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Throbbing Gristle

The Second Annual Report (1977)
8.5/10
D.o.A: The Third and Final Report (1978)
7.5/10
20 Jazz Funk Greats (1979)
7/10
Heathen Earth (1980) 7.5/10
In the Shadow of the Sun (1981)
6.5/10
Mission of Dead Souls (1981)
7/10
Part Two: The Endless Not (2007)
6.5/10



The Second Annual Report
(Industrial Records, 1977)
Album

Quando il punk-rock, nello UK, ancora non si sapeva cosa fosse, esisteva già una formazione che terrorizzava il pubblico inglese. Dal 1969 il collettivo COUM Transmissions di Genesis P-Orridge (vero nome Neil Andrew Megson) si esibiva difatti come teatro d'avanguardia in performance che sfidavano ogni buon senso: rumore, violenza, provocazioni sessuali. Improntato inizialmente all'esibizione musicale, con l'ingresso di Cosey Fanni Tutti (nome d'arte di Christine Newby) nel 1970, il gruppo diventa un figlio perverso dell'arte avanguardista dei 1960s e di Fluxus, modellando un prototipo di ciò che a breve sarà la new wave/no wave sperimentale negli USA. Le performance musical-teatrali di COUM (che tra le altre cose aprirà anche per gli Hawkwind) diventano così happenings, e inglobano improvvisazione scenica, danza, street theatre, installazioni visive e body art aperta anche alla pornografia.
Con una line-up stabile (Orridge, Cosey, e i non-musicisti Peter "Sleazy" Christopherson e Chris Carter), Orridge fa nascere poi i Throbbing Gristle come costola/prosecuzione di COUM, decidendo di dedicare tale progetto esclusivamente all'esplorazione della dimensione musicale come inizialmente pensato, cercando però di spingere all'estremo ogni sua intuizione: il quartetto fonda una propria etichetta musicale chiamandola "Industrial Records" (con il sottotitolo "Industrial Music for Industrial People" e un lager nazista come logo), e dopo qualche nastro preparativo testimonianza delle prime esibizioni live del 1976 e del 1977, se ne esce con il primo album ufficiale.

The Second Annual Report segna il punto zero della musica industriale. Il disco codifica concettualmente tutto il movimento definibile come l'ala "industriale" della new wave, che diverrà in breve un filone grazie ai contributi di artisti come Einstürzende Neubauten, Cabaret Voltaire, NON e SPK, che verrà mescolato poi da diverse band al punk-rock (creando di fatto l'industrial rock, con pionieri artisti come Chrome e Killing Joke), e che verrà infine portato all'estremo martellamento con l'industrial metal (Swans, Ministry). A livello di costruzione atmosferica, inoltre, tale debut dei Throbbing Gristle crea de facto anche tutte le premesse sonore che il genere "dark ambient" svolgerà poi nei decenni successivi.
Da Fluxus e dall'esperienza di COUM, la band eredita la spinta artistica della confluenza tra la linea di performance teatrale acquisita dagli artisti visuali (che si esprimerà in performance dal vivo particolarmente estreme come immaginario) e la linea di composizione musicale come evasione dalla sintassi formale degli strumenti.
I Throbbing Gristle propongono la sinfonia del loro presente. La loro ispirazione principale sono le band rock che hanno creato e definito l'estetica dell'alienazione urbana (ovvero The Velvet Underground in primis) e dell'avanguardia futurista tedesca (particolarmente i Faust, e la loro ridefinizione del metodo del collage sonoro derivato dalla musique concrète ed elettronica di Henry e Stockhausen), ma alcuni tratti stilistici tradiscono influenze dalle band proto-punk (la violenza abrasiva, caotica, nichilista e decadente dei The Stooges) e dalle band psichedeliche più avanguardiste (Fifty Foot Hose, United States of America), il tutto sposato all'estetica atonale.
Il passo più importante, però, è la concettualizzazione dell'atto atonale e rumoristico. Se i The Velvet Underground esprimevano il disagio esistenziale metropolitano aiutandosi con il rumore e le influenze decadenti, e le band contemporanee pių accostabili almeno come spinta concettuale ai Throbbing Gristle (Pere Ubu e soprattutto Suicide, le altre due formazioni accreditabili come creatrici dell'ala "industriale" della new wave) si affidavano comunque per la maggiore alla struttura-canzone e al cantato, Genesis P-Orridge e soci compiono l'ulteriore passo: cancellano l'uomo. The Second Annual Report non vuole infatti presentarsi come un'opera musicale. Nell'album non c'è più musica come nel mondo non c'è più umanità. Nel disco suonano e cantano le macchine. I rumori più agghiaccianti e terribilmente reali (registrati in mezzo al traffico, nelle fabbriche, percuotendo selvaggiamente oggetti metallici, etc.) vengono campionati e inseriti a collage nel processo produttivo, tramite una personale visione del "cut-up" di Brion Gysin e William S. Borroughs, che tuttavia suona non come un collage, ma assolutamente fluido, tramite una maggior consapevolezza d'utilizzo del tape-sampling rispetto ai precedenti pionieri di tale tecnica. La sinfonia è, come dice il sottotitolo del disco, quella della "fabbrica della morte", ovvero la metropoli, e le rare voci presenti sembrano tutto fuorché umane.
Il concetto alla base è semplice: l'uomo sta cancellando la propria umanità ingabbiandosi in un mondo governato dalle macchine, e i Throbbing Gristle mettono su nastro quello che sta accadendo, portando all'orecchio (in una decontestualizzazione prima e ricontestualizzazione musicale poi) ciò di cui, per abitudine quotidiana o per istinto di sopravvivenza, non vogliamo accorgerci. Una dose di ironia nera tinge il tutto, a partire dal titolo del disco: "secondo report annuale", ovvero un semplice report di ciò che sta accadendo, del modo in cui l'uomo si sta uccidendo.
I contenuti dell'album consistono in due dei cavalli di battaglia della formazione (Slug Bait e Maggot Death), combinati con registrazioni in studio e registrazioni su nastro delle diverse performance live dell'anno e mezzo precedente, più la lunga (20 ipnotizzanti minuti ispirati alle vicende del killer Charles Manson) After Cease to Exist, concepita come soundtrack per un omonimo film sperimentale realizzato da Throbbing Gristle e COUM.
Questi paesaggi neri e apocalittici, che danno la stessa sensazione dell'essere investiti da una densa e letale coltre di smog, utilizzano dunque tecniche e linguaggi già propri delle avanguardie (la musique concrète di Henry, l'elettronica di Stockhausen, i lavori su nastro di Xenakis, la drone music di La Monte Young, le performance ai synth di Z'EV) e del krautrock (il collage sonoro dei Faust), ma esprimono sensazioni più cupe, oscure, disgustate e metropolitane rispetto a tutto ciò che quegli artisti avevano concepito, e lo riescono a fare perché innestano tali ricerche musicali su quella sensibilità nata con i The Velvet Underground, quella stessa sensibilità che in breve verrà definita new wave. The Second Annual Report acquisisce così una sua precisa e inedita identità, e va annoverato tra le essenziali opere-manifesto della sua epoca.

La stampa in vinile originale, per la Industrial Records, esce in 785 copie nel 1977, con allegato al disco un questionario in cui vengono chieste all'ascoltatore le proprie opinioni in ambito politico, sportivo e sessuale, forse per voler far emergere il lato umano del fruitore, creando di fatto un manifesto meta-musicale.
La Fetish Records ne stampa l'anno successivo altre 2.000, e farà uscire altre due emissioni dopo che i master originali della Industrial verranno distrutti (la prima di 2.000 copie con però la musica ri-editata al contrario e l'accompagnamento di un'orchestra da camera su After Cease to Exist, e la seconda di 5.000 copie per il box set Five Albums); i master della Fetish verranno riutilizzati dalla Mute Records e dalla Celluloid Records per ristampe pubblicate senza l'autorizzazione della band. Nelle riedizioni in CD saranno presenti anche le tracce United e Zyklon B Zombie, uscite originariamente nel 1978 come singolo.



LINE-UP
Genesis P-Orridge - bass, vocals, violins
Chris Carter - synthesizers, electronic rhythms, tapes
Peter Christopherson - tapes, machines
Cosey Fanni Tutti - lead guitar, effects, tapes

TRACKLIST
1. Industrial Introduction (1:04)
2. Slug Bait - ICA (4:20)
3. Slug Bait - Live at Southampton (2:45)
4. Slug Bait - Live at Brighton (1:10)
5. Maggot Death - Live at Rat Club (2:59)
6. Maggot Death - Studio (4:34)
7. Maggot Death - Southampton (1:37)
8. Maggot Death - Brighton (0:57)
9. "After Cease to Exist" - The Original Soundtrack of the COUM Transmissions Film (20:19)




D.o.A: The Third and Final Report
(Industrial, 1978)
Album

Fedeli alla linea, i Throbbing Gristle continuano a pubblicare un "report" all'anno.
Nel 1978 esce Dead on Arrival: The Third and Final Report, molto meno sperimentale e molto più legato al formato-canzone rispetto al rumorismo del precedente disco.
La svolta è dovuta in gran parte a Chris Carter (definibile il "musicista" del gruppo, mentre gli altri tre sono "artisti", non musicisti). Sua è difatti la traccia più catchy del disco, AB/7A, che mai si sarebbe potuta ascoltare sui lavori precedenti del quartetto.
Forse stanchi di essere etichettati come rumoristi senza personalità (accusa tra l'altro del tutto errata), in questo disco ogni membro scrive e registra un brano per conto suo. Una buona idea, dato che ogni elemento del gruppo possiede una personalità unica.
Così Cristopherson firma l'agonizzante Valley of the Shadow of Death, mentre Orridge compone la sognante Weeping, Cosey l'elettronica Hometime e Carter la già citata AB/7A (e sono proprio queste ultime due tracce a risultare le più "fuori luogo" con la proposta originaria dei Throbbing Gristle).
La band nel suo insieme firma invece gli altri capitoli del lavoro, ovvero l'elettronica noise di I.B.M. e della title-track, l'infernale Walls of Sound, la terrificante Hamburger Lady (dal testo macabro e disturbante), nonché i vari pezzi segnati da uno strano e deviato sense of humor: Hit by a Rock, Blood on the Floor, Death Threats (in cui sono campionati gli insulti che il gruppo riceve attraverso la segreteria telefonica).
In una successiva riedizione sarà presente anche We Hate You (Little Girls), singolo che regala una buona popolarità alla band.



LINE-UP
Genesis P-Orridge - bass, vocals, violins
Chris Carter - synthesizers, electronic rhythms, tapes
Peter Christopherson - tapes, machines
Cosey Fanni Tutti - lead guitar, effects, tapes

TRACKLIST
1. I.B.M.
2. Hit by a Rock
3. United
4. Valley of the Shadow of Death
5. Dead on Arrival
6. Weeping
7. Hamburger Lady
8. Hometime
9. AB/7A
10. E-Coli
11. Death Threats
12. Walls of Sound
13. Blood on the Floor
14. Five Knuckle Shuffle
15. We Hate You (Little Girls)




20 Jazz Funk Greats
(Industrial, 1979)
Album

Puntualmente, nel 1979 esce un altro disco da parte dei Throbbing Gristle.
Il quartetto abbandona sempre più la tesi rumoristica, in favore di una musica elettronica pesantemente influenzata dalla musica dei Kraftwerk e dalle mode sintetiche che da essi stavano rapidamente sfociando e prendendo piede anche nel mainstream.
Il titolo è volutamente fuorviante: non ci sono molte tracce di jazz-funk (a parte forse nelle ritmiche di Tanith), quanto piuttosto di Brian Eno (pezzi come la sinistra Exotica di fatto anticipano l'ambient elettronico dei 1980s e il dark ambient).
I momenti che rendono questo disco il più accessibile (e vicino al formato canzone) della carriera della band sono senza dubbio Hot on the Heels of Love (una delle prime canzoni europee a coniugare l'elettronica ballabile con la noise-music) e What a Day (industrial strutturato come se fosse pop), ma flirtano con il synth-pop anche Walkabout, Convincing People, e la metallica Still Walking. Altri momenti riusciti di fusione tra le due anime (sperimentale e modaiola) sono anche Persuasion e Six Six Sixties.
Insomma, così come i "colleghi" Cabaret Voltaire, anche i Throbbing Gristle sembrano ora più interessati ad una specie di elettronica decadente più che all'industrial disumanizzante. In poche parole: il synth-pop sta per (purtroppo) travolgere tutti.
Su riedizione in CD sono presenti anche due performance live di Disciple.
Per quanto riguarda invece il tipico humor della band, è consigliata un'occhiata alla copertina del disco.



LINE-UP
Genesis P-Orridge - bass, vocals, violins
Chris Carter - synthesizers, electronic rhythms, tapes
Peter Christopherson - tapes, machines
Cosey Fanni Tutti - lead guitar, effects, tapes

TRACKLIST
1. 20 Jazz Funk Greats
2. Beachy Head
3. Still Walking
4. Tanith
5. Convincing People
6. Exotica
7. Hot on the Heels of Love
8. Persuasion
9. Walkabout
10. What a Day
11. Six Six Sixties
12. Discipline (Berlin)
13. Discipline (Manchester)




Heathen Earth
(Industrial, 1980)
Album

Resisi conto della piega synth-pop del loro sound, i Throbbing Gristle vogliono mettere su disco un live che testimoni il significato (almeno quello a livello uditivo) di un loro concerto.
Davanti ad una platea selezionata eseguono un live, fitto di improvvisazioni e di soluzioni lisergiche, che viene registrato e pubblicato come Heathen Earth nel 1980.
L'album è probabilmente il più psicologicamente violento dai tempi degli esordi. Le immagini che evoca sono quelle di oscurità, tenebre e torture, degli assassini più efferati, dell'alienazione.
Dreamachine e The World Is a War Film sono forse i due episodi meglio riusciti, ma anche il rifacimento di After Cease to Exist merita una menzione.
Su riedizione in CD sono presenti anche Adrenalin e l'inquietante Subhuman.



LINE-UP
Genesis P-Orridge - bass, vocals, violins
Chris Carter - synthesizers, electronic rhythms, tapes
Peter Christopherson - tapes, machines
Cosey Fanni Tutti - lead guitar, effects, tapes

TRACKLIST
1. Cornets
2. The Old Man Smiled
3. After Cease to Exist
4. The World Is a War Film
5. Dreamachine
6. Still Walking
7. Don't Do As You're Told, Do As You Think
8. Painless Childbirth
9. Adrenalin
10. Subhuman




In the Shadow of the Sun
(Industrial, 1981)
Album

In the Shadow of the Sun è un album che diventa colonna sonora dell'omonimo film di Derek Jarman, una compilation di cortometraggi girati tra il 1974 e il 1980.
I Throbbing Gristle compongono una variante molto più "soft" e ambient di After Cease to Exist (l'altra colonna sonora composta dalla band, nonché una delle loro composizioni migliori); il disco è difatti un'unica traccia, lunga quasi un'ora, che sostanzialmente aggiunge al curriculum del gruppo due credenziali in più: il poter spaziare in un terreno ambient meno caotico e noise, e la capacità di inventarsi una vera e propria suite.


LINE-UP
Genesis P-Orridge - bass, vocals, violins
Chris Carter - synthesizers, electronic rhythms, tapes
Peter Christopherson - tapes, machines
Cosey Fanni Tutti - lead guitar, effects, tapes

TRACKLIST
1. In the Shadow of the Sun - 54:00




Mission of Dead Souls
(Fetish, 1981)
Album

Ultimo disco ufficiale prima dello scioglimento, Mission of Dead Souls testimonia l'ultimo concerto della band, quello del 29 Maggio 1981 a San Francisco.
Il gruppo termina la sua carriera nello stesso modo in cui l'ha cominciata (6 anni prima): un manifesto di pura noise-music alienante.
Ma il punto di vista è differente: se The Second Annual Report sembrava annunciare la fine del rock, Mission of Dead Souls sembra voler annunciare la fine della new-wave industriale.
La volontà della band, in poche parole, è il nichilismo: dapprima hanno creato una rivoluzione artistica sul terreno musicale, poi hanno sperimentato ed evoluto questa rivoluzione, ed infine hanno voluto ucciderla. Mission of Dead Souls è talmente noise che sembra difatti voler smembrare ed evacuare di significato tutto ciò che i dischi della band avevano fatto nascere. I Throbbing Gristle hanno creato, i Throbbing Gristle distruggono. Distruggono tramite un disco estremamente anarco-noise, distruggono tramite lo scioglimento, distruggono tramite la chiusura della Industrial Records. Ecco perché sono in molti i critici ad aver scritto "l'Industrial è morto nel 1981": i Throbbing Gristle si sono sciolti nella maniera più musicalmente nichilista possibile.
Particolarmente degne di nota Guts on the Floor e la lunga Spirits Flying, mentre Distant Dreams (part two) e Something Came over Me sono due tracce ottime, ma disponibili solo nella riedizione su CD.



LINE-UP
Genesis P-Orridge - bass, vocals, violins
Chris Carter - synthesizers, electronic rhythms, tapes
Peter Christopherson - tapes, machines
Cosey Fanni Tutti - lead guitar, effects, tapes

TRACKLIST
1. Dead Souls
2. Guts on the Floor
3. Circle of Animals
4. Looking for the Oto
5. Vision and Voice
6. Funeral Rites
7. Spirits Flying
8. Persuasion U.S.A.
9. The Process
10. Discipline (reprise)
11. Distant Dreams (part two)
12. Something Came Over Me




Dopo lo scioglimento del 1981, i vari membri portano avanti altri progetti: Chris e Cosey continuano a fare album synth-pop sotto il nome di Chris & Cosey, mentre Orridge e Christopherson fondano i Psychic TV (prima sperimentatori con acid-rock e musica classica, poi elettronica ballabile nonché pionieri dei visual nei live). Nel 1983 Balance e Christopherson lasciano i Psychic TV per formare i Coil (dapprima progetto industrial-psichedelico, poi semplice formazione di elettronica ballabile).

Una serie infinita di lavori "unreleased" e "live" dei Throbbing Gristle inonda nel frattempo il mercato, alimentando il culto per la band.

Tutto ciò rende inevitabile la reunion, nel 2004, seguita da una serie di concerti e un annunciato nuovo album.



Part Two: The Endless Not
(Mute, 2007)
Album

Dopo la reunion del 2004 viene registrato del nuovo materiale, ma ci vogliono un paio d'anni perché la band ne decida la pubblicazione.
I Throbbing Gristle tornano ufficialmente sul mercato appena nel 2007, a quasi trent'anni di distanza dall'ultimo disco, e inevitabilmente il ritorno viene atteso in un clima quasi mistico.
Le aspettative appunto eccessivamente alte possono deludere l'ascoltatore al primo approccio. Balza subito all'orecchio difatti che, per la band di P-Orridge, in questi 30 anni non pare sia cambiato molto (se non nulla). In una ricerca della sostanza al di là della forma, ci si accorge che le tracce non dicono nulla in più di quanto la band stessa abbia già detto nei suoi primi dischi, e che nel migliore dei casi prendono spunto da altri illustri colleghi come Foetus o Einstürzende Neubauten. Persino l'idea di inserire quattro pezzi di "solo" (ovvero ognuno scritto e curato unicamente da un membro) è direttamente copiata da D.o.A.: The Third and Final Report.
Eppure, esplorando il disco, ci si accorge che qualcosa prende forma ugualmente. Il mare di atmosfere ipnotiche, surreali e sempre inquietanti, immerse nei campionamenti, fa sorgere la domanda "cos'è davvero l'Industrial oggigiorno?". Perché, se P-Orridge e soci non sono ormai più un act scandalistico, né dei portabandiera del progressismo, è anche palese che dopo anni di evoluzioni impensabili la musica industriale, allo stato attuale, si sia fossilizzata in un fumoso punto interrogativo. E allora si inizia davvero a capire il ritorno alle scene della band, e ad apprezzare la tromba agonizzante di Rabbit Snare, l'ambient sussurrato e statico di After the Fall, l'orgia elettronica di Greasy Spoon, la psicotica The Worm Waits Its Turn (distorsione allucinata dei Massive Attack). E, in fin dei conti, si prova conforto nel poter constatare come i Throbbing Gristle siano rimasti quelli di sempre.


LINE-UP
Genesis P-Orridge - bass, vocals, violins
Chris Carter - synthesizers, electronic rhythms, tapes
Peter Christopherson - tapes, machines
Cosey Fanni Tutti - lead guitar, effects, tapes, trumpet

TRACKLIST
1. Vow of Silence - 7:02
2. Rabbit Snare - 8:55
3. Separated - 4:51 (Chris Carter solo)
4. Almost a Kiss - 6:47
5. Greasy Spoon - 9:31
6. Lyre Liar - 7:51
7. Above the Below - 4:28 (Cosey Fanni Tutti solo)
8. Endless Not - 8:01
9. The Worm Waits Its Turn - 5:50 (Genesis P-Orridge solo)
10. After the Fall - 4:05 (Peter Christopherson solo)





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Copyright © Matthias Stepancich