima dalla No
Wave e poi dall'Industrial, stavolta Gira evade dalla musica dark-goth
che oramai era diventata una tendenza di mercato.
The Burning World è addirittura un album ottimista,
e spesso fa leva su sonorità country-folk (The
River That Runs With Love Won't Run Dry
e Jane Mary, Cry One Tear così come le ballate
Saved e Universal Emptiness), seppur
a volte contaminate con atmosfere gotiche (gli ibridi perfetti in
questo senso sono See
No More e God Damn The Sun).
Più simili alle atmosfere degli Swans "decadenti"
sono invece Let
It Come Down e
I Remember Who You Are, mentre tribalismi
e misticismi sostengono invece Mona
Lisa, Mother Earth.
Can't Find My Way Home è una cover di Steve
Winwood.
Caratterizzato da degli arrangiamenti stupendi (merito dello stuolo
di musicisti che Gira raduna attorno a sé, tra cui Ravi Shankar,
Nicky Skopelitis e Garo Yellin),
The Burning World non può competere con i capolavori
del gruppo, ma resta ugualmente un disco godibile.
LINE-UP
M. Gira - vocals and guitars
Jarboe - vocals and keyboards
Norman Westberg - guitars
Bill Laswell - bass
Jason Anses - bass
Virgil Moorfield - drums
Guests:
Nicky Skopelitis - guitar, baglama and bazouki
Ravi Shankar - double violin, sitar
Fred Frith - violin
Jeff Bova - keyboards
Aiyb Dieng - percussion
Trilok Gurtu - tablas
Bernard Fowler - background vocals
Fred Fowler - background vocals
Karl Berger - vibes, string arrangement
Mark Feldman - violin
Larry Packer - violin
John Kass - viola
Richard Carr - viola
Garo Yellin - cello
TRACKLIST
1. The River That Runs With Love Won't Run Dry
2. Let It Come Down
3. Can't Find My Way Home
4. Mona Lisa, Mother Earth
5. (She's A) Universal Emptiness
6. Saved
7. I Remember Who You Are
8. Jane Mary, Cry One Tear
9. See No More
10. God Damn The Sun
White
Light from the Mouth of Infinity
(Young God, 1991)
Album
Proseguimento non particolarmente innovativo del precedente
disco, White Light From the Mouth of Infinity
continua sulla strada delle anomale ballate; le strutture dei pezzi
mescolano voce e chitarra acustica dagli echi folk ad arrangiamenti
dark-gotici, creando una serie di ballad ormai già sentite
(Better than You,
You Know Nothing, Will
We Survive, Song
for the Sun), episodi noise e
quasi prog (Power
a nd
Sacrifice), richiami al post-punk
melodico e decadente degli anni ottanta (Love
Will Save You).
Gira raduna ancora una volta uno stuolo di musicisti collaboratori,
e cerca di discostarsi il più possibile dagli stilemi che sostenevano
la grandezza di Children of God, e quindi relega ad un ruolo
di contorno le parti vocali di Jarboe; eppure gli episodi più
interessanti e meno scontati sono proprio quelli in cui Jarboe mostra
maggiormente le sue ottime doti vocali (le malinconiche e decadenti
Song
for Dead Time e When
She Breathes).
Pezzi comunque degni di nota sono anche quelli che compensano le due
facce della medaglia in un ibrido finalmente intrigante: su
tutte la cupa Failure,
ma anche la dissonante e
straniata Why Are We Alive? e
il climax di Miracle
of Love.
The
Most Unfortunate Lie termina l'album con uno scrosciare
di applausi registrati.
LINE-UP
Michael Gira - voice, acoustic guitar, sounds, samples, keyboards,
arrangements
Jarboe - voice, keyboards, background vocals, choral / orchestral
arrangements
Christoph Hahn - acoustic and electric guitar
Clinton Steele - acoustic and electric guitar
Jenny Wade - bass guitar
Anton Fier - drums, drum programming
Nicky Skopelitis - acoustic and electric guitar, baglama, bazouki,
banjo
Vincent Signorelli - percussion
Hahn Rowe - violin
Steve Burgh - mandolin, 12-string guitar
Norman Westberg - electric guitar
TRACKLIST
1. Better than You
2. Power and Sacrifice
3. You Know Nothing
4. Song for Dead Time
5. Will We Survive
6. Love Will Save You
7. Failure
8. Song for the Sun
9. Miracle of Love
10. When She Breathes
11. Why Are We Alive?
12. The Most Unfortunate Lie
Love
of Life
(Young God, 1992)
Album
Coerente proseguimento di White Light From
the Mouth of Infinity, su Love of Life è
ancora una volta Gira a dominare i pezzi e il concept.
Lo stuolo di musicisti che a ruota collaborano è sempre imponente,
e le componenti dark-goth sono sempre presenti.
Stavolta però si avverte la volontà di andare oltre
a ciò che è stato già fatto, per esplorare un
nuovo terreno nel melodismo decadente e ricchissimo di arrangiamenti
che ormai costituisce l'elemento principale degli Swans.
Vari interessanti intermezzi senza titolo spezzano il flusso dell'opera,
mentre si susseguono una serie di tracce che vanno dal trascurabile
(le ottantiane The
Golden Boy that Was Swallowed By the Sea, Amnesia,
In the
Eyes of Nature) al buono (le atmosfere ottimiste
della title-track, la potenza chitarristica alternata
a cupi mediorientalismi di Her, i paesaggi onirici
di Identity, il new age di She
Cries, le inquietudini di God
Loves America).
Nella versione CD il lavoro termina con la ballata acustica No
Cure for the Lonely.
LINE-UP
Michael Gira - voice, acoustic and electric guitars, sounds, samples,
arrangements
Jarboe - voice, keyboards, background vocals, mellotron, arrangements
Clinton Steele - acoustic and electric guitars
Algis Kizys - bass guitar
Vincent Signorelli - drums
Jenny Wade - bass guitar
Theodore Parsons - drums
Guests:
Troy Gregory - bass guitar
Larry Seven - bass/ electric guitar
Adam Jankowski - narration on "Identity"
TRACKLIST
1. Untitled
2. Love Of Life
3. The Golden Boy That Was Swallowed By The Sea
4. Untitled
5. Untitled
6. The Other Side Of The World
7. Her
8. The Sound Of Freedom
9. Untitled
10. Amnesia
11. Identity
12. Untitled
13. In The Eyes Of Nature
14. She Cries (For Spider)
15. God Loves America
16. Untitled
17. No Cure For The Lonely [solo su CD]
The
Great Annihilator
(Young God, 1995)
Album
Con alla batteria Bill Rieflin (dei Ministry),
gli Swans danno alla luce nel 1995 il loro nono full-length.
The Great Annihilator chiude il loro periodo più
orientato a melodismi e arrangiamenti, ricollegandosi piuttosto ai
primissimi lavori della band, riletti con uno sguardo distaccato,
a posteriori.
Se molte delle soluzioni di Gira lo fanno accostare sempre più
a Nick Cave (Blood
Promise così come la lunga She Lives!),
si nota anche un certo riferimento al primo Blixa Bargeld (I Am the
Sun, con cadenze industriali e cori infantili).
Il grosso limite del disco è però quello di essere troppo
ancorato agli anni '80, e lo dimostrano ampiamente pezzi come Celebrity
Lifestyle, Mother/Father, Where
Does a Body End?, e Mind/Body/Light/Sound
(drumming new wave, chitarre punk, ridondanza degli elementi, arrangiamento
decadentemente industriale).
Più fresche della media invece la tribale My
Buried Child, le quasi shoegaze
Warm e Mother's
Milk, la malinconica ballata Killing
for Company, il rock anomalo di Telepathy,
la stratificata title-track.
LINE- UP
M. Gira - electric guitar, vocals, electric 12 string guitar, sounds,
acoustic guitar
Jarboe - vocals, background vocals, sounds, organ, keyboard
Bill Rieflin - drums, percussion, sounds, 12 string acoustic guitar
Algis Kizys - bass guitar
Norman Westberg - electric guitar
Clinton Steele - electric guitar, acoustic guitar, drone guitar
Ted Parsons - drums
TRACKLIST
1. In – 2:27
2. I Am the Sun – 3:23
3. She Lives! – 7:00
4. Celebrity Lifestyle – 4:10
5. Mother/Father – 4:07
6. Blood Promise – 4:15
7. Mind/Body/Light/Sound – 4:52
8. My Buried Child – 4:54
9. Warm – 2:58
10. Alcohol the Seed – 3:29
11. Killing for Company – 6:55
12. Mother's Milk – 2:26
13. Where Does a Body End? –
3:42
14. Telepathy –
6:11
15. The Great Annihilator –
4:53
16. Out –
2:24
Soundtracks for the Blind
(Atavistic Records, 1996)
Album
Ormai più interessato ad altri progetti, Gira decide di
porre fine agli Swans.
L'ultimo loro album (con conseguente tour) è quindi Soudtracks
for the Blind, uscito nel 1996.
In una sorta di testamento spirituale, l'album (doppio) contiene una
mole notevole di materiale che probabilmente era nato come punto di
partenza per sviluppare canzoni ma che invece è stato sviluppato
in altri lidi. L'album è prevalentemente un lavoro di dark
ambient, ricco di successioni a raffica di sampling e stringhe di
drone music; un lavoro in cui gli arrangiamenti (sempre stati il punto
forte di Gira) si evolvono e diventano le canzoni.
Capolavoro del primo disco ("silver") è senza dubbio
Helpless Child (quasi 16 minuti di evoluzioni striscianti
e altamente post-rock), assieme alla mistica Animus
(quasi 11 minuti), mentre The Sound (13 minuti) e
The Final Sacrifice (10 minuti) ne sono i corrispettivi
nel secondo disco ("copper").
Dal pentolone di ambient, stratificazioni, noise e droni si distinguono
anche alcune tracce differenti per il drumming synth (Volcano)
o prog-rock (Blood Section), se non per le intense
chitarre acustiche (Fan's Lament, Secret
Friends), evitando quindi la trappola dell'eccessiva ridondanza.
Un'ottima (coraggiosa, personale, profondamente atmosferica) uscita
di scena per una band fondamentale della sua epoca.
Gira proseguirà la carriera musicale in svariati altri progetti
(il cui principale saranno gli Angels of Light),
mentre Jarboe intesserà una lunga serie di collaborazioni proseguendo
anche la carriera solista con i The Living Jarboe.
LINE-UP
M. Gira - electric guitar, vocals, electric 12 string guitar, sounds,
acoustic guitar
Jarboe - vocals, background vocals
Bill Rieflin - drums, percussion, sounds, 12 string acoustic guitar
Norman Westberg - electric guitar
Ted Parsons - drums
Larry Mullins - percussion, vibraphone
Vudi - guitars
Joe Goldring - bass
TRACKLIST
Disc one (silver)
1. Red Velvet Corridor – 3:04
2. I Was A Prisoner In Your Skull – 6:39
3. Helpless Child – 15:47
4. Live Through Me – 2:32
5. Yum-Yab Killers – 5:07
6. The Beautiful Days – 7:49
7. Volcano – 5:18
8. Mellothumb – 2:46
9. All Lined Up – 4:48
10. Surrogate 2 – 1:52
11. How They Suffer – 5:52
12. Animus – 10:41
Disc two (copper)
1. Red Velvet Wound – 2:02
2. The Sound – 13:11
3. Her Mouth Is Filled With Honey – 3:19
4. Blood Section – 2:39
5. Hypogirl – 2:44
6. Minus Something – 4:14
7. Empathy – 6:45
8. I Love You This Much – 7:23
9. YRP – 7:47
10. Fan's Lament – 1:28
11. Secret Friends – 3:08
12. The Final Sacrifice – 10:27
13. YRP 2 – 2:09
14. Surrogate Drone – 2:06
Il doppio album live Swans Are Dead, pubblicato per la
Young God nel 1998, contiene nel primo disco ("black") pezzi registrati durante l'ultimo tour del 1997, e nel secondo disco ("white") pezzi registrati in tour nel 1995.
I riadattamenti dei pezzi sono di prima classe, specialmente nei 10 minuti di I Crawled (con una Jarboe straordinaria) e nei 13 minuti di The Sound. Le costruzioni più lunghe mostrano una maniera straziante, gotica e tutta personale di rileggere il post-rock.
Michael Gira ha riformato gli Swans nel 2010, pubblicando il nuovo full-length My Father Will Guide Me Up a Rope to the Sky per la consueta label personale Young God, ma il risultato non suona all'altezza delle aspettative, vuoi per l'assenza di Jarboe vuoi per gli stessi motivi che nel frattempo avevano incrinato la carriera di Gira (il calo di ispirazione con gli Angels of Light, la discutibile linea presa dalla Young God nell'influenzare il sound degli artisti scritturati, il supporto produttivo ad act folk mediocri come
Devendra Banhart).
Il breve folk-rock alla Leonard Cohen di Reeling the Liars In, la ballata gotica alla Nick Cave su drumming esclamativo accompagnato da cori di Jim, e il mix tra folk, post-rock e noise di Inside Madeline sono i momenti più godibili.
Più piatti, invece, gli episodi più sperimentali, come i 9 minuti dell'opener No Words/No Thoughts (solo una pallida imitazione dei post-rock apocalittici del passato), il free-folk con coda noise avant-garde You Fucking People Make Me Sick, i monotoni noise-rock Eden Prison (con echi mediorientali) e My Birth. Anche la tenue ballad folk di chiusura, Little Mouth, suona elegante ma priva di spessore e originalità.