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Tricky

Maxinquaye (1995)
6.5/10
Nearly God (1996)
7/10
Pre-Millennium Tension (1996)
7/10
Angels with Dirty Faces (1998)
6/10
Juxtapose (1999)
5/10
Blowback (2001)
6/10
Vulnerable (2003)
4.5/10
Knowle West Boy (2008)
5/10
Mixed Race (2010)
5/10




Adrian Thaws, in arte Tricky, cresce a Bristol (UK) in una famiglia multietnica (dalle radici jamaicane, britanniche, ispaniche e pellerossa) e problematica (il padre se ne va prima della sua nascita, la madre si suicida 4 anni dopo la sua nascita).
Collaborando occasionalmente con il sound system The Wild Bunch, segue poi Del Naja e Marshall nei primi due album dei Massive Attack, ai quali offre il proprio contributo come produttore e rapper, figurando quindi tra i padrini del genere "trip-hop".

Dopo Protection, sceglie di slegarsi del tutto da Del Naja e soci, in favore di una carriera solista.
Il suo primo album è Maxinquaye (Island, 1995), dedicato alla madre (il cui nome era Maxine Quaye).
In realtà l'album espande ben poco l'orizzonte sonoro già aperto da Massive Attack e Portishead, e anzi risulta molto meno incisivo rispetto ai loro dischi.
I primi due singoli estratti, ovvero Ponderosa e Aftermath, sono anche la sintesi migliore di tutto l'opera, tra battiti trip-hop, bassi dub, focus posto sulla cadenza dei ritmi e sulle soffuse melodie vocali femminili (fatte cantare nell'album alla quindicenne Martina Topley-Bird e ad Alison Goldfrapp) coadiuvate dagli occasionali rap sommessi e languidi dello stesso Tricky, atmosfere chill-out più oscure e meno psichedeliche rispetto a quelle di Marshall e Del Naja.
Peccato che la stessa formula si ripeta poi con scarse variazioni lungo le soporifere Overcome, Pumpkin (che campiona Suffer dei The Smashing Pumpkins), Abbaon Fat Tracks, Suffocated Love e Feed Me. Qualche singulto arriva solamente da You Don't, che accentua molto le influenze reggae (soluzione comunque ancora una volta ripresa dai Massive Attack), e dal blues paludoso di Strugglin' (con sample chitarristici distorti, lento tappeto di beat, rumori di caricatori d'arma da fuoco).
In realtà il sound di Tricky è anche molto più influenzato dall'hip-hop che dall'ambient, come dimostrano Black Steel (cover di Black Steel in the Hour of Chaos dei Public Enemy) e la feroce Brand New You're Retro (che campiona Bad di Michael Jackson).
La sensazione finale è che il disco sia stato composto e pubblicato in fretta e con troppe poche idee, cosa confermata dal fatto che Overcome e Hell is Round the Corner riciclino perfino le stesse liriche che Tricky aveva già scritto per Karmacoma e Eurochild (apparse l'anno precedente sull'album Protection dei Massive Attack).
Come se non bastasse, Hell Is Round the Corner riprende un sample da Ike's Rap II di Isaac Hayes che avevano già utilizzato i Portishead sulla loro molto più creativa Glory Box.
Abbastanza inspiegabili gli elogi entusiastici che l'album si guadagna all'uscita.

Se il successivo Nearly God (Island, 1996) segna un piccolo passo in avanti, è sia per la maggiore creatività che Tricky mette nelle basi, spesso contaminandole con tocchi avanguardisti ad archi e pianoforte, sia per la lunga serie di guest che lo aiutano nella fase delle registrazioni: oltre alle vocals della consueta Martina Topley-Bird (Poems, I Be the Prophet, Black Coffee), cantano anche Terry Hall (Poems, Bubbles), Alison Moyet (Make a Change), Neneh Cherry (su Together Now, della quale è anche co-autrice assieme a Mark Saunders), Cath Coffey e Dedi Madden (su I Sing for You) e Björk (che canta Yoga e il testo della sua You've Been Flirting Again su Keep Your Mouth Shut - d'altronde è anche il periodo in cui Tricky, oltre ad avervi una relazione sentimentale, la sta aiutando nelle registrazioni dell'album Post).
Alcune delle tracce più contaminate da sample dissonanti e tappeti ritmici sperimentali sono cover: Black Coffee è la rivisitazione del classico jazz di Sonny Burke e Paul Francis Webster, Tattoo è un vecchio pezzo dei Siouxsie & the Banshees, e nella release statunitense compaiono anche Judas (cover dei Depeche Mode) e Children's Story (cover di Slick Rick, ancora cantata da Martina Topley-Bird).
Altri arrangiamenti d'eccezione si trovano nell'ipnosi avanguardista I Be the Prophet (con tocchi classici di archi e pianoforte) e nel lento e inesorabile soul di Make a Change (avvolto da droni d'archi e immerso in un'atmosfera apocalittica).
Il capolavoro dell'album è tuttavia la confessione intimista e inquieta Poems.

La formula di Tricky viene perfezionata al massimo su Pre-Millennium Tension (4th & Broadway, 1996), il suo primo lavoro a suonare come un vero album e non come una raccolta di demo.
Le liriche sono impregnate di riferimenti alla cultura Rastafari, e a molte tracce contribuisce ancora una volta la cantante Martina Topley-Bird (con la quale Tricky ha nel frattempo anche avuto un figlio).
L'atmosfera è ancora più inquietante e dimessa rispetto a Nearly God, ma il sampling viene utilizzato allo stesso modo, colorando i fondali in maniera minimalista ed epilettica. Accenni di chitarra blues e rumori di fondo graffianti avvolgono Vent, tra spettrali vocalizzi femminili in overdub, mentre su Christiansands risaltano la voce rovinata di Tricky e la base etno-trip-hop profonda e languida (a riassumere tutto un immaginario sia etnico che urbano); le radici hip-hop e reggae sono invece predominanti nei tappeti sonori della metropolitana Tricky Kid e della lentissima Ghetto Youth; una delle basi più trascinanti è invece la graffiante Sex Drive, avvolta da strati rumoristici, mentre i pezzi più sentimentali e soffici sono Makes Me Wanna Die (una ballad trip-hop minimalista) e Piano (altro esperimento lento e minimalista, battito sordo e scarno con sampling vocali e accordi di pianoforte).
I pezzi migliori sono però forse My Evil Is Strong (jam d'avanguardia, tra colpi confusi di batteria, dissonanze chitarristiche e parole sciorinate in "stream of consciousness") e Bad Things (assenza totale di ritmo, solo la voce sussurrata di Tricky sopra ad un susseguirsi di inquietanti sample tastieristici e chitarristici).
Lyrics of Fury e Bad Dream sono due cover hip-hop (la prima del duo Eric B. & Rakim, la seconda di Chill Rob G
), trasformate in trip-hop inquieti e allucinati.

Angels with Dirty Faces (Island, 1998) riprende l'anima oscura e paranoica di Pre-Millennium Tension, ma la innesta su tappeti ritmici molto più upbeat e travolgenti. L'innovazione e il motivo d'essere dei pezzi è tutto qui, e deve la sua freschezza solamente all'eclettico drummer Perry Melius, che guida ogni traccia. Gli arrangiamenti di Tricky sono anche più canonici e meno sperimentali rispetto ai suoi precedenti dischi.
Vertici dell'album Money Greedy, Mellow (guidata da languidi e dissonanti sampling chitarristici), Singin' the Blues (grazie ad un certosino lavoro di incastri tra ritmiche e arrangiamenti), Record Companies, e la solennemente decadente Talk to Me (Angels With Dirty Faces).
La soporifera Broken Homes ha come guest alla voce PJ Harvey, The Moment I Feared e 6 Minutes flirtano con breakbeat e drum'n'bass, Analyze Me è guidata da un profondo basso dub e tocchi metallici minimalisti, Demise è affogata in un tappeto di basso e sorde percussioni, Tear Out My Eyes è un hip-hop rallentato fino allo sfinimento e macchiato da suoni dissonanti, Carriage for Two ha le chitarre suonate da Scott Ian degli Anthrax.

Juxtapose (Island, 1999) ripulisce il sound da tutti gli arrangiamenti più bizzarri e da tutte le angosce esistenziali dei tre precedenti dischi.
Ciò che resta sono solamente pezzi hip-hop e trip-hop prevedibili e spesso noiosi. Si salvano dal mucchio solamente la ritmata She Said, la ballad trip-hop Call Me, l'opener For Real (che comunque è una cover di Pop Muzik, la hit dei M), e forse il conclusivo paludoso incubo trip-hop Scrappy Love.
Le voci femminili non sono più della Topley-Bird, bensì di Kioka Williams, mentre le parti rappate del disco sono di Tricky e DMX.
For Real è stata registrata assieme a DJ Muggs.

Blowback (Anti, 2001) ne è la versione più luminosa e melodica. Funziona in parte grazie ad una lunga serie di guest soprattutto vocali (Anthony Kiedis, Flea e John Frusciante dei Red Hot Chili Peppers, Ed Kowalczyk dei Live, Alanis Morissette, Cyndi Lauper, Hawkman, Stephanie McKay, Ambersunshower) che danno un loro tocco personale alle tracce; il problema è che quelle stesse tracce sono cucite già in partenza attorno ai guest, e quindi spesso suonano solamente imitazioni di sound già standardizzati.
Il disco è portato in alto da Evolution Revolution Love (con Ed Kowalczyk, tappeto trip-hop eccezionale e tocchi reggae, forse la traccia più catchy mai scritta da Tricky), Girls (con Frusciante e Kiedis, mescola abilmente hard-rock e trip-hop), #1 Da Woman (vivace synth-rock, con Flea e Frusciante), Your Name (sommessa e minimalista ballad trip-hop), Bury the Evidence (con chitarre elettriche, tocchi reggae, hip-hop e arrangiamenti inquietanti), A Song for Yukiko (battiti marziali, melodia minimale al pianoforte, rumori di respiratori automatici, voci femminili giapponesi) e forse l'opener Excess (trip-hop paludoso nel segno degli esordi, con Alanis Morissette e Stephanie McKay alla voce).
Le altre tracce suonano come scarti dai due dischi precedenti.

Vulnerable (Epitaph, 2003) sembra solo una collezione di b-side scartate.
Le voci femminili sono di Costanza Francavilla, una fan italiana di Tricky, che rende i pezzi ancora più immaturi di quanto già non siano.
Minimi elementi d'interesse si trovano ancora in How High e Moody (i sample di chitarra elettrica), forse anche in Wait for God e Search and Survive (gli archi orientaleggianti), ma tutto viene trascinato verso il basso dalle restanti tracce, nel migliore dei casi non ispirate e nel peggiore dei casi imbarazzanti (i rap su Where I'm from).
Dear God è una cover degli XTC, Lovecats una cover dei The Cure.

La buona notizia di Knowle West Boy (Domino, 2008) è che l'anima più infantile e superficiale di Vulnerable è quasi scomparsa (ma torna con prepotenza sulle frivole Veronika, C'mon Baby, Council Estate e Slow), la cattiva notizia è che le tracce per la maggior parte contengono comunque ben poco delle angosce e degli sperimentalismi degli esordi, e spesso sono costruite attorno a mezza idea.
Il blues su base trip-hop con archi dissonanti di Puppy Toy, l'atmosferica Joseph, l'hip-hop arrangiato con archi inquietanti di Coalition e la languida ballata cocktail-lounge dagli arrangiamenti variegati Cross to Bear sono forse gli unici momenti godibili di tutto il lavoro.
Bacative
e Baligaga sono stanchi reggae su canonici tappeti hip-hop e trip-hop.
Past Mistake
, Far Away e School Gates ripetono la formula di trip-hop paludoso che Tricky ha già ampiamente collaudato sin dai tempi di Maxinquaye, e che ormai riesce ad aggiornare con difficoltà (un battito profondo e i delay in Past Mistake, i torbidi sample chitarristici in School Gates).
Le voci femminili sono nuovamente di una cantante italiana, stavolta Veronika Coassolo.
Veronika è una cover di Livido amniotico, pezzo scritto in passato dalla Coassolo con la band italiana Subsonica, mentre Slow è una cover dell'omonima hit dance-pop di Kylie Minogue.

Mixed Race (Domino, 2010), nono album di Tricky, registrato a Parigi, vede la solita sfilza di amici guest, ma musicalmente segna il definitivo oblio nei confronti del trip-hop paludoso e psichico degli esordi.
Le iniezioni di blues e jazz (Every Day, Early Bird, Come to Me), ma anche di indietronica (Kingston Logic e Time to Dance), compensano leggermente la superficialità e lo scarno minimalismo generale delle composizioni. Ma non ce n'è abbastanza da equilibrare la giostra di freddi stereotipi che comunque domina su gran parte dell'album (battito, voce e violini di Ghetto Stars, voce e strumento a corda mediorientaleggianti di Hakim, giro blues di Murder Weapon, cover dell'omonimo pezzo di Echo Minott, electro-rap misto a dubstep di Bristol to London), per un totale che non raggiunge nemmeno la mezz'ora di durata.







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