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Swans

Filth (1983)
7.5/10
Cop (1984)
8/10
Greed (1986)
7/10
Holy Money (1986)
7.5/10
Children of God (1987)
9/10
The Burning World (1989)
6.5/10
White Light from the Mouth of Infinity (1991)
7/10
Love of Life (1992)
6.5/10
The Great Annihilator (1995)
6/10
Soundtracks for the Blind (1996)
8/10
Swans Are Dead (live) (1995-1997, rel. 1998)
7/10
My Father Will Guide Me Up a Rope to the Sky (2010)
5/10



Filth
(Labour Records, 1983)
Album

Nati nel contesto della "new wave", gli Swans sono un progetto di Michael Gira e Jonathan Kane (entrambi ex Circus Mort).
Filth, del 1983, è il loro primo full-length, nonché uno dei debutti più violenti della sua decade.
Basato su di una melodicità quasi assente, il disco è piuttosto un'esplorazione nei meandri del male di vivere, del disagio mentale.
Il percorso degli Swans era partito dai binari della new-wave (come testimonia il primo omonimo EP, del 1982, 4 tracce che tra l'altro in una riedizione di Filth compaiono come bonus-track), per poi avvicinarsi al movimento No Wave quando ormai la definizione "new wave" indicava tutto tranne la loro musica (diventata nel frattempo cupa ed espressionista).
Filth è quindi anche uno dei dischi più estremi partoriti dalla No Wave: gli Swans utilizzano sì gli stilemi disumanizzanti ed espressionisti, nonché i minimalismi, tipici del movimento (minimalismi importati in particolare da Kane, anche collaboratore di LaMonte Young), ma per costruire uno squarcio malato, violento e gotico della demenza post-industriale.
Continui rimbombi ed esplosioni della sezione ritmica (i colpi di Kane uniti alle scosse di ben due bassi) costruiscono una struttura su cui Gira urla parole in ripetizione, come un malato di mente. Con la furia chitarristica degli hardcoristi più noise, Westberg dà invece il tocco più di "rottura" con la new wave, interessato ad aprire una nuova strada, ben più efferata. Il tutto è condito dagli effetti di Gira, atti a ribadire l'impronta altamente industriale dell'operazione.
Si può dire che con Filth nasca l'industrial-metal, pur non essendo gli Swans assolutamente una band metal, quanto piuttosto un progetto su binari propri e davvero differenti da quelli di tutto ciò che si sentiva in giro all'epoca.


LINE-UP

Michael Gira - vocals, bass, tapes
Roli Mosimann - drums, percussion
Norman Westberg - guitar
Harry Crosby - bass
Jonathan Kane - drums, percussion

TRACKLIST
1. Stay Here – 5:44
2. Big Strong Boss – 3:07
3. Blackout – 3:49
4. Power for Power – 6:03
5. Freak – 1:15
6. Right Wrong – 4:48
7. Thank You – 3:56
8. Weakling – 5:30
9. Gang – 3:20




Cop
(K.422, 1984)
Album

Estremizzando ancor di più lo stile del precedente disco, Gira e soci scrivono, per il loro secondo full-length Cop, l'equivalente musicale di una lenta e straziante tortura.
Le ritmiche sono rallentate all'inverosimile, le chitarre producono solamente noise (tranne l'opener Half Life, che con i suoi cupi riff lascia credere all'ascoltatore di stare per ascoltare un album metal), la batteria è più che mai minimale (anche se Kane non c'è più) e stavolta dai suoni perfetti e indimenticabili, il basso è più rimbombante e complementare alla batteria, la voce è lacerata e ridondante come mai prima d'ora. Gira sembra un prigioniero torturato (in Why Hide), un demone infernale (in Clay Man), una creatura mostruosa che si ribella al suo creatore (
in Your Property), e nelle sue volutamente ripetitive liriche indaga gli istinti più nascosti dell'animo umano (la paura, l'alienazione, il sadismo, il masochismo).
Il lamento di questo fantasma straziato rappresenta il grido soffocato di un'umanità ormai succube dell'era post-industriale; Cop è un disco che come pochi altri dipinge l'inferno che ognuno ha dentro di sé, l'inferno scatenato dalla privazione dei sentimenti operata dalla metropolizzazione. Cadenze mostruosamente lente immerse nelle distorsioni rappresentano la morte fra mille sofferenze (Job), gli sfoghi di un malato mentale (la title-track), il recitato inquietante di un profeta folle (Thug). Un alone industriale estremamente gotico tinge di nero il tutto.
Se il precedente Filth è stato probabilmente un disco di forte ispirazione per artisti del noise come Steve Albini, Cop sarà fondamentale per band estreme come i Godflesh di Broadrick.

Con Filth e Cop, di fatto, nasce concettualmente l'industrial-metal, perché prima di essi nessuno aveva interpretato le psicosi industriali attraverso una violenza ed un'efferatezza simili.


LINE-UP

Harry Crosby - bass
Michael Gira - vocals, tapes
Roli Mosimann - drums, tapes
Norman Westberg - guitar

TRACKLIST
1. Half Life – 4:18
2. Job – 4:46
3. Why Hide – 5:50
4. Clay Man – 5:05
5. Your Property – 4:48
6. Cop – 6:47
7. Butcher – 4:02
8. Thug – 5:12

 



Greed
(K.422, 1986)
Album

Nel 1985, dopo l'EP Young God e il singolo Time Is Money (Bastard), gli Swans fanno uscire il loro terzo full-length.
Greed si differenzia dai suoi predecessori per una serie di novità: la chitarra non ha più un ruolo prominente nel costruire le atmosfere e la voce di Gira non è più lacerata e straziante (caratteristiche che troviamo solo nella spoglia e cupa Heaven), mentre la sezione ritmica non è più rallentata all'eccesso. Viene invece mantenuta la forma-canzone tipica della band, ovvero la ripetizione continua degli "elementi sonori" per ogni traccia.
Su Greed, per la prima volta, compare anche il nuovo elemento della band: Jarboe, giovanissima e talentuosa cantante.
I vocalizzi femminili, uniti ai minacciosissimi bassi, sono gli elementi che esaltano la sinistra Nobody e la gotica title-track, sicuramente i due pezzi più riusciti del lavoro assieme a Heaven.
Gli altri episodi, però, sono un deciso passo indietro per la band: saturi di stilemi new wave (viene da chiedersi a cosa serva l'apporto di tre batteristi se poi in tracce come
Money Is Flesh e Stupid Child si limitano a ripetere i semplici stilemi che ogni batterista di new wave un minimo "industriale" proponeva), e a questo punto anche eccessivamente ridondanti (l'idea funziona su Nobody, ma su Anything for You stanca), gli Swans non riescono più a spiccare nel crescente marasma dei musicisti industriali.
In una riedizione, sono presenti al termine anche le tre tracce del singolo
Time Is Money (Bastard).



LINE-UP

Michael Gira - vocals, samples, sounds, piano, bass
Norman Westberg - guitar
Harry Crosby - bass
Algis Kizys - bass
Jarboe - vocals, backing vocals, mirage
Ronaldo Gonzalez - drums
Ted Parsons - drums
Ivan Nahem - drums

TRACKLIST
1. Fool
2. Anything For You
3. Nobody
4. Stupid Child
5. Greed
6. Heaven
7. Money Is Flesh
8. Time Is Money (Bastard) - bonus track
9. Sealed In Skin
- bonus track
10. Time Is Money (Bastard) [Mix] - bonus track




Holy Money
(K.422, 1986)
Album

Uscito poco dopo Greed, il quarto disco degli Swans ne è l'ideale (e complemetare) proseguimento, e ne risulta anche di gran lunga superiore qualitativamente.
Gli elementi che rendevano cupe e disperate le atmosfere di Greed vengono qui portati all'eccesso: feedback e vocalizzi femminili avvolgono tutta A Hanging, gotica all'estremo; un pianoforte effettato e minimalista accompagna i sospiri di Jarboe sulla breve e sofferta
You Need Me; una buona dose di sentimenti negativi sostiene invece la violenza di Fool (#2) (con contorno di chitarre distorte e pianoforte) e di A Screw (Holy Money) (completamente sostenuta da una ritmica industriale furibonda), mentre Coward sperimenta con il silenzio e il flusso mentale.
Già sentita invece Another You (ritmica esasperatamente lenta e chitarre in feedback, entrambi elementi debitori di Cop).

In una riedizione, sono presenti al termine anche le tre tracce del singolo
A Screw, tra cui la splendida Blackmail.



LINE-UP

Michael Gira - vocals, samples, sounds, piano, bass
Norman Westberg - guitar
Harry Crosby - bass
Algis Kizys - bass
Jarboe - vocals, backing vocals, mirage
Ronaldo Gonzalez - drums
Ted Parsons - drums
Ivan Nahem - drums

TRACKLIST
1. A Hanging
2. You Need Me
3. Fool (#2)
4. A Screw (Holy Money)
5. Another You
6. Money Is Flesh (#2)
7. Coward
8. A Screw (Holy Money) (Mix) - bonus track
9. Blackmail
- bonus track
10. A Screw - bonus track




Children of God
(Caroline, 1987)
Album

Uscito nel 1987, Children of God è il sesto full-length degli Swans, nonché il loro capolavoro.
Molto differente rispetto ai lavori precedenti della band, Children of God apre un nuovo capitolo nella storia del gruppo; viene per questo motivo rifiutato da molti di coloro che hanno amato, ad esempio, il grande Cop; il motivo è, prevalentemente, che Gira e soci non narrano più la disumanizzazione industriale attraverso una messa in scena dello strazio e del dolore, ma preferiscono virare su un approccio più melodico, più tenue, meno rumoristico, meno distorto. Gli Swans abbandonano addirittura uno dei loro marchi di fabbrica, ovvero il drumming ossessivamente ridondante, pur mantenendo il minimalismo della sezione ritmica.
Per quanto riguarda invece la componente "gotica", essa ha la medesima forza, ma viene espressa tramite mezzi differenti: non più drumming ossessivo ma chitarre acustiche ossessive (In My Garden), non più feedback di distorsioni chitarristiche bensì di pianoforte e voci (
You're Not Real, Girl), non più urla straziate ma melodismi di Jarboe in tonalità alte alternati a recitati mistici di Gira in tonalità bassissime (come nelle oniriche e quasi new-age Sex, God, Sex e Like a Drug), e tra l'altro sarà proprio questo dualismo a scrivere le coordinate per gran parte della musica "gotica" da qui a venire.
L'apertura di New Mind è programmatica, nonché estremamente melodiosa (pianoforte e tastiere che fanno da tappeto ai viaggi vocali di Jarboe); dissonanze e controcanti su battiti minimali sono invece la base di
Blood and Honey, bella nella sua semplicità; altri capolavori del disco sono le già citate You're Not Real, Girl (e la sua pioggia di echi e dissonanze) e Like a Drug (Sha La La La), così come la solitaria e depressa Beautiful Child, il paesaggio desolato che dipinge Real Love, e l'estremamente minimalista ed espressionista title-track.

Gira ha fatto nascere gli Swans nel contesto della No Wave, ed è stato un pioniere del noise-rock e dell'Industrial; ma quando ha visto che il noise-rock e l'Industrial stavano diventando normalità ha deciso di cambiare corso, ed è diventato pioniere della musica gotica e dark, pur continuando sostanzialmente a trasmettere gli stessi messaggi e continuando a rifiutare ogni logica di mercato.

Children of God non solo rappresenta uno sviluppo inaspettato della No Wave (di cui mantiene moltissime caratteristiche, dall'espressionismo al minimalismo, dalle dissonanze alle malinconie esistenziali), ma sente anche il bisogno di costruire qualcosa di nuovo, di differente, utilizzando le caratteristiche del post-punk più "dark" (Public Image Ltd., Joy Division) e del suo onirico derivato dream-pop (Cocteau Twins, Dead Can Dance) per stravolgerle completamente, e metterle in musica tramite una carica emotiva e introspettiva tanto potente quanto potente era la disumanizzazione sonora di Cop.



LINE-UP

Michael Gira - vocals, sounds, keyboards, acoustic guitar
Norman Westberg - electric / acoustic guitar
Jarboe - vocals, all female background vocals, sounds, piano
Algis Kizys - bass
Theodore Parsons - drums, percussion

Guests:
William Barnhardt - piano on "Blackmail"
Simon Fraser - flute on "In My Garden"
Lindsay Cooper - oboe on "Blackmail" and "Trust Me"
Audrey Riley - cello on "Like A Drug"


TRACKLIST
1. New Mind — 5:13
2. In My Garden — 5:34
3. Our Love Lies — 5:50
4. Sex, God, Sex — 6:49
5. Blood And Honey — 4:46
6. Like A Drug (Sha La La La) — 5:36
7. You're Not Real, Girl — 4:21
8. Beautiful Child — 5:16
9. Blackmail — 3:34
10. Trust Me — 5:23
11. Real Love — 6:23
12. Blind Love — 7:46
13. Children Of God — 4:34




The Burning World
(MCA, 1989)
Album

Assolutamente spiazzante, The Burning World è (che ci si creda o meno) il successore
(dopo una canonica breve serie di EP) di Children of God.
Seguendo lo stesso istinto che lo ha fatto evadere prima dalla No Wave e poi dall'Industrial, stavolta Gira evade dalla musica dark-goth che oramai era diventata una tendenza di mercato.
The Burning World è addirittura un album ottimista, e spesso fa leva su sonorità country-folk (The River That Runs With Love Won't Run Dry e Jane Mary, Cry One Tear così come le ballate Saved e Universal Emptiness), seppur a volte contaminate con atmosfere gotiche (gli ibridi perfetti in questo senso sono See No More e God Damn The Sun).
Più simili alle atmosfere degli Swans "decadenti" sono invece Let It Come Down e I Remember Who You Are, mentre tribalismi e misticismi sostengono invece Mona Lisa, Mother Earth.
Can't Find My Way Home è una cover di Steve Winwood.

Caratterizzato da degli arrangiamenti stupendi (merito dello stuolo di musicisti che Gira raduna attorno a sé, tra cui Ravi Shankar,
Nicky Skopelitis e Garo Yellin), The Burning World non può competere con i capolavori del gruppo, ma resta ugualmente un disco godibile.



LINE-UP

M. Gira - vocals and guitars
Jarboe - vocals and keyboards
Norman Westberg - guitars
Bill Laswell - bass
Jason Anses - bass
Virgil Moorfield - drums

Guests:
Nicky Skopelitis - guitar, baglama and bazouki
Ravi Shankar - double violin, sitar
Fred Frith - violin
Jeff Bova - keyboards
Aiyb Dieng - percussion
Trilok Gurtu - tablas
Bernard Fowler - background vocals
Fred Fowler - background vocals
Karl Berger - vibes, string arrangement
Mark Feldman - violin
Larry Packer - violin
John Kass - viola
Richard Carr - viola
Garo Yellin - cello


TRACKLIST
1. The River That Runs With Love Won't Run Dry
2. Let It Come Down
3. Can't Find My Way Home
4. Mona Lisa, Mother Earth
5. (She's A) Universal Emptiness
6. Saved
7. I Remember Who You Are
8. Jane Mary, Cry One Tear
9. See No More
10. God Damn The Sun

 



White Light from the Mouth of Infinity
(Young God, 1991)
Album

Proseguimento non particolarmente innovativo del precedente disco, White Light From the Mouth of Infinity continua sulla strada delle anomale ballate; le strutture dei pezzi mescolano voce e chitarra acustica dagli echi folk ad arrangiamenti dark-gotici, creando una serie di ballad ormai già sentite (Better than You, You Know Nothing, Will We Survive, Song for the Sun), episodi noise e quasi prog (Power a
nd Sacrifice), richiami al post-punk melodico e decadente degli anni ottanta (Love Will Save You).
Gira raduna ancora una volta uno stuolo di musicisti collaboratori, e cerca di discostarsi il più possibile dagli stilemi che sostenevano la grandezza di Children of God, e quindi relega ad un ruolo di contorno le parti vocali di Jarboe; eppure gli episodi più interessanti e meno scontati sono proprio quelli in cui Jarboe mostra maggiormente le sue ottime doti vocali (le malinconiche e decadenti
Song for Dead Time e When She Breathes).
Pezzi comunque degni di nota sono anche quelli che compensano le due facce della medaglia in un ibrido finalmente intrigante:
su tutte la cupa Failure, ma anche la dissonante e straniata Why Are We Alive? e il climax di Miracle of Love.
The Most Unfortunate Lie termina l'album con uno scrosciare di applausi registrati.


LINE-UP

Michael Gira - voice, acoustic guitar, sounds, samples, keyboards, arrangements
Jarboe - voice, keyboards, background vocals, choral / orchestral arrangements
Christoph Hahn - acoustic and electric guitar
Clinton Steele - acoustic and electric guitar
Jenny Wade - bass guitar
Anton Fier - drums, drum programming
Nicky Skopelitis - acoustic and electric guitar, baglama, bazouki, banjo
Vincent Signorelli - percussion
Hahn Rowe - violin
Steve Burgh - mandolin, 12-string guitar
Norman Westberg - electric guitar

TRACKLIST
1. Better than You
2. Power and Sacrifice
3. You Know Nothing
4. Song for Dead Time
5. Will We Survive
6. Love Will Save You
7. Failure
8. Song for the Sun
9. Miracle of Love
10. When She Breathes
11. Why Are We Alive?
12. The Most Unfortunate Lie




Love of Life
(Young God, 1992)
Album

Coerente proseguimento di White Light From the Mouth of Infinity, su Love of Life è ancora una volta Gira a dominare i pezzi e il concept.
Lo stuolo di musicisti che a ruota collaborano è sempre imponente, e le componenti dark-goth sono sempre presenti.
Stavolta però si avverte la volontà di andare oltre a ciò che è stato già fatto, per esplorare un nuovo terreno nel melodismo decadente e ricchissimo di arrangiamenti che ormai costituisce l'elemento principale degli Swans.

Vari interessanti intermezzi senza titolo spezzano il flusso dell'opera, mentre si susseguono una serie di tracce che vanno dal trascurabile (le ottantiane The Golden Boy that Was Swallowed By the Sea, Amnesia, In the Eyes of Nature) al buono (le atmosfere ottimiste della title-track, la potenza chitarristica alternata a cupi mediorientalismi di Her, i paesaggi onirici di Identity, il new age di She Cries, le inquietudini di God Loves America).
Nella versione CD il lavoro termina con la ballata acustica No Cure for the Lonely.



LINE-UP

Michael Gira - voice, acoustic and electric guitars, sounds, samples, arrangements
Jarboe - voice, keyboards, background vocals, mellotron, arrangements
Clinton Steele - acoustic and electric guitars
Algis Kizys - bass guitar
Vincent Signorelli - drums
Jenny Wade - bass guitar
Theodore Parsons - drums

Guests:
Troy Gregory - bass guitar
Larry Seven - bass/ electric guitar
Adam Jankowski - narration on "Identity"


TRACKLIST
1. Untitled
2. Love Of Life
3. The Golden Boy That Was Swallowed By The Sea
4. Untitled
5. Untitled
6. The Other Side Of The World
7. Her
8. The Sound Of Freedom
9. Untitled
10. Amnesia
11. Identity
12. Untitled
13. In The Eyes Of Nature
14. She Cries (For Spider)
15. God Loves America
16. Untitled
17. No Cure For The Lonely [solo su CD]




The Great Annihilator
(Young God, 1995)
Album

Con alla batteria Bill Rieflin (dei Ministry), gli Swans danno alla luce nel 1995 il loro nono full-length.
The Great Annihilator chiude il loro periodo più orientato a melodismi e arrangiamenti, ricollegandosi piuttosto ai primissimi lavori della band, riletti con uno sguardo distaccato, a posteriori.
Se molte delle soluzioni di Gira lo fanno accostare sempre più a Nick Cave (Blood Promise così come la lunga She Lives!), si nota anche un certo riferimento al primo Blixa Bargeld (I Am the Sun, con cadenze industriali e cori infantili).
Il grosso limite del disco è però quello di essere troppo ancorato agli anni '80, e lo dimostrano ampiamente pezzi come Celebrity Lifestyle, Mother/Father, Where Does a Body End?, e Mind/Body/Light/Sound (drumming new wave, chitarre punk, ridondanza degli elementi, arrangiamento decadentemente industriale).
Più fresche della media invece la tribale My Buried Child
, le quasi shoegaze Warm e Mother's Milk, la malinconica ballata Killing for Company, il rock anomalo di Telepathy, la stratificata title-track.


LINE- UP

M. Gira - electric guitar, vocals, electric 12 string guitar, sounds, acoustic guitar
Jarboe - vocals, background vocals, sounds, organ, keyboard
Bill Rieflin - drums, percussion, sounds, 12 string acoustic guitar
Algis Kizys - bass guitar
Norman Westberg - electric guitar
Clinton Steele - electric guitar, acoustic guitar, drone guitar
Ted Parsons - drums

TRACKLIST
1. In – 2:27
2. I Am the Sun – 3:23
3. She Lives! – 7:00
4. Celebrity Lifestyle – 4:10
5. Mother/Father – 4:07
6. Blood Promise – 4:15
7. Mind/Body/Light/Sound – 4:52
8. My Buried Child – 4:54
9. Warm – 2:58
10. Alcohol the Seed – 3:29
11. Killing for Company – 6:55
12. Mother's Milk – 2:26
13. Where Does a Body End? 3:42
14. Telepathy 6:11
15. The Great Annihilator 4:53
16. Out 2:24




Soundtracks for the Blind
(Atavistic Records, 1996)
Album

Ormai più interessato ad altri progetti, Gira decide di porre fine agli Swans.
L'ultimo loro album (con conseguente tour) è quindi Soudtracks for the Blind, uscito nel 1996.
In una sorta di testamento spirituale, l'album (doppio) contiene una mole notevole di materiale che probabilmente era nato come punto di partenza per sviluppare canzoni ma che invece è stato sviluppato in altri lidi. L'album è prevalentemente un lavoro di dark ambient, ricco di successioni a raffica di sampling e stringhe di drone music; un lavoro in cui gli arrangiamenti (sempre stati il punto forte di Gira) si evolvono e diventano le canzoni.
Capolavoro del primo disco ("silver") è senza dubbio Helpless Child (quasi 16 minuti di evoluzioni striscianti e altamente post-rock), assieme alla mistica Animus (quasi 11 minuti), mentre The Sound (13 minuti) e The Final Sacrifice (10 minuti) ne sono i corrispettivi nel secondo disco ("copper").
Dal pentolone di ambient, stratificazioni, noise e droni si distinguono anche alcune tracce differenti per il drumming synth (Volcano) o prog-rock (Blood Section), se non per le intense chitarre acustiche (Fan's Lament, Secret Friends), evitando quindi la trappola dell'eccessiva ridondanza.

Un'ottima (coraggiosa, personale, profondamente atmosferica) uscita di scena per una band fondamentale della sua epoca.
Gira proseguirà la carriera musicale in svariati altri progetti (il cui principale saranno gli Angels of Light), mentre Jarboe intesserà una lunga serie di collaborazioni proseguendo anche la carriera solista con i The Living Jarboe.


LINE-UP
M. Gira - electric guitar, vocals, electric 12 string guitar, sounds, acoustic guitar
Jarboe - vocals, background vocals
Bill Rieflin - drums, percussion, sounds, 12 string acoustic guitar
Norman Westberg - electric guitar
Ted Parsons - drums
Larry Mullins - percussion, vibraphone
Vudi - guitars
Joe Goldring - bass


TRACKLIST

Disc one (silver)

1. Red Velvet Corridor – 3:04
2. I Was A Prisoner In Your Skull – 6:39
3. Helpless Child – 15:47
4. Live Through Me – 2:32
5. Yum-Yab Killers – 5:07
6. The Beautiful Days – 7:49
7. Volcano – 5:18
8. Mellothumb – 2:46
9. All Lined Up – 4:48
10. Surrogate 2 – 1:52
11. How They Suffer – 5:52
12. Animus – 10:41

Disc two (copper)
1. Red Velvet Wound – 2:02
2. The Sound – 13:11
3. Her Mouth Is Filled With Honey – 3:19
4. Blood Section – 2:39
5. Hypogirl – 2:44
6. Minus Something – 4:14
7. Empathy – 6:45
8. I Love You This Much – 7:23
9. YRP – 7:47
10. Fan's Lament – 1:28
11. Secret Friends – 3:08
12. The Final Sacrifice – 10:27
13. YRP 2 – 2:09
14. Surrogate Drone – 2:06



Il doppio album live Swans Are Dead, pubblicato per la Young God nel 1998, contiene nel primo disco ("black") pezzi registrati durante l'ultimo tour del 1997, e nel secondo disco ("white") pezzi registrati in tour nel 1995.
I riadattamenti dei pezzi sono di prima classe, specialmente nei 10 minuti di I Crawled (con una Jarboe straordinaria) e nei 13 minuti di The Sound. Le costruzioni più lunghe mostrano una maniera straziante, gotica e tutta personale di rileggere il post-rock.

Michael Gira ha riformato gli Swans nel 2010, pubblicando il nuovo full-length My Father Will Guide Me Up a Rope to the Sky per la consueta label personale Young God, ma il risultato non suona all'altezza delle aspettative, vuoi per l'assenza di Jarboe vuoi per gli stessi motivi che nel frattempo avevano incrinato la carriera di Gira (il calo di ispirazione con gli Angels of Light, la discutibile linea presa dalla Young God nell'influenzare il sound degli artisti scritturati, il supporto produttivo ad act folk mediocri come Devendra Banhart).
Il breve folk-rock alla Leonard Cohen di Reeling the Liars In, la ballata gotica alla Nick Cave su drumming esclamativo accompagnato da cori di Jim, e il mix tra folk, post-rock e noise di Inside Madeline sono i momenti più godibili.
Più piatti, invece, gli episodi più sperimentali, come i 9 minuti dell'opener No Words/No Thoughts (solo una pallida imitazione dei post-rock apocalittici del passato), il free-folk con coda noise avant-garde You Fucking People Make Me Sick, i monotoni noise-rock Eden Prison (con echi mediorientali) e My Birth. Anche la tenue ballad folk di chiusura, Little Mouth, suona elegante ma priva di spessore e originalità.

 

 




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Copyright © Matthias Stepancich